Ripensare il proprio lavoro e i propri guadagni tramite l’Intelligenza Finanziaria

Sono appena tornato da Malta dove ho partecipato da allievo alla prima edizione assoluta di “The BLUEPRINT – Modello Unificato di Comunicazione Persuasiva”, seminario nuovo fiammante partorito dalla fervida mente di Italo Cillo, il “Guru Italiano del Nuovo Internet Marketing“, personaggio e contenuti a cui devo molta della mia crescita in termini di organizzazione del business e della mia comunicazione web degli ultimi tre anni.

Come mi hanno scritto negli scorsi giorni alcuni lettori, credo davvero di guidare con esempio quando parlo di investire tempo e denaro in formazione e continuare ad investire su sè stessi e sul proprio bacino di conoscenza visto oltretutto che questo week-end parteciperò ad un altro evento di formazione e mi sto organizzando per fare un altro poderoso salto di qualità in area trading e investing tramite i miei mentori americani.

Non era però di questo che volevo parlare nell’articolo di oggi quanto piuttosto di una serie di riflessioni che stavo facendo in relazione all’[workshop_what what=”490″ color=”navy”] e al modo di organizzare la propria vita e il proprio lavoro.

Mi rendo conto che non solo il pubblico dei potenziali allievi ma io stesso, quando parlo di [workshop_what what=”490″ color=”navy”] e del corso relativo (a proposito, prossima data in calendario il [workshop_when what=”490″ color=”black”] a [workshop_where what=”490″ color=”black”], affrettati ad iscriverti!) mi concentro spesso sugli aspetti non solo più “misurabili” e monetizzabili ma anche che si riescono più facilmente a comunicare con poche parole e in poco tempo.

In sostanza, ci si ritrova spesso a parlare di [workshop_what what=”490″ color=”navy”] in relazione a temi come gli investimenti finanziari, la resa degli stessi investimenti, la borsa etc.

In realtà, dietro il concetto di [workshop_what what=”490″ color=”navy”] e all’interno del corso relativo c’è molto ma molto di più e personalmente credo sia la parte che in assoluto racchiude più valore.

Sviluppare la propria [workshop_what what=”490″ color=”navy”] significa infatti ripensare il proprio rapporto con il denaro a 360° e allargare la mente a tutte le possibilità e le potenzialità che lo stesso coinvolge, dal lavoro, al risparmio, alle spese, agli investimenti.

Tristemente, la stragrande maggioranza delle persone pensa e si rapporta al proprio lavoro in maniera abbastanza automatica (nel senso di rapportarcisi come un “automa), arrivo a dire talvolta quasi rassegnata o fatalista.

Certo, esistono molte eccezioni, ma soprattutto in un periodo di crisi e difficoltà come l’attuale moltissimi si aggrappano al proprio lavoro come una cozza ad uno scoglio o un naufrago alla propria zattera, senza prendere nemmeno in considerazione l’idea di poter trovare qualcosa di (decisamente) migliore o di poter migliorare radicalmente la propria professione o ruolo attuale.

A livello culturale mi sento di dire che esistano due gigantesche distorsioni mentali quando parliamo di lavoro e professione.

Da un lato il concetto deldiritto al lavoro” che lascia intendere che esista una sorta di “diritto naturale” al fatto che qualcuno (evidentemente o lo stato o un privato) ci debba offire un posto e una retribuzione così, per diritto di nascita, senza che sia sottolineato il fatto che si debba prima fare qualcosa per meritare tale posto e tale retribuzione.

Il lavoro non è un diritto naturale così come lo sono invece la libertà di parola, d’espressione, di culto, di movimento etc. Ci guadagniamo il diritto ad un lavoro (e al relativo guadagno economico) nel momento in cui contribuiamo alla vita, al benessere, alla crescita, alla prosperità, alla sicurezza, alla salute o al divertimento altrui fornendo un VALORE AGGIUNTO alla nostra azienda o ai nostri clienti.

Affrontando la questione da un angolo diametralmente opposto, visto che anche i bambini sanno che a livello pratico non c’è e non ci sarà mai lavoro per tutti, moltissimi di conseguenza tendono a sentirsi fortunati per averne uno o comunque a considerare il proprio ritorno economico un bene assoluto e imprescindibile e ciò anche e soprattutto quando il ritorno economico è assai scarso o ottenuto al prezzo di sacrifici importanti.

Pur consapevole dell’enorme limitazione del media-blog e dello spazio a disposizione che rende impossibile trattare in maniera compiuta un tema così importante e complesso vorrei provare a gettare un seme e uno stimolo nella tua mente sollecitandoti ad abbandonare allo stesso tempo sia l’idea del “diritto al lavoro” sia quella per cui avere un lavoro e guadagnare qualcosa tutti i mesi sia chissà quale traguardo e benedizione da tenersi ben stretto costi quello che costi.

Pur parlando con assoluto rispetto di tutti i mestieri e di tutte le professioni, NON E’ COSI’.

Volenti o nolenti, dedichiamo al lavoro la stragrande maggioranza del tempo della nostra vita, se non contiamo le ore di sonno in cui non siamo consapevoli, lavoriamo per ben più dell’80% della nostra esistenza.

Dovremmo chiedere al nostro lavoro ben più di un pugno di monete a fine mese.

Finanziariamente parlando, dovremmo chiedergli ABBONDANZA FINANZIARIA, se non subito quantomeno in prospettiva.

Ma dovremmo anche chiedergli la possibilità di permetterci di esprimere i nostri personali e unici talenti, la nostra creatività, di far si che il nostro lavoro fornisca un reale e tangibile contributo al miglioramento della vita delle altre persone con il conseguente e non secondario ritorno in termini di soddisfazione personale.

Un lavoro senza scopo, senza significato o, peggio, compiuto svolgendo attività che disprezziamo è un killer silenzioso, citoglie energia e soffio vitale giorno dopo giorno e non c’è denaro che possa ripagare una perdita del genere, figurarsi poi se la ricompensa monetaria è anche scarsa.

Tutti noi lavoriamo per denaro, ma le persone “ricche” sono quelle che lavorano non solo per denaro ma anche per il puro piacere di fare quello che fanno.

Il nostro lavoro dovrebbe stimolarci e permetterci di CRESCERE attraverso di esso, anno dopo anno.

Non ultimo, dovrebbe lasciarci ampi spazi di VITA PRIVATA, subito o in prospettiva, perchè se è vero che la vita è tutto sommato breve per tutti, è anche vero che ha molto da offrire e da assaporare anche al di fuori della sfera lavorativa.

Nel 2007, dopo alcuni anni di vera e propria sofferenza personale e professionale mi sono ritrovato a dover fare scelte importanti in ambito lavoro e professione, essendo oltretutto responsabile non solo per me ma anche per una moglie e per una figlia all’epoca con solo pochi mesi di vita.

Non posso dire che il processo attraverso cui sono passato sia stato facile, ma è stato importante e il frutto raccolto in seguito notevole.

La domanda che mi sono posto è stata: “Cosa voglio ottenere dal mio lavoro?

Mi ci sono voluti solo pochi minuti per rispondere (ero in treno e scrivevo su un bloc notes le mie risposte): “Abbondanza finanziaria (declinata con un numero ben preciso a fianco), soddisfazione personale, dedicarmi solo a ciò che mi piace fare e che so che porterà un reale contributo alla vita dei miei allievi e clienti, sicurezza per me e per la mia famiglia, crescita personale, tempo libero“.

Avevo però anche le idee chiare su quanto non volevo più: “Precarietà, insicurezza, sensazione di dipendere dagli altri o dagli eventi, infinite discussioni per arrivare a decisioni di compromesso, frequentare clienti, partner, collaboratori o situazioni che mi toglievano energia invece che darmene“.

Definire i valori e gli obiettivi a cui tendere, sono sincero, non mi diede immediatamente chiarezza su cosa fare ma mi permise di identificare senza ombra di dubbio cosa dovevo abbandonare ed eliminare e così feci nel giro di qualche mese.

Creato spazio nella mia vita e nella mia agenda, il resto venne di conseguenza da lì a poco perchè la natura aborre il vuoto e non è mai tirchia di proposte o soluzioni non appena ci rendiamo disponibili a riceverle.

Certo, per affrontare un processo del genere c’è bisogno di coraggio, di fiducia in sè stessi e di una certa dose di autostima ma queste sono tutte doti e risorse che si possono anche sviluppare e allenare. Poi, magari, ci aggiungerei un pizzico di follia che non guasta mai … ^_^ .

Possiamo e dobbiamo credere in un futuro migliore per noi stessi e per la nostra famiglia e molto di quel futuro passa attraverso le nostre scelte professionali.

Il lavoro che abbiamo fatto a Malta e tutto il know-how relativo al web marketing va in questa direzione (ma non è l’unica soluzione, ne esistono molte altre) ed è bello vedere che sono già in molte le persone che stanno ottenendo risultati rilevanti migliorando la propria vita tramite una ristrutturazione profonda della propria dimensione lavorativa.

Anche e soprattutto questo è [workshop_what what=”490″ color=”navy”].

L’argomento è tosto ed importante, lascia un COMMENTO all’articolo per esprimere un tuo parere in proposito o raccontare la tua esperienza personale.

Alla prossima, stay tuned!

Roberto Pesce

9 commenti

  1. Livio

    8 anni fa  

    Sai cosa penso Robi? Che molta gente pensi con la testa di 30-40 anni fa. Anche se sono giovani, e trant’anni fa dovevano ancora nascere, si approcciano al mondo di oggi con la mentalità degli anni 70-80, il più delle volte trasmessa dalla famiglia.
    Una volta la maggiorparte della gente faceva lo stesso lavoro per tutta la vita; trovata un’azienda per cui lavorare, si poteva pensare di “essere sistemati” e potersi permettere un mutuo…
    Oggi pensare in questi termini non è possibile.
    Sarebbe un po’ come scrivere al computer pensando di aver a che fare con una macchina da scrivere. Sembra che siano la stessa cosa, ma non è così.


  2. Fab

    8 anni fa  

    Ciao Livio,

    ho letto a suo tempo il tuo bellissimo libro “Istruzioni per vincere” e ti seguo ogni tanto sul tuo Blog!

    Secondo me invece il problema è un altro!!

    “Una mentalità di scarsità o abbondanza non dipende da ciò che possiedi ma da come pensi” by Roberto Re.

    Il tuo ex socio ci ha visto giusto!!

    E quindi siccome tanta gente pensa che c’è poco al mondo, è meglio cercare di pararsi il culo con il poco e certo piuttosto che rischiare con un lavoro autonomo oppure mettendo su una piccola impresa oppure per chi ha le potenzialità intellettuali ed economiche di andarsi a specializzare all’estero, meglio rimanere in Italia con un reddito certo piuttosto che rischiare il certo per l’incerto e andare all’estero!!

    I mass media sicuramente fanno un gioco sporco per fare il lavaggio del cervello e mantenere lo status quo!!

    E sicuramente i tanti negativi esempi di gente che si sistema con le raccomandazioni e i maneggi di vario tipo non incoraggiano il rischio e il conseguente impegno!!

    E comunque bisogna anche dire che a parte la mentalità di scarsità, è anche presente una pesante e insulsa mentalità edonistica basata su happy hour, vacanze,vestiti e cene fuori e quindi queste due mentalità si vanno poi a scontrare e provocano un corto circuito inevitabile!!

    Ciao!

    PS uno come te in USA come allenatore mentale di sportivi professionisti avrebbe un successone!!

    Secondo me sei perfettamente tagliato per questo tipo di professione da tutti i punti di vista e quello è il mercato ideale!! E lo sarà nel medio e lungo termine perchè nello sport professionistico in USA gireranno sempre molti ma molti soldi!!

    Addirittura una volta che ti sei fatto il nome in USA potrai fare una trasmissione televisiva di successo su questo tipo di tematiche!!

    Inizi con un programma su una web tv e poi fai un reality show di successo dove il tuo cachet sarà stellare!!


    • Livio

      8 anni fa  

      Fab,
      stai cercando di spedirmi lontano?????
      😉

      Ciao e grazie per la considerazione nei miei riguardi: apprezzo.


  3. Fab

    8 anni fa  

    Ciao Livio,

    per carità!!

    Io ho cercato in diversi modi di emigrare in USA e in Australia ma non ci sono riuscito!!

    Non avevo le carte giuste!!

    Ma se avessi ora come ora le tue carte non ci penserei un attimo!!

    Male che ti va, guadagni come ora ma con meno sbattimenti dal punto di vista commerciale perchè in USA il mercato del mental coaching per sportivi professionisti e sportivi amatoriali è moooooolto più ampio e dinamico rispetto a quello italiano!!

    Per non parlare del fatto che ti puoi inventare un’attività colletarale con più facilità e guadagnarci discretamente: diet coaching, web business ecc…!!

    Bene che ti va, guadagni 3/4 volte quello che guadagni in Italia!!!

    Benissimo che ti va, diventi davvero Ricco con la R maiuscola!!!!

    E ciliegina sulla torta i tuoi figli saranno bilingue e potranno frequentare buone università americane con tutti i relativi conseguenti benifici: essendo bilingue e avendo la doppia cittadinanza potranno lavorare sia in USA che in Europa!!

    Il “Phisique du Role” lo hai alla grande, le conoscenze specialistiche pure, le esperienze professionali di successo pure, l’entusiasmo pure!!

    Che te manca????

    La moglie non vuole!!

    E allora come si suol dire:

    “Fra moglie e marito, non mettere il dito!!”

    Ciao!

    Fab

    PS What a Pity!!!


  4. Fab

    8 anni fa  

    Ciao Livio,

    a proposito della mentalità del posto fisso, guardati questa:

    “Io, casalinga milionaria grazie
    alla tv alla ricerca di un impiego fisso”

    http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_02/depaoli-casalinga-milionaria_2f2b28c0-2e93-11e0-ac59-00144f02aabc.shtml

    Mio commento: si ok, è stata sfortunata ma ora che ha un milione di euro e il suo sogno nel cassetto è fare l’organizzatrice di convegni piuttosto che chiedere il posto fisso come receptionist e/o il posto come impiegata in una società di organizzazione eventi, potrebbe mettere sù la sua agenzia di organizzazione eventi!!

    Se proprio non le va di crearla da sola, ci sono franchising specializzati in questa particolare tipologia di servizio!! Oppure ci sono franchising specializzati su servizi simili come il wedding planning!!

    Invece la mentalità qual’è: soldi da parte per la casa e cash da parte ( i peggiori investimenti possibili!! ) e stipendio fisso!!!

    E la tipa ha un milione di euro da parte e ha studiato!!

    Figurarsi il giovinastro medio tutto happy hour e chiacchiere da bar!!

    L’unica giustificazione che potrebbe deporre a suo favore per un atteggiamento così rinunciatario è che ha avuto troppe porte sbattute in faccia e quindi manca completamente di fiducia in se stessa!!

    Cambiamo argomento!

    1)Un interessante spunto per tutti i lettori del Blog:

    “Sono solo a metà ma sto leggendo un libro di management molto interessante.
    Si chiama Life ed è l’autobiografia di Keith Richards, chitarrista e fondatore dei Rolling Stones……”

    http://blog.imprenditore.me/2011/01/lezioni-di-management.html

    2)Un idea per il tuo prossimo Best Seller!

    Visto che sei anche un esperto di fisiologia positiva e vincente, potresti scrivere un libro intitolato:

    “100 Regole per una Fisiologia Vitale e Dinamica” oppure un titolo più accattivante potrebbe essere:

    “100 Regole per una Fisiologia Esplosiva!!”

    Poca (ma significativa) teoria e taglio molto pratico.

    E te lo fai pubblicare da AVallardi come ha fatto Steve Chandler, un bravissimo coach americano:

    http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__100-regole-per-fare-fortuna.php

    ( con lo stesso editore ne ha pubblicati altri tre!!)

    Se lo fai, sarà un successone!!

    Ciao e buona domenica!!

    Fab


  5. anna

    8 anni fa  

    Ciao Roberto
    molte delle considerazioni che hai qui esposto,le ho maturate nel tempo.
    Quando ci si rende conto di indossare un’esistenza non adeguata alle proprie misure , si vive in uno stato di disagio invalidante.
    è come dici tu : ” ci toglie energia e soffio vitale” cercando di adeguarsi di non dare troppa attenzione a quei segnali di malessere che ci arrivano.
    Visualizzo questa condizione come ad un vestito fuori misura, anche se lo sentiamo stretto e lo vediamo corto invece che cambiarlo ci adeguiamo a lui , tiriamo indietro la pancia, cerchiamo di non muovere troppo le braccia , ci muoviamo piano , ignoriamo le limitazioni.
    non ci riconosciamo il diritto di avere un abito adeguato a noi.
    Il cambiare abito porta a trovare nuove soluzioni a tracciare nuove strade a porsi domande , a capire dove dirigere l’attenzione e quale prossimo passo è necessario e sopratutto affrontare l’ignoto.
    ci vuole equilibrio , lucidità , disciplina .
    ma sopratutto fiducia
    ogni giorno che noi iniziamo è un atto di fiducia che compiamo.
    di questi tre requisiti quello a cui io cerco di rammentarmi più spesso è l’equilibrio
    ciao
    Anna


  6. francesco

    8 anni fa  

    mi sento molto inadeguato!
    più mi informo e più sto male!

    penso che mi accadrà qualcosa!

    scoppierò e poi chissà!

    saluto.


  7. Renato

    8 anni fa  

    Ciao Dr. Fish! grazie per il tuo post che mi trova d’accordo soprattutto per ciò che riguarda l’ascolto dei nostri desideri e bisogni….

    poi ti chiedo sfacciatamente:

    🙂

    Quando è che tu e Livio ci confezionate un fantastico corso di web-marketing?

    io sono già in prima fila….

    un abbraccio

    Renato


  8. paola

    7 anni fa  

    Bello lo spirito e l’energia. Grazie per la condivisione. Apprezzo!


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