11 maggio 2015

Vuoi guadagnare di più? Sviluppa o potenzia un tuo business!!

Italiani popoli di santi, poeti, eroi, navigatori e … imprenditori?

Non esattamente se ci riferiamo a grandi imprenditori intesi come capitani di industrie di livello e diffusione planetaria. In quest’ambito, aldilà di alcuni nomi di assoluta eccellenza concentrati prevalentemente in specifici settori industriali (la moda tanto per citarne uno), in realtà non brilliamo tantissimo nè per qualità nè, soprattutto, per quantità.

Siamo invece assolutamente presenti in massa a livello di imprese di dimensioni medie, piccole o piccolissime fino ad arrivare alle tantissime imprese familiari o agli one-man-business che sempre più si stanno sviluppando vista la necessità di molti di contenere gli oneri del lavoro dipendente e della burocrazia che affliggono in maniera pesante ogni tentativo di crescita ed espansione imprenditoriale.

Stiamo parlando del cosiddetto “popolo delle partite iva”, legioni di persone e famiglie a cui piace “far da sè”, avere e sviluppare un proprio business senza dover rendere conto a nessuno delle proprie azioni e decisioni, mossi dall’ambizione e dal desiderio di ritorni economici importanti molto aldilà delle tipiche retribuzioni da lavoro dipendente.

La domanda delicata in questo caso è: ma fu vera gloria oppure per la maggioranza è solo un inseguire una chimera per poi ritrovarsi con in mano poco più di un pugno di mosche?

Essenzialmente, è questione di verbi.

Se coniugati al passato la risposta è si, è davvero stata vera gloria per migliaia e migliaia di individui e famiglie che, dal dopoguerra fino alla fine del secolo scorso, si sono rimboccati le maniche e, buttando il cuore oltre l’ostacolo, sono riusciti concretamente ad elevare il proprio livello sociale, sviluppare business dal microscopico all’importante a seconda dei casi spesso ottenendo  importanti soddisfazioni e risultati tangibili che poi si sono tradotti in acquisto di immobili, educazione dei figli, espansione delle proprie imprese e, non ultimo, riuscire a godere delle soddisfazioni che la vita sa e può offire a chi ha una disponibilità economica decisamente superiore alla media.

Se parliamo del presente, tuttavia, la partita si complica e non poco.

Per non nascondersi dietro ad un dito, le condizioni in cui lavora un imprenditore del 2015 (ma fosse anche del 2000) cerca di sviluppare la propria impresa sono assai diverse a quelle di un imprenditore degli anni ’60, ’70 o ’80 e sono perlopiù diverse in peggio.

Pressione fiscale: aumentata a dismisura nel corso degli anni.

Costo del lavoro: aumentato a dismisura nel corso degli anni.

Costo dell’energia e dei servizi: aumentati a dismisura nel corso degli anni.

Burocrazia: aumentata a dismisura nel corso degli anni.

Accesso al credito: complicatissimo negli ultimi anni.

Disponibilità finanziaria e propensione all’acquisto e al consumo da parte dei consumatori: sistematicamente in calo soprattutto per alcune categorie sociali e per alcuni settori merceologici.

Concorrenza: aumentata a dismisura nel corso degli anni e aumenterà ancora soprattutto a causa della globalizzazione che, di fatto, ha introdotto sul mercato competitor che giocano secondo regole e costi diversi rendendo la partita impari sotto tanti aspetti (concetto valido in maniera molto diversa a seconda dei settori e degli ambiti di business).

Aiuto e supporto da parte dello stato e della macchina della giustizia (leggi “clienti che non pagano”): diciamo farraginoso proprio per non sparare sulla Croce Rossa.

E’ quindi impossibile fare piccola impresa con successo nel 2015?

Assolutamente no, anzi, sotto alcuni aspetti ci sono opportunità che prima non esistevano e condizioni di accesso e funzionalità decisamente favorevoli ma, e qui casca l’asino per più del 90% dei piccoli imprenditori di mia conoscenza diretta …

OCCORRE FARE BUSINESS E IMPRESA CON GLI STRUMENTI E CON LE LOGICHE DEL 2015 E NON CON QUELLE DEL PASSATO!

Il vero problema infatti è che tutti i problemi sopra elencati sono si oggettivi ma diventano mortali soprattutto se ci si aspetta di ottenere i risultati ottenuti dai nostri padri utilizzando le loro stesse logiche e metodologie di lavoro.

Tutto questo non funziona più e bisogna capirlo ed accettarlo in fretta altrimenti sono dolori e dispiaceri.

Giusto per citare alcune differenze, le imprese del passato erano centrate soprattutto sul prodotto che era sistematicamente carente rispetto alla domanda di acquisto di beni e servizi da parte dei consumatori. In parole povere: aprivi bottega, producevi qualcosa di decentemente valido spaziando dalle pizze agli aspirapolveri alla compravendita di immobili e in automatico facevi i soldi perchè le persone si presentavano spontaneamente alla tua porta. Se poi eri un pò più bravo delle media quanto a qualità del prodotto, capacità di saper organizzare il business ed efficacia della tua azione di vendita allora di soldi ne facevi tanti, ma tanti davvero.

Oggi, non solo questo non funziona più ma non funziona più molto nemmeno il marketing aggressivo di qualche decennio fa in cui i prodotti venivano “drogati” e sostenuti dal bombardamento pubblicitario che li supportava.

Oggi il consumatore è più informato, più esigente, digitando qualche parola chiave su Google è semplicissimo per lui comparare i prezzi o leggere le recensioni dei tuoi clienti precedenti e, se non sono positive, sono dolori. Tutto questo può farlo senza nemmeno scomodarsi da casa, figurati se si muove a priori per venirti a trovare ed ascoltare il tuo discorso da imbonitore.

Oggi, le piccole imprese di successo sono agili, snelle, veloci, aggressive e rapide a mutare pelle e ad usare l’onnipresente tecnologia a loro vantaggio anzichè subirla.

Non partono dal “creare un prodotto generico e sperare che qualcuno glielo compri”. Piuttosto, studiano anticipatamente le esigenze dei propri clienti e solo dopo creano prodotti e servizi in grado di soddisfarli posizionandoli a livello di brand e di marketing esattamente dove già sanno che risulteranno più efficaci.

Le imprese moderne di successo non subiscono internet e la globalizzazione ma li sfruttano a loro vantaggio.

Sono presenti su Google, su Facebook, su You Tube e dove conta essere presenti per avere visibilità e sanno come usare quegli ambiti e gli specifici linguaggi che li caratterizzano per parlare ai propri target di clientela. Usano un marketing moderno, relazionale, conversazionale. Sanno che la stragrande maggioranza dei loro clienti attuali (e il 100% dei loro clienti futuri) hanno un’e-mail e uno smartphone e, con costi miserrimi e velocità fulminea, raggiungono migliaia o persino decine e centinaia di migliaia di clienti, ex-clienti o potenziali tali con i propri messaggi seducenti che non parlano di prodotti bensì della soddisfazione dei loro bisogni e delle loro esigenze.

Le piccole-medie imprese moderne di successo non usano la pubblicità di una volta: lenta, generica, costosa, utilizzabile con successo solo se si possono buttare sul tappeto capitali ingenti ed una distribuzione capillare. Piuttosto, usano il direct-response-marketing. Pochi costi, controllo preciso del proprio brand e della propria comunicazione e messaggi diretti al preciso target che si vuole raggiungere.

Potrei andare avanti con gli esempi e magari lo faremo in futuri articoli, il succo, tuttavia, penso tu lo abbia già capito e ci sono alcune domande che dovresti porti:

COME FUNZIONA LA TUA IMPRESA: COME UN’AZIENDA DEGLI ANNI ’70 O ’80 O COME UN BUSINESS DEL 2015?

QUALI RISULTATI STAI OTTENENDO: PROSPERI O FAI FATICA? VIVI DELLA SPERANZA CHE NUOVI CLIENTI VARCHINO LA SOGLIA DEL TUO NEGOZIO OPPURE SAI ESATTAMENTE DOVE ANDARLI A TROVARE E COME COMUNICARGLI IN MANIERA EFFICACE LE TUE PROPOSTE O SERVIZI?

UNA VOLTA ACQUISITO UN NUOVO CLIENTE, SAI COME “MONETIZZARLO” ATTRAVERSO IL TUO FUNNEL DI PRODOTTI OPPURE TI BUTTI IMMEDIATAMENTE IN CACCIA DI UN ALTRO A CUI VENDERE PIU’ O MENO LA STESSA COSA?

Per dare concreta soluzione a tutte queste domande ed interrogativi ed aiutare più persone possibili ad aprire un proprio business o a svilupparne uno già esistente con le logiche del 2015, logiche in grado di farti ottenere certamente denaro ma anche e soprattutto soddisfazione e libertà (scusa se te lo dico ma se il tuo business non funziona almeno in buona parte senza di te, tu possiedi un lavoro e non un business), Andrea Grassi, Livio Sgarbi ed io abbiamo da qualche mese a questa parte iniziato a lavorare ad un progetto formativo totalmente innovativo su cui sono estremamente fiero ed orgoglioso poter finalmente alzare il sipario … 3, 2, 1 … BUSINESS!

3,2,1 ... BUSINESS! è un corso dal vivo su 3 giornate di cui condurremo assieme la prima edizione i prossimi 27/29 maggio 2015 a Reggio Emilia.

Sappi che, in realtà, abbiamo già parlato nei mesi scorsi di questo seminario ai nostri migliori clienti tanto che, ad oggi, abbiamo già quasi esaurito i posti disponibili per questa prima edizione. Se vuoi sapere di cosa tratterà il corso e per quale ragione dovresti parteciparvi (a me sembra ovvia ma a qualcuno piace leggere le cose per esteso per cui abbiamo preparato un’apposita paginetta descrittiva) non posso che invitarti a cliccare QUA e a leggere tutto con attenzione con la raccomandazione di effettuare rapidamente la tua iscrizione se vuoi accaparrarti uno degli ultimi posti disponibili per il 27/29 maggio 2015.

La sintesi però è questa: negli ultimi 5 anni siamo riusciti a far crescere i nostri business e quelli di parecchi nostri clienti fino ad oltre il 500%.

Adesso, vorremmo raccontarti come abbiamo fatto ed aiutarti a fare altrettanto.

Ti aspetto al corso, buon business.

Roberto Pesce

In questo articolo si parla di , , , , , , , 1 commento