Numero #16

OnlyFISH | FINANZA A PROVA D'ERRORE

Roberto Pesce

La coda della domenica sera

C’è un passaggio nel film Braveheart in cui Mel Gibson / William Wallace, arringando i suoi uomini, dice: “Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un’altra occasione …”

Mi ha sempre fatto venire i brividi. Richiama echi profondi della fatica umana, della stanchezza dopo una lunga vita o una lunga lotta e dell’incessante necessità per noi umani di andare in cerca di significato.

Ecco, per fortuna io non sono esattamente agonizzante in un letto.

Stanco, sfinito, magari anche esausto e bramoso di un letto questo si, ma ho ancora una cosa da fare prima di potermi godere il meritato riposo post tre giorni impegnativi di Intelligenza Finanziaria. Devo mettere su carta almeno alcune delle tante emozioni che ho dentro in questo momento e, nel farlo, cercare di fornire qualche spunto di valore a chi mi legge.

Non è esattamente lo stesso compito epico e tragico di William Wallace ma è parte della mia responsabilità e la prendo sul serio.

Grace è in doccia e tra poco dovrò fiondarmici anche io per cui sarà meglio che mi sbrighi a trasferirti qualcuna delle immagini che ho dentro di me in questo momento.

La coda della domenica sera

No, non è quella delle autostrade e del traffico di rientro. Questa è molto più gratificante ed è quella delle persone che aspettano di salutarmi a corso terminato.

Qualcuno mi abbraccia e mi ringrazia. Qualcuno ha gli occhi lucidi e non capisce bene perché si senta così dopo un corso di formazione dedicato al denaro. Altri mi danno appuntamento a settembre al Money Wizard. E poi c’è lui, quello che immancabile dopo quasi trenta ore di corso ha ancora una domanda e spesso è una cosa del tipo: “Senti, ma allora se apro il conto con Directa, riesco davvero a risparmiare due euro per ogni operazione rispetto alla mia banca attuale?”

Battute a parte (voglio bene anche a te fratello, non ti preoccupare ^_^), a gratificarmi ci sono anche molte frasi. Quelle che mi restano addosso più di tutto il resto, più di qualsiasi soddisfazione professionale.

“Ho già preso appuntamento per mercoledì con il mio consulente. Questa volta mi sente…”

“Mi sono iscritto all’Investing University, da domani mi metto sotto e inizio a studiare!”

“A novembre torno. Ma stavolta ti porto anche mia moglie e mio figlio perché queste cose voglio che in famiglia le sappiano tutti.”

E poi, immancabile: “Se queste cose le avessi sapute dieci anni fa…”

La prima volta che l’ho sentita mi ha rattristato. Adesso mi scalda, perché quasi sempre chi la dice ha davanti a sé anni più che sufficienti per costruire qualcosa di significativo. Il rimpianto è umano e comprensibile. Ma il futuro è solo davanti e lo si costruisce con tanto impegno applicato ad un piano finalmente solido e coerente.

Mini cronaca dei tre giorni

Il venerdì mattina le persone se ne stavano un po’ rigide, dritte sulle sedie, vagamente sulla difensiva. Avevano l’aria di chi si aspetta qualcosa di importante ma teme sia pesante. Qualcuno aveva portato il quaderno, come al primo giorno di scuola, e mi faceva sorridere perché non sapevano che gli avremmo consegnato un manuale di oltre 100 pagine.

Poi qualcosa ha iniziato a sciogliersi. Non tutto insieme, un po’ alla volta e non solo in aula. Molto è successo durante i break, i pranzi, le serate in hotel a scambiarsi battute e impressioni con un Amaro del Capo nella mano. Le persone hanno iniziato a confrontarsi e a riconoscersi più simili di quanto immaginassero. Si, anche coloro che vivono su dimensioni economico-finanziarie molto diverse. Parlandosi hanno capito che la scala di riferimento era diversa ma problematiche e obiettivi non più di tanto. I rifrequentanti hanno raccontato ai nuovi cosa è cambiato nella loro vita dal corso precedente, il fatto che non è una magia, che bisogna studiare e lavorarci ma anche che, facendolo, i risultati arrivano, eccome se arrivano.

In sala siamo scoppiati tutti a ridere quando un partecipante ha alzato la mano dicendo: Roberto, mettiamo che un mio cugino abbia fatto esattamente l’errore di cui stavi parlando…” Chiaramente, non mi sono fatto sfuggire l’opportunità e da quel momento in avanti ho spesso chiesto all’aula: “Chi tra voi ha un cugino o una cugina che si ritrova in questa situazione?” Manco a dirlo, ogni volta si alzavano decine di mani. Vite diverse, situazioni simili. Per me, ormai è una certezza.

Luca Giusti è salito sul palco e ha mostrato i risultati di anni di studio e ricerca, di costruzione metodica, di strumenti sviluppati per rendere gli investimenti replicabili e misurabili. Le persone lo guardavano con la meraviglia genuina di chi scopre che quello che sembrava un mondo oscuro e riservato a pochi eletti ha invece una sua logica precisa, accessibile, applicabile. Il passaggio non è da ignorante a esperto. È da spaventato a consapevole. Ed è un passaggio enorme.

La domenica sera quelle stesse persone facevano domande diverse. Più precise, più acute, meno generiche. Io le guardavo e pensavo che questo è il motivo per cui faccio questo lavoro.

Due cose importanti

Sto per concludere questo articolo che, me ne rendo conto, è stato soprattutto cronaca a caldo. Nei prossimi episodi di Only Fish tornerò ad essere anche più finanziario ma, questa sera, scrivere con la stanchezza del corso addosso è stato già molto impegnativo.

Due cose però te le voglio ancora dire.

La prima. Non sottovalutare questi racconti o gli articoli in cui non ti parlo dei mercati o dell’S&P500 ma ti parlo di me o delle reazioni a caldo dei corsisti. Lo so che tu mi leggi anche nella speranza di strapparmi qualche dritta o di capire quale sia il miglior broker a cui affidarti (aridajje). Ma, credimi, perché te lo dico di cuore dopo più di 36 anni di palchi, i cambiamenti significativi che desideri per la tua vita non arriveranno da un broker migliore o dall’aver compreso con esattezza il pattern di ingresso di un’operazione di swing trading all’interno di un trend rialzista. 

Arriveranno piuttosto dall’aver capito meglio te stesso e aver preso decisioni migliori, finanziarie e non. 

In altre parole, è l’elemento umano che fa la differenza, molto più di quello tecnico. Se così non fosse, ragionaci, basterebbe leggere un libro o ascoltare un webinar. Ma c’è un motivo per cui ti sprono a venirci a trovare dal vivo ed è che all’elemento informativo serve affiancare un cambiamento emotivo e personale e fino a quando non fai quello scatto la competenza ti aiuta solo fino a un certo punto.

La seconda, dedicata soprattutto ai miei allievi. IF non è un punto di arrivo. È una rampa di lancio, tanto quanto le scuole medie che non ti insegnano un mestiere ma ti danno le basi per impararlo negli anni successivi. Il presupposto, tuttavia, è che lo studio deve continuare.

Ora le nozioni di base le hai. Le consapevolezze anche. Adesso però viene la parte più difficile: applicare, nonostante tutto.

Se eri in sala questo weekend, scrivimi nei commenti. Anche solo una parola. Voglio sapere come stai mentre scrivo questo. 

Nel frattempo, stai lontano dalle azioni della Standa (questa la capisce solo chi era al corso ^_^).

Un abbraccio, buona settimana.

Roberto

PS: allo staff, ai coach, ai support coach, ai corsisti stessi: grazie. Lo sapete già, ma lo scrivo lo stesso.

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