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	<title> &#187; Investing</title>
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		<title>Idee di investimento per il 2012 (2a parte)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 23:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ivaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investing]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[analisi fondamentale]]></category>
		<category><![CDATA[dove investire nel 2012]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare in borsa]]></category>
		<category><![CDATA[investire in oro]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda parte dell&#8217;articolo pubblicato la settimana scorsa con alcune idee di investimento per il 2012. Come ho sottolineato nella prima parte, vengono evidenziati alcuni titoli quotati sulla borsa americana che, a detta degli esperti e dei consulenti intervistati, potrebbero regalare appassionanti performance nei mesi a venire. Le valutazioni di partenza derivano essenzialmente da valutazioni &#8220;geo-politiche&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/investing/idee-di-investimento-per-il-2012-prima-parte/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Seconda parte dell&#8217;articolo pubblicato la settimana scorsa</strong></span></a> con alcune <strong>idee di investimento per il 2012.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come ho sottolineato nella <a href="http://www.robertopesce.com/investing/idee-di-investimento-per-il-2012-prima-parte/" target="_blank">prima parte</a>, vengono evidenziati alcuni titoli quotati sulla borsa americana che, a detta degli esperti e dei consulenti intervistati, potrebbero regalare appassionanti performance nei mesi a venire.</p>
<p style="text-align: justify;">Le valutazioni di partenza derivano essenzialmente da valutazioni &#8220;geo-politiche&#8221; e da analisi macro-economiche o fondamentali per cui<strong> invito a considerare tali idee come spunti da approfondire</strong> e non come &#8220;dritte&#8221; su cui gettarsi senza alcuna ulteriore valutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista del &#8220;timing&#8221;, lo ripetiamo ancora una volta a scanso di equivoci, è sempre opportuno verificare i grafici dei titoli seguendo le regole apprese ai corsi di <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>“</strong></span><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA”</strong></span></a> – <strong>prossima edizione 17/18 febbraio a Reggio Emilia</strong> – o <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>“INVESTIRE IN AZIONI E ETF (POSITION TRADING)”</strong></span></a> – <strong>prossima edizione sabato 24 marzo a Reggio Emilia.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://bigcharts.marketwatch.com/advchart/frames/frames.asp?symb=T&amp;insttype=Stock&amp;time=9&amp;freq=2" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>5) </strong></span><strong><span style="color: #0000ff;">AT&amp;T </span></strong><span style="color: #000000;">(NYSE: T)</span></a><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;"> </span></span><strong> </strong></p>
<div id="attachment_3150" class="wp-caption alignright" style="width: 230px"><a title="Vecchio logo AT&amp;T" href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3150  " src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/Bell-System2.jpg" alt="" width="220" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Vecchio logo AT&amp;T</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>Tutti conoscono il marchio AT&amp;T</strong></span> &#8211; presente, in un modo o nell&#8217;altro, dal 1885. <em>Originariamente American Bell aveva </em><em>c</em><em>reato AT&amp;T per fornire chiamate a lunga </em><em>distanza tra New York e Chicago e oltre ma già nel 1899 <strong>AT&amp;T è di</strong></em><em><strong>ventata la madre di American Bell e quindi la testa del Bell System</strong>, perché le norme regolamentari e fiscali erano più snelle a New York che a Boston, dove aveva sede American Bell. </em>AT&amp;T vende ancora ai clienti servizi di telefonia fissa vecchio stile, e tale attività è certamente in declino. Ma in realtà, dicono gli investitori, <span style="color: #3366ff;"><strong>AT&amp;T ha registrato progressi costanti nel traghettarsi ve</strong></span><span style="color: #3366ff;"><strong>rso l’era digitale</strong></span>. Le entrate del settore wireless di AT&amp;T hanno rappresentato la metà dei suoi <strong>94 miliardi dollari di entrate </strong>nei primi tre trimestri del 2011, contro circa un terzo nei primi mesi del 2007, dopo aver acquisito la piena proprietà di Cingular Wireless. E mentre i <strong>ricavi dell’attività ereditata di telefonia continuano a diminuire</strong>, <span style="color: #ff0000;"><strong>la perdita è sostanzialmente compensata da ricavi del settore dati Internet e servizi via cavo</strong></span>, che è cresciuto dell&#8217;8 per cento nei primi tre trimestri del 2011. &#8220;<em>Ogni Wi-Fi in tutto il mondo è collegato a una rete fissa da qualche parte</em>&#8220;, dice <strong>Brian McMahon</strong>, co-gestore del fondo di investimento da 8,8 miliardi dollari <strong>Thornburg Investment Income Builder.</strong> <span style="color: #3366ff;"><strong>Gli analisti di Wall Street si aspettano un fatturato dell&#8217;azienda che aumenti di un 1,4 % nel 2012, fino a 127,9 miliardi di dollari</strong></span>. La società deve ancora affrontare i rischi, naturalmente. Una doppia recessione potrebbe spingere ancora di più i clienti ad abbandonare i loro telefoni fissi, mentre li scoraggerebbe  ad aderire a quelli mobili. La società non ha più diritti di rete esclusivi per l&#8217;IPhone e recentemente ha abbandonato una delle sue più grandi scommesse strategiche, la sua proposta di fusione per 39 miliardi di dollari con T-Mobile, di fronte alle obiezioni dell&#8217;antitrust. Un portavoce dice che l&#8217;azienda sta lavorando per risolvere i problemi antitrust e che le sue vendite di IPhone hanno continuato a crescere nonostante la concorrenza estesa. E anche prendendo in considerazione le varie sfide, dicono molti analisti, che il rapporto dividendo/prezzo (<strong>yeld</strong>) pari al <strong>6%</strong> sembra ancora attraente e sicuro. <span style="color: #ff0000;"><strong>L&#8217;azienda è sulla buona strada per generare circa 36 miliardi di dollari in contanti nel 2011, sufficienti a coprire il pagamento dei dividendi e mettere ancora 20 miliardi di dollari nel business.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://bigcharts.marketwatch.com/quickchart/quickchart.asp?symb=EXC&amp;insttype=Stock" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>6) </strong></span><strong><span style="color: #0000ff;">EXELON</span> </strong>(NYSE: EXC)</a><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
</strong></span></p>
<div id="attachment_3240" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3240 " style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/Exelon-Portfoglio1.jpg" alt="" width="205" height="222" /></a><p class="wp-caption-text">Portfolio produzione Exelon per tipo di carburante</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>La paralisi della centrale elettrica giapponese di Fukushima Daiichi</strong> a causa del terremoto della scorsa primavera ha scosso la fiducia del pubblico nei confronti dell&#8217;<strong>energia nucleare</strong> ma dopo un<span id="more-3089"></span> esame preliminare da parte della Nuclear Regulatory Commission, <span style="color: #3366ff;"><strong>le centrali nucleari negli Stati Uniti</strong></span>, che forniscono circa un quinto dell’energia della nazione, <span style="color: #3366ff;"><strong>sembrano aver evitato nuovi e costosi aggiornamenti</strong></span> (o chiusura definitiva). <strong>Ciò significa che il processo di investimenti di base per il nucleare è ancora valido</strong>: i fornitori di energia nucleare possano beneficiare di azioni per frenare l&#8217;uso dei combustibili fossili. Questa può essere una buona notizia per la <strong>Chicago Exelon</strong>, <strong><span style="color: #ff0000;">la più grande produttrice di energia nucleare della nazione, con 17 reattori, in Illinois, Pennsylvania e New Jersey. </span></strong>L&#8217;azienda, il cui <strong>rapporto dividendo/prezzo al 5 %</strong> è uno dei più alti tra le compagnie elettriche statunitensi, potrebbe presto acquisire una quota di proprietà in cinque reattori, oltre a fornire attività di energia, se le autorità approvano la sua proposta di acquisizione da 8 miliardi di dollari della Constellation Energy. Una grossa magagna sull&#8217;immagine Exelon: i profitti recenti dell&#8217;azienda sono stati aiutati dalle azioni passate per coprire i prezzi dell&#8217;energia. Anche se le tariffe elettriche generalmente scadevano nel 2011, l&#8217;azienda ha venduto l’energia che ha prodotto a prezzi più alti. La società non sarà in grado di contare su quella spinta nel 2012 e gli analisti si aspettano che i suoi profitti scendano del 28 per cento, a circa 2 miliardi di dollari. Tuttavia, l&#8217;azienda afferma che il suo dividendo non sarà minacciato dal calo. John Kohli, gestore del fondo Franklin Utilities, è d&#8217;accordo (almeno nel breve termine) e <strong>sottolinea che Exelon continuerà a generare cassa dal suo business dell’energia</strong>.</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>MINIERE D&#8217;ORO<br />
</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Cosa farà l’oro?&#8221;</strong> E&#8217; una domanda che quasi ogni investitore deve affro<strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/oro-miniera.jpg" alt="" width="247" height="92" /></a></strong>ntare in questi giorni ma nel 2012, alcuni professionisti dicono che <span style="color: #0000ff;"><strong>gli inv</strong><strong>estitori dovrebbero concentrarsi n</strong><strong>on sul ​​metallo stesso, ma sulle aziende che scavano nel terreno</strong></span>. Tradizionalmente, <strong>quando il prezzo dell’oro sale, i titoli minerari dell’oro crescono più rapidamente</strong>. I costi di una miniera sono per lo più fissi, quindi <strong>se il prezzo del metallo si alza</strong>, quasi <strong>tutti quei dollari extra finiscono a bilancio</strong>.  Ma nell&#8217;ultimo anno, così come il prezzo dell&#8217;oro è salito del 25 %, i titoli minerari, come gruppo, sono scesi dell&#8217;1%. E&#8217;  il motivo per cui alcuni veterani degli investimenti in oro sono  convinti che finché l&#8217;oro non stagna, i <span style="color: #ff0000;"><strong>titoli minerari dovrebbero  eccellere</strong></span>. <em>&#8220;Finanziariamente, non sono mai stati in forma migliore&#8221;</em>,  dice <strong>Joe Foster</strong>, portfolio manager di <strong>Van Eck Global</strong>, impresa che  possiede entrambi i titoli descritti di seguito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://bigcharts.marketwatch.com/quickchart/quickchart.asp?symb=NEM&amp;insttype=Stock" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">7) NEWMONT MINING</span> </strong>(NYSE: NEM)</a><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/newmont.jpg" alt="" width="142" height="111" /></a>e  società minerarie sono state a lungo criticate per il pagamento di  dividendi miseri e viceversa l’investimento dei loro profitti in  acquisizioni e lo sviluppo di nuove miniere. <span style="color: #ff0000;"><strong>Alcuni investitori </strong><strong>hanno spostato i soldi dalle miniere agli ETF</strong></span>. Così l’americana <strong>Newmont</strong>,  seconda società mineraria al mondo per produzione, con sede a Denver,  recentemente <strong>ha annunciato dal mese di aprile di voler legare i propri  dividendi ai prezzi dell&#8217;oro</strong>. Newmont ha raddoppiato il suo dividendo da  allora e dice che continuerà a pagare somme maggiori fino a quando l&#8217;oro  resterà sopra i 1.500 dollari l&#8217;oncia. Per alcuni investitori, quel  dividendo non compensa il fatto che la miniera del gigante Newmont   situata a Boddington, in Australia,  è stata vittima di costi in eccesso  e minerali grezzi di qualità inferiore alle aspettative (l&#8217;azienda dice  che la miniera rimane una delle sue &#8220;attività caposaldo”).  Anche se la  società ha altri progetti promettenti &#8211; come Akyem, in Ghana e Conga,  in Perù – gli analisti non prevedono che la sua produzione aumenti in  maniera significativa fino al 2015, nella migliore delle ipotesi.  <strong>Eppure, si stima che Newmont sia seduta su 94 milioni di once di oro, 42  miliardi di dollari dopo i costi di estrazione</strong>, secondo la banca di  investimenti Stifel Nicolaus, mentre il valore di mercato della società è  appena 34,1 miliardi dollari. Il significato di tutto ciò, <strong>dicono gli analisti, è che <span style="color: #0000ff;">le sue azioni sono relativamente a buon mercato</span></strong>:  non è insolito per le miniere d&#8217;oro essere scambiate a meno del valore  dell&#8217;oro che possiedono, che è uno dei più alti sconti visto negli anni,  dice George Topping, un analista minerario presso Stifel Nicolaus.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://bigcharts.marketwatch.com/quickchart/quickchart.asp?symb=NGD&amp;insttype=Stock" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">8 ) NEWGOLD</span> </strong>(ASE: NGD)</a><strong><br />
</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 191px"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class=" " style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/miniera-2.jpg" alt="" width="181" height="120" /></a><p class="wp-caption-text">Miniera d&#39;oro</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le grandi miniere, come molte grandi aziende, trovano difficile  aumentare le vendite e i profitti in modo significativo nel lungo  periodo. Le piccole miniere, tuttavia, non hanno questo problema: come  ogni nuova miniera che inizia può avere un grande impatto. <strong>New Gold</strong>, con sede a Vancouver, <strong>ha un vantaggio rispetto ad altre piccole rivali,</strong> dicono gli analisti: i<strong>l suo team di gestione comprende due elementi noti nell&#8217;industria orafa</strong>: il presidente esecutivo <strong>Randall Oliphant</strong>, che  in precedenza diresse <strong>Barrick Gold</strong>, la più grande compagnia d&#8217;oro, e  l’amministratore <strong>Pierre Lassonde</strong>, già presidente di Newmont. <strong>Entrambi  hanno inoltre investito una notevole somma in azioni New Gold.</strong> New Gold  ha prodotto 383 mila once di oro nel 2010 e prevede di raggiungere quasi  mezzo milioni di once entro il 2013, grazie a due dei suoi progetti più  promettenti &#8211; la miniera di Blackwater in Canada e la miniera di El  Morro  in Cile. Sta anche tagliando  i costi di produzione, da 400  dollari  l&#8217;oncia nel 2011 ad una cifra stimata di 230 dollari l&#8217;oncia  nel 2012. <strong>Gli  analisti si aspettano un balzo dei profitti del 66%, a 324  milioni di dollari nel 2012. <em><span style="color: #ff0000;">&#8220;Il titolo New Gold è aumentato del 67% da ottobre 2010 a ottobre 2011, ma ha ancora molto spazio per  crescere&#8221;</span></em></strong>, dice <strong>T. Rowe Price</strong> analista presso <strong>Rick de los  Reyes. </strong><em>&#8220;Una volta che le piccole miniere dimostreranno miglioramenti in  termini di crescita di produzione e abbattimento dei i costi, esse  tenderanno ad essere rivalutate ad un livello superiore. E &#8216;qualcosa a  cui gli investitori in oro si attaccano&#8221;.</em></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>INSERZIONISTI   INTERNET</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Non importa quanto sia lenta l&#8217;economia, <strong>i consumatori sembrano saltare ancora sui loro computer per guardare scarpe, macchine e profumi.</strong> Gli inserzionisti sono anche disposti a spendere per tutti quei  potenziali clienti. Anche se la fiducia dei consumatori rimane  dolorosamente bassa, <span style="color: #0000ff;"><strong>la spesa pubblicitaria in  Internet è in aumento &#8211; a circa 15 miliardi di dollari nel primo semestre del 2011</strong></span>, quasi il 25 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2010. <strong><span style="color: #ff0000;">E  milioni di persone nei mercati emergenti sono sempre online.</span> Gli  analisti dicono che queste due aziende dovrebbero trarre vantaggio dalla  pubblicità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://bigcharts.marketwatch.com/quickchart/quickchart.asp?symb=GOOG&amp;insttype=Stock" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>9) </strong></span><strong><span style="color: #0000ff;">GOOGLE</span> </strong>(NASDAQ: GOOG)</a><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/Google.jpg" alt="" width="134" height="109" /></a>Google</strong> non sembra una nuova scelta: <strong>era nella lista <em>“Where to Invest”</em> di SmartMoney dello scorso anno e gli esperti si stanno ripetendo</strong>.  Sì, <strong>Google</strong> è stato perseguitato dal tipo di problemi che spesso stanno  alle calcagna degli colossi del mercato. Anche se la pubblicità su  Internet cresce rapidamente, alcuni temono che gli annunci di ricerca –  la sua fonte di guadagno &#8211; possono crescere meno velocemente rispetto ad  altre forme del mezzo, come banner o video. E in un attimo alcuni  analisti hanno messo in dubbio la californiana Mountain View, società  Internet che sta pagando 12,5 miliardi dollari per Motorola Mobility, un  business cellulare che è meno redditizio di operazioni di base di  Google. (Google ha detto che sta acquisendo l’azienda, in parte, per i  suoi molti brevetti telefonici correlati.) Alla fine, però, queste appaiono  tutte come distrazione dai profitti: la parola di <strong>Google</strong> è  ancora sinonimo di ricerca rapida di informazioni in rete. <strong><span style="color: #ff0000;">Gli  analisti si aspettano un aumento dei profitti del 20 per cento nel  2012</span>, a 14,4 miliardi di dollari e la società ha l’esperienza per  battere anche quei numeri.</strong> <strong>Se Google è stato un buon acquisto un anno fa</strong>, quando la sua quotazione in borsa era <strong>24 volte più in alta degli utili stimati</strong>, dicono gli analisti,  <span style="color: #0000ff;"><strong>lo è ancora di più attualmente</strong></span> che è quotato <strong>14 volte.</strong> <em>&#8220;Con simili crescite, si dovrebbero vedere  multipli più alti&#8221;</em>, dice <strong>Aaron Kessler</strong> analista presso <strong>Raymond James.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://bigcharts.marketwatch.com/quickchart/quickchart.asp?symb=BIDU&amp;insttype=Stock" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>10) </strong></span><strong><span style="color: #0000ff;">BAIDU</span> </strong>(NASDAQ: BIDU)</a><strong><br />
</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 221px"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="  " style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/Baidu2.jpg" alt="" width="211" height="131" /></a><p class="wp-caption-text">Il &quot;Google&quot; cinese</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Più del 75% delle entrate dalle ricerche Internet in Cina va a una ditta: Baidu.</strong></span> Naturalmente, l&#8217;azienda cinese ha un grande aiuto <strong>dopo che Google ha in  gran parte abbandonato questo mercato nel 2010</strong> e il suo vantaggio è  minacciato da rivali come <strong>Sohu.com</strong> e <strong>Alibaba.com.</strong> Ma, come Google in  altri mercati, <strong><span style="color: #0000ff;">la posizione dominante di Baidu rappresenta una sfida  immensa per i rivali</span> e l&#8217;azienda è stata aggressiva nel lancio di  iniziative in settori come la telefonia mobile e video</strong>. <em>&#8220;Stanno facendo tutto il possibile per alzare la posta&#8221;</em>, dice <strong>Scott Kessler</strong>, analista presso <strong>S &amp; P Capital IQ</strong>. <span style="color: #ff0000;"><strong>I  profitti sono cresciuti dell&#8217;80% negli ultimi tre anni e Wall  Street si aspetta che salgano del 53% nel 2012, a 1,6 miliardi  di dollari</strong>. </span>Alcuni investitori sono rimasti lontano da <strong>Baidu</strong> a  causa di fastidiose domande circa gli standard legali e di direzione  aziendale delle società cinesi in generale. il titolo <strong>Baidu</strong> in  brevissimo tempo è precipitato dopo la notizia che le autorità  americane stavano osservando i titoli cinesi. Ma gli analisti dicono che <strong> Baidu</strong>, che non è stato accusato di alcuna malefatta, è probabilmente  vittima di responsabilità oggettiva e il prezzo delle azioni ha avuto  un’immediata ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, in questi due articoli abbiamo visto <strong>molte idee in settori e ambiti assai diversi tra loro. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ora la palla passa a voi che mi state leggendo, fate le vostre valutazioni ma ricordate sempre che è proprio <strong>nei momenti di grossa crisi e difficoltà finanziaria che in borsa (ma non solo) si trovano le migliori opportunità!</strong></p>
<p><strong>Roberto Ivaldi</strong></p>
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		<title>Idee di investimento per il 2012 (1a parte)</title>
		<link>http://www.robertopesce.com/investing/idee-di-investimento-per-il-2012-prima-parte/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Ivaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investing]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[dove investire nel 2012]]></category>
		<category><![CDATA[mercati emergenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendo un articolo apparso sul magazine americano Smartmoney secondo il quale, nonostante l’incertezza che ha contraddistinto il 2011, alcuni dati di tendenza ci aiutano a ipotizzare possibili scenari per il 2012: &#8220;La maggior parte del mondo sarà cablata, mangerà più proteine, guiderà più auto, le aziende di portata globale avranno margini di crescita&#8221;. Nonostante gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riprendo un articolo apparso sul magazine americano <a href="http://www.smartmoney.com/invest/stocks/where-to-invest-2012-1323381068399/?link=SM_mag_lstop" target="_blank"><strong>Smartmoney</strong></a> secondo il quale, nonostante l’incertezza che ha contraddistinto il <strong>2011</strong>, <span style="color: #3366ff;"><strong>alcuni dati di tendenza</strong></span> ci aiutano a ipotizzare <span style="color: #3366ff;"><strong>possibili scenari per il 2012</strong>:</span><em> <strong>&#8220;La </strong></em><strong><em>maggior parte del mondo sarà cablata, mangerà più proteine,</em><em> guiderà più au</em><em>to</em>,</strong><em><strong> le aziende di portata globale avranno margini di crescita&#8221;.</strong> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante gli<a rel="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-3113 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/tris-300x253.jpg" alt="" width="169" height="112" /></a> stessi giornalisti americani esprimano un&#8217;indicazione di estrema cautela nel seguire queste idee &#8211; parole loro: <span style="color: #000000;"><em>“Fare previsioni azionarie è come fare le previsioni del tempo: nonostante grafici sofist</em><em>icati, quel che accade dopo è spesso tirare a indovinare”</em></span>- i professionisti del settore hanno indicato <span style="color: #ff0000;"><strong>alcuni titoli che dovrebbero beneficiare di queste grandi tendenze</strong></span> e di altre altrettanto significative.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi ha frequentato o intenderà partecipare in futuro ai <strong>corsi di Roberto Pesce</strong> <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>&#8220;INTELLIGENZA FINANZIARIA&#8221;</strong></span></a> &#8211; <strong>prossima edizione 17/18 febbraio a Reggio Emilia</strong> &#8211; o <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;INVESTIRE IN AZIONI E ETF (POSITION TRADING)&#8221;</strong></span></a> &#8211; <strong>prossima edizione sabato 24 marzo a Reggio Emilia</strong> &#8211; , i titoli e le idee presentate in questo e nei prossimi articoli possono sicuramente rappresentare alcuni interessanti <strong>spunti di partenza</strong> per esplorare idee di <span style="color: #3366ff;"><strong>INVESTING </strong></span>o di <span style="color: #ff0000;"><strong>POSITION</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>CORE TRADING</strong></span>, fatte naturalmente le opportune <strong>verifiche sui grafici dei titoli</strong> per definire il timing di entrata e considerata attentamente la propria <strong>asset allocation.</strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>MERCATI EMERGENTI<br />
</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Le prime idee nascono da un<span id="more-3087"></span> recente viaggio a Lagos in Nigeria di <strong>Mark Mobius,</strong> l’investitore veterano dei mercati emergenti e gestore del fondo da 2,3 miliardi dollari <strong>Templeton Developing Markets Trust,</strong> che si è trovato intrappolato in un ascensore del suo hotel (sicuramente non nei bassifondi della città) ben due volte in un giorno e ha notato come anche le più belle strutture in Nigeria abbiano frequenti interruzioni di energia elettrica. &#8220;<span style="color: #3366ff;"><strong>C&#8217;è una incredibile crescente domanda di energia</strong></span>&#8220;, dice <strong>Mobius</strong>. E dato che <strong>gli standard di vita aumentano nei paesi in via di sviluppo</strong> e i loro consumatori ottengono accesso a tutto, dai frigoriferi ai telefoni cellulari alle automobili, <span style="color: #ff0000;"><strong>chiederanno sempre  più energia</strong></span>. Queste popolazioni in crescita e sempre più ricche vorranno anche <span style="color: #ff0000;"><strong>mangiare di più e meglio</strong></span>. Da qui i primi spunti: le aziende in grado di soddisfare questi rialzi di consumi, dicono gli esperti, saranno pronte a beneficiarne.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>1) POTASH CORPORATION</strong></span><strong> </strong></span>(NYSE: POT)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><a rel="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3114" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/potassa2.jpg" alt="" width="148" height="102" /></a></strong></span>Si prevede che la popolazione mondiale aumenterà del 44 % fino al 2100, il che significa altri 3 miliardi di bocche da sfamare. La matematica opera a favore di <strong>Potash Corporation</strong> di Saskatchewan, il produttore canadese di un componente fertilizzante che aiuta a incrementare i raccolti. <span style="color: #3366ff;"><strong>PotashCorp</strong> <strong>è il maggiore fornitore mondiale di composti di potassio comunemente chiamati potassa</strong>.</span> L&#8217;azienda gode di una forte posizione competitiva in questo settore concentrato: <strong>la potassa è prodotta in soli 12 paesi a livello globale</strong> e costruire una nuova miniera di potassa costa circa  4 miliardi di dollari. Nonostante il predominio della società, il titolo è scambiato a 10 volte le sue previsioni di utili per il 2012, ben sotto il PE medio di 34 degli ultimi 10 anni. Ben Landy, analista azionario di T. Rowe Price, dice che molti investitori dubitano che PotashCorp possa diventare più grande o più redditizia di quanto non lo sia già ma<span style="color: #3366ff;"><strong> a lungo termine la tendenza del consumo di potassio è indiscutibilmente alta</strong>.</span> Per prosperare, <strong>i mercati emergenti hanno bisogno di aumentare la produttività della loro terra</strong>; i terreni agricoli in alcune parti dei paesi in via di sviluppo producono solo la metà di quanto si produca negli Stati Uniti. Cina e India, i più grandi consumatori al mondo di fertilizzanti, rappresentano ognuna il 7 % delle entrate di PotashCorp &#8211; quota che gli analisti si aspettano cresca.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>2) CHINA NATIONAL OFFSHORE CORPORATION</strong></span></span> (NYSE: CEO)</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni, <span style="color: #3366ff;"><strong>l&#8217;appetito vorace della Cina per le risorse</strong></span> &#8211; acciaio per costruire ponti, petrolio per rifornire auto &#8211; <span style="color: #3366ff;"><strong>ha alimentato l&#8217;economia mondiale</strong></span>. Ora ci sono molte speculazioni sul fatto che la fame ha cominciato a svanire; tuttavia molti analisti dicono che è improbabile ledere le prospettive della<a rel="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3115 alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/CNOOC.jpg" alt="" width="162" height="113" /></a> <strong>China National Offshore Oil Corporation</strong>, il più grande produttore cinese di petrolio greggio e gas naturale. Comunemente conosciuto come <strong>CNOOC </strong>è per la maggior parte di proprietà del governo cinese. Gode ​​di un favorevole patto con le compagnie petrolifere straniere che esplorano al largo delle coste cinesi: <strong>CNOOC condivide gli utili quando esse trovano il petrolio</strong> ma <strong>non ha alcun rischio finanziario quando falliscono</strong>. Il suo più grande cliente è <strong>Sinopec</strong>, una delle maggiori compagnie di petrolio della Cina, che non può estrarre abbastanza petrolio da sola per soddisfare la domanda interna. E la struttura a basso costo CNOOC significa che genera un sacco di denaro (e profitto), anche quando i prezzi del petrolio sono depressi, dice <strong>Lewis Kaufman</strong>, direttore e azionista del fondo da 60 milioni dollari  <strong>Thornburg Developing World</strong>. <span style="color: #ff0000;"><strong>Standard &amp; Poor stima che la Cina registrerà un aumento del 6 % nel consumo di petrolio greggio per il 2012</strong></span>, una quantità &#8220;comoda&#8221; per CNOOC, sostiene l&#8217;analista Ahmad Halim. La società dice che sta anche diversificando le sue linee di business attraverso lo sviluppo di progetti di gas naturale e suggestive occasioni di produzione in altri mercati emergenti. <strong>Il titolo è quotato solo nove volte gli utili attesi per il 2012, rendendolo un affare agli occhi di molti pro</strong>.</p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>ESPORTATORI EUROPEI<br />
</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Gli investitori sono scossi dai cambiamenti che attraversano l&#8217;<strong>Europa</strong>.<strong><em> </em></strong> La <strong>crisi del debito sovrano</strong> ha scosso la loro fiducia, insieme con quote di imprese del continente. <span style="color: #333333;">Ma <strong>molte aziende sono risultate migliori di quanto la paura suggerirebbe</strong>, in particolare quelle in <strong>Germania</strong></span>, la più forte economia della zona euro. L&#8217;euro debole ha dato una spinta a grandi esportatori <strong><span style="color: #0000ff;">Siemens </span></strong>e <span style="color: #0000ff;"><strong>SAP</strong></span>, rendendo i prezzi dei loro prodotti ancora più attraenti nei mercati extraeuropei. E con dividendi pari rispettivamente al 3,7 e al 1,5 %, i loro azionisti incassano mentre aspettano che i prezzi migliorino, spiega <strong>David Marcus</strong>, direttore del fondo da 40 milioni di dollari <strong>Evermore Global Value.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>3) </strong><strong>SAP AG ADS </strong></span></span>(NYSE: SAP)<strong> </strong></p>
<div id="attachment_3118" class="wp-caption alignright" style="width: 192px"><a rel="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3118  " style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Quartier Generale SAP a Walldorf" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/SAP-AG-ADS.jpg" alt="Quartier Generale SAP a Walldorf" width="182" height="141" /></a><p class="wp-caption-text">Quartier Generale SAP a Walldorf</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le imprese hanno fatto di più con meno negli ultimi anni, ma non hanno lesinato su un software che potrebbe aumentare la redditività. La spesa globale per il cosiddetto <strong>software per il business intelligente </strong>è stata di <strong>10,5 miliardi dollari nel 2010</strong>, secondo la società di ricerca <strong>Gartner</strong>, ed è aumentata di circa l’11% nel 2011. Osservatori del settore sostengono che questo potrebbe presagire nulla di buono per <strong>SAP AG ADS</strong> (NYSE), <span style="color: #3366ff;"><strong>uno dei maggiori fornitori di software al mondo.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La società tedesca domina il mercato dei prodotti che gestiscono poco affascinanti ma essenziali attività di back-office; nel mese di agosto, ha lanciato applicazioni di nuova intelligenza in grado di effettuare analisi complesse in pochi secondi, dice il co-CEO Bill McDermott. <strong>SAP ottiene la maggior parte delle sue entrate dall’Europa</strong> e le sue azioni hanno preso una legnata non appena la  sventura del debito continentale  si è protratta. <span style="color: #3366ff;"><strong>Ma le vendite in tutte le sue aree geografiche hanno f</strong></span><span style="color: #3366ff;"><strong>atto segnare ancora una crescita a due cifre anno su anno nel trimestre più recente.</strong></span> <strong>Sarah Ketterer, CEO di Causeway Capital Management</strong>, ha approfittato di un calo nel prezzo delle azioni per rastrellare titoli lo scorso autunno: <em>&#8220;la tenevamo sott’occhio da anni&#8221;,</em> dice. Il <strong>P/E</strong> (rapporto tra prezzo corrente dell’azione e utile previsto)  pari a <strong>14</strong> è ragionevole, date le sue forti finanze, dice <strong>Robert Taylor</strong>, direttore della ricerca internazionale presso <strong>Harris Associates</strong>, che gestisce 60 miliardi dollari ed è azionista di lunga data.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><strong>4) </strong></span><strong><span style="color: #0000ff;">SIEMENS</span> </strong></span>(NYSE: SI)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3129" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/Siemens.jpg" alt="" width="185" height="113" /></a>Il costruttore tedesco, fa di tutto</strong>: da apparecchiature di diagnostica medicale a turbine a gas e, grazie a questa diversificazione, <span style="color: #3366ff;"><strong>le sue fortune sono meno dipendenti da alti e bassi rispetto al passato</strong></span>. Infatti, Siemens è una insolita entità aziendale, un gigante agile, afferma <strong>Ben Elias</strong>, analista di asset-management per <strong>Sterne Agee</strong>. Ed è &#8220;molto economica&#8221;, aggiunge, scambiando a <strong>10</strong> volte gli utili attesi (PE = 10).<br />
<strong>Siemens opera in 190 paesi ed ottiene almeno un terzo dei propri ricavi al di fuori dell&#8217;Europa</strong>. Negli ultimi anni l&#8217;azienda ha lasciato perdere le attività meno redditizie e rafforzato quelle che rimangono. Quasi la metà dei <strong>104 miliardi di dollari,</strong> fatturato di Siemens per il 2010, proviene dal suo settore industriale, che <span style="color: #3366ff;"><strong>costruisce grandi progetti come sistemi di stabilimenti automatizzati e guadagna dall’ urbanizzazione in corso in Cina</strong>.</span> Il suo settore sanitario, nel frattempo, sta traendo vantaggio dalla crescita della classe media nei paesi  in via di sviluppo in relazione a prodotti come dispositivi per tomografie computerizzate. <strong>Il basso costo del lavoro in Cina</strong> e non solo, <strong>rappresenta una minaccia a lungo termine per Siemens</strong>, ma per ora, dice Elias, quelle concorrenti non possono sfidare la sua alta qualità di fabbricazione. Le crisi dei debiti nazionali hanno fatto scendere i prezzi dei titoli europei. Ma Siemens e SAP, entrambe tedesche, hanno la maggior parte delle loro vendite al di fuori del paese, dando loro maggior protezione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-3164 aligncenter" title="Fatturato Siemens" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2012/01/sapsie1.jpg" alt="" width="529" height="198" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>(<a href="http://www.robertopesce.com/investing/idee-di-investimento-per-il-2012-2a-parte/" target="_blank">continua nel prossimo articolo</a>)</strong></p>
<p><strong>Roberto Ivaldi</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Curva inversa per i titoli di stato? Ahia &#8230;</title>
		<link>http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/crisi-finanziaria-2008-2011/curva-inversa-per-i-titoli-di-stato-ahia/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 13:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligazioni]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria 2011]]></category>
		<category><![CDATA[curva inversa titoli di stato]]></category>
		<category><![CDATA[default Italia]]></category>
		<category><![CDATA[titoli di stato]]></category>

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		<description><![CDATA[Come continuo a ripetere da un pò di tempo, stiamo vivendo giorni complicati e confusi e, almeno per il momento, non si vede ancora l&#8217;uscita dal tunnel. Per dirla tutta, se dovessi scommettere un euro su una previsione personale, l&#8217;impressione è che almeno nell&#8217;immediato le cose diventeranno ancora più dure e complicate prima di arrivare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2896" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="caduta_titoli_di _stato" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/caduta_titoli_di-_stato.jpg" alt="" width="297" height="225" /></a>Come continuo a ripetere da un pò di tempo, stiamo vivendo <strong>giorni complicati e confusi</strong> e, almeno per il momento, non si vede ancora l&#8217;uscita dal tunnel. Per dirla tutta, se dovessi scommettere un euro su una <strong>previsione personale,</strong> l&#8217;impressione è che almeno <strong>nell&#8217;immediato le cose diventeranno ancora più dure e complicate</strong> prima di arrivare all&#8217;inevitabile stabilizzazione e successiva ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ragionando su ampia scala, ho pochi dubbi sul fatto che quella che stiamo attraversando sia una <strong>crisi di sistema </strong>dovuta ad un <strong>evoluzione degli scenari geo-politici e demografici</strong> su scala globale così come al <strong>livello di rottura di un sistema economico basato su presupposti fondamentalmente non sostenibili sul lungo termine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>segnali </strong>di crisi e rottura si susseguono ormai da più di <strong>dieci anni</strong> un pò in tutti gli ambiti e negli ultimi 3-4 anni il ritmo dei problemi si sta clamorosamente infittendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale sarà lo <strong>sbocco </strong>finale di questa crisi sistemica è ovviamente la <strong>domanda da 10 milioni di dollari </strong>e per onestà intellettuale non mi sento di azzardare previsioni in tal senso che sarebbero soltanto vacue ipotesi da &#8220;<em>grillo parlante</em>&#8221; o da &#8220;<em>Nostradamus de noartri</em>&#8220;. Ribadisco la mia <strong>personale positività e serenità in un&#8217;ottica di lungo termine </strong>ma nel frattempo c&#8217;è parecchio da ballare.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente è scontato che lo ribadisca ma penso che <strong>investire sulla propria comprensione dei fenomeni in essere,</strong> sulla propria <strong>cultura e preparazione finanziaria</strong> sia più che mai una necessità assoluta e da questo punto di vista fornirò ancora una volta il mio contributo conducendo l<strong>&#8216;ultima edizione dell&#8217;anno</strong> del <strong>corso</strong> <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a> i <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>prossimi 2/3 dicembre a Torino</strong></span></a>, corso per il quale abbiamo <strong>ancora alcuni posti disponibili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando all&#8217;<strong>analisi dell&#8217;attualità</strong> e focalizzandoci sui recenti avvenimenti di casa nostra, l&#8217;ultima novità è rappresentata dall&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>inversione della curva che rappresenta i rendimenti dei nostri titoli di  Stato </strong></span>che nei giorni scorsi ha visto i <strong><span style="color: #0000ff;">rendimenti dei titoli di breve termine</span> </strong>(BTP  corti e BOT, ossia titoli che hanno una vita residua breve,  da zero a due anni) <span style="color: #0000ff;"><strong>superare quelli offerti dai titoli a lunga scadenza.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Questo fenomeno apparentemente illogico viene per l&#8217;appunto definito <span style="color: #ff0000;"><strong><em>&#8220;inversione della curva&#8221;</em></strong></span> e il suo significato è segnalare un <strong>aumentata <span style="color: #ff0000;">sfiducia </span>dei mercati, degli investitori esteri e delle grandi banche internazionali </strong>sulla possibilità dell&#8217;Italia di &#8220;<em>sopravvivere</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso della <strong>Grecia </strong>ad esempio<strong> </strong>la curva è ormai da tempo seriamente invertita e inclinata all&#8217;ingiù di oltre 45 gradi. I <strong>titoli annuali</strong>,  paragonabili ai nostri <strong>BOT</strong>, pagano il <strong>300%</strong>, quelli <strong>biennali più del 120%</strong> e quelli a <strong>dieci anni oscillano intorno al 28%</strong>. Numeri da incubo che  certificano per i mercati un&#8217;aspettativa di non ritorno (<a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_26/tassi-grande-caduta_5abc9770-17f5-11e1-9544-dc3583e849e1.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>fonte: &#8220;Corriere della Sera&#8221;</strong></span></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò, è cruciale precisarlo, è per ora,  <strong>assai diverso</strong> da <span id="more-2881"></span>quanto si può vedere in relazione alla <strong>curva del debito italiano </strong>che è alta ma fondamentalmente ancora <strong>piatta</strong>, con solo qualche piccola increspatura all&#8217;altezza dei due e dei  cinque anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendo testualmente dall&#8217;<a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_26/tassi-grande-caduta_5abc9770-17f5-11e1-9544-dc3583e849e1.shtml" target="_blank"><span style="color: #000000;"><strong>articolo del &#8220;Corriere&#8221;</strong></span></a> sopra evidenziato:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Claudia Segre, Assiom Forex: </strong>«In una <span style="color: #0000ff;"><strong>situazione normale</strong> <strong>indebitarsi a lungo comporta il fatto di prendersi un rischio maggiore  di quello che si associa ad un investimento breve</strong>.</span> Chi può sapere dove  saranno i tassi fra trent&#8217;anni? E quindi i <strong>BTP </strong>lunghi e lunghissimi (ma  anche i Bund , i Bonos o i Treasury bond americani) se tutto va bene  rendono logicamente più delle emissioni con due o tre anni di vita. La  febbre della curva invertita, però, è subdola.</li>
<li><strong>Angelo Drusiani</strong>, esperto obbligazionario  di <strong>Banca Albertini Syz</strong>: «Quando la <span style="color: #ff0000;"><strong>sfiducia </strong></span>inizia a salire gli investitori si liberano anche dei titoli  brevi, deprimendo i prezzi e spingendo in su i rendimenti, a volte più  in alto di dove si trovano i rendimenti dei titoli lunghi. Ciò avviene perché la loro <strong>vicinanza di rimborso diventa un&#8217;arma a doppio taglio</strong>. Il <strong>BTP </strong>(o qualsiasi altro bond governa<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2888" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="BTP_buoni_del_tesoro_poliennali" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/titoli-di-stato-BTP-300x205.jpg" alt="" width="240" height="164" /></a>tivo e non)  con un anno di vita residua, infatti, quota ormai vicino a 100. Tutte le  obbligazioni, a fine corsa, restituiscono 100, cioè il capitale  investito. <strong>Un titolo a pochi mesi dal traguardo è quindi una buon</strong><strong>a  chance di stabilità e di p</strong><strong>rotezione del capitale per chi ragiona  nell&#8217;ottica del bicchiere mezzo pieno</strong>.<strong> </strong>Per chi vede invece il <strong>bicchiere mezzo vuoto</strong> (e purtroppo in questo  momento il mercato pullula di investitori malinconici) i titoli corti  possono essere considerati una <span style="color: #ff0000;"><strong>trappola da evitare per non perdere  troppo in conto capitale, nel caso estremo di una ristrutturazione del  debito</strong></span>. <strong>In caso di default, infatti, i titoli a lunghissima scadenza &#8211;  che oggi in Italia quotano intorno a 80 &#8211; espongono gli investitori che  li avessero comprati ai prezzi attuali a minori perdite</strong>, posto che il  rimborso finale in caso di default avviene sempre a meno di 100. Cioè  con una perdita imposta, più o meno ampia, in conto capitale.</li>
<li> <strong>Antonino De Gaetani</strong>, gestore obbligazionario di <strong>Bnp Paribas:</strong> «Oggi, con la curva  piatta, è come se il <strong>mercato fosse a un bivio</strong>, indeciso se prendere la  strada disastrosa della <strong>Grecia</strong>, oppure quella della virtuosa <strong>Germania</strong>. A chi  si domanda che cosa fare, tra le docce fredde quotidiane dei mercati e  l&#8217;incredibile messe di previsioni catastrofiche che &#8211; se ce la faremo &#8211;  sarà un grandissimo piacere smentire, non resta che applicare un po&#8217; di  <strong>sano realismo</strong>. <span style="color: #3366ff;"><strong>Non si può avere un portafoglio imbottito di BTP, ma  nemmeno pensare che andremo in default. </strong></span>Una sana diversificazione, che  preveda anche i titoli di Stato italiani (ma non solo quelli) è forse la  ricetta più equilibrata per affrontare le prossime incertezze. Dei  titoli a breve abbiamo già detto. Per i titoli tra tre e sette anni, i  BTP «intermedi», si possono vedere opportunità e rischi sia per i  cassettisti che per chi ama fare trading. <strong>Chi acquista ai prezzi  correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti  percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare  troppo a lungo.</strong> Ma si possono anche comprare in ottica positivamente  speculativa, sperando di realizzare un guadagno in conto capitale nel  caso di un miglioramento delle quotazioni. Un ragionamento analogo vale  per i <strong>decennali</strong>, che sono anche <strong>i titoli comprati dalla Bce quando  partono le missioni di salvataggio sui mercati</strong> che crollano. Quanto ai <strong> CCT </strong>nell&#8217;indifferenza generale sono <strong>saliti sopra il 10%</strong>. Non li guarda  nessuno e, in caso di ritrovato equilibrio, offrirebbero <strong>straordinarie  rimonte in conto capitale.</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>lo scenario come si diceva è parecchio confuso e incerto </strong>e ognuno di noi è chiamato a &#8220;<em>scommettere</em>&#8221; in una direzione o nell&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur senza attribuirgli lo status di oracolo infallibile, <span style="color: #ff0000;"><strong>Warren Buffet </strong></span>- il più grande investitore del mondo &#8211; ha sempre affermato di aver <strong>poggiato la sua fortuna <span style="color: #0000ff;">comprando nei momenti di massima depressione e panico </span>sui mercati</strong> quando tutti gli altri volevano vendere e le quotazioni erano quindi assai convenienti e invece <strong>vendendo quando tutti desiderano comprare</strong> e i mercati erano in euforia.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, tutte le ricette prima o poi falliscono agli occhi della storia ed in ogni caso aldilà dei consigli e delle informazioni che si possono acquisire, <strong>la responsabilità dei propri investimenti è assolutamente personale e individuale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qualè la tua personale opinione e quali le tue scelte?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se ti va, <span style="color: #ff00ff;"><strong>LASCIA UN COMMENTO</strong></span> in calce all&#8217;articolo esprimendo la <strong>tua opinione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stay tuned per <strong>nuovi aggiornamenti </strong>sullo scenario in grande evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<h1>La grande caduta dei Titoli di Stato</h1>
<h2>Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo</h2>
<p class="reader">Vademecum anticrisi: Rendimenti e volatilità</p>
<p class="reader">La grande caduta dei Titoli di Stato</p>
<p class="reader">Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo</p>
<p><strong>MILANO</strong> &#8211; Non sfondate quella curva. E soprattutto: non  inclinatela a testa in giù. Quella linea che rappresenta i rendimenti  dei nostri titoli di Stato e che il 5 luglio del 2011 era  fisiologicamente protesa verso l&#8217;alto (vedi grafico ) con i Bot che  rendevano poco più dell&#8217;1,5% e i Btp a trent&#8217;anni che offrivano meno del  6%, oggi è drammaticamente piatta a un livello stellare che oscilla  intorno al 7-8% per tutti i titoli. Ma c&#8217;è di più: in qualche punto si vede un pericoloso (lieve) cedimento.<br />
Sofismi da analisti grafici? Proprio no. E cercheremo di spiegare perché.</p>
<p><strong>Ieri i titoli italiani hanno bruciato nuovi e poco invidiabili record</strong>.  Ma questa volta l&#8217;allarme rosso si è acceso con insistenza sui Btp  corti e sui Bot, cioè sui titoli che hanno una vita residua molto breve,  da zero a due anni. La maratona dei rendimenti, che nel momento  peggiore, poco prima di mezzogiorno, hanno superato l&#8217;8% per i titoli a  cedola fissa biennali, è stata innescata da motivazioni di vario genere.  Oltre alla giornaliera dose di pessimismo generata dalla sensazione che  l&#8217;uscita dal tunnel sia lontana nonostante i vertici internazionali e  gli sforzi dei singoli governi, ieri i mercati hanno avuto una bella  piattaforma tecnica a cui ancorare le loro paure: le due aste del Tesoro  italiano, quella per i Bot semestrali e quella per i Ctz. In Europa non  c&#8217;erano altri appuntamenti e le ansie si sono concentrate lì.</p>
<p><strong>Tutti i titoli in offerta sono stati collocati ma, ahimè, non è successo nessun miracolo.</strong> E quindi, come da prevedibile copione, il mercato sempre più incerto ha  preteso un premio praticamente raddoppiato per comprare. I Bot sono  arrivati al 6,504% dal 3,535% raggiunto in ottobre, mentre il Ctz &#8211; il  titolo zero coupon &#8211; si è spinto al 7,814% rispetto al precedente  4,628%.</p>
<p><strong>Un balzo che ha sconquassato l&#8217;intera curva dei rendimenti: nel mezzogiorno di fuoco dei biennali oltre l&#8217;8%</strong> &#8211; poi ritornati verso il 7,8% &#8211; investire in un titolo che scade nel  novembre 2013 rendeva più che impegnarsi con un titolo decennale (che  ieri ha toccato un massimo di 7,41%) o con un titolo a trent&#8217;anni che  pagava ancora meno: il 7,26% ( vedi tabelle) .</p>
<p><strong>Gli esperti chiamano questo fenomeno inversione della curva. </strong>Una  patologia che sta ai mercati del reddito fisso come la febbre cattiva.  Se la curva si inverte seriamente, cioè se il premio da pagare per i  propri debiti a breve e medio termine risulta sensibilmente più elevato  di quello da sborsare per i titoli di lunga durata, vuol dire che il  virus della sfiducia è in azione. Nel caso della Grecia, per esempio, la  curva è inclinata all&#8217;ingiù di oltre 45 gradi. I titoli annuali,  paragonabili ai nostri Bot, pagano il 300%, quelli biennali più del 120%  e quelli a dieci anni oscillano intorno al 28%. Numeri da game over che  certificano per i mercati un&#8217;evidenza di non ritorno. E che, per ora,  sono lontani anni luce dalla nostra curva. Pericolosamente alta, questo  sì, ma piatta, con qualche piccola scoliosi all&#8217;altezza dei due e dei  cinque anni.</p>
<p><strong>Spiega Claudia Segre, segretario generale di Assiom Forex: «In una situazione normale</strong> indebitarsi a lungo comporta il fatto di prendersi un rischio maggiore  di quello che si associa ad un investimento breve». Chi può sapere dove  saranno i tassi fra trent&#8217;anni? E quindi i Btp lunghi e lunghissimi (ma  anche i Bund , i Bonos o i Treasury bond americani) se tutto va bene  rendono logicamente più delle emissioni con due o tre anni di vita. La  febbre della curva invertita, però, è subdola. «Quando la sfiducia  inizia a salire &#8211; spiega ancora Angelo Drusiani, esperto obbligazionario  di Banca Albertini Syz &#8211; gli investitori si liberano anche dei titoli  brevi, deprimendo i prezzi e spingendo in su i rendimenti, a volte più  in alto di dove si trovano i rendimenti dei titoli lunghi». Perché?  «Perché la loro vicinanza di rimborso diventa un&#8217;arma a doppio taglio»,  dice ancora Drusiani. Il Btp (o qualsiasi altro bond governativo e non)  con un anno di vita residua, infatti, quota ormai vicino a 100. Tutte le  obbligazioni, a fine corsa, restituiscono 100, cioè il capitale  investito. Un titolo a pochi mesi dal traguardo è quindi una buona  chance di stabilità e di protezione del capitale per chi ragiona  nell&#8217;ottica del bicchiere mezzo pieno.</p>
<p><strong>Per chi vede invece il bicchiere mezzo vuoto (e purtroppo in </strong>questo  momento il mercato pullula di investitori malinconici) i titoli corti  possono essere considerati una trappola da evitare per non perdere  troppo in conto capitale, nel caso estremo di una ristrutturazione del  debito. In caso di default, infatti, i titoli a lunghissima scadenza &#8211;  che oggi in Italia quotano intorno a 80 &#8211; espongono gli investitori che  li avessero comprati ai prezzi attuali a minori perdite, posto che il  rimborso finale in caso di default avviene sempre a meno di 100. Cioè  con una perdita imposta, più o meno ampia, in conto capitale.</p>
<p><strong>Ma davvero ha senso applicare questo genere di paure al futuro dei Btp?</strong> Per il momento no, ma la febbre e i meccanismi perversi del virus non  si possono negare. Tutto però è ancora in gioco. «Oggi, con la curva  piatta, è come se il mercato fosse a un bivio, indeciso se prendere la  strada disastrosa della Grecia, oppure quella della virtuosa Germania»,  dice Antonino De Gaetani, gestore obbligazionario di Bnp Paribas. A chi  si domanda che cosa fare, tra le docce fredde quotidiane dei mercati e  l&#8217;incredibile messe di previsioni catastrofiche che &#8211; se ce la faremo &#8211;  sarà un grandissimo piacere smentire, non resta che applicare un po&#8217; di  sano realismo. Non si può avere un portafoglio imbottito di Btp, ma  nemmeno pensare che andremo in default. Una sana diversificazione, che  preveda anche i titoli di Stato italiani (ma non solo quelli) è forse la  ricetta più equilibrata per affrontare le prossime incertezze. Dei  titoli a breve abbiamo già detto. Per i titoli tra tre e sette anni, i  Btp «intermedi», si possono vedere opportunità e rischi sia per i  cassettisti che per chi ama fare trading. Chi acquista ai prezzi  correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti  percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare  troppo a lungo. Ma si possono anche comprare in ottica positivamente  speculativa, sperando di realizzare un guadagno in conto capitale nel  caso di un miglioramento delle quotazioni. Un ragionamento analogo vale  per i decennali, che sono anche i titoli comprati dalla Bce quando  partono le missioni di salvataggio sui mercati che crollano. Quanto ai  Cct nell&#8217;indifferenza generale sono saliti sopra il 10%. Non li guarda  nessuno e, in caso di ritrovato equilibrio, offrirebbero straordinarie  rimonte in conto capitale.<br />
E se dopo il Btp Day potessimo organizzare, usciti dal tunnel, un «Btp Day Pride»?La grande caduta dei Titoli di Stato Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo  Vademecum anticrisi: Rendimenti e volatilità  La grande caduta dei Titoli di Stato  Come orientarsi tra tassi in rialzo di Bot, Cct e prezzi da saldo  MILANO &#8211; Non sfondate quella curva. E soprattutto: non inclinatela a testa in giù. Quella linea che rappresenta i rendimenti dei nostri titoli di Stato e che il 5 luglio del 2011 era fisiologicamente protesa verso l&#8217;alto (vedi grafico ) con i Bot che rendevano poco più dell&#8217;1,5% e i Btp a trent&#8217;anni che offrivano meno del 6%, oggi è drammaticamente piatta a un livello stellare che oscilla intorno al 7-8% per tutti i titoli. Ma c&#8217;è di più: in qualche punto si vede un pericoloso (lieve) cedimento. Sofismi da analisti grafici? Proprio no. E cercheremo di spiegare perché.  Ieri i titoli italiani hanno bruciato nuovi e poco invidiabili record. Ma questa volta l&#8217;allarme rosso si è acceso con insistenza sui Btp corti e sui Bot, cioè sui titoli che hanno una vita residua molto breve, da zero a due anni. La maratona dei rendimenti, che nel momento peggiore, poco prima di mezzogiorno, hanno superato l&#8217;8% per i titoli a cedola fissa biennali, è stata innescata da motivazioni di vario genere. Oltre alla giornaliera dose di pessimismo generata dalla sensazione che l&#8217;uscita dal tunnel sia lontana nonostante i vertici internazionali e gli sforzi dei singoli governi, ieri i mercati hanno avuto una bella piattaforma tecnica a cui ancorare le loro paure: le due aste del Tesoro italiano, quella per i Bot semestrali e quella per i Ctz. In Europa non c&#8217;erano altri appuntamenti e le ansie si sono concentrate lì.  Tutti i titoli in offerta sono stati collocati ma, ahimè, non è successo nessun miracolo. E quindi, come da prevedibile copione, il mercato sempre più incerto ha preteso un premio praticamente raddoppiato per comprare. I Bot sono arrivati al 6,504% dal 3,535% raggiunto in ottobre, mentre il Ctz &#8211; il titolo zero coupon &#8211; si è spinto al 7,814% rispetto al precedente 4,628%.  Un balzo che ha sconquassato l&#8217;intera curva dei rendimenti: nel mezzogiorno di fuoco dei biennali oltre l&#8217;8% &#8211; poi ritornati verso il 7,8% &#8211; investire in un titolo che scade nel novembre 2013 rendeva più che impegnarsi con un titolo decennale (che ieri ha toccato un massimo di 7,41%) o con un titolo a trent&#8217;anni che pagava ancora meno: il 7,26% ( vedi tabelle) .  Gli esperti chiamano questo fenomeno inversione della curva. Una patologia che sta ai mercati del reddito fisso come la febbre cattiva. Se la curva si inverte seriamente, cioè se il premio da pagare per i propri debiti a breve e medio termine risulta sensibilmente più elevato di quello da sborsare per i titoli di lunga durata, vuol dire che il virus della sfiducia è in azione. Nel caso della Grecia, per esempio, la curva è inclinata all&#8217;ingiù di oltre 45 gradi. I titoli annuali, paragonabili ai nostri Bot, pagano il 300%, quelli biennali più del 120% e quelli a dieci anni oscillano intorno al 28%. Numeri da game over che certificano per i mercati un&#8217;evidenza di non ritorno. E che, per ora, sono lontani anni luce dalla nostra curva. Pericolosamente alta, questo sì, ma piatta, con qualche piccola scoliosi all&#8217;altezza dei due e dei cinque anni.  Spiega Claudia Segre, segretario generale di Assiom Forex: «In una situazione normale indebitarsi a lungo comporta il fatto di prendersi un rischio maggiore di quello che si associa ad un investimento breve». Chi può sapere dove saranno i tassi fra trent&#8217;anni? E quindi i Btp lunghi e lunghissimi (ma anche i Bund , i Bonos o i Treasury bond americani) se tutto va bene rendono logicamente più delle emissioni con due o tre anni di vita. La febbre della curva invertita, però, è subdola. «Quando la sfiducia inizia a salire &#8211; spiega ancora Angelo Drusiani, esperto obbligazionario di Banca Albertini Syz &#8211; gli investitori si liberano anche dei titoli brevi, deprimendo i prezzi e spingendo in su i rendimenti, a volte più in alto di dove si trovano i rendimenti dei titoli lunghi». Perché? «Perché la loro vicinanza di rimborso diventa un&#8217;arma a doppio taglio», dice ancora Drusiani. Il Btp (o qualsiasi altro bond governativo e non) con un anno di vita residua, infatti, quota ormai vicino a 100. Tutte le obbligazioni, a fine corsa, restituiscono 100, cioè il capitale investito. Un titolo a pochi mesi dal traguardo è quindi una buona chance di stabilità e di protezione del capitale per chi ragiona nell&#8217;ottica del bicchiere mezzo pieno.  Per chi vede invece il bicchiere mezzo vuoto (e purtroppo in questo momento il mercato pullula di investitori malinconici) i titoli corti possono essere considerati una trappola da evitare per non perdere troppo in conto capitale, nel caso estremo di una ristrutturazione del debito. In caso di default, infatti, i titoli a lunghissima scadenza &#8211; che oggi in Italia quotano intorno a 80 &#8211; espongono gli investitori che li avessero comprati ai prezzi attuali a minori perdite, posto che il rimborso finale in caso di default avviene sempre a meno di 100. Cioè con una perdita imposta, più o meno ampia, in conto capitale.  Ma davvero ha senso applicare questo genere di paure al futuro dei Btp? Per il momento no, ma la febbre e i meccanismi perversi del virus non si possono negare. Tutto però è ancora in gioco. «Oggi, con la curva piatta, è come se il mercato fosse a un bivio, indeciso se prendere la strada disastrosa della Grecia, oppure quella della virtuosa Germania», dice Antonino De Gaetani, gestore obbligazionario di Bnp Paribas. A chi si domanda che cosa fare, tra le docce fredde quotidiane dei mercati e l&#8217;incredibile messe di previsioni catastrofiche che &#8211; se ce la faremo &#8211; sarà un grandissimo piacere smentire, non resta che applicare un po&#8217; di sano realismo. Non si può avere un portafoglio imbottito di Btp, ma nemmeno pensare che andremo in default. Una sana diversificazione, che preveda anche i titoli di Stato italiani (ma non solo quelli) è forse la ricetta più equilibrata per affrontare le prossime incertezze. Dei titoli a breve abbiamo già detto. Per i titoli tra tre e sette anni, i Btp «intermedi», si possono vedere opportunità e rischi sia per i cassettisti che per chi ama fare trading. Chi acquista ai prezzi correnti riesce a portare a casa un rendimento di quattro punti percentuali superiore al tasso di inflazione senza doversi impegnare troppo a lungo. Ma si possono anche comprare in ottica positivamente speculativa, sperando di realizzare un guadagno in conto capitale nel caso di un miglioramento delle quotazioni. Un ragionamento analogo vale per i decennali, che sono anche i titoli comprati dalla Bce quando partono le missioni di salvataggio sui mercati che crollano. Quanto ai Cct nell&#8217;indifferenza generale sono saliti sopra il 10%. Non li guarda nessuno e, in caso di ritrovato equilibrio, offrirebbero straordinarie rimonte in conto capitale. E se dopo il Btp Day potessimo organizzare, usciti dal tunnel, un «Btp Day Pride»?</p>
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		<title>Il Governo Berlusconi verso le dimissioni e il panico sui mercati &#8230; c&#8217;è da fidarsi dell&#8217;Italia?</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 22:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi finanziaria]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; davvero difficile in questi giorni scrivere di economia e di finanza così come spargere a pieni mani entusiasmo e certezze vista la complicatissima situazione internazionale e nazionale in cui ci troviamo. A tutti gli effetti navighiamo in acque incerte e poco conosciute, con l&#8217;aggravante del fatto che i capitani dei velieri che compongono la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-2759" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="caduta-governo-Berlusconi-panico-mercati" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/caduta-governo-Berlusconi-panico-mercati-300x218.jpg" alt="" width="300" height="218" /></a>E&#8217; davvero difficile in questi giorni <strong>scrivere di economia e di finanza</strong> così come spargere a pieni mani <strong>entusiasmo </strong>e <strong>certezze </strong>vista la <strong>complicatissima situazione internazionale e nazionale</strong> in cui ci troviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti gli effetti <strong>navighiamo in acque incerte e poco conosciut</strong>e, con l&#8217;aggravante del fatto che i capitani dei velieri che compongono la flotta non hanno sin qui manifestato nè grandi doti di <strong>leadership </strong>nè la ferma determinazione in una <strong>rotta comune</strong>, peccati fatali per chi fa un mestiere che al primo posto richiede il fornire certezze ai propri marinai.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, conseguenza di tutto ciò è che <strong>i marinai sono confusi, disorientati e cominciano a cedere al panico &#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Provo a <strong>tradurre </strong>cercando di limitare al minimo le considerazioni sulla politica se non quando necessarie a comprendere l&#8217;attualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tempo senti dire da tutti i telegiornali che il <span style="color: #0000ff;"><strong>debito pubblico italiano</strong></span> è stato <em>&#8220;preso di mira dalla speculazione finanziaria&#8221;</em> e che questo sta causando il continuo e pericoloso <strong>allargarsi dello &#8220;<em>spread</em>&#8220;</strong> (ossia del <strong>differenziale di rendimento</strong>) tra le <strong>obbligazioni nazionali italiane, BTP in primis, e i BUND tedeschi</strong> considerati il termine di paragone più attendibile in quanto considerati sin qua assolutamente sicuri.</p>
<p style="text-align: justify;">Da più parti senti addirittura dire che <em>&#8220;stiamo rischiando di fare la fine della Grecia&#8221;</em> e che <em>&#8220;l&#8217;Italia rischia di fallire&#8221;</em> e mi rendo conto che per un non addetto ai lavori anche questo va spiegato.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dai <strong>fatti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <span style="color: #0000ff;"><strong>stato italiano</strong></span> ha accumulato nei decenni un <span style="color: #ff0000;"><strong>debito pubblico mostruoso</strong></span> pari a <span style="color: #ff0000;"><strong>oltre 1.900 miliardi di euro</strong></span>, terzo o quarto al mondo per dimensione assoluta ma soprattutto<span style="color: #ff0000;"><strong> oltre il 120% rispetto al PIL</strong></span> e, fino ad oggi, <strong>questo debito è continuato a crescere anno dopo anno</strong> essenzialmente per colpa di una <strong>classe politica inetta, incapace e corrotta</strong> che ha sempre utilizzato la<strong> spesa pubblica</strong> per <strong>foraggiare in maniera vergognosa se stessa, le proprie clientele e ogni tipo di sperpero e spreco.</strong> Da questo punto di vista, fuor di propaganda e senza alcuna partigianeria,<strong> sinistra, destra e centro</strong> si sono <strong>comportate essenzialmente sempre allo stesso modo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è adesso che, posto che <strong>la <span style="color: #0000ff;">crescita </span>dell&#8217;economia nazionale è sostanzialmente <span style="color: #ff0000;">bloccata </span>da più di dieci anni a questa parte</strong>, il mondo ha preso a guardarci con <span style="color: #0000ff;"><strong>sfiducia </strong></span>e sta cercando di <strong>sbolognare sul mercato i Titoli di Stato italiani</strong> rendendo così <strong><span style="color: #ff0000;">più difficile e costoso il rifinanziamento</span> attraverso l&#8217;emissione di nuovi ti</strong><strong>toli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le <span style="color: #0000ff;"><strong>domande </strong></span>quindi sono:<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2762" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="crisi-debito-Grecia" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/crisi-debito-Grecia-300x227.jpg" alt="" width="216" height="163" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Ma l&#8217;<span style="color: #ff0000;">Italia può fallire?</span></strong></li>
<li><strong>E cosa succede se un Paese va in default?</strong></li>
<li><strong>C&#8217;è un<span style="color: #ff0000;"> rischio concreto</span> che questo stia accadendo o possa succedere?</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Le risposte semplici da dare sono quelle alle <strong>prime due domande.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #000000;">Si,</span> chiunque può fallire</strong></span>, non solo un cittadino o un&#8217;azienda ma <strong>anche un Ente Pubblico o persino uno <span style="color: #ff0000;">Stato</span></strong>, lo abbiamo visto succedere negli ultimi anni all&#8217;<strong>Islanda </strong>e soprattutto all&#8217;<strong>Argentina </strong>solo per citare i casi peggiori e più noti. Come per una persona fisica, uno Stato va in default quando <span style="color: #ff0000;"><strong>le spese  superano le entrate</strong></span>, non si riesce a<strong> <span style="color: #ff0000;">rifinanziare il debito attraverso altro debito</span></strong> e non si riescono più a <span style="color: #ff0000;"><strong>pagare i creditori.</strong></span> Ecco perchè il <strong>problema della sfiducia e il conseguente aumento dello spread</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare un paragone spiacevole ma efficace è quello che succede quando una persona schiacciata dai debiti non riesce più a pagare i propri creditori anche perchè <strong>gli stessi interessi sul debito gli rendono prima difficile poi impossibile il compito</strong>, il poveraccio <strong>non riuscendo quindi ad ottenere nuovi finanziamenti regolari dalle banche si rivolge agli <span style="color: #0000ff;">strozzini </span></strong>che sono ben lieti di rifinanziarlo ma ovviamente chiedendo in cambio <span style="color: #ff0000;"><strong>interessi spaventosi</strong></span> che quindi lo <strong>mettono ancora più in difficoltà</strong> e così via sempre più peggiorando la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente quando una persona o un&#8217;impresa falliscono quello che succede è che <strong>la cosa non solo è antipatica per i falliti ma anche per tutti i loro <span style="color: #0000ff;">creditori</span></strong><span style="color: #0000ff;"> </span>che vedono <strong>persi o quantomeno in grave perdita i propri investimenti</strong> con i soggetti in default.</p>
<p style="text-align: justify;">Se però a fallire è uno <strong>Stato</strong>, e soprattutto un&#8217;<strong>economia rilevante e importante come quella italiana</strong>, i <span style="color: #0000ff;"><strong>problemi </strong></span>diventano <strong>esponenziali e assai diffusi</strong> anche oltre i confini nazionali. Ciò infatti significherebbe <strong>non avere disponibilità di denaro per pagare i dipendenti pubblici</strong> <em>(politici, amministratori pubblici, poliziotti, dipendenti di miriadi di enti e servizi alcuni dei quali inutili ma molti invece essenziali)</em> ma anche gettare in una <span style="color: #ff0000;"><strong>crisi finanziaria profonda</strong></span> tutte le <strong>aziende private fornitrici dello Stato</strong> di beni e servizi e tutti i <strong>detentori dei famosi Titoli di Stato</strong> che diventerebbero improvvisamente carta straccia o quasi come successe all&#8217;epoca per i possessori dei tango bond argentini.</p>
<p style="text-align: justify;">Notare che i <strong>Titoli in questione</strong> non sono detenuti solo da <strong>privati cittadini</strong> come me e te ma in larga quantità da <span style="color: #0000ff;"><strong>banche </strong></span>(che di conseguenza aggraverebbero brutalmente i propri bilanci e inizierebbero a <span style="color: #ff0000;"><strong>non prestare più denaro a nessuno</strong></span> con logiche e <strong>tragiche ricadute su persone e imprese</strong> che hanno bisogno di quel denaro anche perchè loro stessi hanno uno stato economico gravato dai debiti&#8230;) e da <span style="color: #0000ff;"><strong>altre Nazioni</strong></span> per le quali <strong>partirebbe o si aggraverebbe la stessa tragica <span style="color: #ff0000;">spirale negativa.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spiegato in grossa sintesi, ecco il tanto temuto <em><span style="color: #ff0000;"><strong>&#8220;effetto contagio&#8221;</strong></span></em> che si cerca a tutti i costi di evitare.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa<strong> io personalmente p</strong><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2763 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="effetto_contagio" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/effetto_contagio-300x117.jpg" alt="" width="300" height="117" /></a><strong>ensi</strong> di tutto questo, se mi leggi da un pò o hai fatto i miei corsi, ti dovrebbe essere <strong>già noto</strong>, ho infatti scritto <strong>decine di articoli contro la <em><span style="color: #ff0000;">&#8220;cultura del debito&#8221;</span></em></strong> sulla quale si basa l&#8217;economia moderna e della quale stiamo ora assaggiando i frutti, ti invito però anche a <strong>rileggere un articolo</strong> scritto <strong>questa estate</strong> durante le vacanze intitolato <a href="http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/berlusconi-parla-e-le-borse-continuano-a-scendere-ma-guarda-un-po/" target="_blank"><em><strong>&#8220;Berlusconi parla e le Borse continuano a s</strong></em></a><a href="http://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/berlusconi-parla-e-le-borse-continuano-a-scendere-ma-guarda-un-po/" target="_blank"><em><strong>cendere &#8230; ma guarda un pò!&#8221;</strong></em></a> nel quale segnalavo tutte le <strong>manchevolezze della nostra classe dirigente</strong> ma dicevo anche che <strong>non </strong><strong>si vedevano molti spiragli all&#8217;orizzonte</strong> pur se diventava<strong> difficile immaginare un ulteriore peggioramento della situazione</strong> per quanto riguardava i <span style="color: #0000ff;"><strong>Titoli Pubblici</strong></span> <em>(le Borse azionarie sono un altro discorso e oggi le lasciamo da parte).</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, da allora sono <strong>passati circa tre mesi </strong>e purtroppo devo dire che <span style="color: #0000ff;"><strong>mi sbagliavo nel ritenere che ci fosse un limite al peggio</strong></span> perchè <strong>tale limite è infatti stato abbondantemente superato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Berlusconi </strong></span>e il <span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">suo</span><strong> <span style="color: #ff0000;">Governo</span></strong></span><span style="color: #ff0000;"> </span>hanno dato da allora spettacolo del <span style="color: #ff0000;"><strong>peggio di sè stessi</strong></span> (e ce ne voleva visti i trascorsi) manifestando <strong>divisioni, <span style="color: #ff0000;">incertezze </span>e tentennamenti continui, litigiosità al vertice</strong> tra lo stesso <strong>Berlusconi </strong>e il <strong>Ministro dell&#8217;Economia <span style="color: #ff0000;">Tremonti</span></strong><span style="color: #ff0000;"> </span>che, stando a quanto ci dicono i giornali, non si sopportano più da tempo e sono <strong>divisi su tutto. Ripresi più volte per le orecchie</strong> in maniera ormai francamente fastidiosa ed umiliante dalle <span style="color: #0000ff;"><strong>Istituzioni Europee</strong></span>, dai <strong>leader stranieri</strong> e dalla <span style="color: #0000ff;"><strong>BCE,</strong></span> hanno continuato a millantare <span style="color: #ff0000;"><strong>vaghe promesse e fumose lettere di intenti </strong></span>puntualmente <strong>smentite nei giorni successivi</strong> da un dibattito parlamentare dove è palese per chiunque che <strong>ognuno punta al proprio personale interesse di bottega</strong> con una<strong> visione di brevissimo respiro</strong> e del <strong>bene dell&#8217;Italia e dei propri cittadini </strong>non <strong>frega niente a nessuno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La conseguenza di tutto ciò è che <strong>la società civile italiana e l&#8217;opinione pubblica non ne possono più</strong> ma il problema è che <strong>chi all&#8217;<span style="color: #0000ff;">estero </span>detiene il nostro <span style="color: #ff0000;">debito</span></strong><span style="color: #ff0000;"> </span>se ne sta <strong>disfando o fa la voce grossa</strong> di fatto <span style="color: #0000ff;"><strong>commissariandoci </strong></span>a furia di <strong>lettere e ispettori internazionali</strong> che vengono in casa nostra a giudicarci dubitando palesemente alle promesse dei nostri governanti. La cosa, lo ripeto, è <strong>fastidiosa e umiliante</strong> ma, vedendola dal loro punto di vista, è anche <strong>difficile dargli torto</strong> quando esprimono <strong>scetticismo e diffidenza sulle proposte dei nostri politici.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, si potrebbe parlare anche dei <strong>problemi e delle ambiguità degli stessi francesi e dei tedeschi</strong> a cui piace da sempre <strong>fare i maestrini in casa nostra</strong> ma che hanno <strong>ben più di una difficoltà nei propri bilanci</strong> così come del perchè non si <strong>bloccano o vietano gli <span style="color: #ff0000;">strumenti finanziari derivati</span></strong> che permettono ai grandi speculatori internazionali di <strong>accumulare enormi profitti sulle disgrazie e sulle debolezze altrui</strong>, entrambi i discorsi sarebbero interessanti e legittimi ma ci porterebbero <strong>fuori dal seminato</strong> di questo articolo e poi, fin da quando avevo sei anni, mia madre mi ha insegnato che quando  mi rimproverava per non aver fatto i compiti non potevo opporle l&#8217;obiezione: <em>&#8220;Nemmeno Stefano li ha fatti!&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa sarebbe stata vera ma <strong>non avrebbe diminuito di un&#8217;unghia la mia responsabilità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Parlando proprio di <strong>responsabilità e conseguenze</strong>, ieri <span style="color: #0000ff;"><strong>Berlusconi si è dimesso</strong></span> o, meglio, ha <strong>annunciato le sue <span style="color: #0000ff;"><em>&#8220;future dimissioni&#8221;</em></span></strong> seminando così <strong>ulteriore <span style="color: #ff0000;">incertezza </span>sui mercati</strong> che infatti hanno reagito malissimo portando le <strong>Borse in profondo rosso</strong> e il famigerato <span style="color: #ff0000;"><strong>spread a nuovi record.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a <strong>guardare la cosa con gli occhi degli stranieri</strong> <em>(noi italiani siamo tanto assuefatti al peggio che facciamo fatica a capire lo sconcerto altrui)</em> serve forse ricordare che se il buon <strong>Silvio </strong>era ormai ampiamente <strong>screditato agli occhi del mondo</strong> non è che le <span style="color: #0000ff;"><strong>attuali opposizioni</strong></span> suscitino chissà quali<strong> entusiasmi</strong> essendo composte in parte da <strong>antichi e longevi alleati dello stesso Berlusca</strong> ed in parte da quella <strong>sinistra </strong>che quando andò l&#8217;<strong>ultima volta al governo</strong> guidata da <span style="color: #0000ff;"><strong>Prodi </strong></span>diede <strong>spettacolo quotidiano </strong>di<strong> <span style="color: #ff0000;">divisioni e distinguo continui</span></strong> tra le sue varie anime per poi <strong>implodere in meno di due anni</strong>, sinistra che oltretutto quanto a <strong>clientelismi e spesa pubblica</strong> non è seconda a nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">E quindi? Beh, quindi si <strong>naviga in acque oscure e poco conosciute</strong> perchè la situazione sembra sempre più <span style="color: #ff0000;"><strong>insostenibile </strong></span>e <strong>qualcosa giocoforza dovrà succedere</strong>, in questo senso intendo non solo in Italia ma <strong>anche nel <span style="color: #0000ff;">resto d&#8217;Europa e nel mondo</span></strong> perchè va poi detto che i <strong>problemi sono globali</strong> e se <strong><span style="color: #0000ff;">Roma </span></strong>ha di che piangere non è poi che <span style="color: #0000ff;"><strong><span style="color: #ff0000;">Berlino, Parigi, Londra o Washington</span> </strong></span>se la passino poi così meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è però un <span style="color: #0000ff;"><strong>rischio concreto che l&#8217;Italia possa fallire?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>rischio concreto esiste</strong>, la mia personale opinione è però che <span style="color: #ff0000;"><strong>non accadrà</strong> </span>perchè, aldilà del livello tragico della nostra politica, la <strong>nazione <span style="color: #0000ff;">Italia </span></strong>ha realmente<span style="color: #0000ff;"> </span><strong><span style="color: #ff0000;">tante risorse</span> </strong>non solo<strong> finanziarie </strong>ma anche <strong>umane </strong> oltre che un <strong>patrimonio storico, artistico e naturale unico al mondo.<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-2767" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="risorse-Italia" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/11/risorse-Italia-300x300.jpg" alt="" width="240" height="240" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso <strong><span style="color: #0000ff;">Stato Italiano</span></strong> è vero che è <strong>sommerso dai debiti</strong> ma va altresì detto che tra <span style="color: #ff0000;"><strong>patrimonio immobiliare, artistico, partecipazioni statali e pubbliche</strong></span> di risorse da mettere in campo volendo ce ne sono e la speranza è che anche questa <strong>gerontocrazia politica inetta prima o poi se ne vada</strong> e venga sostituita magari anche solo da qualcuno che applichi un <strong>minimo di buon senso</strong> e di <strong>interesse generale alla cosa pubblica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; <strong>già successo in passato</strong>, in Italia e nel mondo, e tornerà a <strong>succedere anche stavolta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>il momento è parecchio difficile e complesso</strong> ma in un&#8217;<strong>ottica di medio termine</strong> sono <span style="color: #0000ff;"><strong>fiducioso </strong></span>che ne usciremo fuori e torneremo a respirare aria migliore e a <strong>vivere all&#8217;interno di un&#8217;economia più serena</strong> e, mio desiderio personale, magari anche <strong>un pizzico più giusta e equa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di solito <strong>non parlo mai sul blog delle mie <span style="color: #ff0000;">operazioni personali</span></strong> ma questa volta faccio un&#8217;<strong>eccezione </strong>e mi fa piacere dirti che <strong>in questi giorni</strong> sto<span style="color: #0000ff;"><strong> comprando BTP e altri Titoli di Stato italiani</strong></span>, cosa anche questa per me insolita visto che <strong>non investo pressochè mai in obbligazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Voglio però essere chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante mi senta <strong>fortemente italiano</strong> e sia infastidito dalla situazione del nostro paese <strong>non lo faccio però per <em>&#8220;spirito patriottico&#8221;</em></strong> ma cercando il <span style="color: #ff0000;"><strong>mio personale interesse come investitore.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli americani hanno un detto che fa così: <em>&#8220;Put your money where your mouth is or shut up!&#8221;</em> che tradotto significa: <em>&#8220;Metti i tuoi soldi su ciò che stai dicendo oppure chiudi la bocca!&#8221;</em> e <strong>così sto facendo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Non credo che l&#8217;Italia fallirà</strong></span> e parcheggiare un pò della mia disponibilità in <strong>obbligazioni nazionali a 2 e 3 anni</strong> a <span style="color: #ff0000;"><strong>tassi garantiti annui tra il 6 e il 7%</strong></span> lo ritengo un <strong>ottimo investimento</strong> <em>&#8220;tranquillo&#8221;</em> e  che non mi richiederà ulteriore attenzione in futuro. In questo senso, <strong>se la pensi come me</strong>, la situazione di questi giorni ci presenta una<span style="color: #0000ff;"><strong> grande occasione</strong></span>, non me la lascio sfuggire e <strong>mi piace segnalartela.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Essendo il post di <strong>super attualità</strong>, ti invito fortemente a <span style="color: #800080;"><strong>LASCIARE UN COMMENTO</strong></span> in calce allo stesso esprimendo la <strong>tua opinione</strong> in merito alle considerazioni che ho espresso così come la <strong>tua idea sulla situazione italiana e internazionale</strong> che stiamo vivendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito è aperto e &#8230; <span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #008000;">forza</span> TRICOLORE <span style="color: #008000;">!!!</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
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		</item>
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		<title>Tutti i modi per investire in oro: conviene comprare oro fisico o strumenti finanziari legati all&#8217;oro come gli ETC?</title>
		<link>http://www.robertopesce.com/etf-etc/tutti-i-modi-per-investire-in-oro-conviene-comprare-oro-fisico-o-strumenti-finanziari-legati-alloro-come-gli-etc/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 19:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[ETF e ETC]]></category>
		<category><![CDATA[Oro e Argento]]></category>
		<category><![CDATA[Guida per investire nell'oro e nell'argento]]></category>
		<category><![CDATA[investire oro e argento]]></category>

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		<description><![CDATA[Nello scorso articolo (CLICCA QUA se lo hai perso) illustravo le molteplici motivazioni sia storiche che di stretta attualità per le quali può essere un&#8217;idea da tenere in considerazione quella di investire parte del proprio risparmio direttamente o indirettamente in oro. Oggi cercheremo di capire in quali modi sia possibile farlo e quali siano vantaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2550 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Investire-in-oro-fisico" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/Investire-in-oro-fisico.jpg" alt="" width="332" height="248" /></a>Nello <a href="http://www.robertopesce.com/investing/oro-e-argento-investing/investire-in-oro-come-bene-rifugio-dalla-perdita-di-valore-del-denaro/" target="_blank"><strong>scorso articolo</strong></a> (<a href="http://www.robertopesce.com/investing/oro-e-argento-investing/investire-in-oro-come-bene-rifugio-dalla-perdita-di-valore-del-denaro/" target="_blank"><strong>CLICCA QUA se lo hai perso</strong></a>) illustravo le molteplici <strong>motivazioni </strong>sia storiche che di stretta attualità per le quali può essere un&#8217;idea da tenere in considerazione quella di <strong>investire parte del proprio risparmio</strong> direttamente o indirettamente in <span style="color: #ff0000;"><strong>oro</strong></span>. Oggi cercheremo di capire<strong> in quali modi sia possibile farlo</strong> e quali siano <strong>vantaggi </strong>e <strong>svantaggi </strong>delle varie modalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Essenzialmente possiamo suddividere i diversi modi per investire in oro in <strong>due macro categorie</strong>: <strong><span style="color: #ff0000;">oro fisico</span></strong> o <span style="color: #ff0000;"><strong>strumenti finanziari</strong></span><strong> </strong>che a loro volta investano in oro o il cui valore sia strettamente e direttamente correlato ai cambiamenti di prezzo dell&#8217;oro fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo investire in <span style="color: #ff0000;"><strong>oro fisico</strong></span> acquistando <strong><span style="color: #ff0000;">lingotti </span>da un&#8217;oncia</strong> o <strong><span style="color: #ff0000;">lingottini </span>più piccoli</strong> per chi volesse investire importi contenuti (un&#8217;<strong>oncia d&#8217;oro attualmente costa quasi 1.700 dollari</strong>, oltre <strong>1.200 € al cambio attuale</strong>, tradotto in misure del sistema metrico decimale, un <strong>grammo d&#8217;oro costa quasi 40 €</strong> e <strong>un kg quasi 40.000 €</strong> !), esistono moltissimi <strong>commercianti specializzati nella compravendita di oro</strong>, anche accessibili <strong>online</strong>, e svariati di essi offrono anche un <strong>servizio di custodia a pagamento</strong> presso le proprie <strong>camere blindate</strong> o <strong>camere altru</strong>i e persino l&#8217;eventuale<strong> rivendita e liquidazione in contanti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Va infatti considerato che, se da un lato il <strong>possesso di <span style="color: #ff0000;">oro fisico</span></strong> rappresenta la<strong> forma più <span style="color: #ff0000;">immediata e diretta</span> e conseguentemente &#8220;<em><span style="color: #ff0000;">sicura</span></em>&#8220;</strong> per investire nel metallo prezioso, dall&#8217;altro si pone però il <strong>problema della <span style="color: #000080;">custodia</span></strong><span style="color: #000080;"> </span>che è da considerare con grande attenzione. <strong>Custodia <span style="color: #000080;">personale</span>, custodia presso <span style="color: #000080;">cassetta di sicurezza bancaria</span> o custodia presso <span style="color: #000080;">ditte specializzate</span></strong> sono di conseguenza fattori e variabili da prendere in esame. Forse è scontato ma mi preme rimarcare anche che ovunque girino molti soldi,<strong> assieme agli imprenditori e ai commercianti onesti si mescolano squali e truffatori di ogni genere</strong> e specie e <strong>internet </strong>si presta bene al camuffamento e alla promozione di questi ultimi per cui occorre comunque <strong>prestare molta attenzione prima di investire i propri risparmi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra possibilità per chi ama investire in oro fisico è rappresentata dalle <span style="color: #ff0000;"><strong>monete d’oro</strong></span> emesse da Stati di tutto il mondo. Sto parlando in questo caso di <span style="color: #000080;"><strong>monete attuali e non antiche</strong></span> <strong><span style="color: #000080;">o da collezione</span></strong> per le quali le valutazioni implicano <strong>considerazioni numismatiche</strong> e il cui prezzo è fortemente &#8220;drogato&#8221; dai margini applicati dal commerciante. Scelta ideale per chi volesse investire in monete d&#8217;oro sono quindi le classiche <span style="color: #ff0000;"><strong>sterline d&#8217;oro inglesi</strong></span> o i <span style="color: #ff0000;"><strong>Kruger rands sudafricani</strong></span>, sempre e semplicemente negoziabili con <strong>spread minimi</strong> e il cui <strong>valore rispecchia pienamente quello dell&#8217;oro &#8220;spot&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>logica dell&#8217;investimento in oro fisico</strong>, calcolato e considerato il problema della custodia, è anche quello di<span id="more-2548"></span> poter <strong>facilmente <span style="color: #000080;">occultare il proprio risparmio</span> agli occhi dello Stato</strong>, cosa molto più <strong>difficile da fare con qualsiasi strumento finanziario</strong> (<em>conti correnti, obbligazioni, fondi comuni, ETF, azioni etc</em>.) che sono <strong>immediatamente tracciabili e potenzialmente attaccabili in qualsiasi momento</strong>. Aldilà di ogni considerazione etica o politica molti ricordano ancora quanto successe nel <strong>1992 </strong>quando l&#8217;allora <span style="color: #000080;"><strong>Governo Amato</strong></span> <strong>prelevò in una notte letteralmente il denaro dalle tasche degli italiani</strong> con un<strong> decreto forzoso che confiscò il 6 per mille di quanto depositato sui conti correnti bancari</strong> retroattivamente il 9 luglio precedente, la cosa era di <strong>assai dubbia legalità e costituzionalità</strong> ma è storia come venne poi avvallata dalla Suprema Corte. In molte nazioni tra cui gli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong> più volte in passato <strong>i governi emanarono leggi che obbligavano i cittadini a consegnare o svendere a prezzo fissato dallo Stato le proprie riserve d&#8217;oro</strong>, va da sè che però <strong>non tutti obbedirono a tali inique vessazioni</strong> favoriti per l&#8217;appunto dalla difficile tracciabilità delle proprie riserve di metallo prezioso. Il più volte citato <a href="http://www.robertopesce.com/libri-finanza/guida-per-investire-nelloro-e-nellargento-di-michael-maloney/" target="_blank"><strong>ottimo libro di Michael Maloney</strong></a>, tra le altre cose, <strong>illustra nel dettaglio tutte queste vicende storiche legate all&#8217;oro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se quanto sopra rappresenta<strong> opportunità e svantaggi dell&#8217;investimento in oro fisico</strong>, va quindi considerata anche l&#8217;<strong>opportunità di</strong> <strong>utilizzo di <span style="color: #ff0000;">strumenti finanziari</span></strong> che, pur essendo <strong>attivi cartacei</strong>, possono però <strong>riflettere in maniera più o meno correlata o assoluta il proprio valore a quello dell&#8217;oro fisico</strong>. Sotto tanti punti di vista <strong>l&#8217;investimento in <span style="color: #ff0000;">strumenti finanziari legati all&#8217;oro</span> e non direttamente in metallo fisico</strong> rappresentano l&#8217;<strong>opportunità di gran lunga <span style="color: #ff0000;">più semplice ed accessibile</span> per la maggioranza dei risparmiatori medi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli <strong>strumenti finanziari</strong> che meglio si prestano a questo scopo ricordo gli <span style="color: #ff0000;"><strong>ETC </strong></span>(<strong>Exchange Traded Commodities</strong>), gli <span style="color: #ff0000;"><strong>ETF </strong></span>(<strong><span style="color: #000000;">Exchange Traded Funds</span></strong>), i <span style="color: #ff0000;"><strong>Futures</strong></span>, le <strong><span style="color: #ff0000;">Opzioni </span></strong>e le <span style="color: #ff0000;"><strong>Azioni </strong></span>di <strong>aziende del settore minerario</strong>. Tra tutti questi strumenti, a mio parere la<strong> scelta più funzionale</strong> oggi come oggi è rappresentata dagli <span style="color: #ff0000;"><strong>ETC </strong></span>ed in particolare da <span style="color: #ff0000;"><strong>quelli che a loro volta investono in oro fisico</strong></span> e non in <strong>futures dell&#8217;oro</strong> (se non sai per niente cosa sia un <span style="color: #ff0000;"><strong>ETC </strong></span>ti invito a <a href="http://www.robertopesce.com/etf-etc/etc-exchange-traded-commodities-come-investire-o-fare-trading-sulle-materie-prime/" target="_blank"><strong>LEGGERE QUESTO ARTICOLO</strong></a> pubblicato in passato sul <strong>blog </strong>che ne illustra natura e funzionamento).</p>
<p style="text-align: justify;">Qua sotto vedi riprodotto il <strong>grafico settimanale</strong> degli <strong>ultimi 3 anni</strong> di dell&#8217;<strong>ETC <span style="color: #ff0000;">PHAU.MI</span></strong> quotato su <strong>Borsa Italiana</strong> che per l&#8217;appunto <span style="color: #ff0000;"><strong>investe in oro fisico</strong></span>. Muovendosi dal prezzo di <strong>56 € </strong>dell&#8217;<strong>ottobre 2010</strong> fino al <strong>massimo recente</strong> di <strong>134 €</strong>, il titolo ha avuto negli ultimi 18 mesi un <strong>apprezzamento composto</strong> del <span style="color: #000080;"><strong>33% medio annuo</strong></span> o <span style="color: #000080;"><strong>assoluto del 139%</strong></span> a seconda di come lo si voglia misurare.</p>
<div id="attachment_2551" class="wp-caption aligncenter" style="width: 527px"><a href="http://www.robertopesce.com/geronimo/" target="_blank"><img class="size-large wp-image-2551   " title="ETC_oro-fisico_PHAU.MI_Geronimo_Trading_Manager" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/ETC_oro-fisico_PHAU.MI_Geronimo_Trading_Manager-1024x666.png" alt="" width="517" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Grafico dell&#39;ETC PHAU.MI che investe in oro fisico dal 15/10/2008 al 15/10/2011. Grafico e trend rilevati dal software proprietario &quot;Geronimo Trading Manager&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">E’ importante ricordare che <strong>essendo l&#8217;<span style="color: #ff0000;">oro </span>come tutte le materie prime del mondo quotato in <span style="color: #000080;">dollari statunitensi</span></strong> ma il <strong>titolo in questione trattato su Borsa Italiana in <span style="color: #000080;">euro</span></strong>, la <strong>performance del nostro <span style="color: #ff0000;">ETC</span></strong><span style="color: #ff0000;"> </span>è derivata non solo dal <strong>movimento del prezzo dell’oro</strong> ma anche dal <strong>movimento del cambio Euro/Dollaro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ciò compreso, è indubbio che <strong>comperare un <span style="color: #ff0000;">ETC </span>dal proprio computer di casa</strong> sia più <strong>semplice, rapido, economico e funzionale</strong> che non comperare lingotti da nascondere in cantina o da far custodire da terzi. E&#8217; altresì evidente per chiunque abbia partecipato ad uno dei miei corsi <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>INVESTIRE IN AZIONI E ETF (POSITION TRADING)</strong></span></a> &#8211; <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><strong>prossima edizione SABATO 29 OTTOBRE a Reggio Emilia</strong></a> &#8211; o anche <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a> che utilizzando un <span style="color: #ff0000;"><strong>ETC </strong></span>sia decisamente <strong>più semplice</strong> valutare il <strong>&#8220;<em><span style="color: #ff0000;">timing</span></em>&#8221; del momento di acquisto e di vendita</strong> e usare un <strong>corretto management dell&#8217;operazione</strong> tramite le <strong>tecniche applicate ai corsi </strong>in quanto possiamo applicare le <strong>stesse considerazioni sul grafico del titolo</strong> che utilizziamo quando operiamo in un più canonico scenario di <strong>core o position trading in azioni o ETF.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A tal proposito, sempre <strong>incoraggiando ognuno ad usare la propria testa</strong> e ad <strong>effettuare le proprie valutazioni personali</strong>, mi piace segnalare come lo<strong> scenario attuale del titolo preso in esame</strong> sia proprio quello di un classico &#8220;<strong><span style="color: #ff0000;">BASIC BUY SETUP</span></strong>&#8221; che si presenta <strong>quasi da manuale così come vi ho insegnato a riconoscerlo e tradarlo durante i corsi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A buon <strong>intenditor poche parole &#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Parlo in questo caso di <span style="color: #ff0000;"><strong>ETC </strong></span>e non di <strong><span style="color: #ff0000;">ETF </span></strong>perchè, per disposizione di legge, <strong>gli <span style="color: #ff0000;">ETF </span>devono effettuare almeno un <span style="color: #000080;">minimo di diversificazione</span></strong> per cui <strong><span style="color: #000080;">non possono</span> come l&#8217;ETC comperare metallo fisico (lingotti)</strong> ma acquistano invece <span style="color: #ff0000;"><strong>azioni di compagnie minerarie</strong></span> le cui quotazioni sono <strong>sicuramente influenzate dal prezzo dell&#8217;oro ma anche da altri fattori intrinseci alle aziende in questione.</strong> Ecco perchè l&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>ETC </strong></span>rappresenta un <strong>riflesso molto più diretto rispetto all&#8217;ETF</strong> con il termine di paragone del <span style="color: #ff0000;"><strong>prezzo &#8220;spot&#8221; dell&#8217;oro fisico.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unico <span style="color: #000080;"><strong>svantaggio </strong></span>che vedo negli <span style="color: #ff0000;"><strong>ETC </strong></span><strong>rispetto all&#8217;oro fisico vero e proprio</strong> è legato essenzialmente agli <span style="color: #000080;"><strong>scenari complottistici o da <em><span style="color: #000080;">&#8220;paranoia al potere&#8221;</span></em></strong></span> in cui lo stesso <a href="http://www.robertopesce.com/libri-finanza/guida-per-investire-nelloro-e-nellargento-di-michael-maloney/" target="_blank"><strong>libro di Michael Maloney</strong></a> si <strong>sbizzarrisce </strong>abbastanza, scenari secondo i quali <strong>le società emittenti degli ETC e degli ETF non acquisterebbero i lingotti veri e propri</strong> e quindi si <strong>rischierebbe di rimanere con un pugno di mosche in mano</strong> in caso di <strong>emergenza finanziaria o collasso internazionale del sistema valutario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fatta salva la <strong>raccomandazione di leggere sempre tutto e ponderare attentamente</strong> quando si investe in uno strumento finanziario magari anche poco conosciuto, parlo però di <em>&#8220;paranoia al potere&#8221;</em> perchè, essendo il <strong><span style="color: #ff0000;">sottostante </span>di un ETC come quello qui presentato</strong> a titolo di esempio <strong>ufficialmente <span style="color: #ff0000;">rappresentato proprio dal metallo fisico</span></strong> (addirittura <strong>fisicamente scambiabile su richiesta</strong>) <strong>regolamentato e custodito secondo i più rigorosi protocolli internazionali</strong>, se non si aderisce ad uno <strong>scenario iper pessimista o catastrofista</strong> personalmente<strong> ritengo questa forma di investimento <span style="color: #ff0000;">altamente affidabile</span></strong> o quantomeno da <strong>prendere in considerazione</strong> al pari del <strong><span style="color: #ff0000;">possesso dell&#8217;oro fisico vero e proprio</span></strong> che se è vero che fornisce una <strong>garanzia immediata e tangibile</strong> è altrettanto vero però che presenta un <strong>problema di custodia e potenziale rapina da non sottovalutare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se per chi detenesse <strong>patrimoni importanti</strong> probabilmente potrebbe valere la pena di <strong>utilizzare entrambi gli strumenti qui presentati</strong>, credo si possa concludere dicendo che l&#8217;<strong><span style="color: #ff0000;">oro fisico detenuto adeguatamente ma personalmente</span></strong> si presti <strong>meglio ad un obiettivo prevalentemente</strong> <strong>&#8220;<em><span style="color: #ff0000;">difensivo</span></em>&#8220;</strong> <strong>del proprio patrimonio e valore d&#8217;acquisto</strong> mentre gli <span style="color: #ff0000;"><strong>strumenti finanziari legati all&#8217;oro come gli ETC</strong></span> possano trovare maggiore riscontro per chi volesse utilizzarli per <strong><span style="color: #ff0000;">operazioni di trading</span> anche non di breve termine</strong> ma comunque relativamente <strong>dinamiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<img src="http://www.robertopesce.com/?ak_action=api_record_view&id=2548&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221; , ciao Steve Jobs, genio visionario e compagno di strada</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 15:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Protagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>
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		<description><![CDATA[Scrivo queste righe con dispiacere e malinconia per salutare un uomo che, pur mai conosciuto di persona, ha comunque avuto un impatto di rilievo nella mia vita e nel mio lavoro. Penso che quasi certamente tu sappia che mercoledì scorso, 5 ottobre 2011, si è spento nella sua casa di Cupertino Steve Jobs, il fondatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2516" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="steve-jobs" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs.jpg" alt="" width="355" height="202" /></a>Scrivo queste righe con <strong>dispiacere </strong>e <strong>malinconia </strong>per salutare un uomo che, pur mai conosciuto di persona, ha comunque avuto un <strong>impatto di rilievo nella mia vita e nel mio lavoro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso che quasi certamente tu sappia che <strong>mercoledì scorso, 5 ottobre 2011, si è spento nella sua casa di Cupertino <span style="color: #ff0000;">Steve Job</span><span style="color: #ff0000;">s</span></strong>, il fondatore della <span style="color: #ff0000;"><strong>Apple </strong></span>e di molti tra i <strong>prodotti </strong>e i <strong>servizi </strong>che caratterizzano il nostro tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia <strong>non è arrivata del tutto inattesa</strong>, era noto come<strong> Steve Jobs lottasse da tempo contro il cancro</strong> e il <strong>recente abbandono dal ruolo di CEO della Apple per motivi di salute</strong> non lasciava presagire il meglio, così come le <strong>immagini </strong>che lo vedevano sempre più <strong>magro ed emaciato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente parlò per la prima volta della sua lotta contro il tumore nel <span style="color: #ff0000;"><strong>meraviglioso discorso ai laureandi di Stanford</strong></span> che puoi rivedere qui sotto e che ti consiglio di <strong>ascoltare o riascoltare con grande attenzione</strong> perchè contiene più di una perla di grande <strong>saggezza e umanità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In tale ambito, parlando della <strong>morte <span style="color: #ff0000;">Steve Job</span><span style="color: #ff0000;">s</span></strong> disse: <em>&#8220;<strong>Ricordarsi che morirò presto è il più importante strument</strong>o che io abbia mai incontrato per fare le <strong>grandi scelte della mia vita</strong>. Perchè quasi tutte le cose, <strong>tutte le aspettative, tutto l&#8217;orgoglio, tutti gli imbarazzi e la paura di fallire semplicemente svaniscono di fronte all&#8217;idea della morte</strong>, lasciando solo quello che c&#8217;è di realmente importante. <strong>Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. </strong>Siete già nudi. <strong>Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore</strong>. Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto <strong>la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo</strong>, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: <strong>la Morte è la migliore invenzione della Vita.</strong> E’ l’agente di cambio della Vita: <strong>fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo.</strong> Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.  Il <strong>vostro tempo è limitato</strong>, perciò <strong>non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro.</strong> Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, <strong>abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione:</strong> loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere <strong>cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.</strong>&#8220;</em></p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=AUrDShBgihE">www.youtube.com/watch?v=AUrDShBgihE</a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto vero <strong>Steve</strong>, ma oggi il mondo diventa un pò più povero senza il tuo<strong> genio visionario</strong> e quella capacità incredibile che da sempre hai avuto nel partorire <strong>prodotti e serviz</strong>i non solo <strong>funzionali </strong>ma soprattutto <strong>semplicissimi da utilizzare e sexy da morire</strong>, tanto <strong>sexy e unici</strong> che hai sempre potuto permetterti di <strong>venderli ad un prezzo astronomicamente più alto</strong> rispetto al loro <strong>valore </strong>e al <strong>prezzo praticato dai tuoi competitor</strong> (<em>ehi, bada bene, <strong>il business man che è in me ti apprezza un casino anche per questo ^_ ^ !!!</strong></em>)</p>
<p style="text-align: justify;">Era così quando partoristi i primi <span style="color: #ff0000;"><strong>Mac </strong></span>assieme al tuo amico <a href="http://video.sky.it/news/mondo/morto_steve_jobs_il_ricordo_di_steve_wozniak/v98988.vid" target="_blank"><strong><span style="color: #ff0000;">Steve Wozniac</span></strong></a>, colui che con rara ironia e umiltà si è autodefinito &#8220;<strong><em>l&#8217;uomo del cacciavit</em></strong>e&#8221; per descrivere il proprio ruolo come</p>
<div id="attachment_2527" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://video.sky.it/news/mondo/morto_steve_jobs_il_ricordo_di_steve_wozniak/v98988.vid" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2527 " style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Steve-Jobs_e_Steve_Wozniac" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/Steve-Jobs_e_Steve_Wozniac-300x218.jpg" alt="" width="270" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Steve Jobs e Steve Wozniac (clicca sulla foto per vedere il video)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>co-fondatore della Apple</strong>, essendo di fatto colui che<span id="more-2513"></span> realizzava sul piano fisico le idee visionarie che solo tu potevi partorire. So qualcosa di quei <strong>primi Mac</strong>, e del fatto che fossero <strong>all&#8217;epoca gli unici computer concepiti con l&#8217;interfaccia mouse+icone</strong> che oggi sembra così scontata ma che tale non era in un periodo in cui i <strong>primi computer</strong> ti obbligavano a digitare stringhe di codice per poter essere utilizzati ed apparivano quindi <strong>destinati ad un pubblico solo di addetti ai lavori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo che ne so qualcosa perchè assieme ai miei <strong>soci dell&#8217;epoca</strong>, <strong>Livio Sgarbi</strong> e <strong>Roberto Re</strong>, quando nel <strong>1992 </strong>fondammo l&#8217;<strong>Associazione Culturale A.Di.M.A.</strong> e il nostro <strong>primo business in ambito formazione</strong> acquistammo proprio 3 <span style="color: #ff0000;"><strong>Mac LC</strong></span>. Li pagammo una <strong>cifra iperbolica per l&#8217;epoca</strong> anche per il <strong>capientissimo hard disk </strong>da ben &#8230; <strong>40 mega byte di capienza ^_^ !!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sorrido con <strong>affetto, tenerezza e nostalgia</strong> ricordando quei momenti e come passassimo le ore sbizzarrendoci a <strong>cambiare i font grafici sui nostri primi manuali dei corsi e volantini pubblicitari. Cedemmo ai PC per disperazione 6 anni più tardi</strong>, era in effetti il <strong>periodo buio della Apple</strong>, tu ne eri stato <strong>cacciato</strong>, <strong>software e assistenza non funzionavano granchè</strong> e la <strong>bellezza </strong>aveva ceduto il passo alla <strong>forza e alla brutalità commerciale di Bill Gates, di Windows e degli &#8220;IBM compatibili&#8221;</strong>.</p>
<div id="attachment_2524" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><a href="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/mac-lc.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2524" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Mac_LC" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/mac-lc.jpg" alt="" width="270" height="236" /></a><p class="wp-caption-text">Il nostro primo Mac LC !!!</p></div>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;epoca mi occupavo poco di <strong>borsa e titoli azionari</strong> e sicuramente <strong>non ne comp</strong><em><strong> </strong></em><strong>rendevo i</strong> <strong>tecnicismi </strong>ma, nessuna sorpresa, ho scoperto poi che il <span style="color: #ff0000;"><strong>titolo Apple</strong></span> (<strong>NAsdaq AAPL</strong>) era <strong>sprofondato </strong>e si muoveva a <strong>prezzi simili a quelli a cui siamo abituati vedere oggi muoversi Unicredit.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come hai detto tu però: <em>&#8220;Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che <strong>essere <span style="color: #ff0000;">lic</span></strong></em><em><strong><span style="color: #ff0000;">enziato dalla Apple</span> era la</strong> <strong>cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare</strong>. La <strong>pesantezza del successo</strong> fu sostituita dalla <strong>soavità di essere di nuovo un iniziatore</strong>, mi rese libero di entrare in <strong>uno dei periodi più creativi della mia vita.</strong> Nei cinque anni successivi fondai una società chiamata <span style="color: #ff0000;"><strong>NeXT</strong></span>, un’altra chiamata <span style="color: #ff0000;"><strong>Pixar</strong></span>, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il <strong>primo film di animazione interamente creato al computer</strong>, <span style="color: #ff0000;"><strong>Toy Story</strong></span>, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, <strong>Apple comprò NeXT</strong>, <strong>ritornai in Apple</strong> e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è <strong>nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple</strong>&#8220;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò che seguì a quegli eventi è <strong>storia relativamente recente</strong> se non mera <strong>attualità</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I film di animazione della <span style="color: #ff0000;"><strong>Pixar</strong></span>, gli <span style="color: #ff0000;"><strong>Ipod</strong></span>, <strong><span style="color: #ff0000;">Itunes </span>e l&#8217;<span style="color: #ff0000;">Apple Store</span></strong> con il loro commercio di <strong><span style="color: #ff0000;">musica </span><span style="color: #ff0000;">e altri prodotti in formato digitale</span></strong>, i nuovi <strong><span style="color: #ff0000;">iMac</span></strong> a cui <strong>Livio </strong>mi martella da anni di tornare, infine gli <strong><span style="color: #ff0000;">Iphone</span></strong> e gli <strong><span style="color: #ff0000;">Ipad </span></strong>che <strong>mi accompagnano quasi ad ogni ora del giorno</strong> e che mi permettono di<strong> portare con me anche in viaggio</strong> sia i miei <strong>affetti </strong>che i miei <strong>hobby</strong> tramite <strong>foto, video e musiche</strong> sia il <strong>lavoro </strong>con i <strong>collegamenti web</strong> e la <strong>gestione delle e-mail.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si, è vero, <strong>i lettori mp3 e gli smartphone non li hai inventati tu</strong> ma com&#8217;è allora che <strong>quando si pensa a <span style="color: #ff0000;">musica digitale</span> si pensa <span style="color: #ff0000;">Ipod</span></strong><span style="color: #ff0000;"> </span>e quando si pensa ad un <span style="color: #ff0000;"><strong>telefono moderno </strong></span>veramente<strong> sexy ed irresistibile</strong> non ti viene in mente altro che un <strong><span style="color: #ff0000;">Iphone</span></strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">En passant, dal tuo ritorno alla sua guida <strong><span style="color: #ff0000;">Apple </span>è diventata l&#8217;<span style="color: #ff0000;">azienda più potente del pianeta</span></strong>, ha una <strong>disponibilità di cassa superiore a quella del governo americano</strong> (!) e il <span style="color: #ff0000;"><strong>titolo in borsa</strong></span> è <strong>salito negli anni di oltre il</strong> <strong><span style="color: #ff0000;">30.000 %</span></strong> fino a diventare la vera guida del <strong>Nasdaq </strong>a cui tutti guardano. La <strong>sua forza è così scontata</strong>, <strong>persino ovvia</strong>, che tante volte mi faccio degli scrupoli ad inserirne il grafico negli esempi che cito durante i miei corsi tanto ho paura di apparire quasi banale agli occhi di chi sia poco più di un profano sul come <strong>guadagnare dai mercati azionari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_2536" class="wp-caption alignleft" style="width: 280px"><img class="size-medium wp-image-2536  " style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Steve-Jobs_Benjamin-Franklin_Thomas-Edison" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/Steve-Jobs_Benjamin-Franklin_Thomas-Edison-300x235.jpg" alt="" width="270" height="212" /><p class="wp-caption-text">Steve Jobs, Benjamin Franklin e Thomas Alva Edison: quale app state concependo assieme da lassù?</p></div>
<p style="text-align: justify;">Anche a me è capitato di essere <strong>pressochè cacciato dall&#8217;azienda che avevo contribuito a fondare</strong> e anche io, dopo il disorientamento iniziale, penso che <strong>cosa migliore non mi potesse capitare </strong>per <strong>ritrovare la grinta, la passione e le soddisfazioni che avevo un pò alla volta perso per strada.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Penso che l&#8217;avrai capito <strong>Steve </strong>che in quella tua storia del &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em><strong>Connecting the Dots</strong></em></span>&#8221; (<em>unire i puntini come nei disegni dei bambini per scoprire la figura celata</em>) e in quel &#8220;<em><span style="color: #ff0000;"><strong>Stay hungry, stay foolish</strong></span></em>&#8221; (<em>&#8220;Siate affamati, siate folli!&#8221;</em>) <strong>mi rivedo parecchio</strong> e &#8230; <strong>ci mancherai</strong> ma faremo del nostro meglio per <strong>applicare ciò che ci hai insegnato</strong> e per dare il <strong>nostro contributo a rendere questo mondo un posto migliore</strong> o, quantomeno,<strong> più gradevole e divertente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, dalla tua prospettiva, so che stai<strong> <span style="color: #ff0000;">unendo un nuovo puntino</span> alla linea della tua esistenza</strong>, entrando nell&#8217;<strong>area </strong>che <strong>a noi, per il momento, è celata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Citando <strong>Beppe Severgnini</strong> dal suo saluto sul &#8220;<em>Corriere</em>&#8221; : <strong><em>&#8220;Se riesci a tirarci fuori un&#8217;app. , mandacela giù: sarà celestiale!&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ciao <span style="color: #ff0000;"><strong>Steve <span style="color: #ff0000;">Job</span></strong></span><strong><span style="color: #ff0000;">s</span></strong>, <strong>genio visionario e compagno di strada.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
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		<title>Investire in oro come &#8220;bene rifugio&#8221; dalla perdita di valore del denaro</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 16:17:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Oro e Argento]]></category>
		<category><![CDATA[Guida per investire nell'oro e nell'argento]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[investire oro e argento]]></category>
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		<description><![CDATA[Da tempo ormai anche i mass media parlano del prezzo in costante crescita dell&#8217;oro giustificandolo attraverso la definizione di &#8220;bene rifugio&#8220;. Sono sicuro che tutto questo ti è abbastanza noto ma due domande mi vengono spesso poste quando parlo di questi argomenti con allievi, clienti e amici. La prima domanda è: &#8220;Rifugio da cosa?&#8221; La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-2506 alignleft" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="oro-bene-rifugio-dollaro" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/oro-bene-rifugio-dollaro-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a>Da tempo ormai anche i <strong>mass media</strong> parlano del <strong>prezzo in costante crescita</strong> dell&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>oro </strong></span>giustificandolo attraverso la definizione di &#8220;<em><span style="color: #ff0000;"><strong>bene rifugio</strong></span></em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sicuro che tutto questo ti è abbastanza noto ma <strong>due domande</strong> mi vengono spesso poste quando parlo di questi argomenti con allievi, clienti e amici.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima domanda è: <span style="color: #0000ff;"><strong><em>&#8220;Rifugio da cosa?&#8221;</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La seconda: <strong><em><span style="color: #0000ff;">&#8220;Perchè l&#8217;oro dovrebbe essere un bene rifugio?</span> Cosa ha di particolare che lo rende così prezioso e solido?&#8221;</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La risposta ad entrambe le domande per il <span style="color: #0000ff;"><strong>risparmiatore tipo che non ha cultura finanziaria</strong></span>, non ha <strong>mai investito sulla propria formazione</strong> in tal senso e si affida all&#8217;<strong>istinto</strong>, ai <strong>consigli di terzi</strong> e alla <strong>tradizione </strong>è in effetti difficilmente definibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risparmiatore appartenente a questa categoria è genericamente <strong>spaventato</strong>, sente che<strong> il mondo attorno a sè sta cambiando</strong>, perde ogni giorno molte delle vecchie certezze senza trovarne di nuove, sente parlare di &#8220;<strong><em>crisi globale</em></strong>&#8220;, di &#8220;<strong><em>recessione</em></strong>&#8220;, sa che il <strong>mondo arabo</strong> è in subbuglio, che <strong>anche da noi girano pochi soldi</strong> e che la <strong>disoccupazione </strong>(soprattutto quella giovanile) è rilevante, un giorno si e uno no gli dicono che la <strong>Grecia sta per o potrebbe fallire</strong> e che <strong>altri Stati</strong> tra cui l&#8217;<strong>Italia </strong>potrebbero seguirla a ruota, in assoluto si rende conto che da un tot di tempo a questa parte<strong> i suoi risparmi non gli rendono più niente </strong>se non sono addirittura in <strong>perdita </strong>&#8230;  insomma <span style="color: #0000ff;"><strong>non sa cosa fare</strong></span> e si ritrova ad <strong><span style="color: #0000ff;">acquistare oro, argento e altri metalli preziosi</span></strong> soprattutto per una sorta di <strong>antico retaggio culturale</strong> ma anche perchè i <strong>media</strong> continuano a riferirgli che il loro <strong>prezzo continua a salire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, come tristemente spesso gli capita quando si tratta di temi finanziari, <strong>l&#8217;uomo della strada non sa esattamente cosa sta facendo </strong>e agisce in tal modo <strong>seguendo il branco o la tradizione</strong>. In effetti, a <span style="color: #ff0000;"><strong>quale prezzo</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>in che &#8220;<em>formato</em>&#8220;</strong></span> stia comprando oro e metalli preziosi non sono <strong>variabili </strong>che lui tenga granchè in considerazione.</p>
<div id="attachment_2502" class="wp-caption aligncenter" style="width: 490px"><a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-2502 " title="Grafico_oro_2001-2011" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/10/Grafico_oro_2001-2011.gif" alt="" width="480" height="320" /></a><p class="wp-caption-text">Grafico dell&#39;oro con rapporto dollaro/oncia dal 2001 al 2011</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il <span style="color: #ff0000;"><strong>prezzo dell&#8217;oro</strong></span> tuttavia non è in <strong>impennata da 10 anni a questa parte</strong> (guarda il <strong>grafico qui sopra</strong> con il <strong>prezzo dell&#8217;oro</strong> che è cresciuto dai <strong>272 dollari/oncia del 2001</strong> fino al massimo recente 2011 di <strong>1.895 dollari/oncia</strong> per un <strong>rendimento medio annuo di <span style="color: #ff0000;">oltre il 21% !!!</span></strong>) perchè il sig. Rossi ha accumulato <strong>cassette di lingotti sotto il letto</strong> quanto piuttosto per gli <strong>acquisti sempre più ingenti</strong> operati da <span style="color: #0000ff;"><strong>singoli grandi investitori, banche e società di investimento </strong></span>e, soprattutto, <span style="color: #0000ff;"><strong>governi e nazioni</strong></span> che stanno cercando di crearsi o ri-crearsi <strong>riserve in metallo prezioso</strong> come <strong>scialuppa di emergenza</strong> da un possibile (i più pessimisti dicono probabile) <strong>tsunami valutario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;invitarti ad <strong>acquistare e leggere con attenzione</strong> il prezioso <a href="http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__guida-per-investire-nell-oro-e-nell-argento.php?pn=652" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>&#8220;Guida per Investire nell&#8217;Oro e nell&#8217;Argento&#8221;</strong></span></a> di <strong>Michael Maloney</strong> (<a href="http://www.robertopesce.com/libri-finanza/guida-per-investire-nelloro-e-nellargento-di-michael-maloney/" target="_blank"><strong>CLICCA QUA</strong></a> per leggere la mia <strong><a href="http://www.robertopesce.com/libri-finanza/guida-per-investire-nelloro-e-nellargento-di-michael-maloney/" target="_blank">recensione</a> </strong>del libro) per approfondire questo articolo, il <strong>vero motivo per cui l&#8217;oro continua ad aumentare</strong> è dato essenzialmente dalla <strong>rischiosa politica valutaria degli Stati Uniti d&#8217;America</strong> che, da quando hanno <strong>abbandonato la cosiddetta &#8220;<span style="color: #0000ff;"><em>parità aurea</em></span>&#8221; nel 1971</strong> sotto la <strong>presidenza Nixon</strong>, di fatto continuano ad emettere sul mercato <span style="color: #0000ff;"><strong>dollari a fronte di niente</strong></span> se non la <strong>fiducia </strong>che il mondo intero ha o dovrebbe avere sulla <strong>solidità degli stessi USA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Essendo quindi il <span style="color: #ff0000;"><strong>dollaro </strong></span>una <strong>valuta teoricamente <span style="color: #0000ff;">stampabile all&#8217;infinito</span></strong> a fronte di niente di tangibile (e in questi<span style="text-decoration: underline;"> ultimi anni</span> tra la <strong>crisi 2008</strong>, le <strong>guerre in Afghanistan e Iraq</strong> e il conseguente <strong>vertiginoso aumento del deficit</strong> <span style="text-decoration: underline;">la Banca Centrale USA ne ha messi in giro davvero una marea!</span>) mentre l&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>oro </strong></span><span style="color: #0000ff;"><strong>non lo si può stampare</strong></span> e le stesse <strong>estrazioni minerarie</strong> sono <strong>limitate </strong>ancorchè costose da effettuarsi, ecco che di conseguenza il <strong><span style="color: #ff0000;">rapporto tra dollaro e oro</span> non può che andare a <span style="color: #ff0000;">vantaggio di quest&#8217;ultimo</span></strong> e, a ragion di logica, dovrebbe <strong>continuare a farlo anche nei prossimi anni</strong>, secondo molti <strong>fino e oltre i <span style="color: #ff0000;">3.000 dollari l&#8217;oncia</span></strong> anche senza che si manifestino i temutissimi <strong>effetti iperinflattivi.</strong></p>
<p>In <strong>ultima sintesi</strong>, il &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>rifugio</strong></span>&#8221; che i <strong>grandissimi investitori</strong> (nazioni in primis) e tutti quelli <strong>piccoli ma accorti e preparati</strong> stanno cercando è essenzialmente una protezione dai <strong>catastrofici effetti <span style="color: #0000ff;">inflattivi</span></strong><span style="color: #0000ff;"> </span>delle politiche monetarie attuali e una <span style="color: #0000ff;"><strong>salvaguardia del proprio potere d&#8217;acquisto</strong></span> contro la <span style="color: #0000ff;"><strong>perdita di valore del denaro. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">In tutto questo, il &#8220;<em><span style="color: #ff0000;"><strong>timing</strong></span></em>&#8221; dei <strong>momenti di acquisto</strong> e il &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong><em>formato</em></strong></span>&#8221; dell&#8217;<strong>oro da acquistare e detenere</strong> rivestono comunque un proprio ruolo di una <strong>certa importanza</strong> di cui parlerò nei <strong>prossimi articoli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che<strong> sintetizzare un argomento così complesso</strong> in un articolo di blog non lo renda <strong>semplicissimo da comprendere</strong> ma credo comunque di essere riuscito a <strong>comunicare in maniera sintetica </strong>il <strong>concetto centrale</strong> attorno a cui regge il tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Segui con attenzione il <strong>blog</strong> nei <strong>prossimi giorni</strong> perchè <strong>continuerò il discorso </strong>raccontandoti innanzi tutto <span style="color: #0000ff;"><strong>cosa ci insegna il passato</strong></span> per terminare con le varie <strong>possibilità e alternative</strong> che il mercato odierno offre a chi abbia piacere e desiderio di <strong>investire parte del proprio risparmio sul <span style="color: #ff0000;">metallo prezioso.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come sempre, puoi <span style="color: #800080;"><strong>LASCIARE UN COMMENTO</strong></span> in calce all&#8217;articolo esprimendo la <strong>tua opinione in merito</strong> o ponendo le <strong>tue domande</strong>. Vista l&#8217;<strong>importanza dell&#8217;argomento</strong> in questione ti invito anche a <span style="color: #800080;"><strong>darmi una mano nel diffonderlo</strong></span> su<strong> Facebook, Twitter</strong> o tramite altri <strong>media</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione infine perchè, se hai un <strong>minimo di occhio per i grafici</strong>, proprio in questi giorni l&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>oro </strong></span>ci sta dando una nuova <strong>opportunità di entrata ad un prezzo interessante</strong> &#8230; ma di questo ti parlerò nelle prossime puntate.</p>
<p style="text-align: justify;">A presto e &#8230; <strong>sogni d&#8217;oro!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">libro<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Conti di Deposito, un porto sicuro per ripararsi dal mare finanziario in tempesta</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 10:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investing]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[Conto di Deposito]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia sono comparsi solo negli ultimi anni, inizialmente promossi da Conto Arancio e da Che Banca! , la costola di Mediobanca rivolta al mercato dei privati, subito imitati da molte altre realtà bancarie visto l&#8217;immediato e crescente successo dello strumento. In effetti, nella nazione dominata per decenni dai celebri &#8220;BOT people&#8220;, l&#8217;idea di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2471" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="conti-di-deposito" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/conti-di-deposito.jpg" alt="" width="333" height="259" /></a>In <strong>Italia </strong>sono comparsi solo negli ultimi anni, inizialmente promossi da <a href="http://www.ingdirect.it/" target="_blank"><strong>Conto Arancio</strong></a> e da <strong><a href="http://www.chebanca.it/" target="_blank">Che Banca!</a> </strong>, la costola di <strong>Mediobanca </strong>rivolta al mercato dei privati, subito <strong>imitati da molte altre realtà bancarie</strong> visto l&#8217;immediato e <strong>crescente successo dello strumento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, nella nazione dominata per decenni dai celebri &#8220;<strong>BOT people</strong>&#8220;, l&#8217;idea di un <span style="color: #ff0000;"><strong>conto corrente</strong></span> (semplice da capire e da attivare) che ti fornisca un <span style="color: #ff0000;"><strong>rendimento sicuro e garantito</strong></span>, ovviamente <strong>abbastanza limitato ma neanche malaccio se paragonato ai rendimenti attuali dei Titoli di Stato</strong>, è di appeal immediato soprattutto in tempi come questi in cui i <strong>Fondi Comuni di Investimento azionari</strong> pagano un <strong>decennio in abbondante perdita</strong> e le <strong>turbolenze dei mercati</strong> consigliano prudenza e porti sicuri, ormai non più garantiti nemmeno dal <strong>mondo obbligazionario</strong> che presenta <strong>rischi non indifferenti</strong> se si vogliono spuntare <strong>rendimenti decenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Certo, come scrivevo in un <a href="http://www.robertopesce.com/investing/mercati-azionari-in-caduta-libera-unopportunita-da-non-farsi-sfuggire/" target="_blank"><strong>recente articolo</strong></a> (<a href="http://www.robertopesce.com/investing/mercati-azionari-in-caduta-libera-unopportunita-da-non-farsi-sfuggire/" target="_blank"><strong>clicca qui se lo hai perso</strong></a>) questi sarebbero <strong>momenti d&#8217;oro per progettare portafogli azionari </strong>aventi la quasi certezza di spuntare <strong>rendimenti galattici nel giro di qualche mese o anno</strong> e gli <strong>ETF </strong>(<strong>Exchange Traded Funds</strong>) sono uno <strong>strumento spettacolare</strong> per perseguire questo scopo ma per chi non ha basi di formazione sul come utilizzarli al meglio la loro <strong>comprensione non è immediata</strong> (<strong>n.d.R.</strong> i miei corsi <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #3366ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a> e <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>INVESTIRE IN AZIONI E ETF</strong></span></a> sono stati creati proprio per fornirti queste <strong>basi formative!</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco così che, all&#8217;interno di questo scenario, i <strong><span style="color: #ff0000;">Conti di Deposito</span></strong> hanno trovato un proprio <strong>spazio crescente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un <span style="color: #ff0000;"><strong>Conto di Deposito</strong></span> altro non è che<span id="more-2470"></span> un <strong>conto corrente bancario</strong> con <strong>funzionalità limitate</strong> che tuttavia frutta un <strong><span style="color: #ff0000;">interesse </span>decisamente più elevato</strong> rispetto ai conti normali.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua logica è più quella di essere un <strong>prodotto di risparmio</strong> piuttosto che di <strong>investimento</strong>, utile soprattutto per <strong>parcheggiare la liquidità</strong> in attesa di utilizzarla per altri scopi. Da considerare in tal senso il <span style="color: #ff0000;"><strong>vincolo temporale</strong></span> richiesto dalla banca a fronte del <strong>rendimento garantito</strong> (spesso anche <strong>anticipato</strong>), occorre avere quindi le <strong>idee chiare</strong> sul fatto di <strong>non avere necessità di utilizzare le somme versate</strong> nel <strong>Conto di Deposito</strong> per il periodo concordato, pena la <strong>perdita dei rendimenti pattuiti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Essendo un <strong>conto corrente</strong> è <strong>soggetto alla disciplina di tali strumenti </strong>per cui i <span style="color: #ff0000;"><strong>rendimenti </strong></span>sono stati fino ad oggi <span style="color: #ff0000;"><strong>tassati al 27%</strong></span> ma tale aliquota dovrebbe a brevissimo venir <strong><span style="color: #ff0000;">ridotta al 20%.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se la banca aderisce al <strong>Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi</strong> (verificare in tal senso), <strong>gli importi versati sono <span style="color: #ff0000;">protetti fino a 100.000 €</span></strong> anche in caso di <strong>fallimento della banca</strong> e ciò lo rende di fatto uno<strong> strumento valido</strong> anche in termine di <span style="color: #ff0000;"><strong>eliminazione del rischio dell&#8217;investimento.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, chiarito che <strong>non stiamo parlando di una situazione che possa fornire rendimenti mirabolistici</strong> (attualmente le <strong>migliori offerte bancarie</strong> tra i <strong>Conti di Deposito</strong> offrono <strong><span style="color: #ff0000;">ritorni tra il 3,5% e il 4,5% lordi</span></strong> per <strong>somme depositate per almeno 12 mesi</strong>), la sua<strong> semplicità di utilizzo</strong> e la sua <strong>assenza di rischio</strong> fanno comunque si che il <span style="color: #ff0000;"><strong>Conto di Deposito</strong></span> rappresenti uno <strong>strumento da prendere in considerazione</strong> nell&#8217;ambito della <strong>gestione del proprio risparmio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Pensioni sempre più a rischio, tempo di correre ai ripari</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 09:55:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[PAC]]></category>
		<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[fondi pensione]]></category>
		<category><![CDATA[pensionamento]]></category>
		<category><![CDATA[previdenza complementare]]></category>
		<category><![CDATA[web coaching]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo ammettere che il tema &#8220;pensione&#8221; non è mai stato la mia passione, nè a livello personale nè tantomeno professionale con la mia attività di divulgazione e formazione in area coaching finanziario. Il punto è che mi intristisce un pò vedere come per tantissime persone la pensione sia un obiettivo importante, vissuto come passaggio chiave [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/webcoaching/previdenza.php" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2458" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="rischio_pensione" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/rischio_pensione.jpg" alt="" width="298" height="352" /></a>Devo ammettere che il tema &#8220;<span style="color: #ff0000;"><strong>pensione</strong></span>&#8221; non è mai stato la mia <strong>passione</strong>, nè a livello personale nè tantomeno professionale con la mia attività di divulgazione e formazione in area <strong>coaching finanziario.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è che mi intristisce un pò vedere come per tantissime persone la <strong>pensione </strong>sia un <strong>obiettivo importante</strong>, vissuto come <strong>passaggio chiave della propria vita</strong> a cui tendere a tutti i costi. Certo, comprendo che per molti lavorare sia essenzialmente un obbligo vissuto male e magari anche con connotati usuranti per cui il traguardo della pensione viene visto come il raggiungimento della <strong>libertà dalla schiavitù del lavoro</strong>, peccato però che coincida con un periodo della vita in cui il grosso dei giochi sia ormai alle spalle.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tutto ciò, <strong>l&#8217;argomento è assolutamente sentito a livello sociale</strong> e riveste un&#8217;<strong>importanza assoluta</strong> a livello tanto <strong>pratico </strong>quanto <strong>emotivo </strong>visto che fin da piccoli ci sentiamo ripetere che: &#8220;<strong><span style="color: #ff0000;"><em>La pensione è davvero importante!</em></span></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; interessante riflettere sul fatto che quello che può sembrare un <strong>istituto storico</strong> o basilare per la salute della società, è invece un&#8217;<strong>invenzione relativamente recente</strong> visto che solo a <strong>fine &#8217;800, primi del &#8217;900</strong>, iniziano a comparire le <strong>prime forme di previdenza sociale</strong>, inizialmente volontaria poi via via allargata in <strong>epoca fascista</strong> per diventare sempre più di massa dal<strong> secondo dopoguerra in avanti</strong> e ancora negli <strong>anni &#8217;90</strong> con l&#8217;estensione dell&#8217;obbligo previdenziale anche per i <strong>lavoratori autonomi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prima della nascita della previdenza sociale</strong>, da che mondo e mondo la sussistenza finanziaria degli anziani è sempre stata<strong> gestita autonomamente</strong> (nel senso che si lavorava sino alla fine dei propri giorni oppure si accumulavano patrimoni e &#8220;<em>rendite passive</em>&#8221; tali da creare indipendenza economica anche in assenza di reddito da lavoro) oppure <strong>garantita dai figli</strong> che, anche come forma di &#8220;<em>gratitudine generazionale</em>&#8221; e rispetto per i propri genitori si prendevano cura degli stessi confidando sul fatto che in futuro i propri discendenti avrebbero fatto lo stesso con loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per noi, <span style="color: #ff0000;"><strong>oggi, non è più così.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con un <strong>presupposto evolutivo</strong> a mio parere <strong>molto mal concepito</strong>, lo Stato Sociale ha voluto sostituirsi agli antichi meccanismi e ha preteso una<span id="more-2457"></span> <strong>sempre maggior fetta del nostro reddito</strong> <strong>promettendoci di restituircela sotto forma di rendita vitalizia</strong> al raggiungimento di un certo <strong>traguardo di età e/o di anni contributivi.</strong> Tutto questo è un pò alla volta entrato nella <strong>mentalità della gente</strong> creando il <strong>mito della pensione</strong> come affrancamento dalla schiavitù del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Peccato che, in tutto ciò, i geniali <strong>inventori e sviluppatori dell&#8217;architettura previdenziale</strong> abbiano fatto <span style="color: #ff0000;"><strong>gravi e ripetuti errori di valutazione</strong></span> e abbiano clamorosamente <strong>fallito nell&#8217;adeguare per tempo</strong> i meccanismi alle<strong> mutate dinamiche sociali e demografiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; successo così che se un tempo avevamo <strong>8 persone che lavoravano e versavano contributi e 2 che ne beneficiavano</strong> ci ritroviamo oggi con l&#8217;<strong>equazione invertita</strong> sia a causa dell&#8217;<strong>allungamento della durata della vita</strong> sia, soprattutto in Italia, a causa della <strong>diminuzione verticale delle nascite per nucleo familiare</strong> (<em><strong>nota</strong>: la proporzione di 8 e 2 prima citata è solo esemplificativa per rendere un&#8217;idea del trend, non rappresentativa del dato reale</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Come ulteriori elementi di dissesto si aggiungano le &#8220;<strong>baby pensioni</strong>&#8221; erogate per decenni per le quali la mia insegnante delle scuole medie andò in pensione a poco più di 40 anni, i numerosi <strong>finti invalidi</strong>, i <strong>morti </strong>a cui si continua a pagare come se fossero ancora vivi, i <strong>vitalizi dei nostri amatissimi parlamentari</strong> che ne godono anche con pochi giorni di legislatura (guardati il breve video qua sotto se vuoi indignarti una volta di più &#8230;), i fondi dell&#8217;Inps utilizzati per pagare le <strong>casse integrazioni della Fiat</strong> e via così allegramente spendendo e spandendo il denaro altrui.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mly1tXw_3Co">www.youtube.com/watch?v=mly1tXw_3Co</a></p>
</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo per segnalarti una volta di più ciò che <strong>nessun politico ha il coraggio di dire con totale chiarezza</strong> ossia che, giocoforza, le <span style="color: #ff0000;"><strong>nostre pensioni</strong></span> sono destinata a essere <span style="color: #ff0000;"><strong>drasticamente e brutalmente ridotte</strong></span> <span style="color: #ff0000;"><strong>e posticipate</strong></span> ad una <strong>sempre più tarda età</strong> e sempre più lo saranno in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora in questa terribile estate il tema è tornato di <strong>attualità</strong>, questa volta è stato preso in esame il capitolo sull&#8217;<strong>età pensionabile delle donne</strong>, altri e più massicci interventi sono stati rimandati al prossimo giro di vite che con certezza non tarderà molto a venirci proposto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto è quindi: <span style="color: #000000;"><strong>che fare?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa che ti consiglio è di <strong>scaricarti e vederti</strong> la <a href="http://www.robertopesce.com/webcoaching/previdenza.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>WEB COACHING GRATUITA</strong></span></a> sulla <span style="color: #0000ff;"><strong>PREVIDENZA </strong></span>(<a href="http://www.robertopesce.com/webcoaching/previdenza.php" target="_blank"><strong>CLICCA QUA</strong></a>) che ho realizzato tempo fa intervistando al riguardo <strong>Michele Colosio</strong>, <strong>Consulente Finanziario Indipendente</strong>. In quasi <strong>2 ore di video</strong> Michele tocca non solo gli <strong>ultimi sviluppi delle riforme Dini &amp; C</strong>. ma soprattutto presenta le <span style="color: #ff0000;"><strong>varie proposte di previdenza complementare</strong></span> attualmente presenti sul mercato dei prodotti finanziari e previdenziali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <a href="http://www.robertopesce.com/webcoaching/previdenza.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>Web Coaching</strong></span></a> troverai parecchie <strong>idee e informazioni preziose</strong>, tuttavia sentirai anche Michele manifestare <strong>scarso entusiasmo per le varie alternative presentate</strong>, spesso gravate da <strong>costi e oneri </strong>che ne diminuiscono pesantemente l&#8217;efficacia.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>mia idea personale</strong> è che per garantirsi una vecchiaia serena occorra <strong>agire e muoversi fin d&#8217;ora</strong> costruendo e attivando più di un <span style="color: #ff0000;"><strong>elemento di supporto ai prodotti di previdenza complementare</strong></span> che possono essere <strong>parte della soluzione</strong> ma riguardo ai quali non mi sento totalmente sicuro e tutelato.</p>
<p style="text-align: justify;">Di molte di queste <strong>idee e strategie</strong> parlerò nella <strong>prossima edizione del corso <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">INTELLIGENZA FINANZIARIA</span></a></strong> (a <strong>Reggio Emilia</strong> i <strong>prossimi 23/24 settembre</strong>, <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><strong>CLICCA QUA per informazioni e iscrizioni</strong></a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste, una delle più interessanti e semplici da attuare è quella di attivare un <span style="color: #ff0000;"><strong>PAC</strong></span> (<strong>Piano Accumulo Capitale</strong>) <strong>di lunghissimo termine</strong> <strong>costruito però su <span style="color: #ff0000;">ETF </span>e non su Fondi Comuni di Investimento</strong> e <strong>gestirlo, monitorarlo e &#8220;<em>drogarlo</em>&#8221; autonomamente</strong> così come spiegherò con dovizia di dettagli durante il corso stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un <span style="color: #ff0000;"><strong>PAC </strong></span>così costruito e gestito è cosa <strong>assai diversa dal classico Piano di Accumulo Capitale venduto dalle banche</strong>, basato su <strong>Fondi Comuni</strong> spesso <strong>carichi di costi e commissioni </strong>che lo rendono <strong>inefficace</strong>, e ti darebbe oltretutto <strong>notevoli vantaggi in termini di <span style="color: #ff0000;">flessibilità operativa</span></strong> e possibilità di <strong>cambiare gli ETF di riferimento</strong>, partendo ad esempio da <strong>ETF totalmente azionari</strong>, in questo periodo storico sfruttando soprattutto la <strong>forza dei paesi emergenti</strong>, per poi passare ad altre <strong>asset class</strong> qualora nel tempo mutassero gli scenari economici internazionali e quindi gradualmente<strong> convertire gli investimenti in obbligazioni e titoli di stato</strong> all&#8217;<strong>avvicinarsi dell&#8217;età pensionabile</strong> in modo da <strong>consolidare </strong>quanto costruito sin lì e <strong>mettersi al riparo</strong> da potenziali oscillazioni di breve termine dei mercati azionari.</p>
<p style="text-align: justify;">Costruire un <span style="color: #ff0000;"><strong>PAC in ETF</strong></span> di questo tipo destinato a <span style="color: #ff0000;"><strong>finalità previdenziali</strong></span> è un&#8217;idea parecchio <strong>innovativa e fuori dal coro</strong> ma ho pochi dubbi sul fatto che potrebbe darti <strong>parecchie soddisfazioni</strong>, a patto naturalmente che tu ne <strong>comprenda in profondità natura e funzionamento</strong> e poi sia <strong>disciplinato </strong>negli anni nel seguire il piano stabilito. La <strong>flessibilità operativa</strong> è infatti un <strong>vantaggio importante</strong> ma che devi supportare attraverso la tua <strong>costanza e disciplina</strong>, viceversa potrebbe tramutarsi in un <strong>antipatico boomerang!</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Agisci in fretta</strong> se hai a cuore la tua <strong>vecchiaia </strong>e la tua <strong>pensione</strong>, dall&#8217;<strong>Inps </strong>e dallo <strong>Stato</strong> non puoi che aspettarti <strong>altre cattive notizie negli anni a venire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Mercati azionari in caduta libera, un&#8217;opportunità da non farsi sfuggire !!!</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 16:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Pesce</dc:creator>
				<category><![CDATA[Investing]]></category>
		<category><![CDATA[Mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[analisi fondamentale]]></category>
		<category><![CDATA[bear market]]></category>
		<category><![CDATA[Borsa Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria 2011]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare in borsa]]></category>

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		<description><![CDATA[A meno che tu non abbia passato l&#8217;ultimo mese in vacanza su Marte, anche se non segui assiduamente le borse e i mercati finanziari, avrai sicuramente sentito più e più volte anche soltanto seguendo i telegiornali di come i titoli azionari di tutto il mondo (e in particolare quelli italiani) abbiano segnato ultimamente profondi ribassi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2408" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="bear-market-opportunità" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/bear-market-opportunità-1.jpg" alt="" width="288" height="216" /></a>A meno che tu non abbia passato l&#8217;ultimo mese in vacanza su Marte, anche se non segui assiduamente le <strong>borse e i mercati finanziari</strong>, avrai sicuramente sentito più e più volte anche soltanto seguendo i telegiornali di come i <strong>titoli azionari di tutto il mondo</strong> (e in particolare quelli italiani) abbiano segnato ultimamente <strong>profondi ribassi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per dirla in <strong>gergo borsistico</strong>, l&#8217; <strong>&#8220;<em><span style="color: #ff0000;">Orso</span></em>&#8220;</strong> è uscito dalla gabbia in cui sembrava lo avessero rinchiuso ad <strong>inizio 2009</strong> e sta <strong>facendo strage dei sudati risparmi </strong>che i molti <strong>investitori poco accorti </strong>hanno incautamente <strong>lasciato alla portata delle sue grinfie!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Detto che a mio personale modo di vedere<strong> i <span style="color: #000000;">media e i politici</span> come spesso gli accade esagerano la portata delle cose</strong>, un pò per <strong>incompetenza </strong>e un pò perchè <strong>seminando paura e panico nella pubblica opinione riescono a perseguire meglio i propri personali obiettivi</strong>, e precisato anche che ciò di cui vado qui parlando riguarda i <strong>mercati azionari</strong> e non la questione (importante ma diversa) dei <strong>Titoli di Stato</strong> e del famoso &#8220;<em><strong>spread</strong></em>&#8221; rispetto ai Bund tedeschi, il punto di discussione per noi è se la <span style="color: #ff0000;"><strong>situazione attuale</strong></span> debba essere considerata un <span style="color: #ff0000;"><strong>problema </strong></span>o piuttosto un&#8217;<strong><span style="color: #3366ff;">opportunità importante</span> da non farsi sfuggire.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>mia opinione</strong> propende in effetti per <span id="more-2390"></span>l&#8217;aspetto <span style="color: #3366ff;"><strong>opportunità </strong></span>anche perchè, come afferma il mio idolo finanziario <span style="color: #3366ff;"><strong>Warren Buffett</strong></span> (<strong>terzo uomo più ricco del mondo</strong> con una <strong>fortuna costruita integralmente attraverso operazioni finanziarie</strong> elaborate sulla base di ragionamenti come quello che stiamo facendo assieme &#8230;) , bisogna cercare di <strong>non sprecare mai una bella crisi !!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In effetti, questi sono i momenti in cui più che mai mi sento di <strong>spingerti con tutte le mie forze</strong> a <strong>venire a frequentare i miei corsi <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">INTELLIGENZA FINANZIARIA</span></a></strong> e <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><strong><span style="color: #ff0000;">INVESTIRE IN AZIONI e ETF (POSITION TRADING)</span></strong></a> o, se vi hai già partecipato in passato, a <strong>rispolverare gli appunti </strong>perchè presumibilmente abbastanza a breve verrà il momento di <span style="color: #3366ff;"><strong>passare all&#8217;azione</strong></span> e <strong>piantare i semi per <span style="color: #3366ff;">ricchi guadagni futuri !!!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa sto parlando e <span style="color: #ff0000;"><strong>quali sono le opportunità in questo scenario?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dal presupposto che è nella <strong>natura delle borse e dei mercati azionari</strong> <span style="color: #3366ff;"><strong>oscillare </strong></span>continuamente passando da<span style="color: #3366ff;"><strong> fasi rialziste</strong></span> a <span style="color: #ff0000;"><strong>fasi ribassiste </strong></span>per poi ripetere il ciclo ancora ed ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Di tanto in tanto, poi, le <span style="color: #ff0000;"><strong>fasi ribassiste</strong></span> possono essere <strong>particolarmente intense per durata o &#8220;violenza&#8221; (verticalità)</strong>, in entrambi i casi al <strong>termine di queste fasi</strong> si trovano le <span style="color: #3366ff;"><strong>migliori opportunità</strong></span> per <strong><span style="color: #3366ff;">raddoppiare o triplicare il proprio capitale </span>nel giro di qualche mese o anno. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; successo l&#8217;ultima volta nel <strong>marzo 2009</strong>, in precedenza a <strong>fine 2002</strong> e in tutti gli altri momenti storici in cui i <strong>ribassi </strong>non erano semplicemente tecnici ma <strong>guidati da problemi generali in economia o in politica</strong> (pensa alla <strong>crisi del 1929</strong> e alle<strong> due guerre mondiali </strong>solo per citare gli esempi più noti e clamorosi!).</p>
<p style="text-align: justify;">In questa sede non sto nemmeno a discutere delle <strong>opportunità </strong>fornite dal fare <span style="color: #ff0000;"><strong>trading a ribasso</strong></span> <strong><em>(&#8220;short selling&#8221;)</em></strong> che è un&#8217;<strong>operatività non per tutti, abbastanza controintuitiva</strong> per chi non ha mai partecipato ad un corso e peraltro in questo preciso momento anche <strong>limitata dalla Consob</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso è molto più semplice, si tratta solo di <span style="color: #3366ff;"><strong>attendere </strong></span><strong>il mom</strong><strong>ento in cui le <span style="color: #ff0000;">fasi ribassiste</span> si<a href="http://www.corriere.it/economia/11_agosto_19/bocconi-saldi-folli-piazza-affari_e78f4e7a-ca3b-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml" target="_blank"><img class="alignright size-full wp-image-2406" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Saldi_folli_Piazza_Affari" src="http://www.robertopesce.com/wp-content/uploads/2011/09/Saldi_folli_Piazza_Affari1.jpg" alt="" width="384" height="214" /></a> <span style="color: #3366ff;">esauriscono</span></strong><span style="color: #3366ff;"> </span>e a quel punto, utilizzando <strong>tattiche di entrata e gestio</strong><strong>ne della posizione</strong> che possono essere <strong>più o meno aggressive o prudenti</strong>, <span style="color: #3366ff;"><strong>comprare a mani bas</strong></span><span style="color: #3366ff;"><strong>se</strong> <strong>ETF o azioni </strong></span><span style="color: #3366ff;"><strong>di qualità</strong></span> <span style="color: #3366ff;"><strong>a &#8230;</strong></span> <span style="color: #ff0000;"><strong>prezzo di saldo!!!</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Anche se per tanti motivi <strong>non sono un fan della borsa italiana</strong>, ti invito a leggere l&#8217;<a href="http://www.corriere.it/economia/11_agosto_19/bocconi-saldi-folli-piazza-affari_e78f4e7a-ca3b-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml" target="_blank"><strong>articolo del Corriere della Sera</strong></a> di cui ho riportato l&#8217;immagine poco sopra per capire l&#8217;<span style="color: #3366ff;"><strong>opportunità </strong></span>di cui sto parlando.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ho spiegato innumerevoli volte in <strong>corsi, seminari e conferenze</strong> e persino qua sul <strong>blog</strong>, i <strong>comportamenti di chi investe in borsa e fa trading</strong> sono, per la maggior parte dei casi, <span style="color: #ff0000;"><strong>tutto tranne che razionali</strong></span> o guidati da  profonda <strong>competenza </strong>e senso di <strong>prospettiva</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario, l&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>emotività la fa da padrona</strong></span> e questo accade soprattutto nelle <strong>fasi di mercato &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>Orso</em></span>&#8221; pesante</strong> in cui i risparmiatori, in preda al <strong>panico </strong>scatenatogli dai <strong>mass media</strong> e dalla propria <strong>incomprensione</strong> della natura dei mercati azionari, tipicamente &#8220;<strong><span style="color: #3366ff;"><em>gettano via il bambino con l&#8217;acqua sporca</em></span></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fuor di metafora, se l&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>acqua sporca</strong></span> è rappresentata da quelle <strong>azioni </strong>appartenenti ad <strong>aziende in grave difficoltà o sopravvalutate</strong>, il <strong><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">&#8220;</span><span style="color: #3366ff;"><em>bambino</em></span><span style="color: #000000;">&#8220;</span> </span></strong>lo si trova invece in <strong>titoli rappresentativi di realtà valide o addirittura ottime</strong> per le quali, giocoforza, il <strong>prezzo </strong>dovrà necessariamente ad un certo punto <strong>arrestare la sua corsa a ribasso</strong> non appena gli <strong>investitori o i trader più scaltri e preparat</strong>i decideranno che <strong>l&#8217;<span style="color: #3366ff;">affare </span>è sufficientemente ricco per essere concluso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da lì in poi, gradualmente, prima con calma e poi via via in maniera sempre più smaccata ed evidente, <strong><span style="color: #3366ff;">i prezzi ricominceranno a salire</span></strong> e per chi avrà <strong>acquistato &#8220;<span style="color: #ff0000;"><em>a prezzi di super saldo</em></span>&#8220;</strong> si tratterà solo di<strong> contare i lauti profitti e passare alla cassa !!!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiaro il messaggio?</p>
<p style="text-align: justify;">Come dicono a <strong>Wall Street</strong>: <span style="color: #ff0000;"><strong><em>&#8220;When blood is on the streets, cash is king!!&#8221;</em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per passare dalla <strong>comprensione </strong>di tutto ciò all&#8217;<strong>azione produttiva sui mercati</strong> naturalmente non ti basta aver <strong>letto questo articolo</strong> o quello del <a href="http://www.corriere.it/economia/11_agosto_19/bocconi-saldi-folli-piazza-affari_e78f4e7a-ca3b-11e0-9ddb-a6b1d988da8e.shtml" target="_blank"><strong>Corriere</strong></a>, ti serve soprattutto sapere <span style="color: #3366ff;"><strong><span style="color: #000000;">come riconoscere il momento di </span>termine della fase ribassista</strong></span> (non avere fretta al riguardo, è <strong>più che probabile che l&#8217;<span style="color: #ff0000;">Orso </span>abbia voglia di ballare ancora per un pò&#8230;</strong>)  e <span style="color: #3366ff;"><strong><span style="color: #000000;">come identificare le famose </span><em>&#8220;azioni di qualità&#8221;</em></strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #000000;">errore da</span> NON fare</strong></span> è quello di cercare di <strong>anticipare il mercato</strong> e &#8220;<a href="http://www.robertopesce.com/trading/non-provare-ad-afferrare-il-coltello-che-cade/" target="_blank"><em><strong>afferrare al volo il coltello che cade</strong></em></a>&#8221; (se te lo sei perso <a href="http://www.robertopesce.com/trading/non-provare-ad-afferrare-il-coltello-che-cade/" target="_blank"><strong>LEGGI QUA</strong></a> un mio <strong>vecchio articolo al riguardo</strong>), pena il rischio di <strong>tagliarti le dita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prepara invece il <strong>capitale da investire</strong> e <strong>affina la tua preparazione</strong>, se non li hai ancora visti <strong>guardati i <span style="color: #3366ff;">2 videotraining introduttivi gratuiti</span></strong> che ho messo a tua disposizione da tempo (<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><strong>CLICCA QUA</strong></a> per &#8220;<a href="http://www.robertopesce.com/IntelligenzaFinanziaria/" target="_blank"><em><span style="color: #0000ff;"><strong>Attivare la tua Intelligenza Finanziaria</strong></span></em></a>&#8221; e <a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><strong>QUA</strong></a> per &#8220;<a href="http://www.robertopesce.com/InvestireInAzioniETF/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>Introduzione all&#8217;investimento in Azioni e ETF</strong></span></a>&#8220;).</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo, <strong><span style="color: #ff0000;">iscriviti </span>ad uno dei due corsi</strong> in programma per i prossimi mesi:</p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.coachingfinanziario.it/intelligenza_finanziaria/intelligenza_finanziaria.php" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><strong>INTELLIGENZA FINANZIARIA</strong></span></a>, <strong>Reggio Emilia</strong>, <strong>23/24 settembre 2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;">- <a href="http://www.coachingfinanziario.it/investire_azioni/investire_azioni.php" target="_blank"><span style="color: #ff0000;"><strong>INVESTIRE IN AZIONI E ETF (POSITION TRADING</strong></span></a>), <strong>Reggio Emilia</strong>, <strong>sabato 29 ottobre 2011</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se vuoi <strong>partecipare ad entrambi</strong> (<strong>fortemente consigliato!</strong>) scrivici due righe a <span style="text-decoration: underline;"><em>supporto@robertopesce.com</em></span> , vista l&#8217;eccezionalità del momento ho rispolverato una<span style="color: #ff0000;"><strong> <span style="color: #3366ff;">super promozione</span></strong></span><span style="color: #3366ff;"> </span>che avevo chiuso tempo fa e di cui <strong>potresti voler approfittare.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi auguro di <strong>vederti in aula al più presto</strong> e di poterti <strong>aiutare a<span style="color: #3366ff;"> moltiplicare rapidamente molte e molte</span></strong><span style="color: #3366ff;"> <strong>volte </strong></span>quanto potrai aver <strong>investito nella tua formazione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ti aspetto, ciao!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Pesce</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<img src="http://www.robertopesce.com/?ak_action=api_record_view&id=2390&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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