
Prima il rischio, poi il rendimento.
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Nei momenti di incertezza, la differenza non la fa il contesto, ma l’atteggiamento con cui lo attraversiamo.
Questo articolo parla di mentalità finanziaria, di percezione, di scelte.
In queste settimane di montagne russe sui mercati finanziari, guardando certe reazioni — a volte scomposte, a volte paralizzate — mi è tornata in mente una storia che avevo ascoltato da Roberto tempo fa.
Parla di un venditore di hot dog.
È una storiella semplice, su come interpretiamo la realtà e su quanto (quasi sempre) sia la nostra percezione a crearla.
Leggendo le notizie e i commenti nella nostra Community mi è tornata in mente, perché ogni volta che sentiamo la parola “crisi”, possiamo scegliere se vedere solo una minaccia… o anche una possibilità.
Te la racconto, perché possa diventare anche per te un ricordo utile.
Uno di quelli da tirare fuori quando il mondo fuori sembra franare, che sia il mercato o una situazione personale.
Perché in fondo, parla proprio di questo: di come reagiamo alle difficoltà, delle convinzioni che ci condizionano… e di quanto, a volte, siamo noi stessi a creare (o disinnescare) le nostre crisi.
C’era una volta un uomo che vendeva hot dog a bordo strada. Faceva bene il suo lavoro, i suoi hot dog erano buonissimi, e ci metteva entusiasmo.
I suoi affari andavano bene: aveva sistemato dei cartelli, accoglieva i passanti con il sorriso, aveva comprato un chiosco più grande e aggiunto sedie e tavolini per chi voleva fermarsi un po’.
A un certo punto, chiese a suo figlio — fresco di laurea in marketing e finanza — di dargli una mano.
Il figlio arrivò, osservò la situazione e disse:
“Papà, ma non leggi i giornali? Non guardi la TV? Sta arrivando una brutta recessione. L’economia è in crisi!”
Il padre, che aveva sempre creduto nel lavoro e nella qualità, pensò: “Mio figlio ha studiato. Saprà quello che dice.”
Così cominciò a tirare il freno: tagliò le scorte, tolse i cartelli, smise di farsi notare.
Le vendite crollarono. E il padre, con tono rassegnato, disse al figlio:
“Avevi ragione: la crisi è arrivata davvero.”
Questa storiella mi è rimasta impressa perché ci mostra quanto la realtà economica che viviamo sia spesso il riflesso del nostro stato mentale.
E mi fa piacere condividerla, perché ogni volta che sentirai dire la parola “crisi” tu possa allenarti a vedere, anche solo per un attimo, una possibilità, senza farti frenare dalla paura.
Il venditore non ha perso clienti perché la crisi era reale. Ha perso clienti perché ha cambiato atteggiamento, ha smesso di credere nel suo lavoro, ha fermato le azioni che funzionavano.
Non è stata la crisi a fermarlo, ma la paura della crisi.
Una cosa che talvolta succede anche a noi.
Al di là delle situazioni contingenti da gestire, il vero ostacolo spesso è il rumore di fondo: titoli catastrofici, previsioni cupe, inviti impliciti a stare fermi.
Abbassiamo le aspettative. Rinunciamo a progetti. Rimandiamo decisioni. Ma è proprio nei momenti così che serve lucidità, che bisogna aprirsi a pensare diversamente anziché chiudersi.
In Giappone, per dire “crisi” usano due ideogrammi: uno significa pericolo, l’altro opportunità.
Ogni giorno ci troviamo, più volte, davanti a piccoli bivi.
Possiamo fissarci su ciò che manca, oppure spostare lo sguardo e chiederci:
Tre spunti concreti per allenare il tuo atteggiamento finanziario, anche nei momenti di incertezza.
Ecco qualche domanda utile per trasformare un momento difficile:
In sintesi:
Non sempre possiamo decidere cosa succede là fuori, ma possiamo scegliere da che parte guardare. E soprattutto, possiamo scegliere di muoverci, anche a piccoli passi, nella direzione che ci fa crescere davvero.
Giorgia Ferrari
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Significa migliorare le proprie competenze, aggiornarsi, potenziare strategie e abitudini, per essere pronti a cogliere nuove occasioni.
“È troppo tardi”, “Non me lo posso permettere”, “Aspetto tempi migliori”: frasi che sembrano vere, ma spesso sono solo limiti mentali.
Sono un Financial Coach.
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