Lotteria degli scontrini chi sta vincendo davvero?

Lotteria degli scontriniFinalmente ci siamo: la famigerata lotteria degli scontrini partorisce i primi 10 vincitori dei codici da 100 mila Euro del concorso di febbraio che sono stati pubblicati da ADM sul proprio profilo Twitter.

Sì, hai capito bene, vincono 100 mila Euro ciascuno!

Per la cronaca i vincitori saranno contattati tramite PEC o raccomandata e avranno a disposizione 90 giorni di tempo per riscuotere il premio.

Ma dopo tante idee bizzarre come quelle del Casback e Supercashback (leggi anche Cos’è questa storia del cashback e del supercashback?) e gli innumerevoli spot e slogan istituzionali tipo “Guadagni, Vinci & cambi il Paese”, come starà andando davvero la lotteria degli scontrini?

I negozi ancora prima del Paese ne avranno tratto un beneficio?

Come è andata la lotteria degli scontrini per i negozi?

L’obiettivo della lotteria degli scontrini era duplice: incentivare il commercio e l’uso della moneta digitale.

Sta funzionando?

Per ora sembrerebbe un flop, come hanno affermato diverse associazioni di categoria, secondo cui “solo il 6% circa dei clienti, in media, chiede di partecipare”. 

Avrebbe potuto andare in altro modo? Ragioniamoci su…

A pesare sull’insuccesso dell’iniziativa sono stati due aspetti.

Il primo motivo di insuccesso è dato dalla scarsa possibilità di vincita.

Chi partecipa alla lotteria degli scontrini ha una probabilità su 53 milioni di vincere.

Una qualsiasi altra lotteria offre una possibilità di vittoria su 10/11 milioni e rappresenta quindi statisticamente un migliore investimento.

Ma c’è un secondo determinante motivo di insuccesso.  

Nelle attività commerciali l’entusiasmo per “l’effetto lotteria” si è sentito nella fase iniziale della campagna di lancio, ma si è subito dissolto di fronte all’impossibilità di partecipare.

Le nuove restrizioni e le chiusure delle attività si sono susseguite tra le più svariate e creative tonalità di colori: dagli arancioni rafforzati ai super rossi cosmici.  

Era già molto riuscire a capire se un’attività commerciale fosse aperta oppure no!

Oltre al fatto che in tanti casi non la si sarebbe potuta raggiungere.

Iniziare una campagna per sostenere la diffusione del pagamento elettronico, scoraggiare l’utilizzo del contante, e incentivare gli acquisti nei negozi fisici disincentivando l’acquisto online appena prima di vari e ripetuti lockdown non è stata una strategia particolarmente furba. 

Un tempismo perfetto.

Il piano chiamato “Italia Cashless” che costerà agli italiani oltre 4,7 miliardi di Euro ha cercato di prendere molti, forse troppi, piccioni con una sola fava.

E al momento ha fallito su tutti i fronti.

Ogni commerciante ha affrontato una spesa media di 500 Euro per approntare la Lotteria; costi che sarebbe stato meglio evitare in un momento già di grande sofferenza finanziaria.

E con le attività commerciali chiuse e i divieti di circolazione sempre più stringenti il risultato è stato un incremento del 40% delle vendite online.

Oltre al danno anche la beffa!

La domanda quindi sorge spontanea.

Questo intervento non avrebbe potuto tradursi in un dignitoso aiuto economico immediato a quelle categorie che stanno soffrendo di più la crisi con i fatturati falcidiati di oltre l’80% di media (statistica Unioncamere 2020) e non hanno ricevuto alcun sostegno dallo Stato?

E ancora.

Non si sarebbe potuto dirottare i fondi destinati a spot e campagne pubblicitarie a una qualche forma di decontribuzione visto che bollette, affitti ed F24 arrivano puntuali come il DPCM di Pasqua?

Insomma un ennesimo sperpero di soldi pubblici in un momento tragico per l’economia utile grossomodo come cercare di togliere l’acqua dal Titanic che affonda usando una tazzina da caffè.

Di questo passo la preoccupazione non sarà quella di trovare esercizi commerciali che aderiscano alla campagna della lotteria dello scontrino, ma sarà trovare esercizi commerciali che resteranno aperti dopo l’ennesima chiusura.

Mara Goi

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