Trentaquattromila euro. In silenzio.
Ieri a Monza qualcuno ha fatto una faccia. Non una di quelle che fai quando non capisci. Una di quelle che fai quando capisci fin
La prima volta che ho deciso di investire in ETF ero piuttosto confusa.
L’offerta è così ampia che demoralizza e i nomi dei titoli suonano come il principio attivo di qualche farmaco.
Quando spiego il perché le Banche non propongono mai gli ETF, la domanda che sorge spontanea subito dopo è:
“ho capito che i fondi comuni non mi convengono, ma come faccio a spostarli in ETF?”
L’ipotesi più semplice è quella di fare un cambio alla pari.
Cioè: ho un fondo che non mi rende nulla perché gravato da troppe commissioni di gestione e cerco l’ETF corrispondente per evitare di pagare costi inutili.
Per aiutarti a fare nella pratica questo passaggio, ho scritto una mini guida in 10 punti liberamente tratta dai miei tentativi iniziali.
Se voglio sapere come arrivare a una meta devo prima capire dove mi trovo.
Perciò per prima cosa serve sapere quali sono i tuoi attuali investimenti: che fondi hai, in cosa investono, a che categoria appartengono?
Per saperlo ti basta recuperare un estratto titoli (se non lo vedi dall’home banking puoi chiederlo in banca) completo dei codici ISIN dei tuoi attuali fondi.
Con il codice ISIN puoi verificare esattamente di che tipo di fondi stiamo parlando e a quale categoria appartengono. C’è proprio scritto!
La stessa categoria a cui appartiene il tuo fondo la ritrovi, nella maggior parte dei casi, anche negli ETF.
Ti allego a titolo d’esempio a un precedente articolo sugli ETF obbligazionari.
La ricerca del giusto ETF all’interno della categoria che ti interessa dipende da un insieme di fattori.
Come vedrai ci sono moltissime società che emettono ETF e a volte capire quale sia da preferire è questione di priorità più o meno personali, ma ci sono degli aspetti essenziali che ti riporto nel punto successivo.
Nessun parametro è di per sé sufficiente, occorre quindi osservare lo strumento nel suo complesso:
A quanto già indicato da Massimiliano nella mia ricerca io tengo conto anche delle dimensioni di un ETF.
Preferisco sempre un ETF con le spalle larghe che abbia almeno 100 milioni di Euro in gestione a uno che appena partito. Soprattutto se la mia ottica è di costruire un portafoglio relativamente stabile nel tempo. Sebbene maggiori dimensioni non siano sinonimo di maggiore qualità, garantiscono al fondo una discreta durata.
Uno strumento indispensabile alla ricerca è il sito di Morningstar che consente l’applicazione di filtro per accelerare.
Uno dei più veloci e utili è quello di verificare le stelle che Morningstar attribuisce a ogni prodotto. Più stelle (fino a 5) = più qualità, intesa come corrispondenza alle caratteristiche che noi ricerchiamo.
Se vuoi saperne di più su simboli e stelle ti rimando a questo articolo: Morningstar orientarsi tra gli investimenti con le stelle.
Una volta individuati uno o più ETF che corrispondono alle caratteristiche che sto cercando scorro la scheda e controllo se si tratta di un ETF fisico o sintetico.
Io preferisco sempre un ETF fisico, ma ci sono segmenti di mercato in cui l’indice è replicabile solo attraverso strumenti sintetici.
Giorgia Ferrari
Di questo e di molto altro, parliamo nella Community Gratuita.
Sono un Financial Coach.
Grazie all'Intelligenza Finanziaria,
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