Tre trappole alle spalle. Oggi ne affrontiamo una particolarmente scomoda, perché riguarda quanto ci fidiamo di noi stessi con la ricerca che ci dice che, sistematicamente, ci fidiamo troppo.
L’Eccesso di Fiducia è la tendenza documentata a sovrastimare le proprie capacità di previsione, di analisi, di scelta rispetto alla media delle persone. Un dato che gli psicologi citano spesso: se chiedi a un gruppo di automobilisti se si considerano guidatori sopra la media, la maggioranza risponde di sì (statisticamente impossibile, ma psicologicamente normalissimo).
In finanza questo si traduce in una convinzione molto diffusa e molto pericolosa: “Io sono più bravo della media a scegliere i titoli” oppure “Io riesco a capire quando il mercato sta per girare”. La ricerca su questo tema è impietosa: la stragrande maggioranza degli investitori che tentano di anticipare i movimenti di mercato ottiene risultati peggiori di chi si limita a restare investito con un metodo semplice e costante.

Un esempio concreto
Orazio, che investe ormai da qualche tempo, ha azzeccato tre scelte di fila su singoli titoli. Ha comprato prima di un rialzo, venduto prima di un ribasso, ricomprato al momento giusto. Ha maturato un po’ di guadagni e si sente un super figo che Warren Buffett e Ray Dalio possono solo mettersi in fila per prendere lezioni da lui. È convinto di aver capito il meccanismo, di avere un fiuto speciale per i mercati.
Quello che Orazio però non considera è che tre risultati positivi consecutivi, su un numero enorme di persone che tentano la stessa cosa, sono statisticamente inevitabili per pura casualità (tradotto: qualcuno, nella massa, ci azzecca sempre tre volte di fila ma questo non dimostra competenza superiore, è la versione finanziaria della vecchia storia per cui anche uno scoiattolo cieco si imbatte in una noce di tanto in tanto).
Dal punto di vista soggettivo, tuttavia, Orazio non lo sa: si sente bravo, aumenta l’esposizione, alza il rischio. E la volta in cui sbaglia, si ritrova a pagarne il prezzo in modo molto più costoso delle volte in cui aveva avuto ragione.
Perché è una trappola insidiosa … te lo testimonio sulla mia pelle.
L’eccesso di fiducia si nutre dei propri successi, che sono i momenti in cui meno siamo portati a metterci in discussione. Nessuno rivede il proprio metodo quando le cose vanno bene. Ma è esattamente nei momenti di successo che il rischio di questa trappola cresce di più, perché costruisce le basi emotive per decisioni future imprudenti.
Quando studiavo trading negli Stati Uniti, uno dei miei mentori lo chiamava “Winning the Wrong Way” ossia “Guadagnare facendo la cosa sbagliata”. Poi aggiungeva che il mercato non ti regala mai soldi, al massimo te li presta per richiederteli poi in seguito con gli interessi.
Lo ho provato sulla mia pelle anni dopo quando mi incuriosii al trading sul forex (è il grande mercato mondiale delle valute). Ero consapevole di saperne poco ma decisi di aprire un conto specifico da 4.000 € su cui testare una nuova strategia basata su principi completamente opposti a quelli che negli anni mi avevano dato un buon successo sul trading azionario ma che mi imbrigliavano con tutta una serie di regole prudenziali.
In poche parole buttai i miei 4.000 € allo sbaraglio, con l’animo in pace sul fatto che avrei anche potuto perderli ma sfortuna volle che ottenni un successo clamoroso raddoppiando il conto in soli due mesi. Hai presente fare il 100% di profitto in due mesi quando le tue pur ottime medie sul trading azionario ti attestavano su un lusinghiero 15% abbondante annuo che però in paragone sembrava adesso ben poca cosa?
Il mio ego esplose e venni travolto proprio da quell’eccesso di fiducia di cui stiamo parlando. Aggiunsi al conto altri 12.000 € per portarlo a 20.000 € complessivi, pronto a raddoppiarlo di nuovo in pochissimo tempo e, perché no, a successivamente codificare il mio nuovo fantasmagorico metodo in un corso che avrebbe avuto chiaramente un successo clamoroso dati i risultati ottenibili.
La storia non ebbe però un lieto fine perché, come predetto dal mio mentore americano, il mercato mi chiese indietro il prestito che mi aveva concesso ed esattamente il giorno di Santo Stefano assistetti impotente all’estinzione totale del conto.
Venti mila euro scomparsi nel giro di un giorno e una notte e, soprattutto, autostima sotto i piedi e un dolore interiore che ricordo ancora adesso.
Quando nei corsi predico prudenza, seguire il metodo, diversificare, usare gli stop loss, seguire le regole e così via lo so che appaio noioso ma, fidati, sono lezioni che ho imparato sulla mia pelle.
Cosa puoi fare concretamente
Concludiamo con la consueta parte applicativa.
Primo: tieni un diario delle tue decisioni di investimento, comprese le motivazioni, scritte nel momento esatto in cui le prendi. Rileggerlo a distanza temporale è uno degli antidoti più efficaci contro l’illusione di aver “capito il mercato”, perché spesso rivela quanto le motivazioni originali fossero più deboli di quanto ricordiamo.
Secondo: distingui sempre tra fortuna e competenza chiedendoti se sapresti spiegare, prima di un risultato e non dopo, esattamente perché una scelta dovrebbe funzionare. Se la spiegazione ti appare debole o arriva solo a cose fatte, probabilmente era fortuna.
Terzo: riguarda le tue operazioni passate, sia in ottica investing che trading, e valuta onestamente quanto del risultato sia stato dovuto a valutazioni corrette e oggettive e quanto alla pura casualità.
Arrivando alla fine di tutto il nostro discorso non ti sto dicendo di non avere fiducia in te stesso e nelle tue valutazioni dato che l’autostima rimane un motore importante dei nostri comportamenti e risultati ma di essere attento a non esagerare e non cadere nell’eccesso di fiducia che, come abbiamo visto, può trasformarsi in una trappola pericolosa.
Ci risentiamo la prossima settimana per parlare di un bias che riguarda l’influenza che ha sul nostro pensiero quello che pensano e fanno gli altri.
Buona settimana e buone riflessioni.
Roberto
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