Numero #06

OnlyFISH | FINANZA A PROVA D'ERRORE

Roberto Pesce

Hormuz. Noi siamo al sicuro (forse).

E il nostro patrimonio?

In teoria questa settimana avrei voluto parlare di altro.

Ci sono però momenti in cui la storia bussa alla porta e non si può voltare lo sguardo.

Letteralmente, senza esagerazione, questo è uno di quelli e, pur nella piccolezza della nostra prospettiva, dobbiamo parlarne.

Non voglio e non posso fare il commentatore geopolitico, per quanto avrei più di un’osservazione personale su quello che sta accadendo in Medio Oriente da una settimana a questa parte.

Non voglio nemmeno inondarti dei miei sentimenti personali se non per dirti che il mio cuore sanguina per l’ennesima, enorme, tragedia umana in cui non riesco a vedere buoni e cattivi da un lato o dall’altro delle trincee ma solo poteri e potenti che si scambiano cazzotti al tritolo di cui sono quasi solo i soliti inconsapevoli a pagarne le spese.

Decisamente, come specie umana, abbiamo ancora molta strada da compiere.

Prendo un profondo respiro, faccio per un attimo finta che quello che vedo non abbia cuore, sangue, case distrutte e membra lacerate e vengo a parlare di quello di cui devo parlare per il dovere che sento nei confronti di chi mi segue.

Davvero, vorrei parlare di altro ma ciò che sta accadendo ha anche implicazioni concrete sulla vita finanziaria dei miei allievi e dei miei lettori, e ignorarlo sarebbe mancare al mio compito.

Quindi parliamone. Con il tono che ci siamo dati in questa rubrica: diretto, senza allarmismo, senza minimizzare.

Cosa sta succedendo

Tra il 27 e il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’offensiva militare su vasta scala contro l’Iran — l’operazione è stata chiamata “Epic Fury”. Nei primi giorni sono stati colpiti siti nucleari, basi missilistiche, quartieri generali delle Guardie Rivoluzionarie. La Guida Suprema Ali Khamenei è stata uccisa nei primi attacchi e già solo questo è un elemento storico e dirompente.

A me personalmente non mancherà ma Khamenei non era solo un Capo di Stato, era anche il leader religioso di centinaia di milioni di individui, non solo in Iran (“religioso” lo scrivo con un brivido nel corpo ma lo definiscono così). Le conseguenze del suo assassinio chirurgico probabilmente le capiremo pienamente solo nei prossimi decenni ma facciamo finta di niente, tiriamo il secondo respiro e andiamo avanti.

L’Iran ha risposto con missili e droni contro Israele, basi americane nel Golfo, e paesi dell’area: Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti. Lo Stretto di Hormuz — il corridoio marittimo attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e una quota significativa del gas naturale liquefatto — è praticamente bloccato. Secondo i dati AFP analizzati nei giorni scorsi, solo una manciata di petroliere sono riuscite ad attraversarlo dall’inizio del conflitto. Ora sembra che l’Iran voglia allentare un minimo la presa ma la situazione è estremamente confusa.

È passata poco più di una settimana. La situazione è estremamente fluida e le notizie che ci arrivano non del tutto affidabili. Ci sono segnali di contatti diplomatici esplorativi, ma nessuna certezza su tempi e esiti. Personalmente la vedo dura che si arrivi a una tregua in breve tempo. In Italia siamo (forse) fisicamente al sicuro e per una volta la nostra postura al di fuori della Storia ci sembra una coperta rassicurante. Ho però amici e collaboratori che vivono nel Golfo e là si respira un’aria differente. Faccio il terzo respiro profondo e vado avanti.

Non entro nei dettagli militari, li trovi ovunque, aggiornati ora per ora.

Ti voglio però parlare di quello che non trovi facilmente spiegato in modo chiaro: cosa significa tutto questo per i tuoi soldi e per il tuo patrimonio.

Cosa è successo ai mercati in una settimana

I numeri, senza drammatizzare ma senza edulcorare:

Petrolio: come prevedibile, il prezzo del Brent e del WTI sono in impennata, mentre scrivo il Brent è sopra i 100 dollari al barile, in rialzo di quasi il 70% rispetto ai minimi di inizio anno. Alla pompa di benzina siamo già oltre i 2 euro al litro in molte aree d’Italia.

Borse europee: lo Stoxx 600 — l’indice che raccoglie i principali titoli europei — ha bruciato 918 miliardi di euro in una settimana. Milano ha chiuso con un passivo settimanale di oltre il 6%.

USA subito benino, ora scende: Wall Street ha inizialmente tenuto meglio dell’Europa per quanto anche l’S&P500 stia adesso iniziando a perdere terreno. Gli Stati Uniti sono un grande produttore mondiale di petrolio per cui uno shock energetico li colpisce meno sul fronte delle forniture. Li colpisce però sull’inflazione, e questo ha implicazioni importanti che vedremo nei prossimi mesi.

Oro: forte rialzo, come sempre accade nei momenti di risk-off. Chi aveva oro in portafoglio ha visto una performance positiva.

Obbligazioni: movimento complesso. I titoli di stato USA a breve termine hanno beneficiato della fuga verso la qualità. Le obbligazioni europee più esposte all’inflazione energetica hanno sofferto di più.

I tre scenari possibili

Karsten Junius, Chief Economist di J. Safra Sarasin, ha pubblicato nei giorni scorsi un’analisi ripresa anche da Milano Finanza che trovo tra le più equilibrate circolate in questa settimana. Ha delineato tre scenari, che riprendo perché sono utili per ragionare — non per fare previsioni, che in questo momento sarebbero solo rumore.

Scenario A — Conflitto breve e contenuto
La campagna aerea si conclude in poche settimane, lo Stretto di Hormuz riapre senza danni strutturali alle infrastrutture energetiche, l’Iran cede su questioni chiave. Petrolio che si stabilizza attorno ai 75 dollari al barile, inflazione globale che aumenta di circa 0,5 punti percentuali in modo transitorio. I mercati recuperano. S&P 500 a fine anno: obiettivo 7.400 punti confermato. Il mio parere: mi piacerebbe tanto ma la vedo difficile.

Scenario B — Escalation prolungata
Le capacità militari iraniane si rivelano più resistenti del previsto, il conflitto si estende regionalmente, Hormuz rimane chiuso con danni alle infrastrutture energetiche. Petrolio stabilmente oltre i 100 dollari, inflazione che sale di almeno 2 punti nelle principali economie, banche centrali costrette a rimandare i tagli dei tassi. Per l’Europa — che importa oltre il 70% dell’energia — questo scenario è particolarmente pesante. S&P 500: obiettivo abbassato sotto i 7.000 punti. Ahinoi, al momento questa appare la direzione più probabile per quanto sembri che tra Iran e gli Stati del Golfo qualcosina si stia muovendo per abbassare un po’ la tensione, lasciando il conflitto reale “limitato” a USA, Israele e Iran. Penso che ne sapremo di più da qui a una-due settimane. I miei amici di Dubai nel frattempo dicono di sentirsi relativamente tranquilli, io francamente non lo sarei così tanto.

Scenario C — Worst case
Coinvolgimento di altri attori regionali o globali, petrolio oltre 100-130 dollari per un periodo prolungato, recessione tecnica in Europa, rallentamento globale significativo. Oro atteso in forte rialzo verso i 6.000 dollari l’oncia secondo alcune stime. Questo rimane lo scenario meno probabile ma non impossibile.

Una nota onesta: oggi nessuno sa quale dei tre si materializzerà. Tristemente, penso non ne abbiano idea nemmeno a Washington e questa è la cosa più tragica e preoccupante. Ad ogni modo, chi vi dice di saperlo sta improvvisando o vi sta vendendo qualcosa. La cosa utile non è scommettere su uno scenario — è capire cosa fare nei propri portafogli indipendentemente da quale si realizzi.

Le tre categorie di persone che mi leggono

1. Chi ha investimenti “inconsapevoli” con la banca
Se il tuo portafoglio è composto da fondi comuni, polizze unit linked o gestioni patrimoniali costruite dalla tua banca, probabilmente stai vivendo questa settimana con un misto di ansia e confusione. Magari il tuo consulente ti ha già chiamato per dirti di “non preoccuparti” o di “stare fermo” (se ho indovinato non sono un mago, è che questa è la loro ricetta sempre e comunque).

Non è necessariamente un cattivo consiglio — il problema è che probabilmente non è basato su nessuna analisi reale della tua situazione specifica.

Quello che in genere non ti dicono:

  • non sai esattamente quanto del tuo portafoglio è esposto all’azionario che è in perdita netta
  • non sai qual è il drawdown massimo storico di quello che hai in portafoglio
  • non hai una risposta pre-definita alla domanda “Se scende del 20%, cosa faccio?”

Questo non è un problema di questa settimana. È un problema strutturale che in questo frangente appare in tutta la sua evidenza.

Un consiglio pratico: non fare nulla in modo reattivo. Non vendere sull’onda dell’ansia. Usa piuttosto questo momento per fare finalmente chiarezza su cosa hai, quanto stai pagando di commissioni e qual è la tua reale esposizione al rischio. Se non lo sai, è il momento di scoprirlo — non quando i mercati salgono, ma adesso che la posta è alta.

Se ti fa piacere, io stesso o i miei Coach possiamo darti una mano in questo senso aiutandoti ad analizzare il tuo portafoglio titoli in modo oggettivo, indipendente, senza conflitti di interesse.

Se ti interessa saperne di più chiedi un colloquio informativo cliccando QUA.

2. Chi ha investimenti consapevoli nei nostri portafogli ETF
I portafogli che insegniamo nell’ambito dell’INVESTING UNIVERSITY — sia statici che dinamici — sono costruiti esattamente per attraversare momenti come questo.

Ricordi la slide di Obiettivo 10% con la domanda “L’avreste sopportato?” riferita al 2008, 2020, 2025? Ecco, questo è uno di quei momenti. Non ancora della dimensione di quelli, ma della stessa natura.

Alcune considerazioni concrete:

  • i nostri portafogli hanno componenti sia azionarie che obbligazionarie, con esposizione sia USA che europea. L’azionario USA ha tenuto meglio in questa settimana rispetto all’europeo — questo è un elemento positivo per la diversificazione che abbiamo sempre raccomandato. La componente obbligazionaria in questo contesto gioca il suo ruolo di stabilizzatore, con dinamiche diverse a seconda della duration e della tipologia.
  • il drawdown massimo storico del portafoglio base consigliato nel corso ETF PORTFOLIO è del 16,3%. Anche nello scenario B — che è quello intermedio, non il worst case — siamo in territorio gestibile per chi ha un piano definito.

Se usi Invest Studio Liteil software ti dice esattamente cosa fareSeguilo. Non è il momento di aggiungere discrezionalità emotiva a un sistema che è stato costruito per toglierla.

Se non hai ancora un sistema automatizzato: questa è la settimana in cui si capisce più di mille spiegazioni perché avere regole scritte e pianificate prima della tempesta vale più di qualsiasi analisi fatta mentre i droni iraniani bombardano Dubai.

La cosa più importante: non improvvisare. Non spostare l’asset allocation sulla base delle notizie di oggi. I movimenti di portafoglio vanno fatti seguendo i protocolli, non i titoli dei giornali.

3. Chi non ha ancora capitali investiti
Paradossalmente, potresti trovarti nella posizione più interessante.

La storia dei mercati finanziari è abbastanza chiara su un punto: entrare durante le crisi geopolitiche, con un orizzonte di lungo periodo e un metodo definito, è quasi sempre una scelta vantaggiosa nel tempo. Nel 2003, durante la guerra in Iraq, i mercati scesero del 15% nelle prime settimane e poi recuperarono completamente nei mesi successivi. Nel 2020, nella fase peggiore del Covid, chi entrò con un piano strutturato nei mesi di marzo-aprile ottenne rendimenti straordinari nei due anni successivi.

Ho quasi remora a dirlo dato il contesto ma il mio ETF che investe sugli energetici su cui ho iniziato ad accumulare proprio durante il ribasso monstre del petrolio della primavera 2020 (effetto Covid) non solo mi sta proteggendo in questi giorni ma beneficia alla grande proprio dei rialzi dell’oro nero.

Stessa situazione, preparazione diversa, risultati opposti.

In ogni crisi, il denaro inconsapevole si deprezza, quello attento e informato guadagna.
È sempre successo e sempre succederà.

Un po’ mi spiace ma mi darai merito del fatto che sono qui a sgolarmi ogni settimana per dirti di iscriverti ai nostri corsi. Adesso magari capisci che non lo faccio solo per ovvie ragioni di bottega, è proprio che l’ignoranza fa perdere soldi e correre grossi rischi mentre la conoscenza rassicura e fa guadagnare. Non lo dico io, lo dicono i fatti e la storia.

Attenzione però alla trappola opposta: “Compra adesso che è scontato” non è un piano. È un impulso, travestito da opportunità.

La differenza tra chi ha guadagnato da quei momenti e chi ha perso non era la capacità di prevedere il rimbalzo. Era avere già risposto — prima di entrare — a queste domande:

Quanto posso permettermi di perdere temporaneamente? Qual è il mio orizzonte? In cosa sto investendo e perché?”

Se non hai ancora risposto a queste domande, il momento giusto per iniziare non è domani mattina alle 9 appena aprono i mercati. È adesso, con calma, costruendo un piano.

CONTATTACI, dammi retta, così vediamo assieme cosa ti conviene fare.

La lezione che questa settimana conferma

C’è una cosa che non cambia, indipendentemente da come andrà a finire questa crisi.
Chi aveva un piano prima del 28 febbraio sa cosa fare. Chi non ce l’aveva sta improvvisando.

Non è una questione di intelligenza o di informazione. È una questione di preparazione. Puoi leggere tutti gli articoli di analisi geopolitica che vuoi — e ce ne sono di ottimi in circolazione in questi giorni. Ma nessun articolo o video YouTube ti dirà cosa fare con i tuoi soldi specifici, nel tuo portafoglio specifico, con il tuo orizzonte temporale e la tua tolleranza al rischio.

Quella risposta puoi costruirla solo tu. Con un metodo. Prima che arrivi la prossima crisi.

Cosa succede la settimana prossima

La situazione è in movimento e continuerà a farlo nei prossimi giorni. La prossima settimana tornerò con un nuovo commento su come si stanno muovendo i mercati e aggiorneremo i ragionamenti. Nel frattempo, ti consiglio di seguire anche RADIO BORSA in cui il buon Gian Paolo Lodi commenta gli stessi accadimenti con un’ottica più tecnica delle mia e con la possibilità di dialogare offerta dalla nostra Community (è gratis eh).

Se nel frattempo vuoi capire meglio la tua situazione specifica — che tu sia già un investitore o stia valutando di iniziare — come già detto, il nostro team è disponibile.

Scrivici o contattaci: valutiamo insieme la tua situazione e ti indichiamo il percorso formativo più adatto al momento che stai vivendo. Non è una consulenza finanziaria individuale — è orientamento formativo. Ma in un momento come questo, capire da dove partire ha un valore concreto.

Un pensiero per chiudere, che va al di là della finanza.

Come detto in apertura, quello che sta succedendo in Iran è prima di tutto una tragedia umana. Ci sono persone che muoiono, famiglie che fuggono, una regione intera che brucia. Tenerlo presente, mentre parliamo di petrolio e drawdown, non è un dettaglio sentimentale. È il contesto in cui tutto il resto accade. E ricordarlo con dolore è quello che ci consente di rimanere umani.

Buona settimana. Con la speranza che la prossima lo sia davvero, per tutti.

Roberto

PS — La settimana prossima tornerò con un aggiornamento sulla situazione. Se vuoi riceverlo direttamente, assicurati di essere iscritto alla newsletter o alla nostra community.

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