ETC: investire in materie prime e metalli preziosi

ETCGli ETC sigla che sta per Exchange Traded Commodities sono il modo più semplice per investire in materie prime e metalli preziosi. 

Di commodities e di quello che sta succedendo ai prezzi delle materie prime ne parleranno Luca Giusti e Roberto Pesce in una nuova diretta all’interno della Community di EDUCAZIONE FINANZIARIA EFFICACE.

Qui approfitto del momento per spiegarti cosa siano gli ETC e come rappresentino, se utilizzati nel momento giusto, una valida alternativa ai più noti ETF. 

La differenza tra ETF e ETC

Partiamo proprio da capire quali sono le differenze tra ETF (su cui trovi diversi articoli in questo Blog) e ETC. 

In linea con l’applicazione della Direttiva UCITS, aggiornata dall’Esma nel 2015, gli ETF devono contenere un livello minimo di diversificazione.

Questo significa che non può esistere un ETF su una singola materia prima o un solo metallo prezioso. Possiamo trovare ETF che racchiudono panieri di più materie prime o metalli, ma per investire in una singola commodity, o compri il bene o devi utilizzare gli ETC. 

Un’altra sostanziale differenza tra i due è che gli ETF sono emessi da un fondo con tutti i controlli e le garanzie in caso di insolvenza dell’emittente.

Gli ETC invece sono emessi da singole società e, come per una qualsiasi azione o obbligazione, chi investe deve aver valutato attentamente il rischio emittente. 

Cosa sono e caratteristiche degli Exchange Traded Commodities

Si tratta di strumenti finanziari che vengono emessi da una SPV (Special Purpose Vehicle) che permette di investire su una o più materie prime come oro, petrolio, gas ma anche zucchero ecc., senza dover acquistare il bene. 

Ne trovi un elenco di oltre 160 sul sito di Borsa Italiana. 

Essenzialmente si dividono in due grandi categorie: 

  • Fisici 

  • Sintetici

ETC fisici

Gli ETC fisici (o physically-backed) prevedono che l’emittente detenga la sottostante materia prima in particolare i metalli preziosi oro, argento, platino e palladio, presso i caveau di una banca incaricata.  

Il loro valore è perciò strettamente legato al prezzo della commodity. Se quel bene è negoziato in dollari il prezzo viene convertito in euro. 

Detenere ETC fisici è la cosa più vicina a possedere la materia prima corrispondente, senza i costi e i rischi legati alla conservazione o gestione. In questo caso il rischio emittente è praticamente azzerato. 

ETC sintetici

Quelli sintetici investono invece in contratti derivati. 

I derivati possono avere come sottostante la materia prima e in questo caso il collaterale non è sotto forma di lingotti di metalli preziosi ma di strumenti monetari ad alto rating. 

Ancora più complessi e rischiosi sono gli ETC strutturati sulle materie prime come greggio, gas naturale e sulle soft commodities: caffè, cacao, zucchero, mais, frumento, soia e frutta. 

Questi ETC rappresentano di fatto i futures corrispondenti. 

Considerando che i futures hanno vita breve, in quanto contratti a scedenza, l’emittente di questi ETC deve continuamente gestirne scadenza e rinnovo in un processo definito “rolling”. 
Chi investe in questi ETC deve riferirsi più all’andamento del mercato dei futures che alla tendenza delle materie prime corrispondenti e di certo necessita di adeguate competenze e prestare attenzione. 

In ottica di diversificazione e con il giusto tempismo gli ETC sono uno strumento interessante per accedere a un mercato di beni che normalmente ci sarebbe precluso. 

Giorgia Ferrari

2 commenti

  1. giuliano

    9 mesi fa  

    Buongiorno Giorgia!
    Sintesi perfetta! In aggiunta, se non erro, gli Etc sono fiscalmente efficienti perché vanno ad abbassare le eventuali minusvalenze in portafoglio.
    Grazie mille!


    • Giorgia Ferrari

      9 mesi fa  

      Ciao Giuliano, hai proprio ragione e a beneficio di tutti ti riporto la spiegazione dal sito di JustEtf che mi sembra particolarmente bene fatta:

      “…le plusvalenze prodotte da operazioni con ETC sono completamente compensabili con eventuali minusvalenze derivate dalle stesse operazioni in negativo con gli ETC. Ciò comporta che gli ETC hanno un trattamento fiscale di notevole favore rispetto agli ETF. La tassazione degli ETC risulta pertanto analoga a quella di altri strumenti finanziari come le azioni, i certificati e i derivati. Inoltre, le minusvalenze derivanti da operazioni con gli ETC, allo stesso modo di quelle derivate da operazioni con gli ETF, sono compensabili con plusvalenze ottenute da altri strumenti come titoli azionari, titoli obbligazionari, certificati, ETC e ETN.”

      Grazie,
      Giorgia


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