Incassare dividendi non ti renderà più ricco!

Incassare dividendi non ti renderà più riccoE’ con grande piacere che, con questo articolo, il blog inizia ad ospitare i contributi di un nuovo articolista: Massimiliano Trazzi!

Oltre ad essere stato in passato allievo di INTELLIGENZA FINANZIARIA (a proposito, lo sai vero che al prossimo corso manca ormai poco più di un mese? Cosa hai intenzione di fare, di perdertelo anche stavolta???) ed essere attualmente parte della squadra Smartmoney, Massimiliano sa di cosa parla quando si discute di denaro e investimenti essendo manager di un’importante gruppo industriale quotato in borsa con deleghe alla Finanza e alle Risorse Umane. 

Appassionato di coaching e finanza personale ed autore di un ottimo libro di imminente pubblicazione, Massimiliano è anche uno sportivo praticante e vive a Ravenna assieme alla sua famiglia.

Certo del fatto che sapreste salutare calorosamente questa sua prima collaborazione con il blog lasciando un commento in calce all’articolo, vi anticipo che Massimiliano mi ha già mandato altri contributi pronti per essere divulgati, contenuti che andranno a completare l’attuale lavoro di Giorgia e del sottoscritto inserendo argomenti dal taglio più tecnico rispetto alle ultime cose pubblicate e che, ne sono certo, non mancheranno di interessare i più affamati in area investimenti e gestione del denaro.

Benvenuto quindi Max e a te la parola per parlarci di Borsa e di Dividendi!

Roberto Pesce

INCASSARE DIVIDENDI NON TI RENDERA’ PIU’ RICCO

Incassare dividendi non ti renderà più ricco, ma capire l’effetto del pagamento del dividendo sul prezzo di un’azione può essere molto utile per incrementare i nostri guadagni in borsa.

Partiamo quindi dal definire cosa sia un dividendo e analizziamo una strategia di investimento che si rivelerà sorprendente.

Il dividendo è la parte di utile che viene distribuita da una società ai suoi azionisti. 

Rappresenta, assieme alla possibilità di guadagnare dall’incremento di prezzo, una delle principali motivazioni che spinge l’investitore all’acquisto dell’azione stessa.

Ci sono due aspetti importanti da considerare parlando di dividendo:

  1. Il fatto che una società distribuisca dividendi è un aspetto positivo perché significa che l’azienda produce utili ma, di per sé, non rende l’azienda migliore rispetto ad una che non distribuisce dividendi. Alcune società, infatti, preferiscono non distribuire gli utili per trattenere all’interno la liquidità necessaria a finanziare la crescita e la ricerca. Apple, ad esempio, per un periodo piuttosto lungo della sua storia non ha distribuito utili, ma nessuno dubitava del fatto che in quel momento fosse comunque una delle aziende più redditizie al mondo.
  2. La politica dei dividendi è irrilevante ai fini del valore (II° Teore­ma di Modigliani-Miller – 1961). Questo significa che  percepire un dividendo non produce effetti reali sul tuo patrimonio. Come mai? Perché quando la società distribuisce gli utili, sta sostanzialmente scorporando una parte del suo valore e te lo sta liquidando. Il valore che resta nella società, conseguentemente, diventa necessariamente inferiore. Infatti, aritmeticamente, nel momento stesso in cui l’azienda distribuisce il dividendo, il prezzo del titolo in Borsa scende del medesimo importo.

Parecchie persone, anche di discreta esperienza, non concordano con il fatto che lo stacco del dividendo generi un calo del prezzo del titolo in Borsa di uguale misura. La loro convinzione è che il calo del titolo venga riassorbito nel tempo e che aver acquistato l’azione poco prima dello stacco del dividendo sia stato un affare. Ma questa, detta francamente, è soltanto un’illusione.incassare dividendi non ti renderà più ricco

Nell’esempio che segue ti dimostrerò infatti come, comprando l’azione anche dopo lo stacco del dividendo, il risultato di profitto finale rimanga esattamente lo stesso.

In data 24 maggio, il titolo ENI quota a 15,20 Euro. 

Il 25 maggio è previsto lo stacco di un dividendo pari a 0,4 Euro per azione.

In assenza di dividendo, il titolo ENI aprirebbe la seduta del 25.05, supponiamo in lieve rialzo (+0,1%), a un prezzo di mer­cato di 15,215 Euro.

Ipotizziamo che, entro il mese successivo, al 25.06, il titolo abbia messo a segno una performance del +10%, raggiungendo una quotazione pari 16,74 Euro.

Distribuendo il dividendo, ecco cosa avviene al titolo.

In data 25.05 subisce una flessione di 0,4 Euro, lievemente compensata dall’apprezzamento (+0,1%) che avrebbe comunque avuto. Il valore, quindi, diventa 14,815 Euro.

Nel mese successivo, registra la performance di circa +10% (non esattamente +10% perché cambia il punto di partenza rispetto all’ipotesi precedente), che lo porta a quotare 16,34 Euro.

In assenza di dividendo, il prezzo delle azioni arriverebbe a 16,74 Euro, mentre, con la distribuzione di 0,4 Euro, il prezzo di mercato si fermerebbe a 16,34 Euro.

Il risultato complessivo non cambia!

Allora ci interessa percepire i dividendi?

La risposta è sì, perché il dividendo consente all’investitore di incamerare denaro senza costringerlo a vendere le azioni (cash flow) ma, d’altro canto, spero di aver dimostrato come non abbia molto senso comprare azioni di una società soltanto perché distribuisce dividendi.

Possiamo certamente sostenere l’idea che un aumento dei dividen­di sia una buona notizia per gli azionisti, perché testimonia lo stato di salute dell’azienda ed è, spesso, la prova di un aumento dei profitti.

Infatti, generalmente, l’annuncio di un aumento dei dividendi è seguito da un rialzo delle quotazioni del titolo.

Ricorda, tuttavia, che il semplice fatto di incamerare dividendi non ti renderà più ricco di prima!

Massimiliano Trazzi

9 commenti

  1. Laura E.

    3 mesi fa  

    Ciao,
    sono assolutamente incompetente nel tuo campo, se ho capito bene quindi nn si devono comprare azioni se si desidera avere una entrata almeno ogni tanto dal proprio investimento?
    Buona giornata! Laura


    • Giorgia Ferrari

      3 mesi fa  

      Ciao Laura, non ti preoccupare, siamo qui tutti per imparare e la tua domanda mi dà modo di specificare meglio il messaggio di Massimiliano.
      Va benissimo comprare azioni, sempre dopo un’attenta analisi di mercato e titolo.
      Va benissimo ANCHE comprare azioni che staccano i dividendi, cioè che ti danno un’entrata ogni tanto.
      Quello che Massimiliano puntualizza è che, non è corretto comprare un’azione SOLO perché stacca un dividendo, perché il dividendo di per sé non è il vero guadagno.
      Il vero guadagno di un investimento azionario è dato dal differenziale tra il prezzo di acquisto e quello di vendita.

      Mi auguro che sia tutto un po’ più chiaro, ma resto a tua disposizione per qualunque domanda.
      Ciao

      Gio


  2. massimiliano

    3 mesi fa  

    ciao Laura e grazie (grazie anche a Giorgia per la spiegazione), provo anch’io a porla in altre parole.
    Compri un’azione a 100 euro, la rivendi a 120, non dà dividendi = profitto 20.
    Oppure compri un’azione a 100, incassi un dividendo di 2, la rivendi quindi a 118 (perché una società con meno soldi in cassa vale meno, esattamente del valore che ha pagato in dividendi) = profitto sempre 20 (2+18)

    Il messaggio è: in un modo o nell’altro hai guadagnato 20, per cui, non pensare che aver incassato 2 (invece di 0 della prima ipotesi) ti possa aver dato un vantaggio. il risultato non cambia.


  3. Luca

    3 mesi fa  

    Semplice, coinciso, pratico!


  4. Diego

    3 mesi fa  

    Spiegazione molto accurata ed allo stesso tempo illustrata in modo semplice alla portata di tutti !


  5. Rachele

    3 mesi fa  

    Articolo davvero interessante.
    Ritengo fondamentale il tema che è stato spiegato.
    Grazie per le informazioni date e per la capacità nel saper semplificare i concetti e far si che sia alla portata di tutti.


  6. Carlo

    3 mesi fa  

    Domanda da inesperto.

    Il discorso di cui sopra si applica anche agli ETF -alcuni distribuiscono dividendi mensili- o nel loro caso è tutta un’altra storia?

    Grazie


  7. massimiliano

    3 mesi fa  

    Ciao Carlo e grazie per l’ottima domanda.
    Relativamente ai dividendi, esistono due categorie di ETF: quelli a distribuzione e quelli ad accumulazione. I primi, come si può immaginare dalla parola, staccano periodicamente i dividendi, i secondi li mantengono in pancia.
    Da un punto di vista teorico il discorso fatto per le azioni si può estendere pari pari agli ETF: il medesimo fondo, in caso sia ad accumulazione, vedrà un incremento del proprio valore maggiore rispetto al gemello che distribuisce.
    Nella pratica, ma qui andiamo di fino e le differenze reali sono tutto sommato lievi, c’è una differenza fiscale (la tassazione colpisce i dividendi distribuiti, non quelli “latenti”). L’ETF a distribuzione paga le imposte volta per volte sugli utili distribuiti, l’ETF ad accumulazione paga tutte le imposte alla fine, quando viene venduto.
    Se necessiti di ulteriori specifiche non esitare a farci sapere. ciao


  8. Cristian Giacomoni

    3 mesi fa  

    Ciao Massimiliano
    La pubblicazione di questo tuo articolo mi ha aiutato a prendere una decisione per “azioni” che avevo bloccate da tempo in perdita, scegliendo trà svincolare il capitale ridotto per riinvestirlo, augurandomi con un pò di coscienza in più, oppure continuare ad averlo vincolato ma prendendone i dividendi.
    Grazie! Molto chiaro e utile….


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