Investire in acqua potabile: cavalca l’onda con gli ETF

Acqua-InvestireQuesta settimana ti propongo una discussione sui megatrend e, in particolare, sull’investimento nel settore idrico: come e perché si possa investire in acqua potabile.

I megatrend sono grandi trasformazioni sociali ed economiche che, partendo da lontano e proiettandosi nel futuro, avanzano inesorabilmente. Investire su queste grandi tendenze “secolari” consente di partecipare alla crescita del mercato di lungo periodo.

L’investitore che punta su un megatrend dovrebbe battere in termini di rendimento l’economia mondiale nel suo complesso, ma non solo. Gli investimenti su temi che si sviluppano su ampio arco temporale sono meno correlati a eventi variabili che possono avere impatti nel breve come ad esempio politiche monetarie o manovre su tassi di interesse.

Investire in megatrend significa dunque cavalcare i grandi cambiamenti, inserendo in portafoglio strumenti finanziari ad hoc, come per esempio gli ETF tematici.

Alcuni esempi di megatrend possono essere la cyber sicurezza informatica, la robotica, l’intelligenza artificiale e l’acqua potabile.

Oggi vorrei parlarti nello specifico di investire in acqua potabile. Prossimamente potremo sviluppare l’analisi anche di altri business promettenti.

Perché ritengo che investire in acqua potabile sia interessante per il futuro?

La risposta sta essenzialmente in uno dei basilari principi economici: l’acqua è già una risorsa scarsa.

La legge della domanda e dell’offerta dice inequivocabilmente che scarso e utile, al contempo, stanno a significare prezzi in salita.

Secondo i dati delle principali organizzazioni mondiali, già oggi ci sarebbe circa un miliardo di persone che non ha accesso all’acqua potabile e oltre 3 miliardi di persone che non ne hanno stabile disponibilità. Secondo UN Water, che coordina il lavoro delle Nazioni Unite a riguardo, nel 2030 il 47% della popolazione mondiale vivrà in zone con elevato stress idrico. Secondo l’OCSE la domanda di acqua aumenterà dell’85% a livello globale entro il 2035, a causa della produzione industriale, della produzione di elettricità e dell’aumento della domanda nel settore agricolo. Tutto ciò sarà trainato dal costante aumento della popolazione mondiale, già raddoppiata negli ultimi 50 anni!

Proprio l’aumento della popolazione riveste un ruolo determinante nell’aumento dei consumi. Questa rapida crescita, accompagnata da sviluppo economico e industrializzazione, ha trasformato gli ecosistemi acquatici in tutto il mondo.

Investire sull’acqua non significa possedere quote parti della materia prima, come invece potrebbe rappresentare un investimento in oro fisico. Stiamo invece parlando di investire sull’industria legata all’acqua potabile, cioè su quell’insieme di aziende operanti nel settore e che hanno l’obiettivo di trasportare, depurare e somministrare l’acqua.

In futuro queste aziende continueranno ad investire e crescere, soprattutto in area come la Cina, il Brasile, l’India e il Sud Africa, e tra dieci anni, sempre secondo l’OCSE, verranno investiti in infrastrutture idriche ben 17 trilioni di dollari!

Per chi desidera approcciarsi a questo mercato, la soluzione più efficiente è senza dubbio quella di ricorrere agli ETF.

Ne ho selezionati due di cui, qui di seguito, ti propongo una breve analisi:

  • Ishares S&P Global Water (ISIN: IE00B1TXK627)
  • Lyxor Ucits Etf World Water (ISIN: FR0010527275)

Vediamoli più da vicino.

ETF per investire in acqua potabile

Ishares S&P Global Water

Si tratta di un ETF 4 stelle Morningstar Bronze, azionario puro.

Costo annuale: 0,65%

Deviazione standard: 9,18%

Rendimento annuale medio: 5,30%

Geograficamente investe in imprese dislocate come segue:

  • Stati Uniti d’America 48,14%
  • Regno Unito 13,19%
  • Francia 8,92%
  • Cina 5,76%
  • Svizzera 4,71%
  • Svezia 3,45%
  • Canada 2,92%
  • Giappone 2,71%
  • Corea del Sud 1,95%
  • Austria 1,77%

Lyxor Ucits Etf World Water

Si tratta di un ETF 5 stelle Morningstar, azionario puro.

Costo annuale: 0,60%

Deviazione standard: 10,68%

Rendimento annuale medio: 9,56%

Geograficamente investe in imprese dislocate come segue:

  • Stati Uniti d’America 41,91%
  • Regno Unito 18,43%
  • Svizzera 10,24%
  • Giappone 9,08%
  • Francia 8,93%
  • Hong Kong 6,49%
  • Corea del Sud 2,77%
  • Brasile 2,15%

Quale scegliere?

Entrambi gli ETF proposti sono molto efficienti.

I rendimenti pregressi non sono garanzia di risultati analoghi in futuro e pertanto darei un po’ meno peso al differenziale di performance che il Lyxor ha inflitto all’IShares, rispetto ad altri parametri. Anche perché questo differenza di performance media di circa quattro punti percentuali si è generata essenzialmente nel 2014, quindi un po’ di tempo fa.

Più indicativi, a mio avviso, sono i costi di gestione, la deviazione standard e la diversificazione geografica.

Quindi:

  • Costi di gestione: Lyxor batte IShares, 0,60% a 0,65%;
  • Deviazione standard: IShares batte Lyxor 9,18% a 10,68%;
  • Diversificazione: entrambi i prodotti sono ben diversificati. Il Lyxor vede un’incidenza degli Stati Uniti un po’ inferiore, quindi una diversificazione lievemente maggiore.

In ottica di medio lungo termine, come questo tipo di business suggerisce, il vantaggio di costo del Lyxor, seppur minimo, potrebbe rivelarsi nel tempo decisivo.

Ricordiamo inoltre che, in caso di investimento tramite piano di accumulo (PAC), la maggior volatilità (misurata tramite deviazione standard) del Lyxor può amplificare il rendimento, mentre in ottica di più breve termine la minor volatilità dell’Ishares è senza dubbio da preferire.

Mi preme sottolineare quest’ultima considerazione: ricorda che la volatilità è fastidiosa e può compromettere le performance nel breve, mentre nel medio lungo termine diventa quasi trascurabile o addirittura un’alleata, se stai procedendo per accumulazione. Questo perché la volatilità consente di mediare prezzi anche molto differenti determinando maggiori gap percentuali alla fine del periodo di investimento.

Fatte tutte le considerazioni esposte in questo articolo ritengo che un investimento sul settore idrico, meglio se tramite ETF, potrebbe senza problemi arrivare a pesare fino al 10% del portafoglio dell’investitore medio.

Grazie come sempre per la tua attenzione e a te spazio nei commenti per ulteriori approfondimenti o domande.

Massimiliano Trazzi

14 commenti

  1. Andrea G.

    7 mesi fa  

    Buongiorno Massimiliano! Stavo giusto dicendo ieri sera tra me e me “devo trovare il 4° ETF per poter procedere con gli investimenti” ed ecco qua la risposta che cercavo!
    Una più che ottima analisi, grazie come sempre!
    La domanda che ti pongo però è la seguente: stop loss si o stop loss no? Se si, che percentuale? Oppure è meglio fare un’analisi tecnica e metterlo oltre qualche supporto? Oppure ancora è meglio mettere la perdita assoluta? Mille e più domande mi vengono per fare il giusto passo così da limitare le perdite e far correre i profitti!
    Non sono per il “compra e chiudi gli occhi!”
    Grazie in anticipo e una buona vita


  2. Massimiliano

    7 mesi fa  

    Ciao Andrea e grazie.
    È un investimento per il lungo termine, preferibilmente attuabile tramite Pac.
    Non occorre mettere stop loss. Eventualmente se vuoi vedere come vanno le cose e non esporti troppo puoi sottopesarlo in portafoglio.
    A disposizione e a presto!


  3. Daniele

    7 mesi fa  

    Ciao Massimiliano, l’articolo è interessante ma ci tengo a sottolineare que fattori, l’importanza del tempo inteso come di non aspettarsi rendimenti veloci e poi di non dar troppo per scontato i rendimenti medi che vengono proposti, lo dico perchè possiedo dal 2017 uno dei due etf da te proposti ed a oggi è in perdita con una volatilità annua alta. (Probabilmente perché ha seguito la situazione negativa di Europa, Cina, America, ecc.) Grazie per l’articolo.


  4. Alberto

    7 mesi fa  

    Ciao Massimiliano,
    articolo molto interessante, grazie!
    Volevo appunto chiederti come poter iniziare a fare questo tipo di investimento. È da un po’ che mi sto informando sugli ETF, ma ancora non ho capito se devo aprire un conto corrente e dove me lo consigliereste.
    Grazie in anticipo.


    • Massimiliano Trazzi

      7 mesi fa  

      Ciao Alberto, un ETF si negozia come un titolo azionario. Se hai già un conto corrente puoi valutare di agganciare un dossier titoli a quello. Il dossier titoli è il contenitore che racchiude i tuoi strumenti finanziari ed è collegato al conto corrente, nel senso che quando compri titoli prendi soldi dal conto e quando vendi il sistema accredita il conto.
      Non mi spingo a suggerire una banca piuttosto che un’altra, anche perchè occorrerebbe valutare diversi fattori.
      Parti magari analizzando le condizioni della banca con la quale lavori già.
      ciao!


  5. Massimiliano

    7 mesi fa  

    Ciao Daniele e grazie.
    Hai fatto un’ottima analisi e proprio nel porre i punti di attenzione trovi già le soluzioni.
    L’investimento è di lungo periodo, parliamo di seguire un megatrend, vuole dire ultra decennale.
    Il 2018 è stato in rosso per quasi tutte le asset class e praticamente tutte le borse mondiali (escluso il Brasile).
    Se investi tramite Pac la volatilità non dovrebbe spaventarci.
    I rendimenti indicati sono reali ma sono medie degli ultimi cinque anni. È sicuro che preso un singolo anno si può riscontrare un rendimento anche molto diverso dalla media.
    Da ultimo una nota “personale”: hai avuto secondo me lungimiranza nell’intuire questa opportunità, non metterla in discussione dopo così poco tempo. Dalle tempo. Solo verifica però che il portafoglio non sia sbilanciato.
    Ciao!


  6. Claudio

    7 mesi fa  

    Ciao Massimiliano,
    sono Claudio innanzitutto complimenti per i tuoi articoli, stavo valutando da un paio di giorni l’idea di sottoscrivere un Pac in Etf per la mia nipotina di 18 mesi, sicuramente quelli da te proposti cascano a fagiolo considerato il lungo termine, volevo chiederti come posso muovermi affinché ne possa beneficiare lei della somma accantonata qualora venga chiamato dall’onnipotente ( ho 62 anni) .Grazie ancora e buon proseguimento.


  7. Massimiliano

    7 mesi fa  

    Caro Claudio,
    Non sarà certo il tuo caso perché sei ancora molto giovane, ma mi atterrò al tuo quesito!
    Un ETF, come gli altri strumenti finanziari, in caso di dipartita del possessore, passano in successione in linea ereditaria. Quindi se hai moglie e figli il tuo patrimonio viene ripartito tra loro. Se però fai testamento puoi lasciare una parte dei tuoi averi anche a qualcun altro, purché non vengano violate le disposizioni in tema di legittima.
    L’alternativa potrebbe essere fare una polizza, che può essere intestata anche a un minore. Pro e contro della polizza sono benefici fiscali ma costi di gestione tipicamente superiori rispetto a un ETF.
    A presto


  8. Fatato

    7 mesi fa  

    L’ interessante sguardo sugli investimenti idrici è strettamente connesso con quelli Etici. Perché non dedicare un intervento preciso agli ETF SRI ESG per far meglio conoscere questa importante branca di possibili investimenti a favore del pianeta e di uno sviluppo sostenibile? Mi riferisco anche agli investimenti che non finanziano l’industria bellica, gli ogm, il gioco d’azzardo ecc. ….. ? Potrebbe essere molto interessante.


  9. Massimiliano

    7 mesi fa  

    Certo Fatato, prossimamente faremo un articolo anche su investimenti etici.
    Ciao!


  10. patrizia intravaia

    6 mesi fa  

    Ciao Massimiliano e grazie per i tuoi articoli sempre precisi e soprattutto chiarissimi anche per me che non sono avvezza a questa materia. Concludendo, nel lungo periodo si potrebbe investire su entrambi questi ETF ?


    • Massimiliano Trazzi

      6 mesi fa  

      Ciao Patrizia e grazie! Si, si potrebbe investire su entrambi questi ETF.
      A scanso di equivoci, intendo alternativamente su uno o l’altro. Non entrambi nel senso di contemporaneamente.
      ciao!


  11. cristiano

    4 mesi fa  

    Ciao Massimiliano,
    se non leggo male il Lyxor ha un controvalore scambiato giornaliero di circa 300k , pertanto non è molto liquido. Potrebbe essere un problema questo? grazie


    • Massimiliano Trazzi

      4 mesi fa  

      Ciao Cristiano, la liquidità di un fondo è certamente un elemento da considerare, anche se su questo specifico che citi non vedo un particolare problema. L’ingresso dovrebbe essere per il lungo termine e non dovrebbe essere quindi necessario uscirne a gambe levate dalla sera alla mattina.
      Inoltre se non hai quantitativi molto importanti non dovresti subire rallentamenti degni di nota.
      ciao!


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