Meglio fare soldi o seguire le proprie passioni?

Alcune settimane fa girava su Facebook questa vignetta che, per comodità di impaginazione sul blog, ho spezzato in due parti.

L’idea, ufficialmente tratta da un messaggio di Alan Watts, era quella di simulare una lezione in cui un insegnante proponeva un importante quesito ai propri studenti riguardante le loro scelte per il futuro per poi mettergli in evidenza come, molto probabilmente, tali scelte non gli avrebbero permesso di guadagnarsi da vivere.

A quel punto, messi i ragazzi alle strette tra denaro e passioni, l’insegnante faceva notare come scegliere di dedicare il proprio lavoro unicamente al denaro li avrebbe condannati ad una vita miserabile, in cui avrebbero messo il proprio cervello e la propria anima in naftalina e sarebbero stati condannati per tutta la vita a percorrere la famigerata “ruota del criceto” di cui abbiamo parlato già più volte in questo blog.

Ecco quindi la soluzione geniale dell’insegnante: “Lascia stare i soldi e dedicati alle tue passioni così sarai felice e realizzato!!”

In appoggio, arriva poi un secondo messaggio di grande forza e suggestione: “E’ molto meglio vivere una vita breve ma realizzata piuttosto che una vita lunga e miserabile!”

La vignetta ha in effetti colpito la mia attenzione ma, ancora di più, mi hanno colpito i commenti che su Facebook la accompagnavano, quasi tutti inneggianti alla grande saggezza del messaggio trasmesso dal fumetto e dal sedicente insegnante: “Abbasso il denaro, che schifo lavorare per i soldi, evviva la felicità, lo scopo della vita è essere felici e via di questo genere …”

Premesso che in ogni messaggio si possono trovare aspetti da condividere e che anche questo non fa in tal senso eccezione, credo tuttavia che la globalità dell’idea trasmessa dal fumetto sia fortemente sbagliata e oltremodo diseducativa soprattutto in quanto si presta ad una facile adesione da parte di chi lo legge e, per l’appunto, lo assorbe in maniera superficiale.

Ciò che non condivido affatto in questo fumetto non è infatti l’idea per la quale vivere e lavorare con l’unico obiettivo di portare a casa uno stipendio allontanandosi dalle proprie passioni e dagli stimoli della nostra anima (magari anche magro pur se la vignetta non lo dice) renda la vita povera e arida, il che è sacrosanto oltre che un pò scontato, bensì l’idea perniciosa che debba esistere una dualità nell’ambito della quale essere costretti a compiere una scelta comunque dolorosa:

  • Vuoi il denaro oppure seguire le tue passioni?
  • Vuoi una vita lunga oppure la vuoi felice e realizzata?

Ma … e se io invece desiderassi entrambe le cose? Chi dice che non possono essere realizzate contemporaneamente?

Perchè dover scegliere (e mettere questa idea in testa alla gente e, peggio che mai, ai giovani) tra il riuscire a realizzare le pulsioni della nostra anima oppure ottenere tutte le comodità, le opportunità e le soddisfazioni che un buon livello economico può contribuire a darti?

Il problema non è semplicemente sintattico nè marginale perchè, tristemente, non solo l’idea che il denaro sia una cosa in un certo qual modo “sporca” è fin troppo diffusa ma è altrettanto diffusa l’idea della dualità tra cose entrambe importanti ma che sembra non si debbano poter ottenere allo stesso tempo.

Vediamo alcuni esempi abbastanza noti e ricorrenti di cose che, per molte persone, si presentano come alternative:

  • Mangiare sano e mangiare in maniera gustosa
  • Essere sposati ed avere una vita di coppia sensuale ed appassionata
  • Avere successo nel lavoro ed avere molto tempo libero
  • Essere onesti e guadagnare molto bene
  • Essere sinceramente interessati al benessere delle altre persone e chiedere denaro per il proprio lavoro
  • Politicamente parlando, aderire integralmente alle idee e al messaggio della destra oppure a quello della sinistra

In tutti questi esempi (e potrei proseguire la lista con grande facilità) abbiamo due cose importanti messe in contrasto tra loro e ciò che la neurolinguistica ci insegna è che, quando alla nostra mente si presenta un’alternativa tra due possibilità, l’illusione percettiva che si genera fa si che la mente si chiuda all’idea che esistano ulteriori terze o quarte alternative per concentrarsi sulla necessità di compiere una scelta tra le due possibilità presentate come in contrasto tra loro.

Questa è peraltro una dinamica molto nota a chi lavora nel campo della vendita, chiamata per l’appunto “tecnica di chiusura della scelta alternativa” e basata sulla certezza del fatto che la grande maggioranza dei clienti, messi di fronte ad una scelta tra due possibilità, ne percorrerà con rapidità una delle due (“Preferisce ritirare lei la merce o spediamo a casa?”) scordandosi di avere delle opzioni ulteriori a propria disposizione (“Veramente vorrei prendermi del tempo per pensarci…”).

Proviamo quindi ad uscire dall’illusione percettiva e ad eliminare l’infelice idea di dover scegliere o mettere in contrasto due cose entrambe importanti come il denaro e la realizzazione personale ed iniziamo invece a porci e a porre ai giovani domande differenti del tipo:

  • Come potresti coniugare ciò che ti piace fare con il farne la tua fonte di reddito, possibilmente abbondante?
  • Quale tra le cose in cui sei bravo e appassionato può generare utilità o piacere per il tuo prossimo e come potresti fare a monetizzarla?
  • Cosa dovresti imparare che ancora non sai che ti potrebbe permetterti di guadagnarti da vivere facendo ciò che ami?

Ricordiamoci sempre: nella comunicazione, le domande sono tutto.

Le domande chiamano le risposte, guidano la comunicazione, influenzano la percezione in maniera sottile e nascosta dirigendo il focus e l’attenzione di chi è chiamato a rispondere.

Non dobbiamo necessariamente scegliere tra due cose importanti, cambiamo la domanda da fare a noi stessi e troviamo il modo per perseguirle entrambe.

Così come ci chiederemmo mai se abbia più senso rinunciare ad un occhio o ad una gamba, allo stesso modo non ha senso costringersi a scegliere tra il denaro e le proprie passioni o tra una vita lunga ed una felice … perchè dovrei farlo, chi lo dice?

Facciamo molta attenzione ai messaggi che riceviamo e che mandiamo in giro, possono sembrare vignette innocenti ma diventano semi che si innestano facilmente in una mente non attenta o non addestrata come può essere quella di una persona giovane e non è poi un caso se moltissime ottime persone non riescono a coniugare il denaro con la propria spiritualità o fanno fatica a chiedere un compenso per l’ottimo lavoro che hanno svolto … le idee sono importanti e, a proposito di ciò, ti consiglio di scaricare il mio audiotraining gratuito “I 5 KILLER DELL’INTELLIGENZA FINANZIARIA” grazie al quale potrai iniziare a lavorare sul costruirti una nuova e più funzionale psicologia finanziaria che non contenga dualità.

Allo stesso modo, ti invito a partecipare alla prossima edizione del corso, seminario attualmente ancora in promozione grazie al quale non solo potrai prendere il controllo della tua mente finanziaria ma acquisirai anche tutte le regole e le nozioni più importanti per poter creare benessere finanziario e felicità per te stesso ed i tuoi cari.

Alla prossima, stay tuned.

Roberto Pesce

 

10 commenti

  1. Giorgio

    4 anni fa  

    Concordo al 100% e se possibile di più con quanto hai scritto. Io ho avuto la fortuna di incontrare la storia qui presentata in vignette grazie ad un video. In quell’occasione il racconto portava a far riflettere sul fatto che fare ciò che ti appassiona e gratifica ti permette di avere un atteggiamento e un approccio che può portarti a soddisfazioni economiche importanti, ovviamente dopo aver risposto appunto alle domande “come può ciò che mi appassiona portarmi ad avere anche un guadagno?” 🙂

    È interessante notare come gli stessi racconti assumano significati quasi opposti a seconda dell’interpretazione suggerita, e come queste interpretazioni possano rendere la storia estremamente utile, o viceversa inutile, “dannosa”.

    Grazie Roberto per un altro articolo di grande qualità:)


  2. Angelo Marchi

    4 anni fa  

    tutto condiviso da me ,quello che hai detto. tanto più per un giovane.non possono essere distrutti i suoi sogni o amputarli con questi concetti di buonismo sociale anni 2000. oggi le idee possono realizzarsi in maniera molto più veloce di 10-15 anni fa: perché non possono essere accoppiate o complementari alle ns. inclinazioni dell’anima? fregnacce di persone che sono professori sulla carta (o biglietto da visita) ,ma non lo sono sulla vita reale.
    saluti,Angelo


  3. Tiziano

    4 anni fa  

    In effetti è vero; leggendo la vignetta sembra che si debba fare per forza una scelta che, se da un lato ti da soddisfazione, dall’altro ti nega la possibilità di essere felice. Invece possiamo e dobbiamo cercare la soluzione che porta entrambe le cose se le desideriamo veramente; o meglio, come dici tu Roberto, perché limitarci a due possibilità quando abbiamo varie opzioni a nostra disposizione. Quello che ci manca, e lo dico perché è così anche per me, è una maggiore apertura mentale che ci permetta di guardare in tutte le direzioni, altrimenti resteremo come e dove siamo.
    Ciao Roberto
    Un saluto da Tiziano


  4. Alberto Capocchi

    4 anni fa  

    Alberto
    Ciò che dice Roberto è senza dubbio condivisibile, ma questo tipo di cose esistono in questo momento storico perchè contrastano il pensiero delle generazioni passate che hanno dedicato la vita al lavoro, al successo(finanziario) e in alcune città fare soldi è stato un vero e proprio must.
    La perdita di valori di cui spesso sentiamo parlare è in parte da imputare a questo tipo di “pensiero unico” del raggiungimento di un certo “status”.
    Le generazioni del terzo millennio hanno bisogno di sentirsi svincolate da uno stile di vita “conforme” e meno male, perchè in questa rivoluzione tecnologica, sta sparendo il lavoro, come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi e sebbene vi siano notevoli possibilità, non è sempre semplice vederle.
    A vedere bene un fondo di verità nella vignetta che incoraggia a seguire il proprio talento c’è. Le nuove professioni infatti sono quasi sempre basate sulla condivisione tramite la rete della propria esperienza personale, che spesso non pensiamo possa essere utile ad altri, alla fine un pò come fare il trainer nel ramo finanziario.
    Giusto Roberto ?


  5. Cristina

    4 anni fa  

    Io sinceramente non la vedo proprio così 🙂 nel senso che nella vignetta mi sembra molto realistica.Si vede bene cosa accade nella maggior parte dei casi a giovani e meno giovani (soprattutto in questo momento di ‘crisi’ del lavoro).Posti davanti alla domanda: cosa faresti se non avessi bisogno di guadagnare per mangiare cosa decideresti di fare? La maggior parte di noi forse farebbe quello che generalmente fa per hobby e che lo appassiona (da vedere se poi continua ad essere così appassionante una volta che da hobby diventa lavoro ma questo è un altro paio di maniche..) e quindi da un certo punto di vista se si ha una forte passione è giusto cercare di farla diventare il nostro lavoro poi i soldi si suppone che verranno perché potremmo diventare molto bravi in quello che facciamo. La realtà dei fatti però è che per molte persone l’opportunità di ‘provare’ a buttarsi sui propri hobbies non è realizzabile quindi è chiaro che se non fossero costretti dalla necessità del denaro magari farebbero altre scelte. L’altro punto che io vedo è che la donna dice ‘se credi che fare i soldi sia la cosa PIU’ importante…butterai via la tua vita’ ma nel senso di sottomettere le proprie aspirazioni al denaro anche se quello che facciamo come lavoro non ci piace per niente. Ci sono molte sfumature. Spesso si arriva ad appassionarsi ad un lavoro che fa guadagnare molti soldi anche se non è la nostra aspirazione massima perché questo ci permette di vivere la vita che vogliamo di viaggiare o di coltivare i nostri hobbies in santa pace o di assicurarci una vita serena. In questo senso il denaro diventa un mezzo per ottenere le cose per noi più importanti. Io ovviamente non sono un’esperta di comunicazione ma le interpretazioni credo che possano essere molteplici e non tutte negative. Naturalmente è una mia visione del tutto personale:-)


  6. leonilde gallo

    4 anni fa  

    Grazie Roberto sono un’appasionata del mio lavoro,e so quanto è limitante dare il massimo e ottenere quel tanto che basta per vivere senza troppe poretese; inoltre scrivo e cerco di dare sempre grande spazio al talento. Ritengo che per brevi periodi ci si possa adattare a fare esperienze di lavoro che siano utili a crescere anche se non appagano totalmente il nostro talento mequello che ho imparato da te e da Livio è che si può e si deve diventare anche economicamente realizzati, questo non lo so ancora fare, ma almeno ho imparato che è vero, che si può essere “liberi” anche grazie al denaro, e si può scegliere come investirlo rimanendo onesti, questo ci porta ad avere più possibilità e Voi ne siete l’esempio. Auguro a tutti che il Vostro esmpio possa aiutarci davvero a crescere anche dal punto di vista finanziario, sono certa che ce la faremo, grazie Leo


  7. Luca Bider

    4 anni fa  

    condivido la mia esperienza per dimostrare che nella realtà tutto ciò è realizzabile e dipende solo dalle risorse a cui attingiamo. Nel 2007 ho scelto di abbandonare il posto di lavoro sicuro, poi la crisi ha colpito da lì a pochi mesi il nostro mercato. Non mi sono certo scoraggiato, ho ripescato dal cassetto il mio brevetto d’istruttore di surf e grazie alla passione per questo sport sono partito da Varese, ho aperto la scuola di surf a Viareggio, ora sono al quarto anno d’attività, e pensare che tutto è partito quando avevo deciso di scrivere una mail per rinnovare il mio brevetto.

    Ho creduto fortemente di potercela fare e ho “aspettato” che passassero i momenti di temporaneo insuccesso durante quest’esperienza da imprenditore di me stesso. Quando ero sconfortato, lontano da mia moglie ho ai numerosi clienti di darmi feed back sull’attività svolta insieme: a quanto pare ero riuscito a trasmettere la mia passione, molti di loro hanno ottenuto risultati fantastici che andavano oltre il puro piacere di cavalcare le onde perchè avvengono piccoli miracoli grazie alla pratica dello sport.
    Altro cambiamento, lascio in gestione la mia attività a Viareggio 11 mesi fa per tornare al nord a svolgere l’attività di amministratore di sostegno di un parente con una situazione economica abbastanza rilevante. Lontano dal mare e dalle onde cerco ogni giorno d’impegnarmi al massimo in quest’attività finanziaria.
    Sono sicuro che attingendo alla stessa forza, che adoperiamo nello svolgere le nostre passioni, quando affrontiamo la paura che scaturisce di fronte a nuove esperienze saremo tutti in grado di realizzarci con ciò che ci procura piacere e far sì che i profitti crescano !


  8. Alessandro Rizzati

    4 anni fa  

    Ciao Roby, come al solito un argomento intrigante.
    Prima di iniziare una domanda: CONOSCETE LA ZONA DI COMFORT?
    E’ quella zona o quel modo di vivere dove ci si sente a proprio agio.
    Questo viene inculcato ai bambini da quando si entra a scuola il primo giorno.
    Sempre le solite cose: studia bene per avere dei buoni voti e trovare un buon lavoro con un bello stipendio per comperarti una bella casa e trovarti una bella moglie per farti una bella famiglia.
    Tutto bello però… spesso accade che i giovani abbiano “capacità artistiche” che esulano dagli schemi tradizionali e che non trovino riscontro nei lavori “normali” per cui, visto che per vivere serve il vil denaro, devono adattarsi a fare un lavoro qualsiasi che però ti fa portare a casa la pagnotta.
    Questo stile di vita però può andare bene a corto termine, ma poi bisogna slegarsi e fare ciò che piace al 100%.
    Per fare ciò, ci vogliono senza dubbio guide che dirigano i giovani nel coltivare e monetizzare le proprie passioni e questo è difficile da trovare.
    Per finire, caro Roby, continua così con questo tuo modo inconfondibile di fare e di divulgare questa materia che magari un giorno diventerai ministro dell’istruzione (E NON SCHERZO).
    Un abbraccio
    Alessandro


  9. Idee imprenditoriali

    4 anni fa  

    Solo trasformando le proprie passioni in lavoro si può concretamente mirare a fare un mucchio di soldi 🙂 (e a divertirsi facendoli!)


  10. chesterfield

    2 anni fa  

    Secondo me è giusto un equilibrio tra le due cose…xk se non hai i soldi specialmente se sei tu l unico che lavora a casa e i tuoi famigliari ce li hai sulle spalle tu non puoi avere la coscenza apposto per essere felice tu….attenzione a tytti quelli che vi dicono non date importanza ai soldi…xk sono coloro che sfrutteranno il vostro talento per arricchirsi…un in bocca al lupo a tutti i giovani che hanno una passione…pretendete di essere pagati il giusto e tirate fuori i cosiddetti


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