Le routine del trading: “Quanto tempo devo dedicare ogni giorno o ogni settimana?”

Negli ultimi due articoli pubblicati sul blog ho presentato i diversi STILI DI TRADING ed i relativi time-frame (orizzonti temporali) su cui tali stili si articolano.

Per concludere il nostro discorso ciò di cui ci rimane da parlare sono la routine operativa e la frequenza di attenzione che ognuno di questi stili richiede.

Questi aspetti sono molto importanti da considerare in quanto un errore tipico che moltissime persone compiono quando si approcciano al trading o ad un corso o seminario che insegna tecniche di trading o investing in azioni, ETF, ETC, forex, opzioni o altro strumento finanziario è sottovalutare l’impatto e le necessità di quanto appreso sulla propria gestione del tempo.

Poche cose sono infatti così sicure nella vita di una persona come il fatto che, in una società frenetica come quella in cui viviamo, ci ritroveremo sistematicamente a corto di tempo libero disponibile per effettuare tutte le attività di cui ci piacerebbe occuparci. Oltretutto, parlando di trading e investing, non si tratta soltanto di avere del tempo ufficialmente libero ma di avere anche in quello stesso momento la mente sufficientemente sgombra e riposata e un minimo di silenzio attorno a sè.

Se infatti ci si può riuscire ad organizzare per la classica partita di calcetto con gli amici dalle 18 alle 20 uscendo dal lavoro (attività che impegna fisicamente ma non mentalmente sul cui fronte anzi agisce da “scarico” delle tensioni e dei pensieri accumulati durante il giorno), più complesso e meno realistico è pensare di destinare tutte le sere lo stesso intervallo di tempo al trading (che invece è un’attività che a sua volta “impegna” cervello e emozioni invece di rilassarle) , magari utilizzando il proprio collegamento internet di casa, casa in cui ad accoglierci ci sono partner, figli e altri familiari che giustamente richiedono la propria quantità di tempo e attenzione, per non parlare dell’amata poltrona che ci aspetta a braccia aperte …

Tutto questo aspetto è così vero che, nell’organizzare la mia attività di formazione nel campo del trading, ho cercato di lavorare su questo aspetto sviluppando come prima cosa (ritengo ad oggi unico in Italia) una metodica che, lungi dall’essere perfetta ed infallibile, trae tuttavia il suo meglio dall’essere ottimizzata per IMPEGNARE LA MINOR QUANTITA’ DI TEMPO POSSIBILE da parte di chi la applica.

In effetti, per chi partecipa ai miei corsi

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  • [workshop_what what=”494″ color=”navy”]  (corso di approfondimento online), inizio prossima edizione [workshop_when what=”494″ color=”black”]

il messaggio che arriva loro forte e chiaro è che, nell’ambito dello stile di trading che decidono di utilizzare, la tipica routine da seguire deve avere questa frequenza:

  • SWING TRADINGda 1 a 2 ore di tempo tutti i giorni a borsa chiusa (quindi la sera se si lavora sul mercato italiano o la mattina successiva per via del fuso orario se si lavora sul mercato USA)
  • CORE TRADINGda 1 a 2 ore di tempo tutte le settimane a borsa chiusa a livello settimanale (quindi nel week-end)
  • POSITION TRADING – inizialmente lo stesso tempo del core trading, una volta costruito il proprio portafoglio titoli di media meno di mezz’ora di impegno ogni fine settimana

Le attività tipiche da svolgere in questa routine sono:

  1. Punto dei mercati (più importante per gli stili “corti” che per quelli lunghi)
  2. Ricerca nuovi titoli su cui investire (questa parte di lavoro mangia molto più tempo all’inizio della propria attività e decresce sensibilmente in seguito quando si comincia ad avere il proprio portafoglio titoli già almeno parzialmente occupato o se si utilizza un software specifico per lo “stock screening” come GERONIMO TRADING MANAGER)
  3. Compilazione e aggiornamento delle proprie watch list
  4. Inserimento sul mercato degli ordini selezionati come potenziali entrate per il giorno o la settimana in questione
  5. Gestione delle posizioni attive in portafoglio, eventuale spostamento degli stop loss o dei take profit
  6. Analisi delle posizioni chiuse e compilazione del proprio trading journal (diario dell’operatività svolta)

Come si può facilmente intuire da quanto sopra, quando parlo di 1-2 ore di impegno su base giornaliera o settimanale intendo chiaramente un tempo medio che sarà probabilmente maggiore agli inizi quando non si sono ancora affinate le proprie procedure ed occorre riflettere a lungo su ogni passo da compiere e molto meno a regime quando una procedura che richiedeva magari 20-30 minuti può venir liquidata con un rapido colpo d’occhio e qualche clic del mouse.

In ultimo, mi preme ribadire ancora una volta come per guadagnare in borsa e dal trading non sia sufficiente semplicemente conoscere un pò di analisi tecnica o fondamentale nè tantomeno  sia richiesto avere chissà quale “fiuto o intuito” prodigioso.

Il trading impostato professionalmente può permettere grandi guadagni e per molti decenni a chi lo pratica ma richiede know-how, metodo, esperienza e costanza e metodicità nella propria applicazione.

Alla prossima, buon trading!

Roberto Pesce

6 commenti

  1. Fabrizio Farnedi

    8 anni fa  

    Ciao Roberto,

    bel post, complimenti!!

    Utile anche per capire come funzionano certi aspetti dei tuoi corsi.

    Ti vorrei fare un paio di domande:

    1 DOMANDA:

    Qual’è la tipica routine da seguire per il “Guerrilla Trading” che insegni al corso avanzato ” Group Trading Coaching Academy”?

    2 DOMANDA:

    Per quanto riguarda lo swing trading sul mercato USA, a me risulta che Wall Street chiude alle 22,00 , ora italiana.

    E quindi non si capisce perchè la routine di due ore al giorno per questo tipo di trading occorre svolgerla la mattina successiva.

    Perchè invece non si possono dedicare due ore immediatamente dopo?

    Ad esempio dalle 22,30 a mezzanotte e trenta.

    Let us know if you feel like.

    Ciao!


  2. Roberto Pesce

    8 anni fa  

    Ciao Fabrizio,

    ho notato anche dai tuoi commenti ad altri post la tua precisione “certosina” e la ricerca della puntualizzazione su ogni dettaglio di ciò che è stato scritto, considera però che per sua natura un post del blog ha bisogno di essere espresso in uno spazio non eccessivo, da qui la necessità molte volte di tagliare i discorsi un pò con l’accetta senza scendere nel dettaglio o in tutte le puntualizzazioni che si potrebbero fare.

    Comprendi anche che il blog non ha l’obiettivo di essere un corso nè un e-book, così come un articolo di giornale o di una rivista non ha la pretesa di sostituirsi ad un libro limitandosi ad informare, sensibilizzare e stimolare sull’argomento trattato senza volerlo nè poterlo approfondire in tutte le sue sfumature.

    Tutto ciò chiarito, venendo alle tue domande:

    1) La routine per le tattiche di Guerrilla è parzialmente diversa in quanto sono tattiche di brevissima durata (1-2 giorni) ma essendo insegnate solo durante la “Group Trading Coaching Academy” non ne parlo sul blog in quanto argomento di nicchia.

    2) E’ ovvio che la routine per gli USA la si può fare dalle 22,30 a mezzanotte e trenta (ma anche dalle 2 alle 4 di notte se qualcuno soffre d’insonnia!), scusa per la battuta ma vale quanto sopra sulla necessità di semplificare. Diciamo anche che magari molti alle 22,30 possono anche avere idea ed obiettivo di dedicarsi ad altro che non al trading mentre volevo sottolineare la comodità di avere un intero e ampio slot di tempo il giorno successivo per occuparsene (la primissima mattina, tutta la mattinata se non in altro impegnato, il break del pranzo (pensa ad esempio ad un commerciante che spesso è chiuso dalle 13 alle 15,30) e per l’appunto il primo pomeriggio fino alle 15,30.

    In ogni caso lo swing trading è comunque abbastanza impegnativo per chi di base svolge un’altra attività professionale ma è ancora fattibile mentre diventa pressochè impossibile svolgere con costanza e profitto trading più “stretti” come il day trading e lo scalping.

    La mia personale opinione è che il core trading e il position trading siano gli stili che meglio calzano con la vita di chi fa trading part-time trovandosi il tempo attorno ad un’altra occupazione professionale principale.

    Saluti, Roberto


  3. Fabrizio Farnedi

    8 anni fa  

    Ciao Roberto,

    la mia precisione “certosina” sui post relativi a tematiche inerenti all’analisi fondamentale deriva dal fatto che ho una certa conoscenza e pratica operativa sull’argomento, per carità niente di speciale, ma appunto siccome so di cosa stavo parlando volevo fare delle puntualizzazioni che ritenevo potessero essere utili e soprattutto servire da stimolo per allargare gli orizzonti sul discorso “Intelligenza Finanziaria”.

    “Intelligenza Finanziaria” significa anche quello che dici tu ossia saper fare lavorare fruttuosamente il proprio denaro risparmiato ma significa anche saper fare analisi fondamentale ( analisi qualitativa e quantitativa, quest’ultima non è altro che analisi finanziaria vera e propria) su business esistenti e su business potenziali per saper individuare i punti di forza e di debolezza del business oggetto dell’analisi e quindi stabilire con efficienza ed efficacia la decisione finale sull’investimento.

    L’analisi fondamentale su business esistenti è molto utile oltre che per fare investimenti di medio e lungo termine su titoli quotati in borsa anche se si vuole investire in qualche società privata quando qualche socio attuale vuole cedere la sua quota.

    L’analisi fondamentale su business potenziali è molto utile per sapere fare un business plan come si deve nel caso in cui si abbia un idea imprenditoriale brillante e la si vuole realizzare in prima persona con propri capitali e/o capitali di terzi e viceversa per sapere analizzare per bene business plan di terze persone che propongono un investimento nella loro nuova società.

    L’importanza dell’analisi fondamentale per la propria intelligenza finanziaria è sottolineata con molta enfasi nel libro:

    “Padre Ricco, Padre Povero” di Robert Kiyosaki che come sai bene non è un pingo pallo qualsiasi!!

    Visto e considerato che nel tuo blog è completamente out considerare anche questo aspetto importante dell’Intelligenza Finanziaria, non ne parlerò mai più!!!

    Per quanto riguarda il discorso sugli orari per lo swing trading, mi ero dimenticato di scriverti se per caso la routine da te consigliata dipendesse dal fatto che le particolari tecniche di swing trading che insegni fossero infuenzate dall’after hours e quindi per questo consigliavi di operare nelle prime ore del mattino.

    Tutto qua!!

    Un caro saluto.

    Fab

    PS Visto che il tuo Blog dell’Intelligenza Finanziaria è nato da poco e ha ottime potenzialità e visto il tuo ottimo backgrond professionale e l’autorevolezza del tuo nome sul mercato della formazione, se fossi al posto tuo cercherei di fare un discorso a 360 gradi trattando anche altre tematiche riguardanti l’Intelligenza Finanziaria:

    a) analisi fondamentale

    b) marketing e web marketing

    c) business plan

    d) creatività imprenditoriale

    e) mentalità diverse nell’approccio al mercato del lavoro e come trovare il lavoro che piace

    f) imparare a imparare

    e qualche altra cosina..!! Ma questi sono i punti più importanti.

    Insomma avvalendoti di collaborazioni esterne qualificate e sapendo gestire il tutto, riempiresti un vuoto nel mercato ( nessuno in Italia parla di intelligenza finanziaria a 360 gradi!!!) e ti mangeresti in un boccone i concorrenti diretti e indiretti!!!!

    “Individua i vuoti del mercato e sfruttali!!” by Richard Branson.

    Frase tratta dal’ottimo libro:

    http://www.ibs.it/code/9788848123297/branson-richard/business-senza-segreti.html


  4. Roberto Pesce

    8 anni fa  

    Ciao Fabrizio,

    le cose che dici sul finale sono estremamente interessanti e le condivido pienamente, alcuni di questi argomenti sono già operativi o in programma a breve, per altri se ne può parlare per il futuro soprattutto se qualcuno (tu?) avesse piacere di aggiungere contributi in ambiti di propria competenza specifica che trovino spazio in relazione agli argomenti qui trattati.

    Avrebbe però più senso nel caso pubblicarli direttamente come post che come commenti che risultano sempre un pò nascosti.

    Solo una precisazione riguardo al discorso dell’analisi fondamentale che non è affatto out (da dove hai preso questo messaggio?) sul blog, anzi, è tema già compreso e interessante seppure io ne parli poco perchè non ne condivido granchè l’utilizzo a sè stante sui mercati odierni (diverso se in tandem con l’AT).

    Tutto ciò naturalmente è opinabile e può essere discusso ma visto che questo è il mio blog ha anche senso che porti avanti le mie opinioni pur dando spazio anche ad altri punti di vista.

    Discorso ancora diverso è l’uso della stessa sui business attuali o potenziali extra borsistici e lì condivido quanto scrivi (la borsa ha una sua logica a sè stante rispetto ai business “normali”). Io non ne parlo semplicemente perchè non è una mia super area di competenza ma non ho neanche nessuna preclusione a riguardo.

    Ciao e continua a scrivere,

    Roberto


  5. Fabrizio Farnedi

    8 anni fa  

    Ciao Roberto,

    ho letto la tua risposta. That’s very kind of you!!

    Ti invio a breve email !!

    Ciao!

    Fab


  6. Ermete

    8 anni fa  

    Ciao Roberto,
    eccoti la mia risposta: personalmente dedico circa 2 ore alla settimana, ma seguo giornalmente l’andamento azionario dei titoli che mi interessano, e che ho inserito nella watch list di Geronimo (a questo proposito avrei bisogno di info sul funzionamento di Geronimo). Ciò significa ancora complessivamente (poiché suddivisa in più momenti) circa mezz’ora al giorno. Ciò mi serve anche per poter ev. combinare il trading settimanale con il trading giornaliero. Finora questo sistema mi ha dato buoni risultati, anche se per ora mi limito ancora sugli investimenti.
    Buona settimana.
    Ermete


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