Numero #09

OnlyFISH | FINANZA A PROVA D'ERRORE

Roberto Pesce

Le domande dei 359

Fuori dai denti, il webinar di mercoledì scorso è stato un successo.

Oltre 800 persone iscritte, 359 in diretta … wow!

Certo, chi non si presenta fa sempre dispiacere ma così tante persone persone collegate in diretta per un’ora e mezza di finanza personale mi ha fatto riflettere.

Penso ci sia un grande bisogno di informazione seria, accessibile e onesta su questi temi, ed è un bisogno che purtroppo rimane spesso insoddisfatto.

Durante il webinar la chat è andata velocissima e non sono riuscito a seguirla granché ma i miei collaboratori l’hanno gestita e mi hanno poi raccontato che le domande erano tante, buone e, spesso, molto simili tra loro. Simili peraltro nel senso migliore: sono le domande che si fanno le persone che iniziano a pensare seriamente al proprio futuro finanziario. Non domande da speculatori. Domande da persone intelligenti che vogliono capire.

Ho scelto cinque di quelle domande tra le più frequenti e rappresentative, e voglio risponderti qui — con la stessa franchezza con cui cerco di farlo sempre in questa rubrica, ma con un tono un po’ più tranquillo rispetto alle ultime settimane. Abbiamo parlato abbastanza di guerra e di crisi. Oggi parliamo di cose che puoi fare concretamente per la tua situazione, indipendentemente da quello che succede a Teheran o a Wall Street.

Cominciamo.

Domanda 1 — "Ho dei soldi fermi sul conto da anni. Li lascio lì finché la situazione si calma o è il momento di muoversi?"

Questa è la domanda che sento più spesso, e che si ripresenta puntualmente ogni volta che i mercati diventano volatili. La risposta breve è: aspettare che “la situazione si calmi” è una strategia che non ha mai funzionato, per una ragione semplice.

La situazione non si calma mai definitivamente. C’è sempre qualcosa: una guerra, una recessione, un’elezione, una pandemia, una crisi bancaria. Se aspetti la finestra di calma perfetta per investire, probabilmente aspetterai per sempre.

Ma c’è una questione ancora più concreta da affrontare. Quei soldi fermi sul conto non sono al sicuro solo perché non si muovono. L’inflazione li erode silenziosamente ogni anno. Con un’inflazione anche moderata del 2%, in dieci anni un capitale fermo perde circa il 18% del suo potere d’acquisto reale. Con l’inflazione attuale, che si avvia verso il 3%, la perdita è ancora più rapida.

La liquidità ha un costo. Non lo vedi nell’estratto conto, ma c’è.

Questo non significa buttarsi sui mercati domani mattina senza un piano. Significa che il costo dell’inazione non è zero, e che prima si costruisce un metodo, prima si smette di pagare quel costo silenzioso.

Domanda 2 — "Come faccio a sapere quanto rischio sto correndo davvero con quello che ho adesso?"

Ottima domanda, e il fatto che te la stai ponendo è già un buon segno.

La risposta tecnica si chiama drawdown massimo: è la perdita massima che un portafoglio ha subito in un determinato periodo storico. È la misura più onesta del rischio reale di uno strumento finanziario, molto più significativa della volatilità media o del rating di rischio che ti mette la banca sul prospetto informativo.

Se hai fondi comuni o polizze unit linked costruiti dalla tua banca, il modo più immediato per iniziare a capire cosa hai è andare su Morningstar, cercare il nome del tuo fondo, e guardare la sezione “rischio.” Lì trovi anche il drawdown storico, ovvero quanto il titolo ha perso nel momento peggiore della sua storia. 

Se non riesci a trovare il dato prova a chiedere alla tua banca ma, sono sincero, non aspettarti granchè. Facilmente, cercheranno di prendere tempo o eludere la tua domanda e non farmi dire come faccio sin d’ora a sapere che faranno così. Arrivaci da solo, oggi ho promesso a me stesso di essere meno polemico possibile.

Tornando alla domanda, il punto da cui partire quando si valuta un investimento finanziario non dovrebbe mai essere “Quanto rende questo fondo in media?” ma piuttosto “Quanto potrei perdere temporaneamente se i mercati andassero male, e riuscirei a sopportarlo senza vendere nel panico?”

Se non ti sei mai posto questa domanda o non ne conosci la risposta, non sai davvero il rischio che stai correndo. E un rischio che non conosci non puoi gestirlo.

Domanda 3 — "Ho 50 anni e non ho mai investito nulla. È troppo tardi per iniziare?"

No. E te lo dico con dati alla mano, non per farti sentire meglio.

A 50 anni, anche solo su un orizzonte di investimento di 15 anni hai davanti a te un periodo sufficiente per costruire qualcosa di significativo. I mercati finanziari, su orizzonti di 10 anni o più, hanno storicamente quasi sempre prodotto rendimenti positivi.

Un esempio concreto: investire 10.000 euro iniziali più 300 euro al mese per 15 anni, con un rendimento medio annuo del 8-9% — che è coerente con i dati storici dei portafogli diversificati che utilizziamo — produce un capitale finale nell’ordine dei 120-130 mila euro. Partendo da zero a 50 anni.

Non è la stessa cosa di iniziare a 30, ovviamente. Il tempo è la variabile più importante in finanza, e non si recupera. Ma l’errore peggiore che puoi fare a 50 anni non è non aver iniziato prima. È decidere che sia troppo tardi e non iniziare nemmeno adesso.

Il momento migliore per iniziare a investire sarebbe stato sicuramente tanti anni fa.

Ma il secondo momento migliore è oggi.

Domanda 4 — "Se investo in ETF e la borsa crolla, perdo tutto?"

No. E questa confusione è una delle più diffuse — e più costose — del panorama finanziario italiano.

Perderesti tutto solo se l’intero sistema economico globale collassasse contemporaneamente e in modo permanente. Non è mai successo e dubito succederà mai ma, qualora accadesse, onestamente avremmo problemi molto più seri dei nostri portafogli. In tutti gli altri scenari storici (e ce ne sono stati di molto pesanti, dal 2008, al Covid, al 2022) i mercati sono scesi, a volte anche bruscamente, ma poi sono sempre risaliti.

La distinzione fondamentale è tra perdita temporanea e perdita permanente. Un drawdown, anche severo, è una perdita temporanea se non vendi. Diventa permanente solo se vendi nel momento peggiore, cristallizzando la perdita e non partecipando alla ripresa.

Un ETF diversificato su centinaia o migliaia di aziende in decine di paesi non può andare a zero a meno che non vadano a zero tutte quelle aziende contemporaneamente (altissimamente improbabile). Quello che può fare è perdere valore temporaneamente, anche in modo significativo. Ecco perché l’orizzonte temporale è tutto: investire denaro di cui potresti aver bisogno nel breve termine è effettivamente rischioso. Investire denaro che puoi lasciare lavorare per anni è un’altra storia.

Ma ti aggiungo un altro passaggio. 

Noi non ti consigliamo di “Investire in ETF”. 

Invece, insegniamo a investire in “Portafogli di ETF”. 

Quello che cambia è che in ogni portafoglio ci sono ETF di diversa natura, correttamente pesati. C’è una componente azionaria, una obbligazionaria, potrebbe esserci oro … 

Investire con efficacia non è esoterismo o gioco d’azzardo. 

È scienza, storia, statistica e matematica. Sono proprio cose diverse ma la buona notizia è che imparare a farlo è più semplice di quanto immagini.

Domanda 5 — "Quanto tempo devo dedicare ogni settimana a gestire i miei investimenti?"

Pochissimo. Se hai un sistema.

Questa è la risposta più liberatoria che posso darti, e anche quella più controintuitiva rispetto a quello che l’industria finanziaria vuole farti credere. Non hai bisogno di seguire i mercati ogni giorno. Non hai bisogno di leggere decine di analisi. Non hai bisogno di rimanere incollato al computer.

Un portafoglio di ETF costruito con criteri chiari, con regole definite a priori su quando e come ribilanciare, richiede mediamente 30 minuti al mese di attenzione. Alcune strategie, con software come quelli inclusi nei nostri corsi avanzati, rendono questo processo ancora più semplice e guidato.

Il problema non è il tempo. Il problema è l’assenza di un sistema che ti dica cosa fare (e cosa non fare) senza dover decidere ogni volta da capo in base all’umore del mercato o alle notizie del giorno.

Più il sistema è chiaro, meno tempo richiede. E meno tempo richiede, meno occasioni hai di interferire con decisioni emotive che quasi sempre peggiorano i risultati.

***

Queste sono cinque delle domande che ho ricevuto mercoledì. Ce n’erano altre altrettanto buone, e probabilmente alcune le hai in testa anche tu mentre leggi.

Ecco cosa ti propongo: lascia la tua domanda nei commenti qui sotto. La leggo personalmente e rispondo pubblicamente, in modo che sia utile a tutti. Non c’è una domanda stupida su questi temi e non bisogna vergognarsi di non sapere. Piuttosto, occorre porre rimedio.

Se mercoledì non eri dei nostri ma questo episodio ti ha incuriosito, la prossima occasione per approfondire dal vivo arriva a maggio con Intelligenza Finanziaria — tre giorni per costruire un piano finanziario completo, dalla psicologia del denaro fino agli strumenti concreti di investimento. Trovi tutte le informazioni qui.

Buona settimana.

Roberto

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