KRAFT: sottiletta o buon investimento?

Kraft-InvestireTutti conoscono le sottilette Kraft, così come la maionese e molti atri prodotti dell’azienda alimentare americana.

Pochi però conoscono la realtà industriale che vi sta dietro.

The Kraft-Heinz Company, denominazione assunta a seguito della fusione del 2015 tra la Kraft e la Heinz, è oggi la più grande società alimentare del Nord America e la seconda al mondo dopo Nestlè. La quinta al mondo se consideriamo il più ampio mercato food & beverage.

La storia dell’azienda inizia, come tradizione romantica vuole, quando James Kraft, un canadese di origini tedesche, avviò nel 1903 l’attività di vendita al dettaglio di formaggio a Chicago, trasportando i prodotti caseari su un calesse a cavallo.

Oggi il Gruppo Kraft vanta un fatturato annuale di oltre 26 miliardi di dollari, vendite in 150 Paesi, attraverso filiali operative in 40 Paesi in tutto il mondo.

È quotato al Nasdaq con sigla KHC.

Questo titolo presenta diversi motivi di interesse che andremo ad analizzare nell’articolo di oggi.

Food & Beverage: piace tanto a Warren Buffett!

Quello del food & beverage è un mercato maturo, piuttosto stabile, con una crescita lenta ma robusta.

Presenta dinamiche tutto sommato prevedibili e i grandi player riescono a governare il mercato con le dovute cautele, ma senza grandi sorprese.

Proprio la stabilità e la prevedibilità dei trend di mercato è tra le prime qualità di un buon business secondo Warren Buffett.

Un altro aspetto molto importante da prendere in esame è la comprensibilità del prodotto. Per un investitore consapevole è importante capire quello in cui si sta investendo.

Non è quindi un caso che, nel tempo, l’oracolo di Omaha abbia inserito in portafoglio diversi importanti marchi della grande distribuzione (Coca-Cola su tutti).

Nello specifico, Kraft Heinz è attenta ai gusti e alle nuove tendenze all’interno dei mercati serviti.Kraft-Investire

Alcuni ingredienti, infatti, vengono maggiormente apprezzati in certi Paesi rispetto che in altri e alcune formulazioni sono disponibili solo in specifiche aree geografiche.

Per esempio, i clienti canadesi, inglesi, australiani e venezuelani preferiscono una versione di ketchup più dolce rispetto a quelli di Stati Uniti ed Europa, che apprezzano maggiormente una versione più speziata.

Il mercato F&B è decisamente competitivo, con molti nuovi player sui segmenti “basso costo” oppure “bio” che vanno ad intercettare una parte non trascurabile del mercato globale. Ciò nonostante, la forza del marchio e la leadership conseguita fino ad oggi garantiscono a Kraft, così come ad altri grandi nomi, una sicura e forte permanenza nel settore.

La sua leadership di mercato le ha consentito, come si può immaginare, di conseguire brillanti risultati economico-finanziari.

Kraft Heinz: alcuni indicatori di bilancio

Il Gruppo Kraft Heinz presenta risultati consolidati annuali soltanto dal 2016, essendo la fusione avvenuta nel corso del 2015.

I dati che puoi leggere qui di seguito fotografano nel migliore dei modi quanto abbiamo detto in merito al business: sostanziale stabilità dei volumi e dei profitti.

È molto interessante notare l’assoluta eccellenza della marginalità (quasi 30%). Essa rappresenta una rarità non soltanto nel business del F&B, ma nell’imprenditoria in generale.

La trimestrale al 30.09.2018 presenta i seguenti risultati:

Kraft-economico-trim

Sostanziale stabilità del fatturato e calo di marginalità, seppure a livelli ancora molto buoni.

Concentriamoci un momento su questa riduzione di Ebitda (-7,1%) avvenuta nei primi nove mesi del 2018, per comprenderne meglio la portata.
Come si evince dalle parole del Ceo Bernardo Hees, nella relazione trimestrale, il calo dell’Ebitda è stato principalmente determinato da investimenti in capacità strategiche, costi generali più elevati e costi della materia prima in crescita più che proporzionale rispetto alla crescita dei volumi.

Il posizionamento della Società, tuttavia, rimane solido e sostenibile, e ci si attende sempre molto profittevole anche nel futuro.

Dal punto di vista patrimoniale riscontriamo un rapporto debt/equity di 0,46, quindi sotto controllo, risultato di un patrimonio netto di 66,2 miliardi di dollari ed un indebitamento finanziario netto di 30,3.

Kraft Heinz: come sta andando il titolo in Borsa

A New York il titolo Kraft è risultato piuttosto “sottiletta” negli ultimi diciotto mesi, sottoperformando decisamente l’indice Dow Jones.

Dal grafico che segue puoi vedere l’evoluzione dal 2016 ad oggi: Kraft ha registrato un calo del 27,7% a fronte di una crescita del 41,5% dell’indice americano.

Kraft-Andamento

Gli investitori hanno penalizzato il titolo a causa principalmente di risultati inferiori alle attese, seppur nella sostanza positivi.

Siccome la Borsa si muove sulle aspettative, ecco spiegato in buona parte il risultato non brillante delle quotazioni.

Multipli e target dell’azione

Giunti a questo punto, cosa possiamo dire in merito all’attuale quotazione di KHC che attualmente oscilla tra i 51 e i 52 dollari per azione?

Il titolo è in calo di quasi il 50% dai massimi del 2017. Con un rapporto Prezzo/Utili di 6,13 è, tra i big del Food&Beverage, uno dei più a buon mercato.

I competitor General Mills e Kellog Company presentano entrambi un rapporto P/U di 11,7 circa, quindi quasi doppio rispetto a quello di Kraft.

Le opinioni di target price (prezzo obiettivo) sul titolo KHC convergono su un valore di circa 61 dollari per azioni, con un potenziale di apprezzamento medio quindi attorno al 17%.Kraft-Target-price

Le probabilità di ulteriori ribassi pronunciati sono dunque modeste.

La parte alta della forchetta vede un prezzo obiettivo di 83 dollari per azione, con potenziale apprezzamento del 67% rispetto alle quotazioni attuali, mentre sulla parte basse forchetta, il target si colloca a 47 dollari per azione, con un potenziale ribasso del 10% circa.

Si ritiene quindi il titolo Kraft solido e con un favorevole rapporto rischio-potenziale rendimento.

Inoltre, la società distribuisce dividendi ad ogni trimestre, quindi quattro volte l’anno (si veda anche il grafico dei prezzi sopra riportato: la lettera “D” nel circolino verde significa “stacco dei dividendi”).

Il rapporto dividend/yeld è al momento quasi al 5%, il che rappresenta un valore decisamente buono. Significa che in costanza di quotazione del titolo (nel nostro caso a 52 dollari per azione), ogni anno si otterrebbe un rendimento da dividendi del 5%, ai tassi attuali certamente meglio del mercato obbligazionario (e senza molto rischio in più).

Nel precisare che i contenuti di questo articolo non devono essere in alcun modo intesi come un invito all’investimento, ma fungere soltanto da spunto per analisi e stimolo alla comprensione dei mercati finanziari e del business, penso che il titolo sia ben posizionato e dovrebbe garantire soddisfazioni agli investitori nel medio periodo.

Attenzione: stiamo parlando di un investimento in dollari americani,  ciò significa mettere in conto l’esposizione al rischio cambio Eur/Usd (considera sempre la componente Forex).

Nella tua valutazione considera anche che la tassasazione su eventuali capital gain e sui dividendi è maggiore rispetto a quella applicata ai titoli italiani (si paga prima la tassazione americana e su quello che rimane la tassa italiana).

Aspetto i tuoi commenti e buon investimento.

Massimiliano Trazzi 

2 commenti

  1. Cristian Giacomoni

    2 settimane fa  

    Volevo ringraziarti per lo stimolo e l’interesse che suscitano i tuoi interventi sul blog. Ovvio che vien voglia di investire subito sul titolo e forse non sarebbe una brutta mossa considerando il periodo, ma la direzione corretta credo che sia proprio quella di iniziare a valutare titoli con i paramentri che consigli di osservare.
    Grazie!


  2. Massimiliano

    2 settimane fa  

    Ciao Cristian e grazie per il tuo commento. Certo, il rischio che gli articoli somiglino un po’ ad un servizio di segnalazione titoli c’è! Tuttavia è bene partire sempre dall’analisi della propria situazione personale. Patrimonio, propensione al rischio, obiettivi, orizzonte temporale. Una volta stabilito ciò si compone (o si controlla) la propria asset allocation. Solo in ultima istanza si selezionano gli strumenti e tutti devono essere coerenti con il progetto di investimento generale. Lo stesso titolo può essere quindi adeguato per una persona e non per un’altra. Va in oltre considerato che le mie analisi sono quasi sempre calibrate sul medio lungo termine. Nel breve quindi i titoli potrebbero anche subire delle perdite di valore, come per altro è accaduto ad alcune azioni italiane che mi piacciono particolarmente. Grazie e a presto!


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