[Q&A] Network marketing all’italiana
Nello scorso post ho risposto alla prima parte della domanda di Antonio relativa a cosa pensassi degli investimenti in formazione per i giovani imprenditori.
Oggi passiamo alla seconda domanda, riguardante la mia opinione sul “network marketing all’italiana“.
Per chi non lo conoscesse, il network marketing (anche detto multi-level marketing) è una forma di organizzazione aziendale in cui l’azienda taglia tutti i classici passaggi della distribuzione commerciale (grossista, distributore di zona, dettagliante, agente, capo area etc.) portando i propri prodotti al mercato attraverso una rete potenzialmente infinita di collaboratori, moltissimi dei quali occasionali e non professionisti, che, oltre a promuovere e vendere, tendono a reclutare a loro volta altre persone da inserire nella struttura commerciale.
L’idea di base è che, oltre a percepire una provvigione sulle proprie vendite, gli addetti di network marketing percepiscono anche dei ritorni sulle vendite generate dai collaboratori da loro stessi reclutati (prima linea) e su quelle generate ancora più a valle da altre persone che hanno replicato lo stesso schema (linee più profonde).
Da qui il nome di marketing multi-livello (clicca qui per la definizione su Wikipedia).
La mia opinione in merito è … articolata e ambivalente.
In linea di principio penso che il network marketing possa essere un’ottima opportunità per incrementare i propri guadagni svolgendo un’attività part-time che oltretutto può fornire anche molti stimoli quanto a motivazione e aggreggazione.
Sicuramente può poi anche diventare un lavoro full-time (ma non un’attività che genera rendite passive come ogni tanto viene presentata) dai guadagni potenzialmente altissimi se si possiedono grandi doti di vendita ma soprattutto di leadership, management, comunicazione e motivazione di altre persone.
Se si vuole essere onesti, occorre tuttavia dire che tali posizioni e i guadagni milionari che ne derivano non sono per tutti poichè come appare abbastanza comprensibile non sono molte le persone che possiedono tali qualità o hanno la perseveranza e la volontà necessarie per svilupparle un pò alla volta.
Con il tipo di lavoro che svolgo da due decenni, negli anni sono stato contattato spesso da moltissimi gruppi e aziende di multi-level o network marketing tra cui alcuni nomi storici come Amway o Herbalife sia per cercare di “reclutarmi” come incaricato che per ingaggiarmi per incontri di formazione e motivazione per i loro addetti. Di conseguenza posso dire di conoscere molto bene e da vicino anche le realtà concrete aldilà dei modelli teorici.
I lati oscuri del fenomeno network marketing stanno nel fatto che assieme a aziende legittime che peraltro distribuiscono prodotti di qualità (come le due sopra citate ma anche svariate altre), soprattutto in Italia il mondo NM è stato più volte inquinato da vere e proprie organizzazioni truffaldine o “fanatizzate” agli estremi in cui i collaboratori venivano vessati e spremuti in varie forme piuttosto che formati, supportati e incoraggiati a crescere con i propri tempi e in accordo con i propri personali obiettivi.
Anche per queste ragioni, il nome e l’ambiente del multi-level in Italia sono un pò “sputtanati” e ciò rende anche più difficile reclutare nuovi collaboratori.
Occorre quindi porre una certa attenzione, approcciarsi con cautela soprattutto agli inizi e valutare caso per caso senza farsi abbagliare troppo dalle promesse o dalle prospettive teoriche di guadagno che, se non fanno una grinza quando vengono sviluppate su un foglio di carta, occorre poi verificare se siano realmente raggiungibili o nascondano una qualche forma di inganno che può manifestarsi in vari modi.
Per chi desidera prendere in considerazione un’attività di network marketing, alcuni suggerimenti sono i seguenti:
- Non dovrebbe esserci un costo monetario elevato o un obbligo di acquisto di una quantità ingente di prodotti per iniziare l’attività
- Non dovrebbe esserci alcun guadagno dal reclutamento di altre persone ma solo dalle vendite effettuate dagli stessi
- I prodotti distribuiti dovrebbero avere una propria validità intrinseca ed essere di qualità e non solo un paravento per nascondere una “Catena di Sant’Antonio” o una “struttura piramidale” che sono oltretutto espressamente vietate dalla legge Italiana
- Se l’organizzazione in questione dispensa anche formazione ai propri incaricati, questa dovrebbe essere erogata gratuitamente o con costi estremamente ridotti
Roberto Pesce
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