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	<title> &#187; Intelligenza Finanziaria</title>
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		<title>La crisi è nella testa e nei comportamenti di chi lavora male. Che si merita tutti i propri guai</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 22:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria 2011]]></category>
		<category><![CDATA[recessione]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo del business]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrei potuto intitolare questo post &#8220;Segnali di un paese in declino&#8221; ma poi ho preferito dargli un titolo e un significato più positivo visto che di profeti di sventura e negativi di professione in Italia ultimamente tutto siamo tranne che sprovvisti. Certo, tutto ciò che ci dicono i media e buona parte di quanto si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Avrei potuto intitolare questo post &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em><strong>Segnali di un paese in declino</strong></em></span>&#8221; ma poi ho preferito dargli un <strong>titolo e un significato più positivo</strong> visto che di profeti di sventura e negativi di professione in <strong>Italia </strong>ultimamente tutto siamo tranne che sprovvisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, tutto ciò che ci dicono i <strong>media </strong>e buona parte di quanto si riesce ad <strong>osservare personalmente</strong> non è che inducano molta allegria tra <strong>incubi di default</strong> e facili profezie di<strong> aumento di inflazione</strong> da un lato, <strong>diminuzione vistosa del nostro potere d&#8217;acquisto</strong> e <strong>recessione nazionale</strong> dall&#8217;altro ma oggi vorrei utilizzare questo spazio per raccontare una serie di <span style="color: #000080;"><strong>episodi reali</strong> </span>che mi sono capitati personalmente negli ultimi mesi e dai quali vorrei poter trarre e condividere delle<strong> conclusioni positive</strong> e <strong>rosee speranze</strong> per tutti coloro che, armati di <strong>buona volontà e sano ingegno italico</strong>, hanno l&#8217;intenzione di <strong>scuotersi di dosso l&#8217;apatia e il pessimismo dilaganti</strong> e approfittare della situazione per dare una decisa sterzata verso il meglio alla propria condizione professionale e finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Parto con il descrivere in super sintesi <span style="color: #000080;"><strong>6 eventi realmente accaduti nella mia sfera familiare</strong></span> durante quest&#8217;ultimo anno e poi condivido le mie conclusioni in fondo all&#8217;articolo.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2956" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="vodafone_station" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/vodafone_station.png" alt="" width="200" height="207" /></a>Primi mesi del 2011 -</strong> Mia moglie ed io ci facciamo convincere da un commerciale telefonico <span style="color: #ff0000;"><strong>Vodafone </strong></span>a cambiare la <strong>connessione adsl</strong> di casa nostra passando dal servizio &#8220;<em>Alice</em>&#8221; di Telecom Italia all&#8217;utilizzo della loro <em><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;Vodafone Station&#8221;</strong></span></em> di cui ci descrivono mirabilie. Io spiego a chiare lettere al venditore che del <strong>risparmio economico</strong> non potrebbe avrebbe fregarmene meno (<em>strano a dirsi per un genovese ma nel caso specifico era così!</em>), ero piuttosto interessato a <strong>migliorare le funzionalità del nostro impianto</strong> poichè, lavorando molto dallo Studio presso la mia abitazione, avremmo potuto trarne un notevole beneficio. In ogni caso, ho insistito parecchio sul punto con la persona con cui mi stavo relazionando,<strong> non avrei potuto permettermi interruzioni di servizio</strong> nemmeno di un giorno perchè la cosa mi avrebbe arrecato gravi disagi e danni economici non indifferenti. Mal me ne incolse nel fidarmi delle rassicurazioni del venditore in questione visto che <strong>mi accorsi in breve tempo che il tizio mi aveva <span style="color: #ff0000;">rifilato almeno 4 o 5 panzane grosse come una casa, che il servizio effettivo non era nemmeno parente di quanto mi era stato promesso</span> e che la conseguenza di tutto ciò era che il mio lavoro ne risultava gravemente compromesso e rallentato.</strong> Nel parlare di questo episodio con amici e conoscenti ho scoperto che la stessa <strong>Vodafone </strong>aveva tirato bidonate simili o combinato altri pasticci a molti tra loro, tanto che alcuni erano addirittura passati per vie legali. Un mio cliente che opera nel mondo della telefonia (<em>ciao Alessio!</em>) mi avrebbe raccontato alcuni mesi dopo che: <em>&#8220;In questo settore lavorano più o meno tutti così, e che è la prassi che i commerciali telefonici mentano spudoratamente su parecchi punti pur di strappare un contratto su cui ottenere uno straccio di provvigione&#8221;</em>. Posto che <strong>per me è inconcepibile che una multinazionale della dimensione e della portata della Vodafone permetta o incoraggi i propri commerciali a raccontare palle clamorose pur di sottoscrivere qualche abbonamento in più</strong>, dopo aver protestato ed essermi lamentato più volte in maniera veemente contro gli sfortunati addetti del loro reparto clienti (che mi dicono: <em>&#8220;Lei non è l&#8217;unico a dirci queste cose, le sentiamo tutti i giorni, purtroppo i commerciali fanno così &#8230;&#8221;</em>), decido naturalmente di <strong>interrompere subito il contratto e tornarmene a gambe levate alla</strong> <strong>Telecom</strong>, riuscendo a <strong>riottenere una linea funzionante solo 4 mesi più tardi &#8230;</strong> Ci sarebbero tutti gli <strong>estremi per far causa alla Vodafone</strong> ma visto che sono una persona pratica e so come (non) funziona il sistema giudiziario in Italia decido di lasciar perdere. Quello che invece non lascio perdere è di fare una <strong>pubblicità negativa spietata</strong> a chiunque incontri cercando di dissuaderlo dal fare il mio stesso errore. <strong>Mi chiedo:</strong> <em><span style="color: #000080;"><strong>&#8220;Ma la Vodafone avrà fatto davvero un buon affare a comportarsi come si è comportata?&#8221;</strong></span></em></li>
<li><strong>Luglio 20</strong><em><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2958" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="acquedotto_pugliese" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/acquedotto_pugliese-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></em><strong>11</strong> &#8211; Avendo acquistato un<span id="more-2951"></span><strong> immobile in Puglia </strong>in corso di ristrutturazione, veniamo sollecitati dal costruttore nel: <em>&#8220;Portarci avanti con la richiesta di allaccio delle utenze per acqua, luce e gas&#8221;.</em> Mi sembra francamente un pò prematuro visto che mancano ancora almeno 5 mesi alla data di fine lavori ma mia moglie che è del posto decide di seguire il consiglio che si rivela in effetti fin tardivo visto che scopriamo che pur essendo all&#8217;interno di un centro abitato <span style="color: #000000;"><strong>in</strong> <strong>provincia di</strong> </span><strong><span style="color: #000000;">Foggia </span><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">per </span>allacciare l&#8217;acqua ad un&#8217;abitazione ci vogliono di media almeno &#8230; 8 mesi !!!</span></strong> A stretto giro, confrontandomi con gente del posto, scopro che <strong>un amico che doveva spostare un contatore del gas è ancora in attesa dopo più di sei mesi</strong> e sta cercando di mettere di mezzo un onorevole (!) per sollecitare le pratiche. Gli dico che <strong>mi sembra una cosa assurda</strong> e lui mi spiega che invece lì è <strong>prassi </strong>raccontandomi che ha dovuto <strong>aspettare quasi due anni per aprire una piccola pizzeria da asporto a Manfredonia</strong> a causa di una serie di stupidissimi<strong> inghippi burocratici </strong>di quel tipo. Mi spiegano anche che il problema è che per la storia dell&#8217;acqua non essendoci <strong>concorrenza </strong>sul territorio i tizi dell&#8217;acquedotto fanno un pò quello che gli pare. <strong>Mi chiedo:</strong> <span style="color: #000080;"><strong><em>&#8220;Ma visto che la disoccupazione al Sud è un problema sentito, le Amministrazioni pubbliche non dovrebbero cercare di aiutare chi vuole aprire una nuova attività e creare nuovi posti di lavoro, pagare nuove tasse etc.? E l&#8217;acquedotto non dovrebbe avere interesse a evadere le pratiche in fretta visto che prima avremo l&#8217;utenza allacciata e prima inizieremo a produrre profitto per loro?&#8221;</em></strong></span><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-2961" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="franchising_abbigliamento_bambini" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/franchising_abbigliamento_bambini-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></li>
<li><strong>Settembre 2011 &#8211; </strong>Mia moglie decide di esplorare la possibilità di <strong>aprire un negozio di abbigliamento per bambini qui a Reggio Emilia</strong> e inizia ad informarsi dai vari <span style="color: #ff0000;"><strong>franchising</strong></span> sulle rispettive <strong>condizioni commerciali </strong>inviando <strong>una dozzina di richieste di informazioni e manifestazioni di interesse</strong> attraverso i vari moduli predisposti proprio per tale scopo sui siti internet delle varie aziende di abbigliamento. Ad oggi, <strong>pur essendo passati già <span style="color: #ff0000;">tre mesi di tempo, ha</span> <span style="color: #ff0000;">ricevuto solo una risposta rispetto alle 12 aziende <span style="color: #ff0000;">contattat</span></span><span style="color: #ff0000;">e</span></strong>, dalle altre non è giunta nemmeno una classica risposta automatizzata del tipo: <em>&#8220;Grazie per averci contattato &#8230;&#8221;</em>. <strong>Mi chiedo:</strong> <span style="color: #000080;"><strong><em>&#8220;Ma queste aziende di abbigliamento se la passano davvero così bene da potersi permettere di snobbare in modo così cialtronesco dei loro potenziali affiliati commerciali?&#8221;</em></strong></span></li>
<li><strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2962" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="caldaia-buderus" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/caldaia-buderus-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ottobre 2011</strong> <strong>- </strong>Dall&#8217;inverno scorso la <strong>pompa di ricircolo della caldaia</strong> di casa nostra si è guastata il che non ne pregiudica il funzionamento ma produce un rumore abbastanza fastidioso. La cosa ci torna in mente non appena accendiamo l&#8217;impianto e chiamiamo l<strong><span style="color: #ff0000;">&#8216;assistenza Buderus</span></strong> per dirgli di venire a cambiare il pezzo (una riparazione dal costo di qualche centinaia di euro a mio carico). Ad oggi sono passati <strong><span style="color: #ff0000;">due mesi ed abbiamo già dovuto richiamare l&#8217;assistenza 3 volte perchè il famoso tecnico che avrebbe dovuto chiamarci per prendere un appuntamento ancora non si è fatto sentire</span></strong> &#8230; <strong>Mi chiedo</strong>: <span style="color: #000080;"><em><strong>&#8220;Ma questi dell&#8217;Assistenza Buderus sono così pieni di lavoro da potersi permettere di sputare in questo modo sugli incarichi che gli vengono offerti e da non preoccuparsi del fatto che se un cliente aspetta un contatto da 3 mesi e non lo riceve probabilmente poi li manderà a stendere e gli farà cattiva pubblicità?&#8221;</strong></em></span></li>
<li><strong>Novembre 2011 -</strong> Le mie vicissitudini con le <strong>compagnie telefoniche e internet</strong> non sono terminate (sigh&#8230;). Riattivata l&#8217;<strong>adsl </strong>con <span style="color: #ff0000;"><strong>Telecom </strong></span>a <strong>settembre</strong>, inizia a <strong>non funzionare più a novembre.</strong> Ci metto <strong>6 telefonate e 7 giorni per convincere l&#8217;assistenza Telecom a mandarmi un tecnico</strong> che in effetti arriva e dopo 30 minuti di lavoro un pò confuso mi dice: <em>&#8220;E&#8217; vero, il problema non era nel suo computer ma nella linea, aveva ragione (grazie tante penso io, è la prima cosa che v</em><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2963" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="tecnico_Telecom" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/tecnico_Telecom-300x177.png" alt="" width="270" height="159" /></a><em>i ho detto una settimana fa!) ma ho trovato il guasto e ho risolto&#8221;</em>. Il tecnico se ne va e <strong>lo stesso problema si rimanifesta 3 ore più tardi.</strong> Per farla breve: sono ormai <span style="color: #ff0000;"><strong>passate 4 settimane dalla prima segnalazione del guasto da parte mia, ho chiamato almeno 20-25 volte il call center del 187, sono venuti tre tecnici diversi a casa e ancora il pro</strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>ble</strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>ma n</strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>on è stato risolto.</strong></span> La cosa clamorosa che faccio presente all&#8217;ultimo tecnico che è venuto a trovarmi e che mi sembra il più dedito e competente visto sin qua è che <strong>ogni volta devo rispiegare tutto da capo</strong> e sentirmi dire le stesse cose standard che mi hanno già detto tutti gli altri!!! Gli dico che <strong>mi sembra senza senso un modo di lavorare così impost</strong><strong>at</strong><strong>o che fa irritare me, fa fare brutte figure a loro e fa perdere tempo a tutti quanti. </strong>Gli dico testualmente: <em>&#8220;Ma è possibile che non teniate almeno una scheda cliente che ogni tecnico o telefonista aggiorna di volta in volta di modo che non si debba sempre ripartire da zero?&#8221;</em> Il tizio si prende le labbra, fa il segno di chiuderle con una cerniera immaginaria e mi chiede per cortesia di <strong>non farlo parla</strong><strong>re sull&#8217;argomento.</strong> Mi racconta comunque alcune cosette sul <strong>declino della più grande azienda italiana di telefonia</strong> e mi dice quanto sia stato umiliante per lui sentirsi <strong>lamentare da un sacerdote brasiliano appena giunto in Italia le lentezze nell&#8217;attivazione e nel fun</strong><strong>zionamento di internet rispetto a come funziona nel suo paese.</strong> Non so più cosa chiedermi ma mi torna in mente una cosa che avevo letto tempo fa sul fatto che <span style="color: #000080;"><strong>in Estonia (non in California&#8230;) hanno il collegamento wireless gratuito sugli autobus pubblici &#8230;</strong></span></li>
<li><strong>Pochi giorni fa -</strong> Sono in un <strong>centro commerciale in un<span style="color: #ff0000;"> negozio di casalinghi</span></strong> per comprare i primi regali di Natale e manifesto il mio interesse per degli oggetti della nota ditta <span style="color: #ff0000;"><strong>Alessi</strong></span>. Ho praticamente deciso di <strong>comprarne due per una spesa non indifferente</strong> quando mi cade l&#8217;occhio su un adesivo in vetrina che dice che: <em>&#8220;Se compri due oggetti Alessi, sul secondo c&#8217;è uno sconto del 50%&#8221;</em>. Tutto felice <strong><span style="color: #ff0000;">lo faccio notare al commerciante che quasi mi aggredisce</span></strong> dicendomi che: <em>&#8220;Non è così, lo sconto non è sugli oggetti che stavo guardando che sono già</em><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2960 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="alessi_promozione_natale" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/alessi_promozione_natale-300x218.jpg" alt="" width="216" height="157" /></a></strong></span><em> in promozione&#8230; &#8220;</em> e così via su questo tono. A darmi fastidio non è tanto la <strong>sostanza del discorso quanto i suoi modi</strong> e visto che <strong>non penso sia una buona cosa premiare chi mi tratta in maniera scortese e arrogante</strong> saluto e me ne vado senza acquistare niente. Ho poi <strong>comprato un oggetto pressochè identico il mattino dopo in Centro Storico</strong>, scovando un&#8217;<strong>alternativa più bella e meno costosa</strong> ma soprattutto ho <strong>acquistato da una persona gentile e che ha usato i modi giusti</strong> che deve utilizzare un commerciante. I suoi modi e i suoi prezzi sono poi stati premiati dal fatto che mia moglie ha deciso di estendere lo stesso regalo anche ad altri familiari, ragion per cui la spesa si è moltiplicata e così i suoi guadagni. Già mi sembra di sentire il <strong>primo negoziante (quello scortese) lamentarsi con i suoi conoscenti</strong> del fatto che: <em>&#8220;C&#8217;è la crisi, non ci sono soldi in giro, questo Natale va da schifo &#8230;</em>&#8221; Sorrido in maniera un pò perfida e penso che <span style="color: #ff0000;"><strong>la vita ripaga ognuno di noi in relazione ai propri meriti.</strong></span></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Ora, nell&#8217;<strong>invitarti a</strong> <span style="color: #800080;"><strong>LASCIARE UN COMMENTO</strong></span> <strong>all&#8217;articolo</strong> <strong>raccontando i tuoi aneddoti o commentando le mie conclusion</strong>i, potrei sicuramente desumere da tutti questi episodi che siamo una <strong>nazione davvero in profonda crisi</strong> se questi sono i comportamenti che un pò tutti, dalle multinazionali ai piccoli commercianti, dalle amministrazioni alle società di pubblici servizi alle aziende commerciali tendono a mettere in atto.</p>
<p style="text-align: justify;">Scelgo però di <strong>vedere le cose da un punto di vista diverso</strong> ricordandomi che, come diceva sempre <strong>Dan Peterson</strong>, <strong>nella vita esistono:</strong> <span style="color: #ff0000;"><strong><em>&#8220;Bugie, grandi bugie e statistiche!&#8221;</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>statistiche </strong>ci dicono che siamo in <span style="color: #ff0000;"><strong>crisi </strong></span>ma non ci dicono che <strong>in mezzo alla crisi molti continuano a crescere e a progredire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Chi?</span></strong> A mio modesto parere <strong>tutti coloro che si sforzano di lavorare come Dio comanda</strong>, impegnandosi nel <strong>fornire un servizio di qualità al proprio prossimo</strong> indipendentemente dal fatto che agiscano in qualità di <strong>lavoratori dipendenti, autonomi o imprenditori </strong>e sia che lo facciano personalmente o per interposta persona affidando ai propri dipendenti e collaboratori il compito di rappresentarli sul mercato.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>Andremo in </strong><strong>recessione nel 2012?</strong></span> <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Probabile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong><em>recessione</em></strong></span>&#8221; significa soltanto che il <strong>PIL (Prodotto Interno Lordo) calerà per due trimestri consecutivi</strong> e così torniamo nel discorso delle statistiche. Sarò limitato ma <strong>non vedo tutta questa differenza tra un PIL che cresce dello 0,2% all&#8217;anno come avviene ormai da più di 10 anni a questa parte e uno che invece cala dello 0,5% &#8230;</strong> decimale in più, decimale in meno stiamo descrivendo la stessa situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lato positivo della situazione è che <strong>in mezzo a tutta questa mediocrità e depressione è facile distinguersi ed emergere</strong>, non serve nemmeno fare cose eccezionali, già<strong> il normale diventa straordinario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A livello personale, parlando di <span style="color: #ff0000;"><strong>business</strong></span>, vado verso il <strong><span style="color: #000080;">terzo anno consecutivo di crescita record</span> </strong>e la stessa cosa la vedo accadere per <strong>molte persone e aziende di mia conoscenza</strong> che, indipendentemente dall&#8217;ambiente che le circonda, continuano a <strong>macinare lavoro con onestà, competenza e dedizione</strong>, magari facendo lo sforzo di <strong>aggiornare i propri approcci e le proprie proposte</strong> ad un mondo che cambia ogni giorno di fronte ai nostri occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel prossimo futuro continuerò, sia tramite questo <strong>blog </strong>che attraverso le mie <strong>proposte formative</strong>, a fornire <strong>idee, spunti e strumenti sul come gestire e moltiplicare al meglio le proprie risorse finanziarie</strong> ma, rispetto al passato, darò <strong>spazio crescente anche a tematiche e strumenti relativi al <span style="color: #000080;">lavoro</span>, al <span style="color: #000080;">business </span>e alla <span style="color: #000080;">creazione di ricchezza.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso ce ne sia un <strong>grandissimo bisogno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fuor di statistica e di ipocrisia, <span style="color: #ff0000;"><strong>la crisi è nella testa e nei comportamenti di chi lavora male. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Che si merita tutti i propri guai.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
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		<title>Don&#8217;t cry for me Argentina! (intervista sul default nazionale del 2001 &#8211; 2a parte)</title>
		<link>http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/crisi-finanziaria-2008-2011/dont-cry-for-me-argentina-intervista-sul-default-nazionale-del-2001-2a-parte/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 18:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Mercedes Viola]]></category>

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		<description><![CDATA[Si conclude in questo post l&#8217;intervista a MERCEDES VIOLA (CLICCA QUI per leggerne la prima parte) relativa alla sua esperienza diretta della crisi relativa al default nazionale argentino del 2001 e delle vicende, situazioni e sensazioni ad essa collegate. Prima di passare alle risposte di Mercedes voglio approfittarne per ringraziarla pubblicamente per il contributo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><a href="http://mercedesviola.org/"><img class="alignleft size-full wp-image-2931" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Mercedes_Viola" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/foto.jpg" alt="" width="272" height="281" /></a></span>Si conclude in questo post l&#8217;<strong>intervista </strong>a <span style="color: #000080;"><strong>MERCEDES VIOLA</strong></span> (<a href="http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/crisi-finanziaria-2008-2010/dont-cry-for-me-argentina-intervista-sul-default-nazionale-del-2001-1a-parte/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>CLICCA QUI per leggerne la prima parte</strong></span></a>) relativa alla sua esperienza diretta della crisi relativa al <strong>default nazionale argentino del 2001</strong> e delle vicende, situazioni e sensazioni ad essa collegate.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di passare alle risposte di <strong>Mercedes </strong>voglio approfittarne per <strong>ringraziarla pubblicamente</strong> per il contributo da lei generosamente prestato al blog e a tutti noi, contributo fondamentale per cercare di <strong>comprendere attraverso i suoi occhi e le sue esperienze una vicenda importante</strong> dal punto di vista storico ed economico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #000080;">Grazie quindi Mercedes</span> e un grande in bocca al lupo per la migliore realizzazione dei tuoi sogni ed obiettivi!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi ha piacere può consultare il <strong>blog </strong>personale di <strong>Mercedes </strong><a href="http://mercedesviola.org/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>cliccando QUI.</strong></span></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Rieccoci a noi Mercedes! Riprendendo il discorso da dove lo abbiamo lasciato la scorsa volta e premesso che non sei un&#8217;economista nè un esperta di finanza, tuttavia oggi vivi da vicino la realtà italiana e sei immersa nella cronaca e nell&#8217;informazione quotidiana quanto tutti noi, vedi delle similitudini tra quello che sta succedendo ora in Italia rispetto all&#8217;avvicinarsi del default argentino?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La similitudine più grossolana che posso segnalare è quella data dagli <strong>stili</strong>. Lo stile di <strong>Berlusconi </strong>era molto <strong>simile  a quello di Menen</strong>: la superficialità riguardo certi argomenti, la mancanza di cura e di iniziative  nell’area educativa, la mancanza di spinta alla cultura, il ruolo della donna nella società e la corruzione, intesa come <strong>governo che</strong> <strong>cura gli interessi personali al di sopra e a dispetto degli interessi del popolo che l&#8217;ha portato al potere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo stile purtroppo <strong>contagia una generazione</strong>; da qui un’altra similitudine: i <strong>figli del benessere</strong> che vanno in vacanza o prendono la macchina con il finanziamento ma che rifiutano un colloquio di lavoro se dista un po’ troppo da casa (esempio tratto dalla vita reale).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche questo<strong> governo tecnico </strong>somiglia molto a quello di <strong>De La Rua</strong>, successore di <strong>Menem</strong>, se non altro, ancora una volta, nello <strong>stile e</strong> <strong>nelle aspettative che il popolo si è creato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra somiglianza è che <strong><span id="more-2915"></span>la gente inizia a scendere in strada, </strong>a esprimere il proprio astio per una <strong>classe dirigente che non la rappresenta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Stanti le similitudini, ci sono però anche a tuo parere anche alcune differenze profonde tra i due scenari e le due economie?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una differenza profonda è data senz’altro dal fatto che <strong>l’Italia è una potenza</strong> <strong>e</strong> <strong>un paese piccolo capace di lavorare tanto e bene</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Argentina </strong>è un <strong>paese grande, con tante risorse, ma poco serio nei confronti del lavoro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Italia </strong>la <strong>classe media</strong> (stipendiati) ancora lavora e riesce a pagare le diverse rate. La <strong>disoccupazione </strong>non ha un tasso alto come quello che aveva l’<strong>Argentina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>L’economia che ho vissuto in Italia in questi sette anni è la più stabile che io abbia mai visto in tutta la mia vita</strong></span>: non solo non ci sono stati <strong>cambi di moneta</strong> (lo so, poco prima c’era la lira, ma io non l’ho vista),  ma<strong> non ci sono stati default nè emissioni di “bonos” </strong>e, dal 2005 ad oggi, <strong>un litro di latte costa sempre più o meno 1,39 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Una grande differenza è che in <strong>Italia </strong>ancora <strong>c’è nella testa delle persone l’idea di futuro</strong>, di investire, di fare progetti a lungo termine. Io <strong>ancora non riesco ad abituarmi a pensare in questo modo.</strong> C’è anche una <strong>fiducia nei confronti dello stato</strong>, degli accordi, della situazione globale che<strong> </strong>fa sì che oggi<strong> le banche non siano state svuotate dai risparmiatori</strong>, come sarebbe successo in <strong>Argentina</strong>. Io stessa <strong>oggi non compro i Bpt italiani</strong> anche se mi garantiscono che l’<strong>Italia </strong>non possa fallire <strong>(li ha comprati però mio marito però  che è italiano e fiducioso).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Come è stato vissuto il default dalla popolazione argentina? Quali classi sociali o strati della popolazione hanno sofferto maggiormente e quali invece ne sono usciti pressochè indenni o addirittura ne hanno tratto profitto?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbi lo strato della popolazione che da sempre è stato &#8220;bastonato&#8221; e che <strong>oggi è in via di estinzione</strong>, se non ci sarà un cambiamento, è rappresentato dalla <strong>classe media</strong>, i <strong>proprietari di piccole e medie attività.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Una domanda che i miei lettori mi fanno spesso: <em>&#8220;Cosa è successo a chi aveva un mutuo sulla casa&#8221;?</em></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In generale il debito di chi aveva un <strong>mutuo </strong>è stato “<em>pesificato</em>”, cioè <strong>il debito in dollari è diventato un debito in pesos</strong>, quindi <strong>moltiplicato per 3</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei primi anni dopo il default tanta gente si è trovata in difficoltà per pagare, in quanto <strong>gli stipendi non avevano avuto lo stesso trattamento</strong>, anche se <strong>le banche non esecutavano grazie ai “recursos de amparo”</strong> (<em>è un&#8217;azione o un ricorso, a seconda della legislazione del paese in questione, che protegge i diritti costituzionali dei cittadini</em>); inoltre non potevano neanche vendere le case, poichè nessuno comprava. <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oggi il pagamento delle rate è facilitato</strong> dato che <strong> il prezzo del dollaro è relavitamente  basso</strong> (1 dollaro = 3,65 pesos nel 2002 e 4,40 pesos oggi) e che <strong>l’inflazione</strong>, essendo più alta rispetto all’aumento del dollaro, <strong>fa sì che gli stipendi crescano più velocemente della valutazione del dollaro</strong>; in più, siccome l’Argentina paga parte del suo debito in dollari, ci sono tante misure messe in atto da parte del governo (OMA: operazioni di mercato aperto) per far sì che non salga per non dover pagare più interessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Ci sono stati tumulti, problemi sociali, picchi di criminalità o situazioni di questo tipo?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Picchi no, ma <strong>la criminalità era già in quel tempo maggiore di quella che c’è oggi qui</strong>, oltretutto in crescendo. E anche questo mi sembra tanto logico quanto il default. Penso che <strong>la criminalità sia alimentata dal fatto che c’è gente esclusa</strong>, fuori dal sistema, bombardata come tutti dalla propaganda di consumo ma senza possibilità di accesso. <strong>Questa gente non ha niente da perdere e non ha un futuro per se nè per i suoi figli</strong>: perchè dovrebbero preoccuparsi di non farti del male? E anche se suona contradittorio, io sono contro l’assistenzialismo esagerato del Peronismo perché credo serva a perpetuare la situazione di esclusione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">Passato lo shock iniziale, qual è stata la reazione della gente comune?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una “reazione” a mio viso non c’è stata e neanche un vero e proprio shock</strong>. Penso che<strong> l’Argentina non sia un paese che reagisce consistentemente</strong>. Fa rumore, sbuffa, esce un po’, urla e poi niente: chiama gli amici, fa’ una grigliata, si guarda una partita e finisce lì. <strong>Ci sono state reazioni</strong>, fenomeni di massa <strong>come il famoso “cacerolazo”</strong> (<em>è un termine colloquiale della lingua  spagnola con il quale si indica una forma di manifestazione pacifica e rumorosa, in spazi privati o pubblici, in cui l&#8217;espressione  pubblica di protesta, o dissenso, si realizza attraverso il rumore  ottenuto percuotendo coralmente degli oggetti adatti allo scopo, come casseruole &#8211; da cui il nome, tegami, pentole, coperchi, mestoli e altri utensili simili</em>), <strong>ma non si sono evoluti in un’azione concreta e sostenuta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;economia argentina negli ultimi anni sembra essersi ripresa piuttosto bene, a tuo parere il default ha avuto anche conseguenze positive a livello generale e individuale?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto  all’economia attuale, non penso nè vedo nè sento che l’Argentina si sia ripresa, al di là del fatto che i numeri indichino questo. <strong>L’inflazione cresce ogni anno ed è più alta di quella dichiarata dall’INDEC</strong> (Instituto Nacional de Estadistica y Censos) <strong>e gli stipendi non aumentano</strong> in concomitanza. (<a href="http://www.inflacionverdadera.com/" target="_blank">http://www.inflacionverdadera.com</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Penso che <strong>le crisi </strong>avute lungo tutta la storia argentina<strong>, abbiano avuto in generale delle conseguenze positive</strong>. Io vivo come una <strong>risorsa </strong>il fatto di <strong>non  dare niente per sco</strong><a href="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/yerba-mate.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-2929" title="yerba mate" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/yerba-mate.jpeg" alt="" width="74" height="109" /></a><strong>ntato</strong>, di credere che <strong>la sicurezza sia un’illusione</strong> più che una certezza e di <strong>non riempire il futuro di aspettative solo monetarie</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vedo <strong>l’Argentina</strong> come un paese adolescente: <strong>non ha la serietà, l’eleganza e l’affidabilità dell’anziana Europa</strong>, ma <strong>neanche il suo grigiore, il suo silenzio e la sua mancanza di giovani e bambini</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Argentina </strong>ci sono tante <strong>oc</strong><strong>casioni di condivisione e di festa come il &#8220;mate&#8221;</strong> (<em>infusione preparat</em><em>a con le foglie di erba Mate</em>) <strong>e l’asado</strong> (<em>arrosto fatto con carne di manzo c</em><em>otta alla brace</em>), e sono <strong>mom</strong><strong>enti importanti nella giornata di una persona</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dedicare un po’ di tempo al giorno per parlare con un amico</strong>, con il compagno, mangiare insieme, festeggiare un compleanno, nell’<strong>Italia </strong>che io conosco, non hanno una priorità e sono diventati <strong>riti troppo formalizzati. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A me personalmente va benissimo una via di mezzo tra la Milano, dove il tempo è denaro, </strong><strong>e l’Argentina, dove il tempo è festa e, nel mio piccolo, </strong><strong>me la creo ogni giorno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Ancora grazie mille Mercedes, per il tuo tempo, e per la tua franchezza e disponibilità e &#8230; troviamoci presto per un asado da consumare assieme ^_^</strong><strong> !!!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Don&#8217;t cry for me Argentina! (intervista sul default nazionale del 2001 &#8211; 1a parte)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 14:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria 2011]]></category>
		<category><![CDATA[default Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Mercedes Viola]]></category>

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		<description><![CDATA[Chiedo anticipatamente perdono per il titolo dell&#8217;articolo abbastanza scontato ma la tentazione era irresistibile visto il tema e la protagonista in oggetto ^_^. Dato il momento così teso sui mercati internazionali e il tanto parlare che si fa (magari qualche volta anche un pò a sproposito o comunque con buone esagerazioni) di &#8220;default&#8221; nazionali, dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2902" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><a href="http://mercedesviola.org/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2902   " style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Mercedes_Viola_Mental_Coach" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/Mercedes_Viola_Mental_Coach-300x292.jpg" alt="" width="270" height="263" /></a><p class="wp-caption-text">Mercedes Viola, argentina, mental coach</p></div>
<p style="text-align: justify;">Chiedo anticipatamente perdono per il titolo dell&#8217;articolo abbastanza scontato ma la tentazione era irresistibile visto il tema e la protagonista in oggetto ^_^.</p>
<p style="text-align: justify;">Dato il momento così teso sui mercati internazionali e il tanto parlare che si fa (magari qualche volta anche un pò a sproposito o comunque con buone esagerazioni) di <strong>&#8220;default&#8221; nazionali</strong>, dalla <strong>Grecia </strong>alla <strong>Spagna</strong>, dagli <strong>USA </strong>all&#8217;<strong>Italia</strong>, prendendo spunto da un suo intervento tra i commenti del mio articolo <a href="http://www.robertopesce.com/news/il-governo-berlusconi-verso-le-dimissioni-e-il-panico-sui-mercati-ce-da-fidarsi-dellitalia/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>&#8220;Il Governo Berlusconi verso le dimissioni e il panico sui mercati … c’è da fidarsi dell’Italia?&#8221;</strong></span></a>, ho pensato di proporre un&#8217; <strong>intervista </strong>a <span style="color: #000080;"><strong>MERCEDES VIOLA</strong></span>, persona che conosco e apprezzo sia per la propria attività di <strong>Mental Coach </strong>che a livello <strong>personale, </strong>chiedendole cosa abbia significato per lei e per i suoi connazionali il <strong>default del proprio paese</strong> che, lo ricordo, è avvenuto nel <strong>2001 </strong>ed è ad oggi il più importante crack a livello di economia nazionale avvenuto negli ultimi decenni.</p>
<p style="text-align: justify;">Mercedes è <strong>argentina di nascita</strong> ma da qualche anno <strong>italiana di <strong>adozion</strong></strong><strong>e </strong>e ritengo ne sia saltata fuori una chiacchierata in due puntate interessante e originale sulla quale ognuno di noi potrà fare le proprie riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre, sono graditi i <span style="color: #800080;"><strong>COMMENTI </strong></span>all&#8217;articolo così come eventuali <strong>domande </strong>da porre a Mercedes o al sottoscritto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Ciao Mercedes, ed innanzi tutto grazie per aver accettato di dare il tuo contributo al blog attrvaerso questa intervista. Prima di chiederti del tema in questione, dicci magari qualcosa di te. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Roberto, grazie a te per darmi la possibilità di riflettere su questo argomento. Di me posso dirvi che <strong>da sette anni sono in Italia</strong>, arrivata e rimasta per amore, e intorno mi sono ricostruita una vita che mi piace da morire. In <strong>Argentina </strong>sono rimasti gli amici, la famiglia, e i tantissimi ricordi che mi scaldano il cuore. Sono mamma di due figlie meravigliose, faccio il mio  lavoro da coach/amministratore in un centro medico e tra le mie passioni ci sono in primis la lettura, la scrittura e la cucina. I difetti te li racconto un altro giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Veniamo adesso all&#8217;argomento &#8220;default Argentina&#8221;, parliamo degli anni 2000-2002 , tu quanti anni avevi all&#8217;epoca e cosa facevi in Argentina? </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2000 avevo ventitré anni, e da quando avevo diciotto abitavo in Cordoba detta “la dotta”, la seconda città Argentina dopo Buenos Aires (anche se i Rosarinos diranno che è la terza), dove mi ero trasferita per studiare Psicologia in una università pubblica. A vent’anni mi sono cercata un lavoro, volevo sperimentare e non dover dipendere e gravare completamente sui miei. Quindi nel 2000 ero al terzo anno di psicologia e lavoravo in una biglietteria all’interno della stazione dei pullman, mezzo principale di trasporto in Argentina.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stipendio mi ricordo era di 450 pesos, 9 ore al giorno per 21 giorni al mese. Il mio stipendio era basso in confronto ad altri che facevano qualche centinaia in più, perchè lavoravo per una delle pochissime aziende che non erano state assorbite dalle grandi compagnie con capitali di origine&#8230; diverso diciamo (dico “era”, perchè ha ceduto l’anno scorso), e queste aziende non avevano mai le risorse necessarie per far fronte alla concorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa che ricordo riguardo i <strong>prezzi delle cose di quel’epoca</strong>, dal &#8217;97 al 2000, e che andavo al supermercato e la mia sfida da studentessa era <strong>comprare con 20 pesos, 20 articoli</strong> e  tra quelli sotto 1 peso, e quelli in offerta, ci riuscivo sempre (per la cronaca, oggi con 20 pesos compri si e no una confezione di caffè da mezzo kilo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Quali sono i tuoi ricordi di quei momenti? </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">A quell’epoca avevamo nel gruppo di amici dei <strong>ragazzi americani</strong>. Ricordo che <span id="more-2901"></span>nella commozione dell&#8217;<strong>11 settembre 2001</strong>, uno di loro mi chiese: <em>“Tu daresti la vita per il tuo paese?”</em></p>
<p style="text-align: justify;">In quel momento mi è sembrò una domanda proprio stupida. Mi chiedevo in quale paese avresti dovuto nascere per chiederti se dargli o meno la vita.  <strong>Uno stato che ha ammazzato studenti</strong>, che poi ha <strong>lasciato il paese per metà povero con l’iperinflazione</strong>, che poi ha creato una <strong>situazione di fantascienza con la parità 1 a 1 col dollaro e ha fatto indebbitare tutti</strong>, <strong>spendendo sempre meno in cultura, educazione</strong>, nutrendo il <strong>maschilismo</strong>, un paese che ha tutta la terra e acqua immaginabili ma che ha <strong>bambini che muoiono di fame nelle province del nord</strong>, per poi tentare il riscatto con un <strong>presidente non in grado</strong>, che è scappato in elicottero, passato il quale ne arrivarono altri 4 in un mese.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro che la vita, <strong>io per “<em>il paese</em>” non avrei dato neanche due minuti di apnea.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Argentina si è <strong>patrioti</strong>,  ci si identifica con gli argentini, con il tango, la amizia, la convivialità, il dulce de leche, le squadre di calcio, il mate, ma per carità amico americano, <strong>nessuno si beve la storia “del nostro paese” inteso come stato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sentivo anche se il 2000 era un po’ l’anno della possibile rinascita. Il <strong>governo de De La Rua</strong> era un fidanzato bravino, studioso, con una famiglia normale, dopo un bastardo che ce ne aveva fatte di ogni (e in questo caso era anche brutto), perché <strong>nel 1999 finiva la decade Menemista</strong>, decade nella quale <strong>di colpo tutti potevano comprare tutto, carte di credito a go go con interessi altissimi, tutto si poteva pagare in comode, piccole, ed eterne rate</strong>. <strong>Tutto</strong>. Le <strong>carte di credito</strong> davano automaticamente questa possibilità ad ogni acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma le aspettative non si sono realizzate, ricordo particolarmente quel giorno dei primi <strong>dicembre 2001.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ero a <strong>Buenos Aires</strong> con degli amici, dico: <em>&#8220;Aspettatemi che devo prelevare&#8221;</em>. <strong>Striscio la mia carta, non si apre la cabina</strong>. Strisciano i miei amici, niente. E così abbiamo fatto per ancora quattro altri bancomat, senza ancora capire cosa succedeva. Era il <em>corralito</em>: <strong>nessuno poteva accedere ai suoi conti correnti</strong>. Questa situazione fece si che il fidanzato bravino dell’Argentina, che <strong>non aveva mai avuto una leadership invidiabile</strong>,  <strong>scappasse in elicottero dalla Casa Rosada</strong> a suon di migliaia di persone sotto il moto di: “<em>Que se vayan todos</em>” (<em>“Che se ne vadano tutti</em>”).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Naturalmente un crack di un&#8217;economia nazionale non avviene dall&#8217;oggi al domani, che ricordi hai degli anni e dei mesi precedenti al default? Quali sono stati i &#8220;segnali&#8221; di avvicinamento? E quali sono state le scelte dei politici e dei governi argentini dell&#8217;epoca (dicci anche se a tuo parere giuste o sbagliate e se a tuo parere la situazione avrebbe potuto o dovuto andare diversamente)? </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Scusa se vado troppo indietro, ma bisogna dire che <strong>Menen arrivò dopo  Alfonsín</strong>, primo governo democratico dopo una lunga e cruenta dittatura.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alfonsín </strong>era radical (l’opposto ai <strong>Peronistas</strong>, per intenderci), ed era una figura rassicurante. Di quel governo ricordo  l’<strong>emozione generale quando è salito nel 1984</strong> e l’<strong>iperinflazione del ’89</strong>. Quelli sono stati <strong>momenti di follia, altro che crisi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>questione di minuti salivano a dismisura  i prezzi</strong>, nel <strong>supermercato </strong>c’erano <strong>persone che cambiavano i bollini degli articoli senza soluzione di continuità</strong>, c’erano <strong>code <a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2910" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="default_Argentina" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/12/defaul_Argentina-300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" /></a>infinite per fare benzina</strong>; la gente appena aveva soldi in mano <strong>correva a comprare da mangiare</strong>, perchè sapeva che con  quei soldi il giorno dopo avrebbero comprato metà delle cose, e qualche giorno dopo ancora di meno, e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Io avevo 11 anni e me lo ricordo perfettamente. Ma ancora in quel momento <strong>non c’era la povertà e l’insicurezza che c’è oggi</strong>, e c’era <strong>tanto aiuto condivisione tra le persone, era tutto tranne una epoca di solitudine</strong>. Questo per dire che la decada menemista penso sia stata lo sfogo, la compensazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci stavano <strong>vendendo una bugia, ma tanti avevano bisogno di credere</strong>, e <strong>a pochi conveniva veramente</strong>: imprese edilizie, multinazionali, ed altri pochi con le amicizie giuste.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il governo di <strong>Menen </strong>c’è stato un <strong>nuovo cambiamento di moneta.</strong> <strong>Alfonsin </strong>aveva ricevuto dalla dittatura il <strong>Pesos Ley</strong>, introdotto l’<strong>Austral</strong>, e <strong>Menem tolse tutti gli zeri passando al Peso Argentino in parità col dollaro</strong>, <strong>declassando stipendi ma dando credito</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’<strong>Argentina</strong>, almeno da quando io sono nata, <strong>è sempre stata in crisi, in un modo o in un altro</strong>. E quindi mi chiedo <strong>perché conta tanto la crisi del 2001?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perchè ha <strong>messo le mani in tasca alla classe media, medio alta</strong>, e agli <strong>investitori </strong>che come in <strong>Italia </strong>hanno <strong>preso i bond argentini.</strong> Oppure perché ha personalizzato, <strong>ha fatto realtà la paura di tanti altri stati indebitati.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La verità e che io <strong>non ricordo che il default fosse stato una “morte annunciata”</strong>. Per me è stato <strong>imprevisto ma non soprendente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà che quando non si è uno studioso nella materia tutto si vede molto semplice: <em>&#8220;Hai <strong>tanti debiti, o li paghi, o fallisci,</strong> o qualcuno che ha qualcosa di molto grande (e forse poco lecito) da chiederti in cambio li paga per te&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ero al lavoro quando una sera ho iniziato a sentire il rumore delle pentole che veniva dall’esterno. Era da tempo che <strong>la classe media-bassa, i “piqueteros” si stava mobilitando, facevano tardi per la strada, chiedevano lavoro, stipendi giusti, e la classe media sbuffava contro questi qui che li facevano arrivare tardi al lavoro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma <strong>il giorno che hanno toccato i loro risparmi hanno (abbiamo?) capito cosa significa perdere, essere tra quelli danneggiati, senza rendersi conto del fatto che era una conseguenza logica di tutta la situazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come si può pensare che si può <strong>vivere a lungo tranquillo nella tua stanza abbracciato al tuo panino, con tutta la casa piena di gente affamata?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sembra un po’ <strong>demagogico </strong>come discorso, ma mi appare anche così<strong> logico.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800080;"><strong>(fine prima parte, <a href="http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/crisi-finanziaria-2008-2011/dont-cry-for-me-argentina-intervista-sul-default-nazionale-del-2001-2a-parte/" target="_blank">segue in un prossimo articolo</a>)</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce<br />
</strong></p>
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		<title>Curva inversa per i titoli di stato? Ahia &#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 13:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Come continuo a ripetere da un pò di tempo, stiamo vivendo giorni complicati e confusi e, almeno per il momento, non si vede ancora l&#8217;uscita dal tunnel. Per dirla tutta, se dovessi scommettere un euro su una previsione personale, l&#8217;impressione è che almeno nell&#8217;immediato le cose diventeranno ancora più dure e complicate prima di arrivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2896" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="caduta_titoli_di _stato" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/caduta_titoli_di-_stato.jpg" alt="" width="297" height="225" /></a>Come continuo a ripetere da un pò di tempo, stiamo vivendo <strong>giorni complicati e confusi</strong> e, almeno per il momento, non si vede ancora l&#8217;uscita dal tunnel. Per dirla tutta, se dovessi scommettere un euro su una <strong>previsione personale,</strong> l&#8217;impressione è che almeno <strong>nell&#8217;immediato le cose diventeranno ancora più dure e complicate</strong> prima di arrivare all&#8217;inevitabile stabilizzazione e successiva ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ragionando su ampia scala, ho pochi dubbi sul fatto che quella che stiamo attraversando sia una <strong>crisi di sistema </strong>dovuta ad un <strong>evoluzione degli scenari geo-politici e demografici</strong> su scala globale così come al <strong>livello di rottura di un sistema economico basato su presupposti fondamentalmente non sostenibili sul lungo termine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>segnali </strong>di crisi e rottura si susseguono ormai da più di <strong>dieci anni</strong> un pò in tutti gli ambiti e negli ultimi 3-4 anni il ritmo dei problemi si sta clamorosamente infittendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale sarà lo <strong>sbocco </strong>finale di questa crisi sistemica è ovviamente la <strong>domanda da 10 milioni di dollari </strong>e per onestà intellettuale non mi sento di azzardare previsioni in tal senso che sarebbero soltanto vacue ipotesi da &#8220;<em>grillo parlante</em>&#8221; o da &#8220;<em>Nostradamus de noartri</em>&#8220;. Ribadisco la mia <strong>personale positività e serenità in un&#8217;ottica di lungo termine </strong>ma nel frattempo c&#8217;è parecchio da ballare.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente è scontato che lo ribadisca ma penso che <strong>investire sulla propria comprensione dei fenomeni in essere,</strong> sulla propria <strong>cultura e preparazione finanziaria</strong> sia più che mai una necessità assoluta e da questo punto di vista fornirò ancora una volta il mio contributo conducendo l<strong>&#8216;ultima edizione dell&#8217;anno</strong> del <strong>corso</strong> <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a> i <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>prossimi 2/3 dicembre a Torino</strong></span></a>, corso per il quale abbiamo <strong>ancora alcuni posti disponibili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando all&#8217;<strong>analisi dell&#8217;attualità</strong> e focalizzandoci sui recenti avvenimenti di casa nostra, l&#8217;ultima novità è rappresentata dall&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>inversione della curva che rappresenta i rendimenti dei nostri titoli di  Stato </strong></span>che nei giorni scorsi ha visto i <strong><span style="color: #0000ff;">rendimenti dei titoli di breve termine</span> </strong>(BTP  corti e BOT, ossia titoli che hanno una vita residua breve,  da zero a due anni) <span style="color: #0000ff;"><strong>superare quelli offerti dai titoli a lunga scadenza.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo fenomeno apparentemente illogico viene per l&#8217;appunto definito <span style="color: #ff0000;"><strong><em>&#8220;inversione della curva&#8221;</em></strong></span> e il suo significato è segnalare un <strong>aumentata <span style="color: #ff0000;">sfiducia </span>dei mercati, degli investitori esteri e delle grandi banche internazionali </strong>sulla possibilità dell&#8217;Italia di &#8220;<em>sopravvivere</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso della <strong>Grecia </strong>ad esempio<strong> </strong>la curva è ormai da tempo seriamente invertita e inclinata all&#8217;ingiù di oltre 45 gradi. I <strong>titoli annuali</strong>,  paragonabili ai nostri <strong>BOT</strong>, pagano il <strong>300%</strong>, quelli <strong>biennali più del 120%</strong> e quelli a <strong>dieci anni oscillano intorno al 28%</strong>. Numeri da incubo che  certificano per i mercati un&#8217;aspettativa di non ritorno (<a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_26/tassi-grande-caduta_5abc9770-17f5-11e1-9544-dc3583e849e1.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>fonte: &#8220;Corriere della Sera&#8221;</strong></span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò, è cruciale precisarlo, è per ora,  <strong>assai diverso</strong> da <span id="more-2881"></span>quanto si può vedere in relazione alla <strong>curva del debito italiano </strong>che è alta ma fondamentalmente ancora <strong>piatta</strong>, con solo qualche piccola increspatura all&#8217;altezza dei due e dei  cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendo testualmente dall&#8217;<a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_26/tassi-grande-caduta_5abc9770-17f5-11e1-9544-dc3583e849e1.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>articolo del &#8220;Corriere&#8221;</strong></span></a> sopra evidenziato:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Claudia Segre, Assiom Forex: </strong>«In una <span style="color: #0000ff;"><strong>situazione normale</strong> <strong>indebitarsi a lungo comporta il fatto di prendersi un rischio maggiore  di quello che si associa ad un investimento breve</strong>.</span> Chi può sapere dove  saranno i tassi fra trent&#8217;anni? E quindi i <strong>BTP </strong>lunghi e lunghissimi (ma  anche i Bund , i Bonos o i Treasury bond americani) se tutto va bene  rendono logicamente più delle emissioni con due o tre anni di vita. La  febbre della curva invertita, però, è subdola.</li>
<li><strong>Angelo Drusiani</strong>, esperto obbligazionario  di <strong>Banca Albertini Syz</strong>: «Quando la <span style="color: #ff0000;"><strong>sfiducia </strong></span>inizia a salire gli investitori si liberano anche dei titoli  brevi, deprimendo i prezzi e spingendo in su i rendimenti, a volte più  in alto di dove si trovano i rendimenti dei titoli lunghi. Ciò avviene perché la loro <strong>vicinanza di rimborso diventa un&#8217;arma a doppio taglio</strong>. Il <strong>BTP </strong>(o qualsiasi altro bond governa<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2888" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="BTP_buoni_del_tesoro_poliennali" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/titoli-di-stato-BTP-300x205.jpg" alt="" width="240" height="164" /></a>tivo e non)  con un anno di vita residua, infatti, quota ormai vicino a 100. Tutte le  obbligazioni, a fine corsa, restituiscono 100, cioè il capitale  investito. <strong>Un titolo a pochi mesi dal traguardo è quindi una buon</strong><strong>a  chance di stabilità e di p</strong><strong>rotezione del capitale per chi ragiona  nell&#8217;ottica del bicchiere mezzo pieno</strong>.<strong> </strong>Per chi vede invece il <strong>bicchiere mezzo vuoto</strong> (e purtroppo in questo  momento il mercato pullula di investitori malinconici) i titoli corti  possono essere considerati una <span style="color: #ff0000;"><strong>trappola da evitare per non perdere  troppo in conto capitale, nel caso estremo di una ristrutturazione del  debito</strong></span>. <strong>In caso di default, infatti, i titoli a lunghissima scadenza &#8211;  che oggi in Italia quotano intorno a 80 &#8211; espongono gli investitori che  li avessero comprati ai prezzi attuali a minori perdite</strong>, posto che il  rimborso finale in caso di default avviene sempre a meno di 100. Cioè  con una perdita imposta, più o meno ampia, in conto capitale.</li>
<li> <strong>Antonino De Gaetani</strong>, gestore obbligazionario di <strong>Bnp Paribas:</strong> «Oggi, con la curva  piatta, è come se il <strong>mercato fosse a un bivio</strong>, indeciso se prendere la  strada disastrosa della <strong>Grecia</strong>, oppure quella della virtuosa <strong>Germania</strong>. A chi  si domanda che cosa fare, tra le docce fredde quotidiane dei mercati e  l&#8217;incredibile messe di previsioni catastrofiche che &#8211; se ce la faremo &#8211;  sarà un grandissimo piacere smentire, non resta che applicare un po&#8217; di  <strong>sano realismo</strong>. <span style="color: #3366ff;"><strong>Non si può avere un portafoglio imbottito di BTP, ma  nemmeno pensare che andremo in default. </strong></span>Una sana diversificazione, che  preveda anche i titoli di Stato italiani (ma non solo quelli) è forse la  ricetta più equilibrata per affrontare le prossime incertezze. Dei  titoli a breve abbiamo già detto. Per i titoli tra tre e sette anni, i  BTP «intermedi», si possono vedere opportunità e rischi sia per i  cassettisti che per chi ama fare trading. <strong>Chi acquista ai prezzi  correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti  percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare  troppo a lungo.</strong> Ma si possono anche comprare in ottica positivamente  speculativa, sperando di realizzare un guadagno in conto capitale nel  caso di un miglioramento delle quotazioni. Un ragionamento analogo vale  per i <strong>decennali</strong>, che sono anche <strong>i titoli comprati dalla Bce quando  partono le missioni di salvataggio sui mercati</strong> che crollano. Quanto ai <strong> CCT </strong>nell&#8217;indifferenza generale sono <strong>saliti sopra il 10%</strong>. Non li guarda  nessuno e, in caso di ritrovato equilibrio, offrirebbero <strong>straordinarie  rimonte in conto capitale.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>lo scenario come si diceva è parecchio confuso e incerto </strong>e ognuno di noi è chiamato a &#8220;<em>scommettere</em>&#8221; in una direzione o nell&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur senza attribuirgli lo status di oracolo infallibile, <span style="color: #ff0000;"><strong>Warren Buffet </strong></span>- il più grande investitore del mondo &#8211; ha sempre affermato di aver <strong>poggiato la sua fortuna <span style="color: #0000ff;">comprando nei momenti di massima depressione e panico </span>sui mercati</strong> quando tutti gli altri volevano vendere e le quotazioni erano quindi assai convenienti e invece <strong>vendendo quando tutti desiderano comprare</strong> e i mercati erano in euforia.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, tutte le ricette prima o poi falliscono agli occhi della storia ed in ogni caso aldilà dei consigli e delle informazioni che si possono acquisire, <strong>la responsabilità dei propri investimenti è assolutamente personale e individuale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualè la tua personale opinione e quali le tue scelte?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se ti va, <span style="color: #ff00ff;"><strong>LASCIA UN COMMENTO</strong></span> in calce all&#8217;articolo esprimendo la <strong>tua opinione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stay tuned per <strong>nuovi aggiornamenti </strong>sullo scenario in grande evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<h1>La grande caduta dei Titoli di Stato</h1>
<h2>Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo</h2>
<p class="reader">Vademecum anticrisi: Rendimenti e volatilità</p>
<p class="reader">La grande caduta dei Titoli di Stato</p>
<p class="reader">Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo</p>
<p><strong>MILANO</strong> &#8211; Non sfondate quella curva. E soprattutto: non  inclinatela a testa in giù. Quella linea che rappresenta i rendimenti  dei nostri titoli di Stato e che il 5 luglio del 2011 era  fisiologicamente protesa verso l&#8217;alto (vedi grafico ) con i Bot che  rendevano poco più dell&#8217;1,5% e i Btp a trent&#8217;anni che offrivano meno del  6%, oggi è drammaticamente piatta a un livello stellare che oscilla  intorno al 7-8% per tutti i titoli. Ma c&#8217;è di più: in qualche punto si vede un pericoloso (lieve) cedimento.<br />
Sofismi da analisti grafici? Proprio no. E cercheremo di spiegare perché.</p>
<p><strong>Ieri i titoli italiani hanno bruciato nuovi e poco invidiabili record</strong>.  Ma questa volta l&#8217;allarme rosso si è acceso con insistenza sui Btp  corti e sui Bot, cioè sui titoli che hanno una vita residua molto breve,  da zero a due anni. La maratona dei rendimenti, che nel momento  peggiore, poco prima di mezzogiorno, hanno superato l&#8217;8% per i titoli a  cedola fissa biennali, è stata innescata da motivazioni di vario genere.  Oltre alla giornaliera dose di pessimismo generata dalla sensazione che  l&#8217;uscita dal tunnel sia lontana nonostante i vertici internazionali e  gli sforzi dei singoli governi, ieri i mercati hanno avuto una bella  piattaforma tecnica a cui ancorare le loro paure: le due aste del Tesoro  italiano, quella per i Bot semestrali e quella per i Ctz. In Europa non  c&#8217;erano altri appuntamenti e le ansie si sono concentrate lì.</p>
<p><strong>Tutti i titoli in offerta sono stati collocati ma, ahimè, non è successo nessun miracolo.</strong> E quindi, come da prevedibile copione, il mercato sempre più incerto ha  preteso un premio praticamente raddoppiato per comprare. I Bot sono  arrivati al 6,504% dal 3,535% raggiunto in ottobre, mentre il Ctz &#8211; il  titolo zero coupon &#8211; si è spinto al 7,814% rispetto al precedente  4,628%.</p>
<p><strong>Un balzo che ha sconquassato l&#8217;intera curva dei rendimenti: nel mezzogiorno di fuoco dei biennali oltre l&#8217;8%</strong> &#8211; poi ritornati verso il 7,8% &#8211; investire in un titolo che scade nel  novembre 2013 rendeva più che impegnarsi con un titolo decennale (che  ieri ha toccato un massimo di 7,41%) o con un titolo a trent&#8217;anni che  pagava ancora meno: il 7,26% ( vedi tabelle) .</p>
<p><strong>Gli esperti chiamano questo fenomeno inversione della curva. </strong>Una  patologia che sta ai mercati del reddito fisso come la febbre cattiva.  Se la curva si inverte seriamente, cioè se il premio da pagare per i  propri debiti a breve e medio termine risulta sensibilmente più elevato  di quello da sborsare per i titoli di lunga durata, vuol dire che il  virus della sfiducia è in azione. Nel caso della Grecia, per esempio, la  curva è inclinata all&#8217;ingiù di oltre 45 gradi. I titoli annuali,  paragonabili ai nostri Bot, pagano il 300%, quelli biennali più del 120%  e quelli a dieci anni oscillano intorno al 28%. Numeri da game over che  certificano per i mercati un&#8217;evidenza di non ritorno. E che, per ora,  sono lontani anni luce dalla nostra curva. Pericolosamente alta, questo  sì, ma piatta, con qualche piccola scoliosi all&#8217;altezza dei due e dei  cinque anni.</p>
<p><strong>Spiega Claudia Segre, segretario generale di Assiom Forex: «In una situazione normale</strong> indebitarsi a lungo comporta il fatto di prendersi un rischio maggiore  di quello che si associa ad un investimento breve». Chi può sapere dove  saranno i tassi fra trent&#8217;anni? E quindi i Btp lunghi e lunghissimi (ma  anche i Bund , i Bonos o i Treasury bond americani) se tutto va bene  rendono logicamente più delle emissioni con due o tre anni di vita. La  febbre della curva invertita, però, è subdola. «Quando la sfiducia  inizia a salire &#8211; spiega ancora Angelo Drusiani, esperto obbligazionario  di Banca Albertini Syz &#8211; gli investitori si liberano anche dei titoli  brevi, deprimendo i prezzi e spingendo in su i rendimenti, a volte più  in alto di dove si trovano i rendimenti dei titoli lunghi». Perché?  «Perché la loro vicinanza di rimborso diventa un&#8217;arma a doppio taglio»,  dice ancora Drusiani. Il Btp (o qualsiasi altro bond governativo e non)  con un anno di vita residua, infatti, quota ormai vicino a 100. Tutte le  obbligazioni, a fine corsa, restituiscono 100, cioè il capitale  investito. Un titolo a pochi mesi dal traguardo è quindi una buona  chance di stabilità e di protezione del capitale per chi ragiona  nell&#8217;ottica del bicchiere mezzo pieno.</p>
<p><strong>Per chi vede invece il bicchiere mezzo vuoto (e purtroppo in </strong>questo  momento il mercato pullula di investitori malinconici) i titoli corti  possono essere considerati una trappola da evitare per non perdere  troppo in conto capitale, nel caso estremo di una ristrutturazione del  debito. In caso di default, infatti, i titoli a lunghissima scadenza &#8211;  che oggi in Italia quotano intorno a 80 &#8211; espongono gli investitori che  li avessero comprati ai prezzi attuali a minori perdite, posto che il  rimborso finale in caso di default avviene sempre a meno di 100. Cioè  con una perdita imposta, più o meno ampia, in conto capitale.</p>
<p><strong>Ma davvero ha senso applicare questo genere di paure al futuro dei Btp?</strong> Per il momento no, ma la febbre e i meccanismi perversi del virus non  si possono negare. Tutto però è ancora in gioco. «Oggi, con la curva  piatta, è come se il mercato fosse a un bivio, indeciso se prendere la  strada disastrosa della Grecia, oppure quella della virtuosa Germania»,  dice Antonino De Gaetani, gestore obbligazionario di Bnp Paribas. A chi  si domanda che cosa fare, tra le docce fredde quotidiane dei mercati e  l&#8217;incredibile messe di previsioni catastrofiche che &#8211; se ce la faremo &#8211;  sarà un grandissimo piacere smentire, non resta che applicare un po&#8217; di  sano realismo. Non si può avere un portafoglio imbottito di Btp, ma  nemmeno pensare che andremo in default. Una sana diversificazione, che  preveda anche i titoli di Stato italiani (ma non solo quelli) è forse la  ricetta più equilibrata per affrontare le prossime incertezze. Dei  titoli a breve abbiamo già detto. Per i titoli tra tre e sette anni, i  Btp «intermedi», si possono vedere opportunità e rischi sia per i  cassettisti che per chi ama fare trading. Chi acquista ai prezzi  correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti  percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare  troppo a lungo. Ma si possono anche comprare in ottica positivamente  speculativa, sperando di realizzare un guadagno in conto capitale nel  caso di un miglioramento delle quotazioni. Un ragionamento analogo vale  per i decennali, che sono anche i titoli comprati dalla Bce quando  partono le missioni di salvataggio sui mercati che crollano. Quanto ai  Cct nell&#8217;indifferenza generale sono saliti sopra il 10%. Non li guarda  nessuno e, in caso di ritrovato equilibrio, offrirebbero straordinarie  rimonte in conto capitale.<br />
E se dopo il Btp Day potessimo organizzare, usciti dal tunnel, un «Btp Day Pride»?La grande caduta dei Titoli di Stato Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo  Vademecum anticrisi: Rendimenti e volatilità  La grande caduta dei Titoli di Stato  Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo  MILANO &#8211; Non sfondate quella curva. E soprattutto: non inclinatela a testa in giù. Quella linea che rappresenta i rendimenti dei nostri titoli di Stato e che il 5 luglio del 2011 era fisiologicamente protesa verso l&#8217;alto (vedi grafico ) con i Bot che rendevano poco più dell&#8217;1,5% e i Btp a trent&#8217;anni che offrivano meno del 6%, oggi è drammaticamente piatta a un livello stellare che oscilla intorno al 7-8% per tutti i titoli. Ma c&#8217;è di più: in qualche punto si vede un pericoloso (lieve) cedimento. Sofismi da analisti grafici? Proprio no. E cercheremo di spiegare perché.  Ieri i titoli italiani hanno bruciato nuovi e poco invidiabili record. Ma questa volta l&#8217;allarme rosso si è acceso con insistenza sui Btp corti e sui Bot, cioè sui titoli che hanno una vita residua molto breve, da zero a due anni. La maratona dei rendimenti, che nel momento peggiore, poco prima di mezzogiorno, hanno superato l&#8217;8% per i titoli a cedola fissa biennali, è stata innescata da motivazioni di vario genere. Oltre alla giornaliera dose di pessimismo generata dalla sensazione che l&#8217;uscita dal tunnel sia lontana nonostante i vertici internazionali e gli sforzi dei singoli governi, ieri i mercati hanno avuto una bella piattaforma tecnica a cui ancorare le loro paure: le due aste del Tesoro italiano, quella per i Bot semestrali e quella per i Ctz. In Europa non c&#8217;erano altri appuntamenti e le ansie si sono concentrate lì.  Tutti i titoli in offerta sono stati collocati ma, ahimè, non è successo nessun miracolo. E quindi, come da prevedibile copione, il mercato sempre più incerto ha preteso un premio praticamente raddoppiato per comprare. I Bot sono arrivati al 6,504% dal 3,535% raggiunto in ottobre, mentre il Ctz &#8211; il titolo zero coupon &#8211; si è spinto al 7,814% rispetto al precedente 4,628%.  Un balzo che ha sconquassato l&#8217;intera curva dei rendimenti: nel mezzogiorno di fuoco dei biennali oltre l&#8217;8% &#8211; poi ritornati verso il 7,8% &#8211; investire in un titolo che scade nel novembre 2013 rendeva più che impegnarsi con un titolo decennale (che ieri ha toccato un massimo di 7,41%) o con un titolo a trent&#8217;anni che pagava ancora meno: il 7,26% ( vedi tabelle) .  Gli esperti chiamano questo fenomeno inversione della curva. Una patologia che sta ai mercati del reddito fisso come la febbre cattiva. Se la curva si inverte seriamente, cioè se il premio da pagare per i propri debiti a breve e medio termine risulta sensibilmente più elevato di quello da sborsare per i titoli di lunga durata, vuol dire che il virus della sfiducia è in azione. Nel caso della Grecia, per esempio, la curva è inclinata all&#8217;ingiù di oltre 45 gradi. I titoli annuali, paragonabili ai nostri Bot, pagano il 300%, quelli biennali più del 120% e quelli a dieci anni oscillano intorno al 28%. Numeri da game over che certificano per i mercati un&#8217;evidenza di non ritorno. E che, per ora, sono lontani anni luce dalla nostra curva. Pericolosamente alta, questo sì, ma piatta, con qualche piccola scoliosi all&#8217;altezza dei due e dei cinque anni.  Spiega Claudia Segre, segretario generale di Assiom Forex: «In una situazione normale indebitarsi a lungo comporta il fatto di prendersi un rischio maggiore di quello che si associa ad un investimento breve». Chi può sapere dove saranno i tassi fra trent&#8217;anni? E quindi i Btp lunghi e lunghissimi (ma anche i Bund , i Bonos o i Treasury bond americani) se tutto va bene rendono logicamente più delle emissioni con due o tre anni di vita. La febbre della curva invertita, però, è subdola. «Quando la sfiducia inizia a salire &#8211; spiega ancora Angelo Drusiani, esperto obbligazionario di Banca Albertini Syz &#8211; gli investitori si liberano anche dei titoli brevi, deprimendo i prezzi e spingendo in su i rendimenti, a volte più in alto di dove si trovano i rendimenti dei titoli lunghi». Perché? «Perché la loro vicinanza di rimborso diventa un&#8217;arma a doppio taglio», dice ancora Drusiani. Il Btp (o qualsiasi altro bond governativo e non) con un anno di vita residua, infatti, quota ormai vicino a 100. Tutte le obbligazioni, a fine corsa, restituiscono 100, cioè il capitale investito. Un titolo a pochi mesi dal traguardo è quindi una buona chance di stabilità e di protezione del capitale per chi ragiona nell&#8217;ottica del bicchiere mezzo pieno.  Per chi vede invece il bicchiere mezzo vuoto (e purtroppo in questo momento il mercato pullula di investitori malinconici) i titoli corti possono essere considerati una trappola da evitare per non perdere troppo in conto capitale, nel caso estremo di una ristrutturazione del debito. In caso di default, infatti, i titoli a lunghissima scadenza &#8211; che oggi in Italia quotano intorno a 80 &#8211; espongono gli investitori che li avessero comprati ai prezzi attuali a minori perdite, posto che il rimborso finale in caso di default avviene sempre a meno di 100. Cioè con una perdita imposta, più o meno ampia, in conto capitale.  Ma davvero ha senso applicare questo genere di paure al futuro dei Btp? Per il momento no, ma la febbre e i meccanismi perversi del virus non si possono negare. Tutto però è ancora in gioco. «Oggi, con la curva piatta, è come se il mercato fosse a un bivio, indeciso se prendere la strada disastrosa della Grecia, oppure quella della virtuosa Germania», dice Antonino De Gaetani, gestore obbligazionario di Bnp Paribas. A chi si domanda che cosa fare, tra le docce fredde quotidiane dei mercati e l&#8217;incredibile messe di previsioni catastrofiche che &#8211; se ce la faremo &#8211; sarà un grandissimo piacere smentire, non resta che applicare un po&#8217; di sano realismo. Non si può avere un portafoglio imbottito di Btp, ma nemmeno pensare che andremo in default. Una sana diversificazione, che preveda anche i titoli di Stato italiani (ma non solo quelli) è forse la ricetta più equilibrata per affrontare le prossime incertezze. Dei titoli a breve abbiamo già detto. Per i titoli tra tre e sette anni, i Btp «intermedi», si possono vedere opportunità e rischi sia per i cassettisti che per chi ama fare trading. Chi acquista ai prezzi correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare troppo a lungo. Ma si possono anche comprare in ottica positivamente speculativa, sperando di realizzare un guadagno in conto capitale nel caso di un miglioramento delle quotazioni. Un ragionamento analogo vale per i decennali, che sono anche i titoli comprati dalla Bce quando partono le missioni di salvataggio sui mercati che crollano. Quanto ai Cct nell&#8217;indifferenza generale sono saliti sopra il 10%. Non li guarda nessuno e, in caso di ritrovato equilibrio, offrirebbero straordinarie rimonte in conto capitale. E se dopo il Btp Day potessimo organizzare, usciti dal tunnel, un «Btp Day Pride»?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Un euro risparmiato &#8230; è un euro guadagnato!</title>
		<link>http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/risparmio/un-euro-risparmiato-e-un-euro-guadagnato/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 23:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Vigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio delle famiglie]]></category>

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		<description><![CDATA[Numerosissimi sono stati gli articoli di questo blog che hanno avuto per oggetto il rapporto tra le persone ed il denaro, e come questo rapporto possa fare la differenza tra un positivo benessere finanziario e situazioni di criticità, nonostante la presenza di cospicui patrimoni. Altrettanto numerosi sono stati i ragionamenti e le considerazioni proposte sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Numerosissimi sono stati gli articoli di questo blog che hanno avuto per oggetto il <strong>rapporto tra le persone ed il denaro</strong>, e come questo rapporto possa fare la differenza tra un positivo benessere finanziario e situazioni di criticità, nonostante la presenza di cospicui patrimoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Altrettanto numerosi sono stati i ragionamenti e le considerazioni proposte sia da chi ha scritto gli articoli sia da chi ha contribuito con interessanti commenti i quali, pressoché unanimemente, sono arrivati a due conclusioni  molto importanti:</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">1)      <strong>Ogni persona </strong>è in grado di cambiare e <strong>migliorare la propria condizion</strong></span><strong><span style="color: #000000;">e</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">2)     <strong>I limiti e le difficoltà al raggiungimento degli obiettivi</strong> – nella maggior parte dei casi &#8211; <strong>sono da ricercare dentro di noi</strong> e non imputabili a circostanze esterne.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a rel="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2853" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="risparmio" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/risparmio21.jpg" alt="" width="98" height="109" /></a>Fatte queste considerazioni di partenza, vorrei focalizzarmi sul </span><span style="color: #000000;">vero <span style="color: #000000;"><strong>e</strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #000000;">lem</span></strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #000000;">ento cardine di o</span></strong></span></span><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #000000;">gni investimento finanziario:</span> IL RISPARMIO!</strong></span><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non può esistere infatti alcuna</span> <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>strategia di investimento finanziar</strong></span><span style="color: #0000ff;"><strong>io</strong></span></a> <span style="color: #000000;">senza denaro </span><span style="color: #000000;">precedentemente accantonato, oppure denaro proveniente tra il differenziale tra entrate e uscite, anche se disponibile per un periodo di tempo limitato, in altre</span><span style="color: #000000;"> parole un attivo cronologicamente anteriore ad </span><span style="color: #000000;">un passivo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In via preventiva invito i lettori a non fare del<span id="more-2847"></span> facile umorismo nei con</span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2856" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Siglo_los_genoveses" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/el-siglo-de-los-genoveses.jpg" alt="" width="77" height="103" /></a></span><span style="color: #000000;">fronti di </span><span style="color: #000000;">ch</span><span style="color: #000000;">i, come <strong>Roberto Pesce </strong>ed il <strong>sottoscritto </strong>abbiamo <strong>origini genovesi! </strong>Anzi, c</span><span style="color: #000000;">on un moto di orgoglio vorrei ricordare che nel <strong>XVI secolo</strong> – denominato dall’allora potente <strong>Spagna </strong>come “<strong>El siglo de los Genoveses</strong>” (Il secolo dei Genovesi) gli uomini d’affari genoves</span><span style="color: #000000;">i erano talmente apprezzati che vigeva questo modo di dire: “<em><strong>L’oro e l’argento na</strong></em></span><span style="color: #000000;"><em><strong>scono in America, splendono in Spagna e muoiono a Genova!</strong></em>”</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">A parte gli scherzi, per quanto l’<strong>Italia </strong>abbia una <strong>quota piuttosto elevata di risparmio privato</strong> &#8211; <span style="color: #0000ff;"><strong>il patrimonio finanziario netto delle famiglie ammonta a circa 8.600 miliardi di euro</strong></span> – ed una <strong>buona propensione all’accantonamento delle proprie entrate</strong> – intorno al <span style="color: #ff0000;"><strong>10 % del proprio reddito</strong></span> – non si può dire che l’<strong>educazione al risparmio</strong> degli Italiani sia ugualmente a dei buoni livelli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-2857" title="ricchezza_famiglie_italiane_1995-2009" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/ricchezza-famiglie-italiane.jpg" alt="" width="468" height="392" /></a></span><span style="color: #000000;">L’ultimo rapporto annuale sulla competitività globale redatto dal <strong>World Economic Forum</strong>, che misura l’insieme dei fattori che determinano il livello di produttività di un paese, afferma che<span style="color: #ff0000;"> <strong>l’Italia è al 44° posto al mondo per la diffusione dell’educazione al risparmio</strong></span>, ed <strong>ultimo tra i Paesi del G8</strong> (fonte  <a href="www.vostrisoldi.it" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>www.vostrisoldi.it</strong></span></a>)</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Perché questo apparente paradosso?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Il <strong>patrimonio accantonato</strong> è derivante in larga parte da quanto<strong> “prodotto” dalle <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #3366ff;">generazioni precedenti</span> </span>alla nostra</strong>, che ritenevano un “<strong>MUST</strong>” o comunque una virtù risparmiare, poiché <strong>era imprescindibile “fare il passo in proporzione alla gamba”</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Oggi </strong>(tendenzialmente)<strong> si preferisce <span style="color: #ff0000;">assecondare subito un desiderio</span></strong>, piuttosto che valutarne il differimento o addirittura decidere di rinunciare al suo soddisfacimento!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L’ultimo caso descritto è più da manuale che corrispondente alla nostra realtà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Non sto dicendo che “<em>si stava meglio, quando si stava peggio</em>”, piuttosto <strong>credo che non si debba perdere di vista l’importanza che riveste il concetto di <span style="color: #3366ff;">risparmio</span></strong>, a prescindere dal fatto che si parli di denaro e quindi investimenti e benessere economico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Circa vent’anni fa mi colpì molto la considerazione di un noto giornalista che invitava &#8211; in prima istanza i politici &#8211; ad essere <strong>parsimoniosi nel parlare</strong>. Dal suo punto di vista è inutile e dannoso esprimersi  con molti vocaboli quando se ne possono usare meno per dire la stessa cosa. Allora quell’idea mi sembrava uno schiaffo all’irrinunciabile libertà di espressione, oggi ritengo sia un faro per la democrazia!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Concludo l’articolo &#8211; che per vastità di argomentazione potrà esse</span><span style="color: #000000;">re oggetto </span><span style="color: #000000;">di</span><span style="color: #000000;"> ulteriori approfondimenti &#8211; con una frase del famoso <strong>Thomas Alva Edison</strong>: </span><span style="color: #000000;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2858 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Thomas_Alva_Edison" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/Edison1.jpg" alt="" width="81" height="96" /></a></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;">“<em>Lo <strong>spreco </strong>è peggiore della <strong>perdita</strong>. Presto arriverà il momento in cui ogn</em></span><span style="color: #000000;"><em>i</em></span><span style="color: #000000;"><em> pe</em></span><span style="color: #000000;"><em>rsona c</em></span><span style="color: #000000;"><em>he vanti una qualche abilità terrà sempre dinanzi agli occhi il problema dello spreco: <strong>la parsimonia ha un campo d’azione illimitato</strong></em>”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Enrico Vigo</strong><br />
</span></p>
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		<title>Per chi suona la campana? Se sei in difficoltà è tempo di cambiare qualcosa</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 19:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intelligenza Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[gestione finanziaria personale]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare di più]]></category>
		<category><![CDATA[Johnny Nacinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il passaggio simbolico della campanella del Presidente del Consiglio da Silvio Berlusconi a Mario Monti, effettuato il giuramento dei ministri nelle mani del Capo dello Stato e ricevuta la fiducia in entrambi i rami del Parlamento, l&#8217;Italia ha per il momento voltato pagina nel tentativo di sventare la crisi finanziaria generata dall&#8217;ondata di vendite [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2827 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="berlusconi-monti-campanella" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/berlusconi-monti-campanella.jpg" alt="" width="340" height="225" /></a>Con il passaggio simbolico della <strong>campanella </strong>del Presidente del Consiglio da <strong>Silvio Berlusconi</strong> a <strong>Mario Monti</strong>, effettuato il giuramento dei ministri nelle mani del Capo dello Stato e ricevuta la <strong>fiducia </strong>in entrambi i rami del Parlamento, l&#8217;<strong>Italia </strong>ha per il momento voltato pagina nel tentativo di sventare la <strong>crisi finanziaria</strong> generata dall&#8217;<strong>ondata di vendite e sfiducia</strong> che hanno ricoperto i nostri <strong>titoli di stato</strong> negli ultimi mesi, questione di cui ho parlato ampiamente nel mio <a href="http://www.robertopesce.com/news/il-governo-berlusconi-verso-le-dimissioni-e-il-panico-sui-mercati-ce-da-fidarsi-dellitalia/" target="_blank"><strong>ultimo articolo</strong></a> (<a href="http://www.robertopesce.com/news/il-governo-berlusconi-verso-le-dimissioni-e-il-panico-sui-mercati-ce-da-fidarsi-dellitalia/" target="_blank"><strong>CLICCA QUI se lo hai perso</strong></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo <strong>discorso alla Camera</strong>, <strong>Mario Monti</strong> ha detto svariate cose di un certo interesse che potremmo così sintetizzare:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>E&#8217; necessario <strong>far ripartire la crescita del paese</strong>, da troppo tempo bloccata attorno allo 0%</li>
<li>E&#8217; necessario effettuare alcune <strong>correzioni alle varie voci del bilancio</strong>, tagliando alcune voci di costo e riequilibrandone altre</li>
<li>E&#8217; cruciale <strong>raggiungere il pareggio di bilancio </strong>entro il 2013</li>
<li>Occorre <strong>investire sulla ricerca, sullo sviluppo, sulle forze importanti dei giovani e delle donne</strong> perchè senza il loro apporto non c&#8217;è futuro</li>
<li style="text-align: justify;">Bisogna che <strong>ognuno si assuma la propria responsabilità</strong>, la politica deve smetterla di giocare a scaricabarile tra le sue varie fazioni ma anche la società civile (ossia tutti noi cittadini in vari ruoli impegnati) non può limitarsi a puntare il dito contro la politica ma <strong>impegnarsi in uno sforzo qualitativamente e quantitativamente straordinario</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Se da un lato appare <strong>notevole il <span id="more-2825"></span>cambiamento di stile e di approccio tra il vecchio e il nuovo Governo</strong> (naturalmente ora occorrerà vedere quali fatti concreti seguiranno alle liturgie parlamentari e alle parole sentite sin qua), la cosa tuttavia straordinaria che ho notato nelle parole di <strong>Mario Monti</strong> è come si possano <strong>integralmente applicare  a livello individuale</strong> in piena sintonia con quanto io stesso vado predicando da anni nei miei <strong>corsi </strong>di <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a> (a proposito, sei ancora in tempo per partecipare all&#8217;<a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><strong>ultima edizione dell&#8217;anno</strong> il <strong>2/3 dicembre a Torino</strong></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Proviamo infatti  a <strong>applicare i cinque punti sopra elencati a livello personale</strong>, immaginando di fare <strong>coaching </strong>o <strong>dare indicazioni ad una persona che sta lamentando di essere da tempo in difficoltà economica</strong>, che <strong>non sa più dove prendere i soldi</strong>, che <strong>nessuno le fa credito</strong> etc.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Devi <span style="color: #0000ff;"><strong>aumentare le tue entrate!</strong></span> Se il tuo lavoro non ti rende abbastanza è tempo di <strong>aggiornarti e guardarti intorno</strong>, la possibilità di <strong>guadagnare di più esiste</strong>, anche se forse servirà fare qualcosa di più e di diverso rispetto a quello che stai già facendo!</li>
<li>Hai il <span style="color: #0000ff;"><strong>controllo del tuo cash flow?</strong></span> Sai esattamente dove va a finire ogni singolo euro che ogni mese passa per le tue tasche? Se sei da tempo in difficoltà finanziaria è probabile che non solo tu debba <strong>prendere il controllo delle tue finanze</strong> ma anche che abbia senso <strong>tagliare qualcosa!</strong> Quali tra le tue spese onestamente non ti puoi permettere? E quali sono le fonti di spreco e di sperpero che potresti eliminare o quantomeno ridurre?</li>
<li>Non solo è fondamentale che tu <strong>interrompa la terribile abitudine di fare debiti e pagare ratealmente</strong>, devi assolutamente iniziare a <span style="color: #0000ff;"><strong>chiudere ogni mese o ogni anno il tuo bilancio in attivo</strong></span> in maniera da avere la possibilità di <strong>iniziare ad investire!!!</strong> (<strong>ndR</strong>: <em>anche l&#8217;Italia avrebbe bisogno di chiudere i bilanci in attivo e non solo in pareggio se volesse ridurre l&#8217;immane debito che le grava sulle spalle ma se già il pareggio sembra ad oggi una chimera figuriamoci l&#8217;attivo!</em>)</li>
<li>Devi <strong><span style="color: #0000ff;">iniziare o tornare ad investire!!!</span></strong> Devi tenere costantemente attive <strong>due forme di investimento: <span style="color: #0000ff;">finanziario </span>e <span style="color: #0000ff;">personale</span></strong>. <strong>Investire finanziariamente</strong> vuol dire <em>&#8220;Imparare a far lavorare il tuo denaro per te!&#8221;</em> mentre <strong>investire su te stesso</strong> significa <strong>evolverti come persona e come professionista</strong>, se sei la stessa persona e hai le stesse competenze che avevi <a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2839" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="3_dita_verso_altri" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/3_dita_verso_altri-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>5 o 10 anni fa nessuna sorpresa che tu sia in difficoltà. Il mondo va avanti costantemente e tu sei rimasto indietro, <strong>investi sulla tua formazione!</strong></li>
<li><span style="color: #0000ff;"><strong>Assumiti le tue responsabilità</strong></span>. <strong>Johnny Nacinelli</strong>, il mio <strong>primo mentore nel mondo della formazione</strong> diceva sempre: <em>&#8220;Quando punti un dito verso gli altri indicando un colpevole, è il tuo stesso corpo che ti tradisce indicando con 3 dita il vero responsabile!&#8221;</em> Se da troppo tempo sei in difficoltà finanziarie serve a poco prendersela con il Governo, con la crisi, con tua moglie, con il tuo datore di lavoro o con la sfortuna, <strong>l&#8217;unico che può cambiare questo stato di cose sei tu!!!</strong></li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Credo non serva a molto argomentare ulteriormente, ora <strong>sta a te decidere cosa fare</strong> e, bada bene, non sentirti escluso da questo discorso se per quanto ti riguarda &#8220;<em>tutto sommato le cose non vanno poi così male</em>&#8221; perchè, forse, è giunto anche per te il momento di <strong>fare un salto di qualità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiudo consigliandoti alcune <strong><span style="color: #ff0000;">risorse </span>per passare all&#8217;azione:</strong></p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Vuoi <strong>investire seriamente nella tua formazione finanziaria</strong> e <em>&#8220;Imparare a far lavorare il tuo denaro per te&#8221;</em>? Iscriviti e partecipa al <strong>prossimo corso</strong> di <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a> il <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><strong>2/3 dicembre a Torino</strong></a></li>
<li>Pensi che per quanto ti riguarda il punto da migliorare sia più nella tua <strong>psicologia finanziaria </strong>e nella <strong>motivazione </strong>che nell&#8217;area della conoscenza? <a href="http://www.robertopesce.com/T_Harv_Eker_Millionaire_Mind_Intensive_Rimini/informazioni.php" target="_blank"><strong>CLICCA QUA</strong></a> e scaricati i <strong>materiali introduttivi</strong> di <strong>T. Harv Eker</strong> e, già che ci sei, prendi in seria considerazione l&#8217;idea di <strong>partecipare al</strong> <strong>corso </strong><a href="http://www.robertopesce.com/T_Harv_Eker_Millionaire_Mind_Intensive_Rimini/informazioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;MILLIONAIRE MIND INTENSIVE&#8221;</strong></span></a> che terrà nuovamente a Rimini i prossimi <a href="http://www.robertopesce.com/T_Harv_Eker_Millionaire_Mind_Intensive_Rimini/informazioni.php" target="_blank"><strong>25/26/27 maggio 2012</strong></a> (i <strong>biglietti </strong>sono <strong>ancora in super-promozione</strong> con la possibilità di <span style="color: #0000ff;"><strong>risparmiare oltre il 65% sulla quota di partecipazione</strong></span>)</li>
<li>Vuoi imparare a <strong>gestire meglio le tue finanze</strong> semplicemente <strong>giocando con i tuoi amici o i tuoi figli?</strong> &#8220;<a href="http://www.robertopesce.com/libri-finanza/cash-flow-101-di-robert-kiyosaki-gioca-e-fuggi-dalla-corsa-del-topo/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>CASH FLOW 101</strong></span></a>&#8221; di <strong>Robert Kiyosaki</strong> potrebbe essere quello che fa per te!</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Ci sentiamo presto e ricorda quanto diceva <strong>Ernest Hemingway</strong>: <em>&#8220;Non chiederti per chi suona la campana. Essa suona per te!&#8221;</em></p>
<p><strong>Roberto Pesce</strong></p>
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		</item>
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		<title>Vade retro &#8220;Gratta e Vinci&#8221; !!!</title>
		<link>http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/vade-retro-gratta-e-vinci/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 17:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Vigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intelligenza Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[benessere finanziario]]></category>
		<category><![CDATA[gestione denaro]]></category>
		<category><![CDATA[lotterie]]></category>

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		<description><![CDATA[Italiani popolo di Santi, Navigatori, Poeti e … giocatori di Lotterie! Ormai fanno parte del nostro costume, della nostra quotidianità ma soprattutto (ahimè) della nostra cultura … finanziaria! Facendo un passo indietro nel tempo, si pensa che la prima “riffa” al mondo sia nata in Cina intorno al 200 a.C. – dinastia Han. Vi era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2689" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/grattaevinci_ti-piace_vincere_facile.jpg" alt="" width="229" height="172" /></a>Italiani popolo di Santi, Navigatori, Poeti e … <strong>giocatori di Lotterie</strong>! Ormai fanno parte del nostro costume, della nostra quotidianità ma soprattutto (ahimè) della nostra <strong>cultura … finanziaria!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Facendo un passo indietro nel tempo, si pensa che la prima “<em>riffa</em>” al mondo sia nata in <strong>Cina </strong>intorno al <strong>200 a.C</strong>. – dinastia Han. Vi era l’<strong>esigenza di riempire i forzieri dello Stato</strong> che doveva  finanziare grandi opere nello sconfinato Impero.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la prima lotteria nel nostro “Stivale” bisogna arrivare nella <strong>Milano del 1449</strong>. La Repubblica Ambrosiana aveva pressoché prosciugato le sue casse a causa di una lunga guerra contro Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Venendo all’I<strong>talia dei nostri giorn</strong>i, nel <strong>1994</strong>, attraverso una legge finanziaria dell’allora <strong>governo Ciamp</strong>i, venne introdotta la <strong>lotteria istantanea</strong> (c.d. <span style="color: #000080;"><strong><em>&#8220;gratta e vinci&#8221;</em></strong></span>) col nome di “<em><strong>La fontana della Fortuna</strong></em>”; l’istituzione di questo gioco serviva al <strong>Ministero delle Finanze</strong> per reperire <strong>oltre 200 miliardi delle vecchie lire</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal <strong>1994 ad oggi</strong> i Monopoli di Stato hanno dato fondo alla loro fantasia per inventare <strong>ogni sorta di nome, sistema e pubblicità</strong> per far vincere i tantissimi “grattatori&#8221; ma &#8230;  <span style="color: #ff0000;"><strong>chi vince davvero?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle righe sopra ho descritto tre situazioni assai diverse tra loro nel tempo, nel luogo e nelle modalità, ma tutte con un elemento in comune: <strong>l’esigenza di “fare cassa” per chi organizza le lotterie!</strong> E non di <strong>regalare denaro</strong> a chi si illude di diventare ricco in una manciata di secondi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Per dare l&#8217;idea di quanto sia <strong>remota l&#8217;eventualità di una vincita secca</strong> al <span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #000080;">superenalotto</span> </strong></span>(6 numeri giocati per la sestina vincente)  è stata calcolata in <span style="color: #ff0000;"><strong>1 su 622.614.630 la probabilità di successo</strong></span> per ogni combinazione giocata.</p>
<div id="attachment_2819" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2819" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Fratelli_Duke_Una_poltrona_per_due" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/Fratelli_Duke_Una_poltrona_per_due.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a><p class="wp-caption-text">I mitici fratelli Duke del film &quot;Una poltrona per due&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Praticamente se<span id="more-2684"></span> ogni persona al mondo giocasse una schedina diversa dall’altra, <strong>solo undici individui su sette miliardi risulterebbero vincitori…!?!</strong> Escluso Gastone di Paperopoli, sarebbe <strong>statisticamente più redditizio</strong> per tutti gli altri mettersi davanti alla Borsa di New York a fare l’elemosina, augurandosi che passino i <strong>fratelli Duke</strong> (ogni riferimento al film <strong><em>“Una poltrona per due</em></strong>” è assolutamente voluto ^_^) in vena di beneficenza!</p>
<p style="text-align: justify;">Lungi da me l’idea di giudicare o peggio colpevolizzare chi acquista gratta e vinci o chi gioca i numeri che gli sono apparsi in sogno, ma è giusto fermarsi e <strong>riflettere su una dinamica</strong> che, se “sottovalutata” in alcuni aspetti o “sopravvalutata” in altri, potrebbe <strong>creare non poche complicazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Capita infatti di vedere persone che “non si fanno mancare” l’acquisto quotidiano di questi cartoncini che, numeri alla mano, quando (e se) vincono, non riescono comunque a recuperare i soldi precedentemente spesi per questi (anti) investimenti. Conosco addirittura persone che, <strong>in caso di vincita milionaria</strong>, riuscirebbero persino ad <strong>aumentare i propri problemi finanziari</strong> stante il loro <strong>“cattivo rapporto” col denaro e la sua gestione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò perché si tende a confondere il concetto di <strong>“<span style="color: #ff0000;">benessere finanziario</span>” </strong>con quello di <strong>“possesso di grandi somme di denaro”</strong>. Mentre il primo aspetto è <strong>formato anche (ma non solo) da una complessa ed articolata componente economica</strong>, la seconda è solamente l’<strong>addizione dei propri attivi: conti in banca, investimenti, polizze</strong>, etc.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel precedente<strong> <span style="color: #000000;"><a href="http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/if-there-is-a-will-there-is-a-way/" target="_blank">articolo del 2 aprile 2011 di questo blog</a></span></strong>, ho raccontato la <strong>realtà finanziaria di due cari amici</strong> che, partendo da condizioni generali simili (stipendio, componenti del nucleo familiare, salute, stili di vita, etc.)  hanno due situazioni finanziarie completamente diverse: uno non riesce a campare se non fa rate, l’altro dispone di un consistente portafoglio investimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è un problema di Quoziente di Intelligenza quanto, piuttosto, di <a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Intelligenza Finanziaria</strong></span><span style="color: #0000ff;"><strong>!</strong></span></a></p>
<p style="text-align: justify;">A differenza del Quoziente di Intelligenza, che può essere definito un coefficiente costante dalla nascita, l’<strong>Intelligenza Finanziaria</strong> è un “<em>metodo</em>” e come tale <strong>si può apprendere, renderlo conforme alle nostre esigenze e svilupparlo senza limiti!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è uno spot al <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Corso di </strong></span><span style="color: #0000ff;"><strong>Intelligenza Finanziaria</strong></span></a> di <strong>Roberto Pesce</strong> ma solo una semplice considerazione che ognuno di noi può fare partendo dalla propria esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte ci siamo chiesti: <em><strong>&#8220;Ma dove ho speso tutti questi soldi?&#8221; &#8220;C</strong><strong>ome faccio a prendermi cura dei miei soldi</strong> se non ho mai tempo libero?&#8221; &#8220;A casa è mia moglie che gestisce l’entrate e le uscite, <strong>io non so nulla!&#8221; </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Frasi come queste evidenziano un marcato <strong>disinteresse nei confronti del denaro.</strong> Se da un lato questo atteggiamento potrebbe (solo!) compromettere tante “soddisfazioni” derivanti dal frutto del nostro lavoro, da un altro potrebbe essere addirittura dannoso, se non si riuscisse a far fronte alle nostre necessità fondamentali.</p>
<p style="text-align: justify;">Pertanto, <strong>affidiamo a noi stessi la <span style="color: #ff0000;">responsabilità dei nostri futuri successi</span> attraverso la conoscenza e la formazione</strong>, e lasciamo alla Dea Bendata l’onere di assisterci alla tombola del prossimo Natale … abbiamo solo da guadagnarci!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Enrico Vigo</strong></p>
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		<title>Il Governo Berlusconi verso le dimissioni e il panico sui mercati &#8230; c&#8217;è da fidarsi dell&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 22:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; davvero difficile in questi giorni scrivere di economia e di finanza così come spargere a pieni mani entusiasmo e certezze vista la complicatissima situazione internazionale e nazionale in cui ci troviamo. A tutti gli effetti navighiamo in acque incerte e poco conosciute, con l&#8217;aggravante del fatto che i capitani dei velieri che compongono la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2759" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="caduta-governo-Berlusconi-panico-mercati" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/caduta-governo-Berlusconi-panico-mercati-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>E&#8217; davvero difficile in questi giorni <strong>scrivere di economia e di finanza</strong> così come spargere a pieni mani <strong>entusiasmo </strong>e <strong>certezze </strong>vista la <strong>complicatissima situazione internazionale e nazionale</strong> in cui ci troviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti gli effetti <strong>navighiamo in acque incerte e poco conosciut</strong>e, con l&#8217;aggravante del fatto che i capitani dei velieri che compongono la flotta non hanno sin qui manifestato nè grandi doti di <strong>leadership </strong>nè la ferma determinazione in una <strong>rotta comune</strong>, peccati fatali per chi fa un mestiere che al primo posto richiede il fornire certezze ai propri marinai.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, conseguenza di tutto ciò è che <strong>i marinai sono confusi, disorientati e cominciano a cedere al panico &#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Provo a <strong>tradurre </strong>cercando di limitare al minimo le considerazioni sulla politica se non quando necessarie a comprendere l&#8217;attualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tempo senti dire da tutti i telegiornali che il <span style="color: #0000ff;"><strong>debito pubblico italiano</strong></span> è stato <em>&#8220;preso di mira dalla speculazione finanziaria&#8221;</em> e che questo sta causando il continuo e pericoloso <strong>allargarsi dello &#8220;<em>spread</em>&#8220;</strong> (ossia del <strong>differenziale di rendimento</strong>) tra le <strong>obbligazioni nazionali italiane, BTP in primis, e i BUND tedeschi</strong> considerati il termine di paragone più attendibile in quanto considerati sin qua assolutamente sicuri.</p>
<p style="text-align: justify;">Da più parti senti addirittura dire che <em>&#8220;stiamo rischiando di fare la fine della Grecia&#8221;</em> e che <em>&#8220;l&#8217;Italia rischia di fallire&#8221;</em> e mi rendo conto che per un non addetto ai lavori anche questo va spiegato.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dai <strong>fatti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <span style="color: #0000ff;"><strong>stato italiano</strong></span> ha accumulato nei decenni un <span style="color: #ff0000;"><strong>debito pubblico mostruoso</strong></span> pari a <span style="color: #ff0000;"><strong>oltre 1.900 miliardi di euro</strong></span>, terzo o quarto al mondo per dimensione assoluta ma soprattutto<span style="color: #ff0000;"><strong> oltre il 120% rispetto al PIL</strong></span> e, fino ad oggi, <strong>questo debito è continuato a crescere anno dopo anno</strong> essenzialmente per colpa di una <strong>classe politica inetta, incapace e corrotta</strong> che ha sempre utilizzato la<strong> spesa pubblica</strong> per <strong>foraggiare in maniera vergognosa se stessa, le proprie clientele e ogni tipo di sperpero e spreco.</strong> Da questo punto di vista, fuor di propaganda e senza alcuna partigianeria,<strong> sinistra, destra e centro</strong> si sono <strong>comportate essenzialmente sempre allo stesso modo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è adesso che, posto che <strong>la <span style="color: #0000ff;">crescita </span>dell&#8217;economia nazionale è sostanzialmente <span style="color: #ff0000;">bloccata </span>da più di dieci anni a questa parte</strong>, il mondo ha preso a guardarci con <span style="color: #0000ff;"><strong>sfiducia </strong></span>e sta cercando di <strong>sbolognare sul mercato i Titoli di Stato italiani</strong> rendendo così <strong><span style="color: #ff0000;">più difficile e costoso il rifinanziamento</span> attraverso l&#8217;emissione di nuovi ti</strong><strong>toli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le <span style="color: #0000ff;"><strong>domande </strong></span>quindi sono:<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2762" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="crisi-debito-Grecia" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/crisi-debito-Grecia-300x227.jpg" alt="" width="216" height="163" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Ma l&#8217;<span style="color: #ff0000;">Italia può fallire?</span></strong></li>
<li><strong>E cosa succede se un Paese va in default?</strong></li>
<li><strong>C&#8217;è un<span style="color: #ff0000;"> rischio concreto</span> che questo stia accadendo o possa succedere?</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le risposte semplici da dare sono quelle alle <strong>prime due domande.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #000000;">Si,</span> chiunque può fallire</strong></span>, non solo un cittadino o un&#8217;azienda ma <strong>anche un Ente Pubblico o persino uno <span style="color: #ff0000;">Stato</span></strong>, lo abbiamo visto succedere negli ultimi anni all&#8217;<strong>Islanda </strong>e soprattutto all&#8217;<strong>Argentina </strong>solo per citare i casi peggiori e più noti. Come per una persona fisica, uno Stato va in default quando <span style="color: #ff0000;"><strong>le spese  superano le entrate</strong></span>, non si riesce a<strong> <span style="color: #ff0000;">rifinanziare il debito attraverso altro debito</span></strong> e non si riescono più a <span style="color: #ff0000;"><strong>pagare i creditori.</strong></span> Ecco perchè il <strong>problema della sfiducia e il conseguente aumento dello spread</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare un paragone spiacevole ma efficace è quello che succede quando una persona schiacciata dai debiti non riesce più a pagare i propri creditori anche perchè <strong>gli stessi interessi sul debito gli rendono prima difficile poi impossibile il compito</strong>, il poveraccio <strong>non riuscendo quindi ad ottenere nuovi finanziamenti regolari dalle banche si rivolge agli <span style="color: #0000ff;">strozzini </span></strong>che sono ben lieti di rifinanziarlo ma ovviamente chiedendo in cambio <span style="color: #ff0000;"><strong>interessi spaventosi</strong></span> che quindi lo <strong>mettono ancora più in difficoltà</strong> e così via sempre più peggiorando la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente quando una persona o un&#8217;impresa falliscono quello che succede è che <strong>la cosa non solo è antipatica per i falliti ma anche per tutti i loro <span style="color: #0000ff;">creditori</span></strong><span style="color: #0000ff;"> </span>che vedono <strong>persi o quantomeno in grave perdita i propri investimenti</strong> con i soggetti in default.</p>
<p style="text-align: justify;">Se però a fallire è uno <strong>Stato</strong>, e soprattutto un&#8217;<strong>economia rilevante e importante come quella italiana</strong>, i <span style="color: #0000ff;"><strong>problemi </strong></span>diventano <strong>esponenziali e assai diffusi</strong> anche oltre i confini nazionali. Ciò infatti significherebbe <strong>non avere disponibilità di denaro per pagare i dipendenti pubblici</strong> <em>(politici, amministratori pubblici, poliziotti, dipendenti di miriadi di enti e servizi alcuni dei quali inutili ma molti invece essenziali)</em> ma anche gettare in una <span style="color: #ff0000;"><strong>crisi finanziaria profonda</strong></span> tutte le <strong>aziende private fornitrici dello Stato</strong> di beni e servizi e tutti i <strong>detentori dei famosi Titoli di Stato</strong> che diventerebbero improvvisamente carta straccia o quasi come successe all&#8217;epoca per i possessori dei tango bond argentini.</p>
<p style="text-align: justify;">Notare che i <strong>Titoli in questione</strong> non sono detenuti solo da <strong>privati cittadini</strong> come me e te ma in larga quantità da <span style="color: #0000ff;"><strong>banche </strong></span>(che di conseguenza aggraverebbero brutalmente i propri bilanci e inizierebbero a <span style="color: #ff0000;"><strong>non prestare più denaro a nessuno</strong></span> con logiche e <strong>tragiche ricadute su persone e imprese</strong> che hanno bisogno di quel denaro anche perchè loro stessi hanno uno stato economico gravato dai debiti&#8230;) e da <span style="color: #0000ff;"><strong>altre Nazioni</strong></span> per le quali <strong>partirebbe o si aggraverebbe la stessa tragica <span style="color: #ff0000;">spirale negativa.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spiegato in grossa sintesi, ecco il tanto temuto <em><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;effetto contagio&#8221;</strong></span></em> che si cerca a tutti i costi di evitare.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa<strong> io personalmente p</strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2763 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="effetto_contagio" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/effetto_contagio-300x117.jpg" alt="" width="300" height="117" /></a><strong>ensi</strong> di tutto questo, se mi leggi da un pò o hai fatto i miei corsi, ti dovrebbe essere <strong>già noto</strong>, ho infatti scritto <strong>decine di articoli contro la <em><span style="color: #ff0000;">&#8220;cultura del debito&#8221;</span></em></strong> sulla quale si basa l&#8217;economia moderna e della quale stiamo ora assaggiando i frutti, ti invito però anche a <strong>rileggere un articolo</strong> scritto <strong>questa estate</strong> durante le vacanze intitolato <a href="http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/berlusconi-parla-e-le-borse-continuano-a-scendere-ma-guarda-un-po/" target="_blank"><em><strong>&#8220;Berlusconi parla e le Borse continuano a s</strong></em></a><a href="http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/berlusconi-parla-e-le-borse-continuano-a-scendere-ma-guarda-un-po/" target="_blank"><em><strong>cendere &#8230; ma guarda un pò!&#8221;</strong></em></a> nel quale segnalavo tutte le <strong>manchevolezze della nostra classe dirigente</strong> ma dicevo anche che <strong>non </strong><strong>si vedevano molti spiragli all&#8217;orizzonte</strong> pur se diventava<strong> difficile immaginare un ulteriore peggioramento della situazione</strong> per quanto riguardava i <span style="color: #0000ff;"><strong>Titoli Pubblici</strong></span> <em>(le Borse azionarie sono un altro discorso e oggi le lasciamo da parte).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, da allora sono <strong>passati circa tre mesi </strong>e purtroppo devo dire che <span style="color: #0000ff;"><strong>mi sbagliavo nel ritenere che ci fosse un limite al peggio</strong></span> perchè <strong>tale limite è infatti stato abbondantemente superato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Berlusconi </strong></span>e il <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">suo</span><strong> <span style="color: #ff0000;">Governo</span></strong></span><span style="color: #ff0000;"> </span>hanno dato da allora spettacolo del <span style="color: #ff0000;"><strong>peggio di sè stessi</strong></span> (e ce ne voleva visti i trascorsi) manifestando <strong>divisioni, <span style="color: #ff0000;">incertezze </span>e tentennamenti continui, litigiosità al vertice</strong> tra lo stesso <strong>Berlusconi </strong>e il <strong>Ministro dell&#8217;Economia <span style="color: #ff0000;">Tremonti</span></strong><span style="color: #ff0000;"> </span>che, stando a quanto ci dicono i giornali, non si sopportano più da tempo e sono <strong>divisi su tutto. Ripresi più volte per le orecchie</strong> in maniera ormai francamente fastidiosa ed umiliante dalle <span style="color: #0000ff;"><strong>Istituzioni Europee</strong></span>, dai <strong>leader stranieri</strong> e dalla <span style="color: #0000ff;"><strong>BCE,</strong></span> hanno continuato a millantare <span style="color: #ff0000;"><strong>vaghe promesse e fumose lettere di intenti </strong></span>puntualmente <strong>smentite nei giorni successivi</strong> da un dibattito parlamentare dove è palese per chiunque che <strong>ognuno punta al proprio personale interesse di bottega</strong> con una<strong> visione di brevissimo respiro</strong> e del <strong>bene dell&#8217;Italia e dei propri cittadini </strong>non <strong>frega niente a nessuno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La conseguenza di tutto ciò è che <strong>la società civile italiana e l&#8217;opinione pubblica non ne possono più</strong> ma il problema è che <strong>chi all&#8217;<span style="color: #0000ff;">estero </span>detiene il nostro <span style="color: #ff0000;">debito</span></strong><span style="color: #ff0000;"> </span>se ne sta <strong>disfando o fa la voce grossa</strong> di fatto <span style="color: #0000ff;"><strong>commissariandoci </strong></span>a furia di <strong>lettere e ispettori internazionali</strong> che vengono in casa nostra a giudicarci dubitando palesemente alle promesse dei nostri governanti. La cosa, lo ripeto, è <strong>fastidiosa e umiliante</strong> ma, vedendola dal loro punto di vista, è anche <strong>difficile dargli torto</strong> quando esprimono <strong>scetticismo e diffidenza sulle proposte dei nostri politici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, si potrebbe parlare anche dei <strong>problemi e delle ambiguità degli stessi francesi e dei tedeschi</strong> a cui piace da sempre <strong>fare i maestrini in casa nostra</strong> ma che hanno <strong>ben più di una difficoltà nei propri bilanci</strong> così come del perchè non si <strong>bloccano o vietano gli <span style="color: #ff0000;">strumenti finanziari derivati</span></strong> che permettono ai grandi speculatori internazionali di <strong>accumulare enormi profitti sulle disgrazie e sulle debolezze altrui</strong>, entrambi i discorsi sarebbero interessanti e legittimi ma ci porterebbero <strong>fuori dal seminato</strong> di questo articolo e poi, fin da quando avevo sei anni, mia madre mi ha insegnato che quando  mi rimproverava per non aver fatto i compiti non potevo opporle l&#8217;obiezione: <em>&#8220;Nemmeno Stefano li ha fatti!&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa sarebbe stata vera ma <strong>non avrebbe diminuito di un&#8217;unghia la mia responsabilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Parlando proprio di <strong>responsabilità e conseguenze</strong>, ieri <span style="color: #0000ff;"><strong>Berlusconi si è dimesso</strong></span> o, meglio, ha <strong>annunciato le sue <span style="color: #0000ff;"><em>&#8220;future dimissioni&#8221;</em></span></strong> seminando così <strong>ulteriore <span style="color: #ff0000;">incertezza </span>sui mercati</strong> che infatti hanno reagito malissimo portando le <strong>Borse in profondo rosso</strong> e il famigerato <span style="color: #ff0000;"><strong>spread a nuovi record.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a <strong>guardare la cosa con gli occhi degli stranieri</strong> <em>(noi italiani siamo tanto assuefatti al peggio che facciamo fatica a capire lo sconcerto altrui)</em> serve forse ricordare che se il buon <strong>Silvio </strong>era ormai ampiamente <strong>screditato agli occhi del mondo</strong> non è che le <span style="color: #0000ff;"><strong>attuali opposizioni</strong></span> suscitino chissà quali<strong> entusiasmi</strong> essendo composte in parte da <strong>antichi e longevi alleati dello stesso Berlusca</strong> ed in parte da quella <strong>sinistra </strong>che quando andò l&#8217;<strong>ultima volta al governo</strong> guidata da <span style="color: #0000ff;"><strong>Prodi </strong></span>diede <strong>spettacolo quotidiano </strong>di<strong> <span style="color: #ff0000;">divisioni e distinguo continui</span></strong> tra le sue varie anime per poi <strong>implodere in meno di due anni</strong>, sinistra che oltretutto quanto a <strong>clientelismi e spesa pubblica</strong> non è seconda a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">E quindi? Beh, quindi si <strong>naviga in acque oscure e poco conosciute</strong> perchè la situazione sembra sempre più <span style="color: #ff0000;"><strong>insostenibile </strong></span>e <strong>qualcosa giocoforza dovrà succedere</strong>, in questo senso intendo non solo in Italia ma <strong>anche nel <span style="color: #0000ff;">resto d&#8217;Europa e nel mondo</span></strong> perchè va poi detto che i <strong>problemi sono globali</strong> e se <strong><span style="color: #0000ff;">Roma </span></strong>ha di che piangere non è poi che <span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #ff0000;">Berlino, Parigi, Londra o Washington</span> </strong></span>se la passino poi così meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è però un <span style="color: #0000ff;"><strong>rischio concreto che l&#8217;Italia possa fallire?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>rischio concreto esiste</strong>, la mia personale opinione è però che <span style="color: #ff0000;"><strong>non accadrà</strong> </span>perchè, aldilà del livello tragico della nostra politica, la <strong>nazione <span style="color: #0000ff;">Italia </span></strong>ha realmente<span style="color: #0000ff;"> </span><strong><span style="color: #ff0000;">tante risorse</span> </strong>non solo<strong> finanziarie </strong>ma anche <strong>umane </strong> oltre che un <strong>patrimonio storico, artistico e naturale unico al mondo.<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2767" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="risorse-Italia" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/risorse-Italia-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso <strong><span style="color: #0000ff;">Stato Italiano</span></strong> è vero che è <strong>sommerso dai debiti</strong> ma va altresì detto che tra <span style="color: #ff0000;"><strong>patrimonio immobiliare, artistico, partecipazioni statali e pubbliche</strong></span> di risorse da mettere in campo volendo ce ne sono e la speranza è che anche questa <strong>gerontocrazia politica inetta prima o poi se ne vada</strong> e venga sostituita magari anche solo da qualcuno che applichi un <strong>minimo di buon senso</strong> e di <strong>interesse generale alla cosa pubblica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; <strong>già successo in passato</strong>, in Italia e nel mondo, e tornerà a <strong>succedere anche stavolta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>il momento è parecchio difficile e complesso</strong> ma in un&#8217;<strong>ottica di medio termine</strong> sono <span style="color: #0000ff;"><strong>fiducioso </strong></span>che ne usciremo fuori e torneremo a respirare aria migliore e a <strong>vivere all&#8217;interno di un&#8217;economia più serena</strong> e, mio desiderio personale, magari anche <strong>un pizzico più giusta e equa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di solito <strong>non parlo mai sul blog delle mie <span style="color: #ff0000;">operazioni personali</span></strong> ma questa volta faccio un&#8217;<strong>eccezione </strong>e mi fa piacere dirti che <strong>in questi giorni</strong> sto<span style="color: #0000ff;"><strong> comprando BTP e altri Titoli di Stato italiani</strong></span>, cosa anche questa per me insolita visto che <strong>non investo pressochè mai in obbligazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Voglio però essere chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante mi senta <strong>fortemente italiano</strong> e sia infastidito dalla situazione del nostro paese <strong>non lo faccio però per <em>&#8220;spirito patriottico&#8221;</em></strong> ma cercando il <span style="color: #ff0000;"><strong>mio personale interesse come investitore.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli americani hanno un detto che fa così: <em>&#8220;Put your money where your mouth is or shut up!&#8221;</em> che tradotto significa: <em>&#8220;Metti i tuoi soldi su ciò che stai dicendo oppure chiudi la bocca!&#8221;</em> e <strong>così sto facendo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Non credo che l&#8217;Italia fallirà</strong></span> e parcheggiare un pò della mia disponibilità in <strong>obbligazioni nazionali a 2 e 3 anni</strong> a <span style="color: #ff0000;"><strong>tassi garantiti annui tra il 6 e il 7%</strong></span> lo ritengo un <strong>ottimo investimento</strong> <em>&#8220;tranquillo&#8221;</em> e  che non mi richiederà ulteriore attenzione in futuro. In questo senso, <strong>se la pensi come me</strong>, la situazione di questi giorni ci presenta una<span style="color: #0000ff;"><strong> grande occasione</strong></span>, non me la lascio sfuggire e <strong>mi piace segnalartela.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Essendo il post di <strong>super attualità</strong>, ti invito fortemente a <span style="color: #800080;"><strong>LASCIARE UN COMMENTO</strong></span> in calce allo stesso esprimendo la <strong>tua opinione</strong> in merito alle considerazioni che ho espresso così come la <strong>tua idea sulla situazione italiana e internazionale</strong> che stiamo vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito è aperto e &#8230; <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #008000;">forza</span> TRICOLORE <span style="color: #008000;">!!!</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
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		<title>Anche tu tra i &#8220;Top Ten&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 08:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ivaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intelligenza Finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza Finanzia]]></category>
		<category><![CDATA[mestieri del futuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto recentemente su Corriere.it/Economia un interessante articolo sui  “Mestieri del futuro in America”. In particolare ho trovato interessante una classifica dei “top ten” stilata da 247wallst.com, rivista economica newyorkese, analizzando i dati del Ministero del Lavoro Usa, dati basati su crescita, livelli salariali e posti disponibili in tutti gli Stati Uniti delle 750 maggiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2439" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/top-ten.jpg" alt="" width="205" height="246" /></a>Ho letto recentemente su <strong>Corriere.it/Economia</strong> un interessante articolo sui  “<a href="http://www.corriere.it/economia/11_settembre_06/dieci-professioni-futuro-perasso_5f5b2c82-d88b-11e0-b038-3e67ea432e86.shtml" target="_blank"><strong>Mestieri del futuro in America</strong></a>”.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare ho trovato interessante una classifica dei “<strong>top ten</strong>” stilata da <a href="http://247wallst.com/2011/09/01/the-best-paying-jobs-of-the-future/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>247wallst.com</strong></span></a>, <strong>rivista economica newyorkese</strong>, analizzando i dati del Ministero del Lavoro Usa, dati basati su <strong>crescita, livelli salariali e posti disponibili in tutti gli Stati Uniti</strong> delle 750 maggiori categorie professionali attive sul territorio, nel decennio che va dal 2008 al 2018.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>popolazione invecchia sempre più </strong>quindi la richiesta di <strong>servizi medici di base</strong>, di <strong>aiuti infermieristici </strong>e anche di <strong>cure ai denti </strong>cresce: non a caso i primi in classifica nelle professioni emergenti sono gli <strong>infermieri</strong>, con più di 580 mila nuovi posti di lavoro, seguiti da <strong>contabili e revisori</strong>, <strong>consulenti di direzione, specialisti di software, medici e chirurghi, sistemisti informatici, analisti di mercato, ingegneri civili, igienisti dentali</strong> e <span style="color: #ff0000;"><strong>consulenti finanziari</strong></span> (63.000).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, proprio su quest’<strong>ultima categoria</strong> mi vorrei soffermare visto che ci interessa da vicino.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati si riferiscono agli <strong>Stati Uniti</strong> e, dando per scontata l’attendibilità della fonte, è ipotizzabile che in modo analogo anche in <strong>Italia </strong>ci possa essere uno <strong>sviluppo in tal senso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quindi <strong>aumenteranno i consulenti finanziari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno potrebbe storcere il naso: <em>&#8220;Ma come, non ce ne sono già abbastanza?&#8221; </em></p>
<p style="text-align: justify;">O, peggio: <em>&#8220;Non hanno già prodotto danni a sufficienza&#8221; </em></p>
<p style="text-align: justify;">Che più di un <strong>risparmiatore </strong>si sia pentito di<span id="more-2435"></span> aver affidato parte dei propri risparmi a <strong>consulenti disinvolti</strong> è storia nota. D&#8217;altronde se stai leggendo questo <strong>blog </strong>e ti stai interessando di <a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>investimenti</strong></span></a>, è probabile che qualche <strong>sassolino nella scarpa</strong> pure tu lo abbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe affrontare l’argomento da un <strong>diverso punto di vista</strong>, forse <strong>utopistico</strong>, sicuramente <strong>ambizioso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E se l’aumento di <strong>consulenti finanziari</strong>, almeno in <strong>Italia</strong>, si riferisse non tanto a professionisti della finanza bensì ad <span style="color: #ff0000;"><strong>astuti investitori</strong></span>, talmente <strong>abili </strong>da essere a tali professionisti paragonati, cioè veri e propri <span style="color: #ff0000;"><strong>consulenti finanziari di se stessi?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Risparmiatori</strong> che, <strong>stanchi di delegare ad altri il proprio benessere finanziario</strong>, decidono di prendere in mano le redini dei propri investimenti, di <strong>assumersi la responsabilità delle proprie azioni</strong>, smettendo di attribuire ad altri le colpe degli insuccessi. <a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2443 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/abc.jpg" alt="" width="165" height="165" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Certo per arrivare a questo, dobbiamo fare tutti un <strong>salto di qualità</strong>, maturare ed acquisire l’<strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">intelligenza finanziaria</span></a> </strong>e gli <strong>strumenti indispensabili</strong> per operare autonomamente. Ciò non significa diventare <strong>fenomeni della borsa </strong>e competere con i “<em>guru</em>” dell’alta finanza; semplicemente imparare a <strong>gestire i propri risparmi</strong> <strong>facendo azioni di buon senso</strong> per ottenere risultati soddisfacienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Immagina quanto sarebbe <strong>rassicurante</strong> sapere che le decisioni di investimento prese, ad esempio acquisto di <a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>azioni o ETF</strong></span></a>, ti permetteranno non solo di <strong>salvaguardare il tuo capitale</strong> ma, ancor più <strong>gratificante,</strong> sapere che le stesse decisioni ti permetteranno di <strong>guadagnare veramente</strong>, e non mi riferisco alle “<em>briciole</em>” che pubblicizzano in banca, che a sentirli parlare sembra che si tolgano il pane di bocca per darlo a te.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo siamo <strong>condizionati da anni di lavaggio del cervello</strong>, luoghi comuni che ci costringono a pensare che certe cose possono essere fatte solo da &#8220;<em>esperti</em>&#8220;, magari anche laureati, con master e contro master e quindi alla fine neanche ci proviamo.  Nella nostra semplice ignoranza, <strong>ci affidiamo a chi ne sa di più</strong>, per poi scoprire a <strong>nostre spese</strong> (sempre e solo nostre!!!) che <strong>tutta questa esperienza ha prodotto tanti risultati quanto ne avremmo potuto ottenere noi giocando a “mosca cieca” con i titoli da acquistare!!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E allora <strong>coraggio</strong>! Acquisiamo <strong>informazioni</strong>, cambiamo le nostre <strong>credenze limitanti</strong> e <strong>cominciamo a immaginarci <span style="color: #ff0000;">consulenti finanziari di noi stessi</span></strong><span style="color: #000000;">!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2436 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/spider-2-244x300.jpg" alt="" width="106" height="130" /></a>Come novelli <em>&#8220;Spiderman della finanza&#8221;</em>, mettiamo la tuta e <strong>corriamo in nostro aiuto!!! </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di indossarla ti consiglio la visione di <strong>2 videotraining introduttivi </strong>messi <strong>gratuitamente </strong>a tua disposizione:  “<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>Attivare la tua Intelligenza Finanziaria</strong></span></a>” e “<a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Introduzione all’investimento in Azioni e ETF</strong></span></a>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Troverai sicuramente <strong>molti spunti interessanti</strong> è chissà che grazie a questi non ci si veda ad uno dei <strong>prossimi corsi</strong> in programma nei prossimi mesi:</p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>INVESTIRE IN AZIONI E ETF (POSITION TRADING</strong><strong>)</strong></span></a>, <strong>Reggio Emilia</strong><strong>, </strong><span style="color: #000000;"><strong>sabato 29 ottobre 2011</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a>, per la<strong> prima volta </strong>a<strong></strong><strong> Torino </strong>i prossimi <strong><span style="color: #000000;"><strong>2/3 dicembre 2011 !!!</strong></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A presto, ci si vede &#8230;<strong> sfrecciando tra i grattacieli !!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Ivaldi</strong></p>
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		<title>Conti di Deposito, un porto sicuro per ripararsi dal mare finanziario in tempesta</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investing]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[Conto di Deposito]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia sono comparsi solo negli ultimi anni, inizialmente promossi da Conto Arancio e da Che Banca! , la costola di Mediobanca rivolta al mercato dei privati, subito imitati da molte altre realtà bancarie visto l&#8217;immediato e crescente successo dello strumento. In effetti, nella nazione dominata per decenni dai celebri &#8220;BOT people&#8220;, l&#8217;idea di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2471" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="conti-di-deposito" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/conti-di-deposito.jpg" alt="" width="333" height="259" /></a>In <strong>Italia </strong>sono comparsi solo negli ultimi anni, inizialmente promossi da <a href="http://www.ingdirect.it/" target="_blank"><strong>Conto Arancio</strong></a> e da <strong><a href="http://www.chebanca.it/" target="_blank">Che Banca!</a> </strong>, la costola di <strong>Mediobanca </strong>rivolta al mercato dei privati, subito <strong>imitati da molte altre realtà bancarie</strong> visto l&#8217;immediato e <strong>crescente successo dello strumento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, nella nazione dominata per decenni dai celebri &#8220;<strong>BOT people</strong>&#8220;, l&#8217;idea di un <span style="color: #ff0000;"><strong>conto corrente</strong></span> (semplice da capire e da attivare) che ti fornisca un <span style="color: #ff0000;"><strong>rendimento sicuro e garantito</strong></span>, ovviamente <strong>abbastanza limitato ma neanche malaccio se paragonato ai rendimenti attuali dei Titoli di Stato</strong>, è di appeal immediato soprattutto in tempi come questi in cui i <strong>Fondi Comuni di Investimento azionari</strong> pagano un <strong>decennio in abbondante perdita</strong> e le <strong>turbolenze dei mercati</strong> consigliano prudenza e porti sicuri, ormai non più garantiti nemmeno dal <strong>mondo obbligazionario</strong> che presenta <strong>rischi non indifferenti</strong> se si vogliono spuntare <strong>rendimenti decenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, come scrivevo in un <a href="http://www.robertopesce.com/investing/mercati-azionari-in-caduta-libera-unopportunita-da-non-farsi-sfuggire/" target="_blank"><strong>recente articolo</strong></a> (<a href="http://www.robertopesce.com/investing/mercati-azionari-in-caduta-libera-unopportunita-da-non-farsi-sfuggire/" target="_blank"><strong>clicca qui se lo hai perso</strong></a>) questi sarebbero <strong>momenti d&#8217;oro per progettare portafogli azionari </strong>aventi la quasi certezza di spuntare <strong>rendimenti galattici nel giro di qualche mese o anno</strong> e gli <strong>ETF </strong>(<strong>Exchange Traded Funds</strong>) sono uno <strong>strumento spettacolare</strong> per perseguire questo scopo ma per chi non ha basi di formazione sul come utilizzarli al meglio la loro <strong>comprensione non è immediata</strong> (<strong>n.d.R.</strong> i miei corsi <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a> e <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>INVESTIRE IN AZIONI E ETF</strong></span></a> sono stati creati proprio per fornirti queste <strong>basi formative!</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco così che, all&#8217;interno di questo scenario, i <strong><span style="color: #ff0000;">Conti di Deposito</span></strong> hanno trovato un proprio <strong>spazio crescente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un <span style="color: #ff0000;"><strong>Conto di Deposito</strong></span> altro non è che<span id="more-2470"></span> un <strong>conto corrente bancario</strong> con <strong>funzionalità limitate</strong> che tuttavia frutta un <strong><span style="color: #ff0000;">interesse </span>decisamente più elevato</strong> rispetto ai conti normali.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua logica è più quella di essere un <strong>prodotto di risparmio</strong> piuttosto che di <strong>investimento</strong>, utile soprattutto per <strong>parcheggiare la liquidità</strong> in attesa di utilizzarla per altri scopi. Da considerare in tal senso il <span style="color: #ff0000;"><strong>vincolo temporale</strong></span> richiesto dalla banca a fronte del <strong>rendimento garantito</strong> (spesso anche <strong>anticipato</strong>), occorre avere quindi le <strong>idee chiare</strong> sul fatto di <strong>non avere necessità di utilizzare le somme versate</strong> nel <strong>Conto di Deposito</strong> per il periodo concordato, pena la <strong>perdita dei rendimenti pattuiti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Essendo un <strong>conto corrente</strong> è <strong>soggetto alla disciplina di tali strumenti </strong>per cui i <span style="color: #ff0000;"><strong>rendimenti </strong></span>sono stati fino ad oggi <span style="color: #ff0000;"><strong>tassati al 27%</strong></span> ma tale aliquota dovrebbe a brevissimo venir <strong><span style="color: #ff0000;">ridotta al 20%.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se la banca aderisce al <strong>Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi</strong> (verificare in tal senso), <strong>gli importi versati sono <span style="color: #ff0000;">protetti fino a 100.000 €</span></strong> anche in caso di <strong>fallimento della banca</strong> e ciò lo rende di fatto uno<strong> strumento valido</strong> anche in termine di <span style="color: #ff0000;"><strong>eliminazione del rischio dell&#8217;investimento.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, chiarito che <strong>non stiamo parlando di una situazione che possa fornire rendimenti mirabolistici</strong> (attualmente le <strong>migliori offerte bancarie</strong> tra i <strong>Conti di Deposito</strong> offrono <strong><span style="color: #ff0000;">ritorni tra il 3,5% e il 4,5% lordi</span></strong> per <strong>somme depositate per almeno 12 mesi</strong>), la sua<strong> semplicità di utilizzo</strong> e la sua <strong>assenza di rischio</strong> fanno comunque si che il <span style="color: #ff0000;"><strong>Conto di Deposito</strong></span> rappresenti uno <strong>strumento da prendere in considerazione</strong> nell&#8217;ambito della <strong>gestione del proprio risparmio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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