My name is… Bond ???

E in effetti non potevo non iniziare in  altro modo questa mini serie di articoli relativi al mondo obbligazionario con il quale Roberto Pesce mi ha chiesto di introdurre e accompagnare i lettori del blog per le prossime due settimane se non citando citando la celebre battuta “My name is Bond, James Bond!!!” (detta francamente, Roberto Ivaldi mi ha praticamente costretto ad usarla se volevo essere pubblicato ^_^).

Giusto per riassumere e non lasciare nessuno indietro, purtroppo io non sono nè Sean ConneryDaniel Craig o altri famosi attori  che hanno interpretato il mitico James Bond 007, celebre agente segreto con licenza di uccidere al servizio della regina di Inghilterra ma, più modestamente, mi occupo di consulenza finanziaria indipendente e di formazione e il mio nome è MICHELE COLOSIO.

Conosco Roberto Pesce da alcuni anni e praticamente da quando abbiamo iniziato a confrontarci parliamo di come far convergere le nostre rispettive professionalità per aiutare le persone a sfuggire alle grinfie rapaci di bancari e promotori e riuscire ad investire con successo il proprio risparmio in maniera autonoma e funzionale alle proprie esigenze.

Adesso, con questa splendida iniziativa della BOND ACADEMY riteniamo di poter mettere un tassello fondamentale in tal senso rendendo disponibile sia il know-how che personalmente utilizzo da anni per gestire buona parte dei patrimoni anche importanti di molti miei clienti che una costante selezione e segnalazione degli specifici titoli che invieremo settimanalmente tramite una newsletter. Da qui anche la mia presenza su questo blog, su cui per la verità avevo già scritto in passato come ospite, ma che adesso mi vedrà protagonista un pizzico più assiduo e con un mio spazio personale di cui sono molto fiero.

Stiamo naturalmente parlando di obbligazioni, più comunemente e tecnicamente chiamate anche “BOND” nel linguaggio finanziario, da qui il gioco di parole con il celebre 007 e il nome della stessa BOND ACADEMY (che poi a tutti gli effetti qualcosa in comune le due cose lo hanno visto che si parla sempre di rischio, immancabile ingrediente nelle avventure della spia più famosa del cinema, ma anche elemento assolutamente da non sottovalutare in ambito finanziario).

Nella pagina web dedicata alla BOND ACADEMY, Roberto Pesce ha messo gratuitamente a disposizione un audiotraining da lui personalmente registrato e intitolato “ABC Obbligazioni in 30 minuti” che ti invito subito a SCARICARE e ASCOLTARE CON ATTENZIONE. Con questo primo articolo sul tema e con i successivi cercherò invece di riassumere alcuni elementi importanti da comprendere sul mondo obbligazionario ma anche di scendere in alcuni aspetti meno noti ai non addetti ai lavori.

Partendo proprio dall’ABC, diciamo subito che le obbligazioni sono strumenti finanziari  rappresentativi di un rapporto di debito/credito fra un emittente, che intende raccogliere capitali utili a finanziare le proprie attività, e un investitore che sottoscrivendo i titoli acquisisce il diritto alla riscossione di un interesse e al rimborso del capitale.

L’obbligazionista, pur assumendosi il rischio d’impresa, a differenza dell’azionista non partecipa all’attività gestionale dell’emittente, non avendo diritto di voto nelle assemblee, ma è più tutelato dell’azionista la cui  remunerazione del capitale di rischio è subordinata al preventivo pagamento di interessi e rimborsi agli obbligazionisti.

Le obbligazioni sono generalmente meno volatili, ossia il loro prezzo oscilla meno dei titoli azionari e perciò sono considerate dagli investitori meno rischiose e rappresentano la maggior fetta del portafoglio di molti risparmiatori che per età, avversione al rischio, ricerca di semplicità gestionale e obiettivi personali le preferiscono al più volatile investimento azionario.

Le obbligazioni a tasso fisso offrono all’investitore, dando per scontata la solvibilità dell’emittente, il grande vantaggio di poter calcolare, al momento dell’acquisto, il rendimento ottenibile portando il titolo alla naturale scadenza e perciò permettono di pianificare il proprio bilancio economico grazie alla conoscenza delle cedole da incassare e del rimborso del capitale a scadenza.

A dispetto della loro apparente semplicità le obbligazioni hanno tuttavia dei meccanismi di funzionamento che le rendono piuttosto complesse e la scelta dei titoli tra le molteplici tipologie disponibili necessita di saperne padroneggiare gli aspetti principali in modo da poter selezionare un paniere di obbligazioni adatto ai propri obiettivi.

In effetti, l’intero progetto della BOND ACADEMY nasce proprio con questo scopo: mettere le persone nelle condizioni di sapersi strutturare un portafoglio obbligazionario ben bilanciato e tarato sulle proprie specifiche esigenze così come potrebbe farlo per loro un ottimo consulente finanziario indipendente con però un costo di consulenza assai più ingente e di conseguenza meno favorevole per tutte le persone sotto un elevato livello di patrimonialità.

Tornando a noi,  scegliere un’obbligazione significa sapersi orientare tra diversi emittenti (stati, enti pubblici, enti sovranazionali, aziende) con diversi rating (dall’investment grade allo speculative grade), tra tassi fissi e variabili, tra cedole fisse, crescenti, decrescenti o indicizzate, tra durate finanziarie variabili da pochi mesi a decine di anni.

L’investitore obbligazionario deve poi fare i conti, oltre che con il rischio di credito che deriva dall’incapacità dell’emittente di pagare le cedole periodiche e/o di rimborsare il valore nominale alla scadenza, anche con altri rischi meno evidenti tra cui spicca il rischio di prezzo (o di mercato) che determina la diminuzione o l’aumento del prezzo dei titoli all’aumento o alla diminuzione dei tassi di interesse e potrebbe rappresentare un problema in caso di vendita dei titoli prima della loro scadenza.

Un aiuto ci può venire da Fondi comuni ed ETF che investono in titoli obbligazionari ma questi strumenti, accanto al vantaggio della diversificazione e della minor complessità di scelta, hanno anche alcuni aspetti negativi che vanno considerati. Innanzitutto il costo di gestione dei prodotti (pur inferiore per gli ETF rispetto ai fondi) che erode una parte del rendimento ottenibile, soprattutto in un contesto di rendimenti relativamente bassi come quello odierno.

Il metodo di selezione dei titoli di Fondi Comuni e ETF è inoltre generalmente basato sull’ammontare delle emissioni, così che, ad esempio, in un ETF o in un fondo governativo area euro un peso notevole sarà rappresentato dai Titoli di Stato dei paesi maggiormente indebitati come l’Italia.

Un ultimo ma tutt’altro che secondario aspetto che voglio sottolineare è che mentre investendo direttamente in un’obbligazione la durata finanziaria dell’investimento si riduce con il trascorrere del tempo e l’avvicinarsi della scadenza, nel caso di ETF e Fondi Comuni (che non mantengono i titoli in portafoglio fino a scadenza ma li sostituiscono man mano con nuovi titoli) la duration viene mantenuta all’incirca costante esponendo sempre l’investitore al già citato rischio di mercato.

In sostanza, a causa della variabilità dei tassi di interesse, investendo in etf e fondi obbligazionari non è possibile sapere a priori il rendimento ottenibile, a differenza della prevedibilità del rendimento a scadenza di un titolo a tasso fisso.

Tutti questi elementi e molti altri ancora saranno oggetto di grande attenzione nel seminario [workshop_what what=”492″ color=”navy”]  che condurrò assieme a Roberto il prossimo [workshop_when what=”492″ color=”black”] a [workshop_where what=”492″ color=”black”].

Nei prossimi articoli parlerò invece di come utilizzare le obbligazioni per proteggersi dal potere erosivo dell’inflazione e di come costruire portafogli di investimento a capitale protetto.

A presto quindi!

 

 

Michele Colosio

1 commento

  1. Massimo

    7 anni fa  

    Una chiara introduzione; attendo con ansia le puntante successive…


Commento

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