Laudato Sì, l’ETF dei vescovi italiani

Nella mia missione di diffondere il più possibile concetti e strumenti di educazione finanzaria tra persone e famiglie, due notizie pubblicate nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore hanno colpito la mia immaginazione.

La prima riguarda LAUDATO SI‘, il primo ETF creato e concepito dalla Chiesa che, attraverso la creazione dello strumento finanziario in oggetto, scende in campo nella lotta contro i carburanti fossili per perseguire un futuro di crescita sostenibile per il nostro pianeta.

La notizia è sicuramente suggestiva (la puoi leggere QUA nell’articolo originale del Sole 24 Ore) anche se l’articolo per ora dice poco e ti confesso di non aver ancora approfondito il tema che peraltro evoca più il nome dell’enciclica di Papa Francesco che il nome dell’ETF stesso. Insomma, se si chiamasse davvero LAUDATO SI’, avrebbe la mia totale approvazione quanto a marketing linguistico e amore per le innovazioni, ma personalmente credo alla fine avrà un nome più tecnico. In ogni caso, non è questo il tema importante nè il fatto che la Chiesa abbia posizioni economicamente rilevanti (le ha sempre avute), quanto il fatto stesso che abbia deciso di utilizzare uno strumento finanziario come l’ETF (in sintesi se non lo conosci: un contenitore di investimento a replica passiva rispetto ad un indice finanziario precostituito) che da un lato è sempre più apprezzato dai risparmiatori ma, dall’altro, rimane ancora un soggetto sconosciuto alla maggioranza degli italiani che utilizzano come loro strumenti di educazione finanziaria unicamente i consigli delle banche e la televisione (astenersi risate di fondo stile sit-com, grazie).

Il punto è che, come spiego ad ogni edizione di INTELLIGENZA FINANZIARIA, gli ETF non sono uno strumento finanziario conveniente per le banche che preferiscono di gran lunga invitare i risparmiatori ad investire nei loro Fondi Comuni che gli garantiscono commissioni 400-500% più generose o, peggio del peggio, in contenitori di investimento ancora più elaborati, che gli permettano ulteriori duplicazioni di commissioni come le Gestioni Patrimoniali o i Fondi di Fondi. Per tale motivo, se speri che la tua banca prima o poi si degni di informarti su come fare a investire in ETF, credimi, sei destinato ad aspettare ancora a lungo, il che ci porta alla seconda notizia interessante della giornata.

Sempre il Sole 24 Ore, in un resoconto legato alla recente Settimana Mondiale dell’Investitore (leggi QUI l’articolo originale), ci fornisce una sconcertante fotografia di una realtà in cui la maggior parte delle persone o agisce completamente fai-da-te, oppure si affida ai consigli del … primo che capita 🙁

Ora, fermiamoci un istante e usiamo del semplice buon senso: ti verrebbe mai in mente di prendere consigli medici o consulenze di marketing da familiari e amici, per quanto tu li possa stimare come bravissime persone?

E, allo stesso tempo, penseresti mai di curarti fai-da-te semplicemente perchè hai letto qualche articolo su una rivista femminile che parla di consigli per la buona salute in attesa dell’inverno?

Ecco, se da un lato temo che la risposta alle domande precedenti sia un netto “Si, certo, in effetti è quello che faccio sempre” ^_^ , dall’altro mi appello alla tua obiettività nel riconoscere come le sorgenti di buoni consigli non possano arrivare che da seri professionisti che, oltretutto, ti abbiano nel tempo dato prova di validità e di risultati da te stesso conseguiti sulla base delle loro indicazioni.

Ecco quindi la fotografia della realtà: da un lato un mondo che muta alla velocità della luce con i vescovi che costruiscono e promuovono il loro ETF e con i Bitcoin e le cryptovalute che minacciano seriamente di pensionare le banche e la finanza tradizionale, dall’altro la fotografia impietosa di una drammatica carenza di educazione finanziaria in cui ci si affida o al vicino di casa o alle banche in palese conflitto di interesse.

Posso testimoniartelo alla luce della mia esperienza con i corsi e le serate gratuite in cui ogni anno incontro oltre 10.000 persone: la stragrande maggioranza di chi investe non sa cosa sta facendo o crede di aver investito in qualcosa diverso da quello che in realtà è.

Quali sono le soluzioni a questo dilemma?

Beh, personalmente ne vedo solo una ossia, la necessità di sviluppare la propria EDUCAZIONE FINANZIARIA  magari affiancandola da una consulenza finanziaria indipendente non in conflitto di interesse. Il punto però è che la consulenza finanziaria di qualità costa e non è per tutte le tasche (se hai meno di 100.000 € da gestire temo non faccia per te) e, in aggiunta, fidarsi ciecamente anche di un bravo consulente non è mai una grande idea per cui, per quanto mi spiaccia dare l’impressione di tirare brutalmente acqua al mulino dei miei corsi di INTELLIGENZA FINANZIARIA devo tuttavia dire che tante alternative non ne vedo.

Laudato sia quindi il risparmiatore preparato, acculturato e che sia sempre in grado di prendere decisioni finanziarie intelligenti, a favore del proprio benessere finanziario e di quello dei propri cari.

Da oggi, anche con la benedizione e l’ETF ufficiale dei vescovi italiani.

Roberto Pesce

9 commenti

  1. Adriano

    2 settimane fa  

    Sarebbe interessante vedere quale sia il mercato di riferimento oggetto di replica….
    Purtroppo secondo me l’unico modo per tutelarsi nella gestione del proprio patrimonio è quello di studiare personalmente i problemi e tentare di operare personalmente… qualsiasi cosa è meglio che affidarsi a soggetti in conflitto di interessi!


  2. Oscar

    2 settimane fa  

    Beh la Mifid2 prevede che ogni soggetto che propone un investimento sarà tenuto a spiegare con essattezza al possibile investitore, qual’è il conflitto di interessi (soprattutto in termini di provvigioni ma non solo) che lo lega al prodotto che sta sottoponendo. Personalmente ritengo che sarà molto difficile vedere un banker che sottoponga un investimento in fondi o peggio in fondi di fondi che possa illustrare esattamente al cliente quanto del prodotto che va ad offrire è legato all’ istituto di credito per il quale lavora.
    E poi un’altra considerazione: ma tutti questi Npl (crediti deteriorati) più o meno gestiti da Bad Bank create ad hoc per aiutare le banche in difficoltà ed affossare il risparmiatore/investitore impreparato, a chi cederanno questi “titoli tossici”? In quali prodotti finanziari finiranno? Quale promotore vorrà o sarà in grado di spiegare al proprio cliente che il Fondo di fondi che acquista ha in pancia anche questo tipo di prodotti? Formarsi ed informarsi sempre, conoscere il più possibile intimamente il sottostante ed il soggetto/istituto che ha creato e che propone l’investimento credo siano la miglior difesa per i propri risparmi. Altra alternativa è partecipare ai corsi di Roberto e dei suoi coach trader per imparare le tecniche per gestire responsabilmente il proprio denaro.


  3. Francesco

    2 settimane fa  

    Salve, ho ricevuto la liquidazione dal mio ex-lavoro, ho partecipato al seminario gratuito di Roberto Pesce e, pieno di nuove speranze, ho cominciato ad indagare su come investire i miei 10/15KEuro avuti. Le banche stavano zitte, poi ho accennato ai ETF…. apriti cielo!!!
    Una banca solo, la Me…….m, mi ha accennato al piú promettente PIR (Piano Individuale Risparmio), che esiste anche in Italia con la legge di dicembre 2016, piú promettente e anche NO TAX! gli interessi sono tuoi al 100%
    Voi cosa pensate dei PIR e come si fa per aderirvi?


    • Blu

      2 settimane fa  

      Ciao i Pir possono essere interessanti ma anche li attento ai costi nascosti! Non paghi il 26% di tasse allo stato degli eventuali profitti ma devi tenerli per 5 anni! Valuta i costi! Un saluto.


  4. max

    2 settimane fa  

    Esistono prodotti non speculativi che permettono in completa autonomia la messa in sicurezza dei propri risparmi , prodotti che però non rientrando nel sistema finanziario o assicurativo poco vengono valorizzati o sponsorizzati.
    Credo che questo argomento per una platea di piccoli risparmiatori e famiglie sia d’importanza fondamentale in particolar modo per formatori ed informatori corretti eticamente.


    • Roberto Pesce

      2 settimane fa  

      A quali prodotti ti riferisci max?


  5. max

    2 settimane fa  

    Oro fisico da investimento e altri metalli preziosi con possibilità di gestione autonoma o consegna ma pur sempre di proprietà personale.
    Risulta ad oggi l’unico modo sicuro a medio lungo termine per la salvaguardia di un patrimonio piccolo o grande che sia.


  6. Laura

    2 settimane fa  

    Buonasera, ma anche prodotti assicurativi nn vanno bene!? Sto collaborando con un’assicurazione e appunto sento il disappunto di molte moltissime persone, Graxie ad intelligenza finanziaria con qlke mia consulenza ho cercato di trasferire ciò che li ho assorbito, ma poi anche in assicurazione esistono i fondi comuni, l’unico ‘vantaggio’ se così si può dire è che sono tutti prodotti impignorabili, insequestrabili e che nn rispettano l’asse ereditaria. Qlcuno però mi da un’idea spassionata di ciò che è X voi l’assicurazione!? Grazie -Lau-


    • max

      7 giorni fa  

      hanno dei limiti legati alla presenza di vincoli che ad esempio spesso non rendono immediatamente disponibile il capitale, che dopo 10-15 anni restituiscono un interesse tassato e un capitale con potere d’acquisto più basso inoltre sono sempre società legate ad investimenti ed andamenti dei mercati.
      Importante avere una polizza infortuni soprattutto se professionisti ma per investimenti esistono altre soluzioni più vantaggiose


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