I segreti di Warren Buffett: occhio agli “esperti” da 1.400 € al mese…

Cito testualmente una vecchia e famosa frase di Warren Buffett: “Wall Street è l’unico luogo al mondo in cui la gente arriva in Rolls Royce per avere consigli da quelli che prendono la metropolitana!!!

Non posso che concordare ancora una volta con il vecchio Warren che, con la consueta arguzia, ci fa riflettere su uno dei molti paradossi che, in campo finanziario, portano persone normalmente molto intelligenti a prendere decisioni assai stupide.

Nell’ambito del mio lavoro con i corsi di [workshop_what what=”490″ color=”navy”] (prossima edizione il [workshop_when what=”490″ color=”black”] a [workshop_where what=”490″ color=”black”], CLICCA QUA per vedere il VIDEO INTRODUTTIVO GRATUITO) ho potuto notare personalmente questa cosa moltissime volte e, per la verità, non solo in persone benestanti.

Se infatti quasi tutti trovano normale e ragionevole dedicare la stragrande maggioranza del proprio tempo e della propria vita a produrre denaro (ossia a lavorare), non si capisce poi perchè non possano trovare nemmeno un’ora di tempo alla settimana (ma sarebbe già qualcosa se trovassero un’ora al mese!) per gestire e far moltiplicare quel denaro da loro stessi così faticosamente guadagnato e risparmiato.

Non hai idea di quanti tra i miei allievi ai corsi siano persone di successo e con una grande capacità di produrre denaro e ricchezza (imprenditori, avvocati, notai, commercianti, manager etc.) che mi confessano di avere portafogli di investimenti in pesante perdita, magari con denaro investito in tal modo per periodi di tempo molto lunghi, in svariati casi anche per più di dieci anni !!!

Nello scorso articolo (CLICCA QUA se lo hai perso) parlavo dei 4  profili psicologici nell’uso del denaro e tra essi citavo l’AVOIDER come quello di colui che “non si cura” del proprio denaro e spesso ne delega la gestione a terzi senza nemmeno dedicare troppa attenzione alla scelta del consulente in questione o ai risultati dallo stesso ottenuti.

Penso tuttavia che solo in parte il fenomeno possa essere riconducibile all’innata noncuranza di chi si ritrova nel profilo dell’AVOIDER, in molti altri casi ritengo entrino in gioco altri due elementi:

  1. la “stanchezza mentale” di chi ha dato tutto sul fronte lavorativo e non ha più nemmeno un briciolo di energia fisica e nervosa per poi occuparsi anche della gestione di quanto è stato in grado di creare
  2. l’ “ignoranza” (intesa come “non conoscenza” della materia finanziaria) unita all’errata convinzione che il mondo della finanza e degli investimenti sia materia assai complicata e che sia meglio affidarsi agli “esperti piuttosto che impegnarsi a capirci qualcosa e cercare di prendere decisioni autonome

In effetti, se durante il corso [workshop_what what=”490″ color=”navy”] dedico una discreta quantità di tempo a spiegare come selezionare accuratamente e testare un consulente finanziario e a illustrare i criteri principali per costruire e gestire la propria asset allocation, è però anche vero che capire a posteriori se valga la pena rinnovare o meno l’incarico ad un consulente non è poi impresa che richieda chissà quale titolo di studio o laurea in astrofisica.

Il principio di base è semplicissimo: se il consulente ti fa guadagnare (come media annua almeno di più del +2/+3% che si può ottenere anche soltanto dall’apertura di un banalissimo conto risparmio) tienilo, pagalo come merita e rinnovagli l’incarico, viceversa … licenzialo e senza pensarci su troppo a lungo!!!

Tutto ciò sembra tanto logico da apparire persino banale, eppure non hai idea di quante persone continuino a permettere a consulenti impreparati o disattenti di ingrassare distruggendo al contempo il sudato frutto dei propri risparmi.

Tra le motivazioni che mi sento citare più spesso per giustificare il “mantenimento” del consulente fallimentare:

  • “Ma, sai, è un amico …”
  • “Ci conosciamo da tanto tempo e ha sempre gestito lui i miei risparmi …”
  • “Lavora per una banca importante…”
  • “Tanto uno vale l’altro …”
  • “Il problema è che a monte io non ci capisco niente!”
  • “Mi ha spiegato che gli ultimi 10 anni sono stati un periodo difficile per tutti …”
  • “Chi poteva immaginare cose come il crollo delle Torri Gemelle?”

Non voglio perdere tempo ad argomentare l’involontaria comicità o il non senso delle frasi sopra riportate, sono certo che, visto dall’esterno e senza coinvolgimento emotivo, il discorso è assolutamente chiaro e condivisibile. Il problema nasce come sempre quando la cosa tocca a noi.

Da parte mia, oltre a mettere in guardia sul pericolo di “affidarsi agli espertinon posso che ribadire una volta di più non solo che la maggioranza dei sedicenti “esperti” tali invece non sono affatto, ma anche che non è affatto vero che la finanza e il mondo degli investimenti siano cose assolutamente complicate e per pochi eletti.

Certo, non è che si possa diventare un esperto mondiale in due giorni, ma è anche altrettanto vero che basta davvero poco per apprendere le conoscenze di base e riuscire ad ottenere autonomamente risultati superiori a quelli ottenibili dalla tipica (non) consulenza di coloro che fino a oggi hai considerato degli esperti in materia.

Se ti va, lascia un COMMENTO raccontando la tua esperienza in relazione agli argomenti di cui abbiamo parlato nell’articolo.

Roberto Pesce

3 commenti

  1. piergiorgio

    8 anni fa  

    preg.mo dottor roberto :

    mi sembra di averle sentite queste cose ai corsi , non è che non volevo crederci perchè io sono fatto in maniera diversa . ma io preferisco farle da me stesso le cose cosi sbaglio in proprio e non per conto terzi
    certamente l’ultimo decenio è stato un decenio difficile ma se una persona mi sà dire se i decenni che sono passati quali sono stati i meno
    complicati ringrazio e vado a vedere . ciao roberto


  2. enrico

    8 anni fa  

    SANTE PAROLE ROBERTO!!!! ho partecipato all’ultimo corso “Investire in Azioni ed ETF” – a Reggio Emilia il giorno 18 dicembre u.s.- ed oltre al fatto che è stato VERAMENTE molto utile ed interessante per quanto riguarda l’aspetto più tecnico, mi ha permesso di verificare quanto siano ASSOLUTAMENTE REALI le considerazioni che Roberto ha fatto circa la poca..competenza da parte degli “esperti”. I giorni successivi al corso, avevo fissato due appuntamenti con i miei…ormai EX… consulenti finanziari…ebbene mi sono accorto dei loro macroscopici errori di valutazione finanziaria, che fino ad una settimana prima ero “disposto” a comprendere..primo fra tutti “mediare al ribasso”… per citarne SOLO uno..ad un tratto mi aspettavo che mi dicesse:.. si affidi ad un oracolo oppure “prenda questo corno porta fortuna”, e il cerchio si chiudeva. Bene, anzi MALE… questa situazione è durata più di dieci anni (!)… con forti passività. Se dopo un giorno di corso con Roberto ho notato questo, è il caso di fare tre riflessioni, la prima salutare DEFINITIVAMENTE ma soprattutto SAPER RICONOSCERE persone poco competenti, la seconda approfondire la mia conoscenza attraverso una coaching con Roberto, la terza pensare a come gestire le cospicue entrate che arriveranno… P.S. IL BELLO DEL CORSO E’ VEDERE RISULTATI CONCRETI SUBITO DOPO…


  3. SpeedPlus

    4 anni fa  

    Warren Buffett è un fenomeno negli investimenti. Ha attaccato con la stessa strategia di investimento per decenni, e il suo curriculum parla da solo.
    Ma nell’ultimo anno o giù di lì, il saggio ha iniziato a guardare all’ordinario …
    Meno si parla di Tesco, meglio è. E ci sono stati altri grandi perdenti. Da Coca-Cola a IBM, molti dei grandi marchi nel suo portafoglio stanno iniziando a perdere la loro lucentezza. E non c’è né capo né coda nel suo ultimo «affare», che è stato annunciato la scorsa settimana, l’acquisizione di Duracell da Procter Gamble (PG) per circa 5 miliardi di dollari.
    Allora … ci stiamo perdendo qualcosa, o Warren Buffett sta perdendo la sua aura?


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