Chi ci guadagna con il Quantitative Easing?

Quantitative Easing Mario DraghiDa qualche giorno il governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha ridotto il Quantitative Easing.

A distanza di due anni e mezzo dalla sua entrata in vigore, mi sono chiesta quanto ne sappiamo sul QE e se abbia avuto impatto sulle nostre vite.

Lo so che ci sono domande più interessanti da farsi, ma anche da queste qualcosa di buono è uscito.

Cos’è il Quantitative Easing

Per spiegare facile facile cosa sia il QE dobbiamo fare un passo indietro e capire che le economie degli Stati si sono sempre finanziate attraverso l’emissione di Titoli di Stato.

Lo Stato Italia, ad esempio, emette BOT BTP CCT ecc. (la Germania i Bund), i cittadini o le imprese li acquistano e in cambio ottengono:

  • una cedola di interessi ad una determinata cadenza;
  • il rimborso del capitale a scadenza, salva la facoltà di rivenderlo anticipatamente al prezzo di mercato.

Tra i maggiori acquirenti di titoli di Stato ci sono da sempre le Banche che hanno quindi grandi quantità di denaro immobilizzato.

Nel 2015, post Lehman Brothers e nel pieno della crisi economica, le banche si tenevano ben strette queste grandi riserve per i tempi bui, anziché utilizzarle per concedere credito, aggravando così la situazione già precaria delle aziende.

Se un’azienda non ottiene credito, non investe e non cresce e quando i ricavi calano si cerca di contenere i costi tagliando quelli più variabili: i dipendenti.

Ripensando agli ultimi mesi del 2014 ricordo come alcune banche locali, tra lo stupore e la preoccupazione generale, avessero bloccato l’erogazione dei mutui per la casa e persino lo smobilizzo di crediti ad aziende pur sane e meritevoli.

In quel contesto e forte delle esperienze già percorse da Giappone e Usa, Mario Draghi a gennaio 2015 annuncia che la BCE ricorrerà al QE.

Un piano quinquennale che nel rispetto del mandato della BCE (molto più restrittivo di quello americano) aveva l’obiettivo dichiarato di contenere l’inflazione ed evitare la ancor peggiore deflazione. Come? Svalutando la moneta e agevolando la concessione di crediti.

Nella pratica quel piano si è tradotto nel riacquisto di titoli di Stato dalle Banche.

La BCE proponeva alle Banche di ricomprarsi a condizioni vantaggiose i titoli di Stato che avevano in pancia sperando che, con quei soldi, gli Istituti dessero credito alle imprese.

La storia ci ha mostrato che non è andata proprio così. Nella prima versione del QE le banche i soldi se li sono tenuti e in alcune occasioni si sono salvate dal fallimento.

Nelle immissioni successive di liquidità di conseguenza la BCE ha mirato meglio il tiro, vincolando gli istituti a dar credito in percentuali minime, pena la restituzione del denaro ottenuto, e in tempi più recenti è  arrivata a finanziare direttamente grossi gruppi industriali europei.

(Oltre al sistema bancario) chi ci ha guadagnato?

Abbiamo detto che il mandato della Bce era quello di contenere l’inflazione a un livello ritenuto ottimale del 2%. Quindi contenere l’aumento dei prezzi al consumo, ma evitare anche il peggior scenario di deflazione, cioè la progressiva diminuzione dei prezzi.

Perché la diminuzione dei prezzi, penserete voi, dovrebbe essere un problema? Perché innesca un circolo vizioso per cui, se ci si aspetta che un prezzo continui a scendere, sia le aziende che i consumatori rimandano gli acquisti. Ancora una volta la produzione rallenta, i ricavi calano e si contengono i costi tagliando su quelli più variabili: i dipendenti…sempre loro.

Al contrario l’immissione di denaro attraverso il QE ha avuto l’effetto immediato di far perdere potere d’acquisto alla nostra moneta. Più moneta c’è in circolazione più il suo valore cala, così come qualsiasi altro bene. Di conseguenza per comprare una cosa occorrono più euro e questo genera inflazione che al contrario di quanto si pensi, se contenuta, stimola gli acquisti. Inoltre i beni esportati dai paesi europei costano meno e questo agevola le esportazioni.

In parallelo la BCE ha attuato una politica di riduzione dei tassi di interesse che sono andati azzerandosi, tanto che le nuove emissioni di Titoli di Stato dei paesi europei offrono rendimenti negativi  e questo ha contribuito alla diminuzione del debito pubblico.

Minor debito pubblico vuol dire maggiori risorse da stanziare per le infrastrutture, per i servizi, per il sostegno al lavoro…almeno negli stati più virtuosi.

Quantitative Easing guadagnare

L’ultimo effetto del QE da sottolineare ci riguarda da vicino. Ad ogni immissione di liquidità l’Euro si svaluta (ricordate più moneta= meno valore) e questo lo sanno bene, o almeno dovrebbe saperlo, tutti gli investitori che fanno FOREX e attendono con trepidazione gli annunci di Draghi. Ad ogni nuovo flusso di moneta il cambio euro/dollaro (e ogni cross che contiene euro) ha un trend prevedibile e le occasioni per guadagnare aumentano. Chi ha seguito i nostri corsi sa l’importanza di monitorare le notizie  e “il colore delle cravatte di Draghi” e sa esattamente come muoversi.

Anche per questo sapere cosa si sta facendo, conoscere i meccanismi del mercato, seguire le notizie e avere un’adeguata formazione è sempre una buona strategia.

A volte termini come QE, personaggi come Mario Draghi, dati economici come l’andamento dei tassi ci sembrano cose lontane e ininfluenti per le nostre vite, ma approfondendo un po’ vedremmo che non sono così ininfluenti o lontane e che con maggior consapevolezza e qualche buona strategia potrebbero persino agevolarci la vita.

Se qualcuno ha guadagnato con il Quantitative Easing dica “presente”, se no aspetto i vostri commenti.

Giorgia Ferrari

1 commento

  1. Adriano

    2 settimane fa  

    Non mi pare che il QE abbia innescato un meccanismo inflattivo rilevante…per converso i tassi di interesse sono effettivamente ai minimi… peccato che in Italia pure in tali condizioni non convenga investire comunque.
    Ritengo che taluni paesi avrebbero dovuto approfittare dell’occasione per ridurre il debito… naturalmente ciò non si è verificato


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