Il mercato può essere davvero bestiale

Mercato bestialeNon siamo così unici come crediamo. Qualunque sia stata la spinta evolutiva che ha portato gli uomini a inventare l’economia, sembra che gli animali l’abbiano inventata prima di noi.

È questo che afferma l’etologa Manon Schweinfurth che, con i colleghi dell’Università di Berna, sta scoprendo come anche in natura si commerciano beni e servizi, si attirano clienti con offerte speciali, si fanno prestiti a lungo termine e si chiedono addirittura pagamenti per le prestazioni sessuali.

Comportamenti che al di là di quello che immagini, non sono solo attribuiti ai primati, considerati antenati abbastanza intelligenti da somigliarci, ma anche alle specie più improbabili: ratti, pipistrelli, pesci, ragni.

Forse da questi studi possiamo riconoscere comportamenti e imparare qualcosa sui nostri sistemi economici.

Di certo alcune scoperte sono così sorprendenti da strappare un sorriso.

Mercato: gli elementi base 

A insegnarci cosa sia il mercato sono i ratti. Anche se spesso li consideriamo più con disgusto che come fonte di conoscenza, i ratti sono animali altamente sociali e, proprio come noi, vivono in gruppi molto ampi e sono in grado di riconoscersi.

L’esperimento condotto dalla dott.ssa Schweinfurth riguardava un gruppo di femmine di ratto.

Ad alcune è stato bagnato il collo con acqua salata in modo che si prestasse a essere pulito solo se una compagna fosse disponibile a fare “grooming” (la toelattatura tra animali). Ad altre ha dato la possibilità di somministrare cibo destinato a un altro membro del gruppo solo premendo una leva. Dopodiché ha verificato che i ratti si scambiavano i due servizi in base alla regola della reciprocità. Cioè facevano più grooming a chi aveva donato cibo in precedenza e donavano più cibo a chi li aveva ripuliti.

Questa regola, lo scambio di merci o servizi, è uno degli elementi chiave in qualunque mercato, ma non è sufficiente.

Perché ci sia economia è fondamentale che oltre allo scambio ci sia un secondo aspetto: l’attribuzione di un valore a ogni merce. Ovvero la capacità di valutare due risorse diverse.

Ed è questo che i ratti hanno dimostrato di riuscire a fare. Hanno ad esempio premiato il membro del gruppo che ha dato loro un cibo di cui sono ghiotti come la banana, rispetto a chi gli ha portato un cibo meno “di valore” come la carota.

Allo stesso modo a una specie di primati, il cebo dei cornetti, è stato insegnato a usare il denaro. Gli sono stati forniti dischi di metallo in cambio dei quali ottenere mele, uva e gelatina.

Non solo hanno imparato ad usarlo perfettamente ma hanno anche approfittato dei saldi. Cioè quando le mele costavano meno, loro ne compravano di più!

Ancora più sorprendente è lo studio fatto su una razza di pipistrelli sudamercani: il vampiro vero di Azara.

Questo vampiro è protagonista di uno scambio a metà tra l’altruismo e un vero e proprio…prestito a lunga scadenza.

L’oggetto di scambio è il sangue, una risorsa vitale che il vampiro si procura mordendo altri mammiferi e che se scarseggia può significare la morte in pochi giorni.

Ecco perché alcuni di questi pipistrelli rigurgitano parte del pasto nella bocca di un altro pipistrello adulto per salvagli la vita. È l’inizio di un rapporto di scambio nel quale il pipistrello salvato, correrà in soccorso del salvatore in caso di bisogno anche parecchio tempo dopo, ripagando così il proprio prestito.

I ricercatori hanno anche verificato che il vampiro salvatore si attiva più facilmente quando sa che il favore gli verrà restituito. Ovvero quando ha a che fare con  un partner commerciale affidabile.

Ed è questo il terzo e fondamentale elemento che, come sanno bene gli economisti, sta alla base di tutti gli scambi: la fiducia.

Il “do ut des” è diffuso in realtà in parecchie specie anche diverse fra loro. Animali più piccoli che ottengono cibo in cambio di pulizie o manguste che si prestano come baby sitter dei cuccioli della femmina dominante in cambio di protezione.

Quello che non t’aspetti è che anche in natura ci siano promozione commerciale e truffe.

Mercato: pubblicità e truffe

I pesci pulitori della barriera corallina sono protagonisti di uno dei più limpidi esempi di pubblicità in regime di concorrenza.

La loro specialità sta nell’eliminare minuscoli parassiti che vivono sulle squame degli altri pesci che popolano la barriera ricavandone cibo. Per farlo si organizzano in piccoli gruppi. Gli altri pesci (futuri clienti) possono osservarli mentre lavorano e scegliere quelli, che a parere loro, offrono il servizio migliore.

Esattamente come se si trovassero in un grande centro commerciale ricco di offerte.

Il mercato però non è fatto solo di buone pratiche, lo sappiamo bene noi essere umani. Anche nel mondo animale ci sono “operatori scorretti”.

C’è una risorsa, oltre al cibo, per la quale nel mondo animale c’è chi non si fa scrupoli: il sesso.
Il sesso viene spesso offerto come merce di scambio. Succede anche nel caso del ragno Pisaura che, per ottenere prestazioni sessuali, ha inventato il pagamento “tarocco”.

Il maschio di questa specie offre alla femmina, in cambio della sua disponibilità, doni sotto forma di insetti avvolti nel bozzolo. Le femmine che lo ricevono non fanno obiezioni durante l’accoppiamento perché intente a mangiare.

Alcuni maschi però sostituiscono l’insetto con un seme sperando di scroccare la prestazione senza fare fatica, ma le femmine, appena se ne accorgono, interrompono l’accoppiamento anche se il partner non è pienamente soddisfatto.

Insomma anche nell’economia degli animali ci sono comportamenti a cui prestare molta attenzione e regole del gioco da conoscere.

Sia per gli animali che per noi essere umani queste regole si imparano affrontando le situazioni, sbagliando e correggendo i propri errori, oppure formandoci, leggendo e tenendoci informati.

Forse è solo questo il vantaggio competitivo che abbiamo.

Personalmente pensare che l’economia faccia parte anche di un mondo animale, istintivo e naturale me la fa sembrare quasi più…umana.

Giorgia Ferrari

2 commenti

  1. Andrea G.

    7 giorni fa  

    Leggendo quello che hai scritto mi è venuto in mente un articolo di un po’ di tempo fa (Il macaco mago della Borsa) in cui un macaco, dopo aver scelto 5 cubetti corrispondenti a 5 titoli dell’s&p Mib, in un mese ha battuto i fondi di investimento guadagnando 1,4% contro 0,7% 😀
    Quindi non solo fanno tutto quello descritto sopra, ma fanno anche i trader con un ottimo successo 😀
    Fantastico!


    • Giorgia Ferrari

      2 giorni fa  

      Il fattore C è una tecnica trasversale a molte specie 🙂


Commento

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