[Libri consigliati] “Io sono, Io posso” di Giancarlo “Johnny” Nacinelli

“IO SONO, IO POSSO” di Giancarlo “Johnny” Nacinelli è in assoluto un libro particolare e tanto più lo è per me perchè Johnny è stato il mio primo mentore nel mondo della formazione più di vent’anni fa quando collaboravo con la “Memotec“, la società che ha portato in Italia i corsi sulla mnemotecnica e l’apprendimento rapido e, più in generale, la fucina dalla quale sono usciti direttamente o indirettamente una grossa parte dei trainer di formazione oggi attivi in Italia.

Nelle pagine del libro troverai nominati oltre al sottoscritto il mio ex socio Roberto Re (anche autore della prefazione), Livio Sgarbi, Sergio Borra e altri nomi più o meno noti nel mondo della formazione ma assieme a noi anche molti altri sono i protagonisti delle avventure di Johnny a partire dagli anni ’60 fino ai nostri giorni.

Dall’Istria all’Australia, da Ampuria Brava a Novilara passando per i Caraibi e le Maldive, proprietario di due miniere d’oro, protagonista di molteplici successi nel multi-level marketing, ideatore e proprietario di una pista da ghiaccio a Roma, trainer di formazione, venditore istrionico e impareggiabile, fondatore e proprietario della “Memotec” ma, per sua stessa definizione, da sempre anche “precario d’assalto”, la vita di Johnny si snoda nelle pagine di “IO SONO, IO POSSO” mettendosi a nudo tra successi e fallimenti e non risparmiando al lettore le proprie molteplici cadute alternate alle incredibili e inaspettate risalite.

“IO SONO, IO POSSO” è a tutti gli effetti un mix tra un diario personale, un manuale di formazione o “self help” e una biografia ed è scritto un pò come la vita di Johnny, un pò disordinato se vogliamo ma anche estremamente originale e affascinante.

Per chi come me ha vissuto quegli anni in parte in maniera diretta e in parte attraverso la “mitologia” di Johnny Nacinelli la lettura di “IO SONO, IO POSSO” ha tanti sapori, non esclusa la nostalgia per anni romantici e ruggenti.

Per chi invece non ha conosciuto Giancarlo Nacinelli ma magari si dibatte con difficoltà nella precarietà di un mondo e di un lavoro sempre più incerto, l’ingegnosità e l’intraprendenza di Johnny non possono essere che di sprone e di esempio.

Potrei raccontarti molti aneddoti personali su Johnny e su cosa ho appreso da lui ma … perchè rovinarti la sorpresa, leggiti il libro o, se ti va, ascoltalo introdotto dalla viva voce del suo autore:

httpv://www.youtube.com/watch?v=VvHav1kr7AI

Roberto Pesce

4 commenti

  1. riccardo pelosi

    6 anni fa  

    Ciao Fish!!

    E chi se lo perde il libro del MITO!!


  2. ebrune

    6 anni fa  

    NOOOOOO, non è possibile, johnny riciccia. che vergogna , non ha ritegno!!!
    Ovviamente mister B. insegna ,
    ma diamine un po’ di autocritica, niente!!!
    nemmeno cambia il corso del nome :ISST, ovvero :
    -entri in azienda ,
    -lavora e i primi guadagni mi pagi il corso (e ti paghi pure l’albergo)!!!
    un titolare di un azienda che aveva come obiettivo far lavorare le persone a 4 soldi vendendo un prodotto permeato di condizionamento mentale (leggasi imbuto mentale) tipico di molti (ma non tutti) multilevel marketing;
    me lo ricordo benissimo quanto si guadagnava (nulla)ed il suo comportamento (padreterno con villa e macchine di lusso, ben altro spessore rispetto ad un imprenditore-lavoratore serio).
    Il fatto che sia riuscito a coinvolgere tante persone , anche probabilmente condizionabili come me, non lo giustifica (anche hitler aveva un forte ascendente , e wanna marchi ha fatto un sacco di soldi!).
    Qualuncue imprenditore dovrebbe cercare di essere una persona che rispetta la dignità di ogni lavoratore, non come ho visto che ha fatto lui.
    …Io sono, io posso (infinocchiare!)”


  3. Roberto Pesce

    6 anni fa  

    Ciao Dario (ebrune), mi fa piacere sentirti e sapere che leggi il mio blog!

    Come sai, eravamo assieme a pedalare all’interno della “macchina Memotec” e sebbene condivida alcuni dei tuoi punti di vista sulle svariate contraddizioni e il poco pelo sullo stomaco di Johnny, il mio parere complessivo su quell’esperienza di vita e di lavoro è parecchio diverso dal tuo essendomi da tutto ciò portato a casa un atteggiamento mentale e una professionalità che non sono affatto poca cosa e grazie ai quali ho dato una direzione positiva e produttiva alla mia vita.

    Certo, che Johnny ci marciasse su tante situazioni è indubbio ma, alla fin fine, le luci dal mio punto di vista sono state ben più delle ombre.

    In ogni caso, ben venga il tuo contributo critico e … continua a farti sentire di tanto in tanto!

    Un abbraccio, Roberto


  4. ebrune

    6 anni fa  

    Penso che moltissime persone hanno preso ciò che di buono c’era da quella esperienza, (tu in particolare eri uno che aveva capacità, motivazione e un notevole talento tant’è che eri uno dei “dirigenti” già in giovanissima età ),
    ma un imprenditore che sfrutta le persone deve essere giudicato senza se e senza ma, altrimenti in questo mondo non ci sono più prinicipi o valori! Dobbiamo tornare (urgentemente ) a pensare in termini di meritocrazia.
    Il lavoro ha la sua dignità, il lavoratore deve essere motivato ma anche rispettato, se vuoi fare l’imprenditore non puoi esimerti da questi obblighi morali. Questa crisi ci sta sensibilizzando sui valori e forse c’è speranza che tornino in auge i vecchi valori del passato anche se la strada è moooolto lunga aimhè: la dignità e la necessità di lavorare bene e onestamente(ahem.. l’italia è una repubblica fondata sul lavoro!!!), lo intuisco tutti i giorni leggendo gli slogan pubblicitari che sono lo specchio del nostro comune modo di pensare.
    Altrimenti non ci resta che continuare a desiderare “win for life” sognando di fare i parassiti della società (cioè quelli che vivono bene senza fare nulla e senza nessun merito).
    Giusto per continuare a descrivere le prodezze di jhonny vorrei ricordare che era un imprenditore che dava disposizione dei propri collaboratori un camper per alloggiare in trasferta, e ci si doveva pagare tutto il resto ( spese x auto per fare attività di vendita, vitto, giacca e cravatta tutti giorni e anche la quota del campeggio!) e si telefonava in piedi in una cabina telefonica per 4 ore pagandosi le telefonate(?!!!), lavorando 7 giorni su 7, orario 9-22 circa, pagato 4 soldi tutti ( a tutti )in nero, e quando mio padre si doveva operare dissi che volevo tornare a casa per qualche giorno , lui disse che non potevo andare perchè aveva bisogno di persone affidabili e che non abbandonavano il posto di lavoro (facevo il venditore, mica guidavo portaerei!).
    Certo , se uno sopravvive ad esperienze terribili è anche in grado di trovare del positivo nel proprio vissuto e farne tesoro e know-how personale, ma non possiamo come gli struzzi non dare merito o demerito a chi si è comportato male, è una questione di equità!
    Buon merito a tutti!!!


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