Mediare a ribasso: come trasformare una perdita di borsa in una catastrofe finanziaria

Thu, Jun 24, 2010

Trading

Nello scorso articolo abbiamo parlato dei 3 ERRORI FATALI che impediscono agli investitori sprovveduti e non formati di guadagnare in borsa con costanza:

  1. Comprare quando i mercati stanno scendendo (fase 4)
  2. Non utilizzare gli STOP LOSS
  3. Mediare a ribasso

Vediamo adesso questi 3 ERRORI all’opera contemporaneamente in uno scenario reale.

Guarda l’immagine qua sotto, si tratta del grafico di CITIGROUP (NYSE: C), una delle banche più importanti del mondo, per decenni uno dei titoli guida del Dow Jones. Il grafico raffigurato è a candele settimanali, sull’orizzonte temporale di 3 anni dall’estate 2007 all’estate 2010.

Immagina i tre errori uno in fila all’altro:

  1. Lo acquisti al prezzo di 40 $ per azione a ottobre 2007 perchè “è un titolo importante” e perchè è sceso in pochi mesi dal prezzo di 50$ che era il suo massimo recente (-20%). Immaginiamo sia un’operazione da 10.000 $ complessivi.
  2. Ovviamente non metti lo STOP LOSS (e perchè mai?) e non lo vendi in perdita (minima) quando vedi che il titolo invece di risalire sta scendendo ancora. D’altra parte sei una persona positiva…
  3. Quando il titolo è a 30 $ (dicembre 2007) sei sotto del 25% e perdi 2.500 dollari in valore assoluto. Sei comunque sempre una persona positiva e siccome hai una certezza granitica sul fatto che “non possa che risalire” decidi di mediarlo a ribasso comprandone altri 10.000 $ al prezzo attuale, portando così il prezzo medio a 35 $ ed avvicinando così il tuo punto di pareggio. Non rifletti sul fatto che la tua perdita da recuperare rimane comunque inalterata a 2.500 $ ma ora hai messo più soldi in ballo.
  4. CITIGROUP scende ancora e arriva a 20 $ (marzo 2008). La tua perdita su un valore investito complessivo di 20.000$ è ora del 41,7% ossia di 8.340 $ (!). Coerentemente con la tua logica di pensiero e sempre aiutato dai saggi consigli dell’amico dell’Ufficio Titoli, decidi di mediare ancora a ribasso e, per approfittare di questo ulteriore calo inatteso e portare ancora una volta il tuo punto di pareggio a metà strada, investi altri 20.000 $. Il prezzo di acquisto medio (punto di pareggio) è ora a 27,5 $. In effetti cominci ad avere qualche dubbio in mezzo alla tue certezze granitiche ma la tua positività (e la tua arroganza) prevalgono. D’altra parte stiamo parlando di un titolo importante che solo pochi mesi fa era a 50 dollari, e che diamine!!!
  5. Dopo una momentanea ed illusoria risalita, CITIGROUP scende ancora e tu medi per l’ultima volta per 40.000 $ aggiuntivi al prezzo drammatico e incredibile di 10 dollari!!! A questo punto è diventata una specie di prova di forza tra te e il mercato e il tuo atteggiamento, non propriamente positivo, è del tipo: “Muoia Sansone con tutti i filistei, piuttosto perdo tutto ma non mollo!!!” Nel frattempo siamo arrivati a novembre 2008, e i tuoi numeri dicono che stai investendo (ma meglio sarebbe dire che stai “mandando al macello“) 80.000 $ complessivi, hai un valore medio di acquisto a 18,75 $ (ma che bella cosa eh!) ma perdi un bel 30,2% sul totale ossia 24.170 $ quando il titolo è a 10 $. Rispetto a meno di un anno prima hai si abbassato notevolmente il prezzo medio, peccato tu stia però anche decuplicando le perdite
  6. Quando CITIGROUP raggiunge i 2 $ di prezzo nel febbraio 2009, hai già visto fallire Lehmann Brothers e centinaia di altre banche di minore importanza e sei sottoposto a mesi di martellamente psicologico da parte dei media che ti parlano di “recessione mondiale” e “crisi peggio del 1929″ anche tu raggiungi il tuo punto di rottura, non fosse altro che per farla finita con le liti in famiglia e con  l’angoscia ricorrente delle nuove perdite che si accumulano giorno dopo giorno. Decidi di vendere tutto maledicendo la borsa, la sfortuna, le banche, i consulenti e qualche Santo che evidentemente non ti ama così tanto. In realtà stai mancando ancora una volta il bersaglio perchè dovresti prendertela soltanto con te stesso e la tua presunzione che, unita all’avidità, all’ignoranza e all’incapacità di ammettere i tuoi errori ti ha condotto a questo risultato. Ti rimangono degli 80.000 $ investiti che avevi fatto una fatica boia a risparmiare in decenni di sacrifici soltanto 11.166 dollari, sei riuscito nell’impresa di incassare una perdita di 68.334 $ ossia circa l’85%.

Niente male davvero … hai realizzato la tempesta perfetta riuscendo a moltiplicare di quasi 30 volte le tue perdite iniziali che non solo avresti potuto totalmente evitare perchè chiunque tra i miei allievi ti avrebbe potuto dire che a ottobre 2007 il titolo era senza ombra di dubbio in fase ribassista ma che se tu avessi messo un classico, banalissimo stop loss iniziale al -5% avresti potuto comunque  limitare uscendo dall’operazione dopo una o due settimane un pò infastidito con una perdita netta di … 500 dollari totali!!!!

Per la cronaca, CITIGROUP è poi sceso ancora fino quasi a 1 dollaro e, dal marzo 2009, ad oggi, mentre i mercati  complessivamente hanno recuperato la crisi per più del 60% rispetto ai propri massimi , continua a remare sul fondo in un range compreso tra 2 e 5 dollari.

Tornerà mai a 50 $? Ai posteri l’ardua sentenza …

Buon trading e … stai alla larga dagli errori fatali!!

Roberto Pesce

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5 Responses to “Mediare a ribasso: come trasformare una perdita di borsa in una catastrofe finanziaria”

  1. Alex Says:

    questa è una stupidaggine perchè io ho mediato un sacco di volte e guadagnato decine di migliaia di euro. l unica attenzione è che si deve mediare sui titoli di qualità

    Reply

  2. Roberto Pesce Says:

    Beh Alex, sono contento per te e per i tuoi guadagni passati ma probabilmente sei l’eccezione che conferma la regola oppure lo hai fatto in un periodo premiante a prescindere da quello che stavi facendo.

    Il distinguo che fai sui “titoli di qualità” ha una sua importanza (ma chi media a ribasso solitamente sa distinguere tra “titoli di qualità” e “titoli pieni di problemi”?) ma la questione non è tutta lì.

    Altri fattori importanti sono se il trend del titolo, se si tratti di singola azione oppure ETF, da che livello inizi a mediare e in che quantità etc.

    In sostanza, mediare a ribasso può anche e talvolta essere un’idea interessante ma solo in certi specifici contesti e se sei assolutamente consapevole di quello che stai facendo, della natura dell’azione e sei anche in assoluto controllo del tuo money management.

    Peccato che la mia esperienza di coach finanziario mi dica che il 97% delle persone che mediano a ribasso non abbia la minima idea di cosa io stia dicendo in quest’ultimo paragrafo e lo fa semplicemente perchè così gli sembra di avvicinare il prezzo di pareggio (il che, detta tutta, è comunque un’altra idea sbagliata) per cui ribadisco come sia assolutamente più intelligente e sano per il proprio portafoglio evitare la dannosa abitudine (nell’articolo successivo il discorso viene ripreso da altri punti di vista).

    Ciao e buon trading, Roberto

    PS: ti sarei grato se la prossima volta evitassi di bollare in due righe come “stupidaggini” le mie idee, chiunque su questo blog è libero di criticare e contestare quanto vuole le opinioni espresse dal sottoscritto o da altri purchè lo faccia articolando il proprio ragionamento e senza esprimere battute poco rispettose o trancianti a prescindere.

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  3. [...] degli errori, acquista altre azioni con l’idea errata che “mediando a ribasso” si avvicini l’agognato momento del pareggio. In realtà non sta facendo altro che [...]

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