Il Maestro e Margherita e le lezioni dei momenti difficili  

Momenti-difficiliLa storia che ti racconto oggi ha a che fare con un gatto nero, un libro e la vita. 

Da poco più di un anno frequento un corso di Teatro.

Ho iniziato per curiosità, continuato per legittima difesa e ora è fonte di  ricchezza interiore, cultura e continui spunti di riflessione.

Qualche mese fa il direttore artistico del Teatro che frequento cercava, fra gli allievi del secondo anno, delle comparse per la messa in scena di “Il Maestro e Margherita”.

Appena sento il titolo alzo la mano.

“Il Maestro e Margherita”, scritto da Michail Bulgakov, è un romanzo inaspettato, da molti considerato un capolavoro. È un testo che va letto più di una volta perché si presta a innumerevoli interpretazioni. 

La storia contiene di fatto tre romanzi in uno, con stili narrativi e suggestioni molto diverse fra loro, tanto da far pensare che sia stato scritto a più mani.

Il pensiero che faccio mentre alzo la mano per dare la mia disponibilità è “voglio proprio vedere come fa a metterlo in scena”.

Da quel momento sono passati tre mesi rocamboleschi, faticosi e pieni di grande osservazione. 

Da una parte c’era la voglia di cogliere i segreti degli attori più esperti, dall’altra l’ammirazione per il visionario e meticoloso lavoro di montaggio dove nulla, nessun passo, nessun gesto o intonazione, voleva essere lasciato al caso.

Un solo problema: tre mesi non sono bastati. 

Per la sua complessità narrativa lo spettacolo durava quasi tre ore e noi siamo arrivati a ridosso della prima, con il Teatro sold out per tutte e tre le date previste, e una sola prova generale che si potesse definire accettabile.

Uno non si immagina cosa sia il dietro le quinte di uno spettacolo così lungo tra cambi d’abito, oggetti da portare e riprendere.

Nel momento in cui si spengono le luci e senti l’attacco della battuta introduttiva, percepisci un senso di inevitabilità. Come una valanga che inizia a rotolare e che, in un crescendo continuo, non si arresta finché non arriva in fondo.

Non esiste il “no scusate fermiamoci un attimo che non sono abbastanza preparata” o “la rifaccio che è venuta male”.

È buona la prima, come nella vita.

La sera del debutto, quasi miracolosamente, tutto fila liscio. 

La seconda sera invece, sul finire del primo atto, una delle protagoniste, Anna nei panni del Gatto nero, saltando da un trabattello appoggia male una gamba e si lesiona un ginocchio. 

Letteralmente strisciando esce dalla scena piangendo al buio.

Nei 15 minuti di pausa che seguono e dopo averla soccorsa e fasciata bisogna decidere cosa fare dello spettacolo. Manca ancora il secondo atto.

Attimi intensi. Il pubblico inizia a capire che qualcosa non va.

Anna insiste per continuare, fasciata e con l’ausilio di un bastone. In pochi minuti si ridisegnano verbalmente gli spostamenti, le uscite e le entrate e viene ridistribuito ogni incarico sugli oggetti di scena di cui lei si occupa. 

Non so ancora come, ma quel secondo atto è stato incredibile.

Per compensazione tutti abbiamo speso ancora più energia e l’immobilità del gatto è passata in secondo piano.

Il giorno successivo, si lavora febbrilmente nel pomeriggio per riorganizzare anche tutto il primo atto. C’è l’ultima replica. Il gatto va in scena dal primo minuto zoppicante e con il bastone.

Il pubblico non si accorge di nulla e noi finiamo increduli, stanchi e felici di aver superato una prova così intensa. 

Ho passato le ore successive insonne a ripensare a tutta questa esperienza.

Al di là della ricchezza emotiva che ho messo in valigia, ho sintetizzato tre lezioni che riporto alla vita nel suo complesso ma anche al contesto più specifico di cui è fatto questo Blog, cioè diffondere cultura finanziaria.

Capire le logiche

La prima lezione è che conoscere cosa ci sia dietro le cose te le fa comprendere veramente e ti mette nelle condizioni di costruirti un’opinione compiuta anche quando ti trovi davanti a un prodotto diverso. 

Succede a Teatro, come in qualunque espressione artistica. 

Ma è utile anche nella gestione del proprio denaro.

Penso a quando durante INTELLIGENZA FINANZIARIA, Roberto spiega le logiche di un investimento o dei sistemi di reddito passivo. Non ti dà la soluzione dicendoti in che cosa investire, ma ti mette nelle condizioni di saper valutare e scegliere.

I momenti difficili capitano

La seconda lezione è che per quanto tu sia prudente, le sfighe, o chiamiamoli momenti difficili, capitano. 

Quello che fa la differenza è: 

  • come reagiamo;
  • quanto siamo preparati per affrontarli.

Ancora una volta riportandoci alla nostra dimensione finanziaria. 

Ti può capitare ad esempio di perdere il lavoro, di avere un incidente o di dover affrontare una separazione. 

In quei momenti così difficili se hai ben chiara la tua situazione e ti sei creato adeguati margini di sicurezza, ovvero:

    • hai coperto ogni rischio con polizze adeguate,
  • hai messo da parte almeno 3/6 mesi di sopravvivenza finanziaria,

puoi permetterti il tempo di riorganizzare la tua vita. 

Più hai chiaro cosa ti serve, che mezzi hai e su quali competenze puoi contare, più facilmente e velocemente sei in grado di rimetterti in sesto.

La qualità delle relazioni

Terza lezione è che la qualità delle relazioni che ti costruisci fanno sì che nei momenti difficili tu possa avere il sostegno, la complicità e la chiarezza di intenti che ti aiuta a trasformare una traversia in un’opportunità. 

Per questo e anche nell’ottica di avere un posto in cui confrontarsi e crescere, da tre settimane è nata la Community di Educazione Finanziaria Efficace.

Un luogo, per ora virtuale (è un gruppo chiuso su Faceebook) in cui puoi trovare CULTURA FINANZIARIA GRATUITA e la possibilità di confrontarti con Roberto e con altri che, come te, hanno voglia di capirne di più su questi temi per migliorare la propria situazione finanziaria, qualunque essa sia. Ad appena 24 giorni dal lancio stiamo per raggiungere i mille membri!

Ora puoi iscriverti anche tu su www.robertopesce.com/community.

Al momento, l’unica cosa che non troverai dentro la Community sono i  gatti neri, ma non lo escludo per il futuro.

Giorgia Ferrari     

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