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Come iniziare un business online? Fatti le domande giuste!

business online come iniziareCome iniziare un business online è la domanda delle domande in questo periodo storico. Solo nell’ultima settimana ho parlato con tre donne che mi hanno chiesto tutte la stessa cosa: come posso trasformare la mia passione in qualcosa che mi dia un reddito? Da dove mi consigli di iniziare?

Aiutare le persone a realizzare un’idea imprenditoriale e comunicarla in coerenza ai propri principi e valori è ciò che amo di più del mio lavoro: ogni volta è una scoperta di mondi di cui conoscevo solo la superficie e di persone dalla mente aperta.

Chi decide di avviare un business online vive spesso un salto di paradigma: lascia vecchi modelli e comincia a vedere le cose in modo diverso.

Inevitabilmente affronta l’incognita del non saper ancora come fare tante cose, ma scopre velocemente che tutto è più accessibile di quanto immagini e che è importante farsi alcune domande.

Domande utili per risparmiare tempo, denaro e un’inevitabile dose di frustrazione.

Perché iniziare un business online?

Si dice che “quando il perché è forte un come si trovi sempre” e per la mia esperienza vissuta e osservata posso confermarlo.

Chi decide di avviare un business online in questo periodo storico lo fa anche per necessità (leggi: Vendere online per continuare a lavorare).

In condizioni normali si ricerca una di queste cose:

  1. Più libertà nell’organizzazione e gestione del proprio tempo. Che non significa necessariamente lavorare di meno, ma significa farlo quando ci è più consono e conciliante con la vita privata;
  2. Un reddito passivo: cioè un’entrata semi automatica che non dipenda dall’equazione ore lavorate=stipendio;
  3. Essere il capo di se stessi;
  4. La possibilità di esprimere una passione e condividerla con il mondo;
  5. Una sfida personale.

Qualunque sia il tuo perché, va bene. L’importante è che ci sia.

All’inizio di un’attività si verifica quello che viene definito ritardo sistemico, cioè nonostante tutto l’impegno che ci metti i risultati tardano ad arrivare.

Un perché forte aiuta a perseverare.

Intorno a quel perché girerà l’organizzazione della tua vita e la tua comunicazione. E soprattutto sarà quel perché che ti aiuterà quando incontrerai i demoralizzatori con il loro frasario di circostanza: “cosa ti sei messo in testa di fare”, “accontentati di quello che fai/hai”, “fallo quando andrai in pensione/sarai più libero” o “tu? Ma se non sai nemmeno come si accende un computer?” e così via.

Le 4 domande fondamentali. 

Oltre a trovare il proprio perché ci sono altre quattro domande fondamentali che è utile farsi prima di avviare un’attività online.

  1. Qual è la tua offerta di valore? Quale bisogno/problema risolvi? Questa è la domanda principe perché ti permette di invertire la prospettiva comune: cioè ho un prodotto devo trovare il modo di venderlo. Se al contrario, prima di creare qualunque prodotto, ti chiedi quale bisogno risolvi ti poni in una situazione di vantaggio. Se ad esempio la tua idea è di vendere magliette, dovresti chiederti quale sia il bisogno che le tue magliette (e solo le tue magliette) potrebbero soddisfare. Potresti decidere che vuoi solo magliette che mandino messaggi positivi perché ti sei accorto che c’è una depressione diffusa, o siano fatte in cotone biologico perché la richiesta di materiale anallergico è crescente, o create da un gruppo di lavoratori speciali perché c’è chi sceglie solo prodotti solidali, o ancora nascano da un ciclo virtuoso di economia circolare per chi è attento ai cambiamenti climatici. Questo per farti degli esempi che ci portano diretti alla seconda domanda.
  1. Perché le persone dovrebbero comprare da te e non da altri? Ammesso che ci sia già un prodotto che risolve il bisogno che hai individuato, qual è la caratteristica che tu (e solo tu) hai? Vendi il tuo prodotto in una confezione che ti caratterizza, sei così simpatico che non ti si può resistere, destini una percentuale dei tuoi introiti a una specifica buona causa? La risposta a questa domanda ci apre lo scenario del terzo fondamentale quesito.
  1. A chi ti rivolgi? Qual è il tuo pubblico? Quando avrai risposto alle prime due domande definire il tuo “audience” diventerà più facile. È a quelle persone che dovrai parlare. Sottolineo persone e non dico clienti perché una comunicazione efficace crea relazione prima di ottenere vendite. Per sapere come parlare a quelle persone è utile creare dei “modelli” dandogli un nome, un’identità, delle abitudini, dei gusti. Più sarai specifico in questo lavoro di definizione più saprai cosa dire e come dirlo, nell’ottica di dare utilità e valore a chi ti ascolta.
  1. Viviamo in un mondo pieno di scelte perciò è doveroso chiedersi: chi sono i miei competitor? I miei concorrenti? Più riuscirai a differenziarti da loro, a caratterizzarti per ciò che sei e fai, meglio sarà. Studiarli, comprendere quali siano le loro difficoltà ti potrebbe dare un vantaggio competitivo e far risparmiare tempo e denaro in tentativi. È inutile ad esempio competere con Amazon sulla velocità di consegna, ma la tua modalità di consegna potrebbe essere ugualmente memorabile per la qualità del servizio.

La risposta a queste domande è il lavoro più importante che tu possa fare. Consideralo le fondamenta di quello che andrai a costruire. Dedicagli il tempo che merita. Le risposte che ti darai popoleranno la tua mente di idee e di nuove domande. Scriviti tutto o registra dei vocali raccogliendo i pensieri. I passi successivi verranno di conseguenza e, se ti fa piacere, nei prossimi articoli li vedremo insieme.

Giorgia Ferrari 

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