Debiti, debiti, debiti … ma gli USA possono fallire?

A livello personale adotto da molti anni uno slogan che suona più o meno così: “Io odio i debiti, i debiti odiano me!!!” e direi che questo già introduce pienamente la mia personalissima opinione sul tema dei debiti e sul cattivo costume della società e dell’economia moderna di spingere senza sosta individui, famiglie, imprese e nazioni ad indebitarsi, tutto in nome di un ipotetico principio secondo il quale i consumi sarebbero ciò che fa girare il mondo o del fatto che esistono interessi e situazioni da perseguire e salvaguardare ad ogni costo.

Ora, premesso che stiamo parlando essenzialmente del “debito cattivo” e non del cosiddetto “debito buono” (si definisce in tal modo il debito contratto nell’ambito di una strategia di investimento per il quale ciò che si acquista a debito ha o avrebbe un maggior valore o un maggior rendimento del debito che si contrae per acquisire il bene stesso), sarà anche per le mie note origini genovesi ma personalmente credo molto nell’antica saggezza da “buon padre di famiglia” per la quale occorre sempre “spendere meno di ciò che si guadagna“.

Vivere, operare e lavorare in base a tale principio ha i suoi lati negativi, significa talvolta doversi negare qualcosa che invece sarebbe bello acquistare o fare e anche limitare le proprie possibilità di guadagno se si decide di non utilizzare strategie di investimento “a leva” basate proprio sul debito, ossia sull’utilizzo di denaro altrui.

D’altra parte però, rifuggire dall’utilizzo del debito per vivere e lavorare ha anche molti aspetti positivi, uno per tutti quello di vivere decisamente più sereni e non rischiare di accorgersi in una brutta mattina di aver fatto qualche errore di calcolo o il passo più lungo della gamba e sapere di non avere più risorse per pagare i creditori che ti stanno bussando alla porta.

Una delle strategie preferite da chi invece ha il vizio di indebitarsi è quello di .. ripagare il debito contraendo altro debito!

E’ un pò come la storiella che mi raccontavano da ragazzo dei tizi di Cuneo che, avendo una grossa buca da chiudere, ne scavavano una seconda per ricavarne la terra per riempire il primo buco ma poi, accorgendosi di aver generato una seconda voragine, si trovavano nell’obbligo di scavarne una terza per riempire la seconda, quindi una quarta per colmare la terza e così via allegramente scavando …

Certo, detta così fa un pò sorridere e l’insensatezza di questi mitologici cuneesi appare evidente ma quando si parla di governare una famiglia, un’azienda o, peggio che mai, una nazione com’è che invece tutto ad un tratto lo stesso principio sembra invece diventare logico e di buon senso?

Gli individui e le famiglie contraggono prestiti, mutui, leasing, finanziamenti rateali ed utilizzano carte di credito revolving per rateizzare i propri debiti senza riflettere sul fatto che ogni debito o finanziamento rateale porta con sè interessi passivi (spesso parecchio salati) che fanno crescere il debito in maniera vertiginosa rendendone sempre più difficile l’estinzione man mano che il tempo passa.

Le aziende utilizzano più o meno gli stessi strumenti finanziari delle famiglie più alcuni altri come i castelletti bancari, gli anticipi fatture etc. mentre le grandi aziende addirittura chiedono soldi al grande pubblico dei risparmiatori emettendo obbligazioni (corporate bonds).

Come spesso osserviamo nella realtà di tutti i giorni le persone però talvolta falliscono e così fanno le aziende, piccole o grandi che siano.

Parlando di casi famosi, sono notizie di questa estate l’arresto del noto “agente dei Vip” Lele Mora accusato di bancarotta fraudolenta (ma sul blog ne parlavo già un anno fa) così come il crac del San Raffaele con relativo suicidio di Mario Cal, braccio destro di Don Verzè e principale amministratore di un gruppo finanziario che ha ormai accumulato un debito attorno alla pazzesca cifra di un miliardo di euro !!!

E le nazioni? Come fanno ad indebitarsi? E come coprono i propri debiti? Ma possono anche loro fallire?

Beh, sul come facciano ad indebitarsi è presto detto: nello stesso modo di individui e imprese ossia spendendo più di quanto incassano attraverso la miriade di imposte e balzelli di ogni genere con cui vessano i cittadini e le stesse aziende!

Calando un velo pietoso anche per ragioni di spazio su come i politici e i governanti di ogni razza e latitudine spendono il denaro faticosamente guadagnato dai propri cittadini e a loro estorto tramite vessazioni legalizzate è interessante  invece capire come facciano a coprire e garantire i propri debiti nei confronti dei creditori … indovina un pò?

Beh, se hai risposto: “Facendo altro debito” puoi tristemente congratularti con te stesso perchè la risposta è esatta!!!

Gli stati accrescono la propria posizione debitoria tipicamente emettendo ondate di obbligazioni (titoli di stato o bond che dir si voglia: BOT, BTP, CCT etc.) ma possono anche ricorrere a prestiti veri e propri come si è visto ancora qualche settimana fa per la Grecia e si, arrivati ad un certo livello di indebitamento quando nessuno più si fida di prestar loro denaro possono anche fallirecome forse ricorderai accadere alcuni anni fa all’Argentina e all’Islanda e come potrebbe ancora succedere alla Grecia stessa e al Portogallo tanto per ricordare le due situazioni più vicine al collasso in area europea (non sono però le uniche ahinoi …).

In mezzo a tutto questo sfascio e esempio di macro insensatezza finanziaria, ancora diversa è la posizione degli Stati Uniti d’America che rischiano il “default” se entro martedì prossimo 3 agosto non trovano una soluzione che, si badi bene, potrebbe anche semplicemente essere quella di “alzare il tetto del loro debito pubblico” con un colpo di penna visto che il loro problema più imminente è quello di raggiungere il indebitamento aggiornato l’ultima volta con tetto massimo dilegge del 2010 alla pazzesca cifra di 14.294 miliardi di dollari, livello che sarà per l’appunto raggiunto tra 3 giorni.

Cosa potrebbe succedere se repubblicani e democratici non riusciranno a mettersi d’accordo per tempo per alzare il tetto del debito e, allo stesso tempo, per ridurre la spesa pubblica e aumentare le entrate in modo da diminuire lo scompenso di bilancio francamente credo che siano davvero in pochi a saperlo ma è indubbio che le conseguenze potrebbero essere pesanti, durature e imprevedibili.

Da notare che alzare il tetto del debito USA non risolverebbe il problema alla radice ma semplicemente darebbe tempo e ossigeno agli americani per elaborare soluzioni per uscire dal pantano finanziario in cui li hanno precipitati soprattutto gli 8 anni di presidenza Bush jr. con il macro innalzamento delle spese militari per finanziare la “guerra al terrore” e i conflitti in Afghanistan e Iraq e, successivamente, con il “salvataggio” delle grandi banche e assicurazioni private che sarebbero state destinate a fallirecome Lehmann Brothers a causa di, guarda caso, macro indebitamenti finanziari generati da condotte scellerate dei propri manager

In tutto ciò, se come tutto sommato un pò tutti pensiamo, alla fine della sciarada il fatidico innalzamento del debito USA sarà firmato, quello che succederà sarà comunque che gli USA si rimetteranno per l’ennesima volta a “stampare moneta“, denaro garantito da nient’altro che la fiducia che il mondo dovrebbe continuare ad avere in un dollaro in questo modo sempre più annacquato e inflazionato, con conseguente nuovo rialzo di oro, argento e metalli preziosi in genere, petrolio e materie prime a seguire.

Insomma, gli USA e il mondo dietro di essi si trovano esattamente tra le fatidiche incudine e martello e cosa ci riserverà il prossimo futuro è davvero incerto.

Personalmente non sono un catastrofista ma per quel poco che riesco a comprendere di fenomeni macroeconomici complessi da inquadrare anche perchè mai vissuti in precedenza su questa scala e con il livello di globalizzazione e interconnessione attuale mi sento di dire che potremmo avviarci verso profondi cambiamenti degli scenari in cui abbiamo vissuto fino ad adesso.

A livello personale non posso che continuare a consigliare di investire sulla propria [workshop_what what=”490″ color=”navy”] per cercare di comprendere e padroneggiare le dinamiche di quella forza così potente ma così poco compresa che è il denaro (prossimo corso di [workshop_what what=”490″ color=”navy”] il [workshop_when what=”490″ color=”black”] a [workshop_where what=”490″ color=”black”]) ricordando un vecchio detto di Wall Street che più o meno dice così: “When blood is on the street, cash is king!“.

Se non l’hai capita, per limiti di inglese o di economia, fattela tradurre e spiegare da chi è più avanti di te nello sviluppo della sua [workshop_what what=”490″ color=”navy”] perchè quello che sta succedendo aldilà dell’oceano ci interessa e ci interesserà da vicino, o se ci interesserà …

Roberto Pesce

10 commenti

  1. rino

    7 anni fa  

    Perchè tutte queste nozioni di intelligenza finanziaria non le insegnano già da piccoli? O in quel termine di “profondo cambiamento” che tu mensioni è anche l’avvio vesro questo insegnametno? Il mio parere inerente a quello che stà accadendo è che chi ci governa non lo fa come un Buon Padre di Famiglia, quindi la mia discussione è uguale a quella di milioni di cittadini che, come me e come te, deve rimboccarsi le maniche e guardare sempre aventi con la voglia di iniziare a cambiare prima di tutto il mondo che lo circonda.
    Grazie per i preziosi consigli che ci dai.
    Rino


    • Alessandro

      7 anni fa  

      Sono perfettamente d’accordo con Rino e immancabilmente d’accordo con Roberto.
      Grazie mille per i tuoi articoli e… BUONE VACANZE.


  2. Luca

    7 anni fa  

    Ciao Roberto, condivido pienamente quello che dici. Purtroppo la cultura finanziaria non manca solo alle persone che incontriamo tutti i giorni, ma anche a chi occupa i piani alti!

    Grazie per quello che fai, perchè solo educando chi adesso sta crescendo si potranno poi avere dirigenti “diligenti” anche (e si spera non solo!) sul fronte finanziario!

    Hai pensato a campagne educative nelle scuole?

    Buona estate
    Luca


  3. Fabrizio

    7 anni fa  

    Ottimo post, complimenti!

    aggiungerei solo che parliamo in ogni caso di un default “tecnico” che porterebbe ad un blocco delle disponibilità del tesoro Usa, in attesa di un successivo ed inevitabile nuovo accordo, ed a un declassamento del rating sui titoli di stato (a questo punto inevitabile in ogni caso).

    Le conseguenze potrebbero essere devastanti se il tesoro usa a fronte delle ridotte disponibilità decidesse di non pagare i treasury in scadenza…. (e se fosse questa l’idea di fondo di qualcuno…. chissà)

    in ogni caso perchè che si stampi un’altra valanga di dollari carta straccia o meno, il mondo sta cambiando, l’economia sta cambiando, vedremo un’ulteriore profonda svalutazione del dollaro e l’oro salire alle stelle.

    Il resto dipenderà dalle soluzioni che troveranno che, a seconda della via d’uscita scelta, genereranno impatti iper-inflattivi o fortemente deflattivi.

    Hai quindi ragione, sviluppare la propria intelligenza finanziaria farà la differenza.

    Buone vacanze
    Fabrizio JJ


  4. Loris

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,

    parole sante, siamo alla base della catena alimentare con in cima le banche, gli stati divorano noi economicamente, ma a loro volta sono preda “compiacente” delle banche centrali.

    Il vero attivo è la capacità di gestire il denaro, le persone e la nostra razionalità.

    Stampa di monete, aumento di valore di oro, petrolio, materie prime, aumento del dei prodotti e servizi, redditi costanti o in calo, aumento del debito, aumento del credito al consumo…

    Non è difficile capire come continua.


  5. Giovanni Cappellotto

    7 anni fa  

    Il problema non è se gli Stati Uniti possono fallire, è solo stabilire quando. Adesso o fra sei mesi, ma ormai ci siamo e sarà durissima per tutti.Non credo nemmeno che si salvi l’euro. La mia unica soddisfazione, se c0sì si può dire, è che ho scommesso contro l’euro nel 2001 che non sarebbe arrivato al 2012. Vincerò una lira.


  6. Lucio

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,
    aspettavo il tuo articolo su questo argomento così scottante, grazie.
    Sono convinto che la maggior parte della gente non abbia minimamente idea sul che cosa si stà decidendo in queste conciate ore negli Stati Uniti e questo la dice lunga su come anche noi italiani siamo stati manipolati, in questi ultimi 10 anni, nel credere che puoi, anzi devi ottenere tutto quello che ti piace anche se non te lo puoi permettere, come? Ma con delle semplicissime rate a interessi agevolati che non ti accorgi nenche di pagare, così i nostri giovani e le nostre famiglie si sono indebitati fino al collo. Purtroppo la cultura, come dici tu, dello spendere sempre meno di quello che si gudagna è stata sovvertita forte del fatto che oggi si vuole tutto, subito e senza fatca, ma non è come ci hanno insegnato i nostri padri, almeno il mio. Dopo aver partecipato ai tuoi corsi di Intelligenza Finanzaria, Investire in Azioni e ETF e non ultimo il Tradin Academy da poco terminato, mi rendo conto che mai come oggi è fondamentale e determinante imparare a gestire i propri soldi.
    Grazie per i toi articoli che diventano spunti di riflessione ma non solo, perchè chi ha partecipato ai toi corsi può leggere tra le righe preziose indicazioni sull’andamento di mercati ed economia.

    Ciao e buone vacanze
    Lucio


  7. Antonino Salvaggio

    7 anni fa  

    Tutto quello che sta succedendo è “quasi scontato”. Prevedibile direi! Una crisi nasce anche dal fatto che vi è una forte riduzione nel volume degli investimenti.
    Questo comporta una riduzione della produzione di beni e servizi nei quali gli investimenti si riflettono.
    Conseguenza di tutto ciò è la riduzione dell’occupazione e dei consumi, e questo comporta un peggioramento delle prospettive di guadagno di imprenditori e insieme ad esse diminuisce ovviamente l’incentivo ad investire.
    Gli stati (come gli USA) rappresentano anelli di questa complessa catena che rappresenta il nostro sistema economico mondiale. Questa volta è toccato agli USA, ma state tranquilli che si sistemerà tutto.

    La domanda che dovrete farvi invece è: “ma a quale prezzo?”

    Forse qualcuno si farà anche una seconda domanda: “chi pagherà questo prezzo?” (ma a questa domanda è facile rispondere, vero?)

    Ciao


  8. Roberto Consalvo

    7 anni fa  

    qualcuno ha scritto perche’ queste cose non le insegnano a scuola?

    semplice.

    perche’ insegnando il contrario possono manipolarci a proprio piacimento,

    ed e’ quello che amano fare maggiormente!


  9. enzo stulin

    7 anni fa  

    CARO ROBERTO,
    HO LETTO VOLENTIERI IL TUO POST… MA….PERCHè NESSUNO CI SPIEGA COSA SIGNIFICA CHE OGGI LA MONETA RAPPRESENTA UN DEBITO?

    PERCHè? L’INTELLIGENZA FINANZIARIA PRESUPPONE SAPERE CHE COS’è LA MONETA-DEBITO DELL’ATTUALE SISTEMA MONETARIO.

    IL SISTEMA MONETARIO MONDIALE è BASATO SULLA MONETA DEBITO E SULLA RISERVA FRAZIONARIA. TUTTO QUI. L’IPER-INFLAZIONE ARRIVA?

    BENE… RICORDATEVI DI INVESTIRE IN ORO, PETROLIO, PALLADIO, PLATINO, ARGENTO. SEMPRECHè NON VINCA LA SPECULAZIONE ANCHE Lì….

    UN SALUTO E BUONE VACANZE.
    ENZO


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