Oggi niente Nasdaq, niente crisi geopolitiche, niente matematica delle perdite. Un pezzo leggero, come si conviene a metà luglio quando il desiderio di staccare ci fa comprensibilmente rallentare la disponibilità ad affrontare ragionamenti complessi.
Delle due l’una. Può essere che al momento tu non abbia in previsione di attivare nuovi investimenti e hai deciso di rimandare ogni approfondimento a settembre. Se vuoi il mio parere, può essere una scelta saggia visto che prendere decisioni importanti con le energie psicofisiche al lumicino non è mai una grande idea. E stai tranquillo, perdere due mesi di interesse composto non è una tragedia.
Se sei invece in procinto di entrare in un nuovo business o di investire sui mercati ti propongo un piccolo esercizio: tre domande. Falle a te stesso prima del prossimo acquisto finanziario che stai considerando: un’azione, un ETF, un fondo che il tuo consulente ti ha proposto, qualsiasi cosa. Ci vogliono trenta secondi, e nella mia esperienza possono iniziare a schiarirti le idee o a farti rendere conto che potrebbe valere la pena di fermarsi un attimo e approfondire.
Prima domanda: quando avrai bisogno di questi soldi?
Questa domanda ti porta a investigare l’orizzonte temporale del tuo investimento in relazione a quello delle tue esigenze. Nella mia esperienza di coach finanziario, troppe persone non se la pongono e poi si trovano inguaiate quando le cose non vanno come avrebbero sperato.
Non esiste un investimento perfetto, che sia ragionevolmente sicuro e ragionevolmente redditizio su qualsiasi arco temporale. Ogni investimento ha il proprio orizzonte e va capito prima di ogni altra cosa.
Non puoi rispondere alla domanda dicendoti: “Non lo so, potrei averne bisogno in qualsiasi momento”. Idealmente, dovresti dividere i tuoi investimenti e la tua asset allocation proprio in relazione alle tue diverse esigenze temporali e se non comprendi esattamente di cosa io stia parlando, non pensarci su due volte e iscriviti sin d’ora per il prossimo Intelligenza Finanziaria perché ne hai una necessità disperata.
Per fare un esempio, se la risposta fosse: “Tra sei mesi mi servono per l’anticipo di una casa”, quei soldi non dovrebbero essere sul mercato azionario, indipendentemente da quanto sia allettante l’investimento. Se invece fosse: “Non prima di dieci o quindici anni, lo faccio per costruire il mio patrimonio sul lungo termine”, allora hai il tempo dalla tua parte, e le oscillazioni di breve termine smettono di riguardarti.
La maggior parte delle persone salta questa domanda perché sembra scontata ma non lo è.
Ricorda: la causa più frequente di vendite nel momento peggiore non è la scelta sbagliata dell’investimento, è aver investito soldi con un orizzonte temporale sbagliato o senza averlo considerato.
Seconda domanda: sapresti motivare l’investimento a un tuo amico utilizzando argomentazioni razionali?
Prova a farlo. “Ho comprato questo ETF perché replica un indice diversificato su 500 aziende americane, con costi bassissimi, e lo tengo per almeno dieci anni. Storicamente ha reso più del 7% medio annuo e sono disposto a reggere la volatilità intermedia”.
Non è una spiegazione iper tecnica ma è sostanzialmente corretta e riflette una sua logica.
Confrontala con: “Un mio collega mi ha detto che questo titolo sta per esplodere” oppure “In banca mi hanno detto che è un investimento valido perché così diversifico”.
Ehm … si ma per quale ragione dovrebbe essere un investimento valido?
In che senso diversifichi? E cosa contiene al suo interno?
Fai attenzione perchè non sto giudicando la fonte della proposta di investimento. Può essere che dal tuo bancario di fiducia ti arrivi una buona indicazione mentre io su questa rubrica dica delle castronerie. Non è questo il punto.
Ma se la tua spiegazione, ridotta all’osso, ti suona debole o vuota mentre la pronunci, è un segnale che vale più di qualsiasi grafico.
Come ha sempre detto Warren Buffet: “Se non capisci, lascia stare”.
Terza domanda: se scendesse del 30% domani, cosa faresti?
Non vale rispondere: “Mi preoccuperei”
Ti sto chiedendo cosa faresti concretamente, su quale parte del tuo piano generale di investimento potresti contare.
Venderesti in preda al panico? Compreresti ancora, convinto che sia un’occasione per incrementare le tue posizioni? Non faresti nulla perché avevi già messo in conto quella possibilità ma hai già raggiunto il limite massimo della tua esposizione specifica?
Se non hai una risposta chiara, questa è per te un’altra informazione importante. Non stai comprando un investimento, stai comprando una scommessa emotiva senza saperlo. La differenza tra i due non si vede finché il mercato sale. Si vede tutta insieme il giorno in cui scende e non sai cosa fare.
Tirando le somme
Queste tre domande, prese singolarmente, sembrano ovvie.
Messe insieme, in sequenza, prima di premere il pulsante “compra”, ti spostano dalla modalità “Sto facendo qualcosa di eccitante” a quella “Sto prendendo una decisione con dei parametri chiari”. Ed è esattamente questo che separa chi investe da chi scommette, molto più della scelta specifica di cosa comprare.
Non servono corsi per porsele, non servono grafici complicati. Serve un minuto per rispondersi onestamente e trarne le logiche conseguenze. Se poi ti rendi conto che ti serve saperne di più sai dove trovarci.
Buona settimana, e buone vacanze se stai per partire.
Roberto
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