Sono alla mia scrivania e rifletto sul fatto che il prossimo numero di ONLY FISH uscirà subito dopo Pasqua, per la precisione il lunedì di Pasquetta.
Prima opzione: facciamo vacanza, niente articolo e niente newsletter questa settimana … d’altra parte non è che anche nei giorni di Pasqua si può sempre star lì a parlare di soldi e di denaro.
Seconda opzione. Programmazione normale, parlo di mercati o del metodo BYG. In poche parole, la tratto come una settimana qualsiasi (per molte persone lo è).
Però …
Però no, non voglio saltare la nostra uscita e non voglio nemmeno metterla giù tecnica come se fosse una settimana qualsiasi perché non dovrebbe essere vissuta così.
Questa è la Settimana di Pasqua e, che tu sia o meno credente, concorderai che qualcosa di diverso nell’aria si sente o, quantomeno, si dovrebbe sentire.
Perché si, ammettiamolo, vivere non è semplice. Costa fatica. Costa sforzo, costantemente, tranne qualche giorno di tregua che ci prendiamo di tanto in tanto.
Siamo esseri imperfetti, in continua altalena tra le necessità del presente e la tensione verso qualcosa di meglio che, non so te, ma a me il più delle volte sfugge tra le dita come sabbia tra le mani di un bimbo.
Ogni giorno è una sfida, una difficoltà da superare, un punto di equilibrio o di compromesso da accettare o da mandare giù anche quando una parte di noi vorrebbe urlare un sonoro vaffanculo a persone, eventi o situazioni che ci assediano e ci tolgono tempo, serenità o energia.
Lavorare costa fatica, cercare di fare business ancora di più.
Ma non è solo il lavoro ad assediarci. Ci assediano le relazioni, spesso impegnative se non faticose.
Datori di lavoro, colleghi, clienti, mariti, mogli, compagni, fidanzate, amici, parenti, figli, genitori impegnativi o anziani che ci ricordano solo guardandoli e cercando con fatica di stargli vicino quanto effimera e caduca sia la vita.
Ci assedia il nostro corpo, che avrebbe bisogno costante di relax, idratazione, movimento all’aria aperta, mangiare sano, almeno otto ore di buon sonno, zero stress, niente schermi dopo le nove di sera, e magari di un po’ di massaggi e meditazione almeno due volte a settimana.
Già, come se fosse facile.
E come se un po’ di alcol, una sigaretta per chi fuma, il cioccolato, qualche dolcetto (ahia la Pasqua con la Colomba e le Uova!) e un po’ di “sano” cibo spazzatura non fossero lì ogni giorno a tentarci con il loro appeal da confort sicuro di breve termine.
Che poi arriva mio padre a dirmi: “Beh, ma io non è che voglio finire nella tomba sano, lasciamela qualche soddisfazione, no?”.
Non è che gli dia ragione, intendiamoci, però quanto suona sinistramente simile a quelli che replicano alle mie sagge indicazioni sul buon uso del risparmio dicendomi: “Roberto, io un po’ me la voglio godere. Non voglio mica un domani diventare l’uomo più ricco del cimitero!”. Aridajje insomma.
E quindi, si, vivere è fatica, quantomeno per me.
Ma non penso di essere il solo a sentirmi così, se ti va fammelo pure sapere nei commenti.
Però.
Però non c’è solo questo. Ci sono anche le cose belle e per cui essere grati.
Qui mi verrebbe facile attaccarmi e fare un pippone motivazionale sul fatto che la Ricchezza non sia solo denaro, soldi e titoli in banca ma anche e soprattutto Salute, Relazioni, Qualità di vita e, soprattutto, Gratitudine.
Ad essere sinceri fino in fondo, sarà anche un pippone motivazionale ma io ci credo. E non perché me lo ha detto Sir John Templeton in California negli Anni ’90 quando facevo la formazione con la scuola di Tony Robbins.
“Il segreto della Ricchezza? Vivere ogni giorno nella Gratitudine”.
Così disse davvero il fondatore dei Templeton Funds, e sarà stato lo sguardo e la tranquillità serena da miliardario ottuagenario ma io gli credetti e, da allora, feci mia questa convinzione.
Ogni sera, prima di addormentarmi, mi segno e esprimo un Pensiero di Gratitudine.
Non dai, non è vero proprio del tutto.
Segnarmi lo faccio sempre ma il pensiero di gratitudine qualche volta salta il giro perché le palpebre si fanno pesanti o perché più spesso di quanto vorrei girano anche a me e proprio proprio tutti i giorni grato non lo sono nemmeno io.
Ma il più delle volte, si, lo sono e, come scrisse Og Mandino, “Conto le Mie Benedizioni”.
Mentre sto scrivendo questo articolo ho mia figlia Yara in aeroporto a Londra. Studia a Oxford, in Inghilterra. A maggio conclude la quinta superiore e il 17 di aprile assisteremo alla Cerimonia di Diploma (si, fanno la cerimonia prima degli esami, non mi dire niente, sono inglesi …).
Sta rientrando per lo Spring Break Pasquale prima della tirata finale per gli esami. È in salute, si diverte, è cresciuta tantissimo in questi ultimi anni ed io sono un papà fiero non solo per averle potuto pagare questo tipo di studi che non è per tutti ma anche perché mi permette ancora di chiamarla “Cucciola” e sembra che le faccia sinceramente piacere.
Conto una Benedizione.
Ho cinquantotto anni, ad agosto saranno cinquantanove e i miei genitori sono ancora in vita, ancorchè un po’ malandati.
Ne conto un’altra.
Dopo essere passato attraverso una separazione dolorosa e un divorzio contrastato ho ritrovato l’amore e vivo assieme a una donna splendida, di corpo, spirito e pensiero.
Conto la terza.
Ho un Team che mi supporta (e talvolta mi sopporta, lo so). Sorry ragazzi, comprendo di essere difficile alle volte. Ve lo ho detto più volte ma ve lo ribadisco anche qua: Grazie di esserci e di condividere con me la fatica e le difficoltà del viaggio. Grazie, Vi Voglio Bene.
Conto un’altra Benedizione.
E poi, diciamolo. Qualche soldino in tasca lo ho, e qualche ETF che cresce anche mentre il mondo sembra diventare sempre più pazzo pure per cui … contiamo anche questa.
Insomma, amico o amica che mi leggi.
Questo sono io e questa è la mia vita, un po’ sintetizzata in poche righe ma a cuore aperto.
E si, sono grato e conto anche Te tra le mie Benedizioni perché che tu sia tra coloro che mi hanno dato fiducia in questi anni partecipando ai miei corsi (grazie di cuore) oppure tra quelli che leggono e partecipano ai webinar ma di passi concreti ancora nemmeno l’ombra, in ogni caso, se mi stai leggendo, dai senso al mio lavoro e al mio tempo.
Non esisterei come imprenditore e come formatore senza i miei allievi e senza il mio pubblico per cui, ancora una volta, Grazie.
Ti farei gli Auguri di Buona Pasqua se non fosse che quando mi leggerai sarà già passata per cui ripiego su un più prosaico, Buona Pasquetta. Che sia foriera di bel tempo e, perché no, di una poco sana per il corpo grigliata all’aperto con gli amici che tuttavia tanto bene fa allo spirito e alla gioia di Vivere.
Buona Pasquetta quindi, con la speranza che queste righe ci abbiano fatti sentire vicini e ti portino a riflettere su quali siano le tue Benedizioni.
Nuovamente, se ti va, condividile nei commenti all’articolo. Le leggerei volentieri.
Un abbraccio e alla prossima settimana per tornare a parlare di mercati e investimenti.
A presto.
Roberto


