A Londra per il corso “Never Work Again” di T. Harv Eker: la mia recensione senza peli sulla lingua

Marjean Holden sul palco del “NEVER WORK AGAIN”

Paradossi del clima, un’Emilia imbiancata e sotto zero mi accoglie al mio ritorno da una Londra quasi sempre soleggiata in cui ho frequentato da allievo il corso “NEVER WORK AGAIN” di T. Harv Eker. Era questo il mio terzo seminario con la scuola di Harv dopo la doppia frequentazione del “MILLIONAIRE MIND INTENSIVE” (clicca qua per la recensione dell’edizione 2011 a Rimini completa dei commenti degli altri partecipanti) e la partecipazione al “GUERRILLA BUSINESS INTENSIVE” del 2010 (clicca qua per la mia recensione dell’evento) e il mio intento è quello di frequentarne altri in futuro.

A partire da quest’ultima affermazione appare evidente come il mio parere sull’esperienza sia nel complesso positivo anche se il “NEVER WORK AGAIN” alterna luci ed ombre e il tutto vale la pena di spendere due parole in un commento articolato.

Come già successo in passato per il “GUERRILLA BUSINESS INTENSIVE“, T. Harv Eker non era presente al corso (condotto invece dall’aitante, dinamica e mascolina Marjean Holden con il supporto dell’energico Mac Attram), ma questo non era inaspettato visto che il modo in cui Eker porta avanti la sua scuola di formazione è coerente con lo stesso modello di business da lui illustrato in altri seminari e si basa in gran parte sulla delega e sul lavoro di altri trainer e formatori più o meno noti che “interpretano” il copione creato e progettato dallo stesso Harv ma poi a loro delegato in modo da poter diffondere molti più eventi anche in contemporanea ormai rappresentati un pò in tutto il globo.

Da questo punto di vista il loro approccio alla formazione è molto più industrializzato e “business oriented” rispetto al nostro, un pò la stessa differenza che passa tra un ottimo ristorante italiano e Mc Donald’s.

Nel primo, se di buona qualità, si trova personalizzazione del servizio, presenza costante del titolare, cura del cliente in tutti gli aspetti, elevato valore del prodotto e del servizio offerto, nel secondo, beh … conosciamo tutti Mc Donald’s e non è certo celebre in tutto il mondo per la bontà dei suoi hamburger, per l’accoglienza dei suoi locali o per la simpatia degli addetti. Dal punto di vista del cliente, il ristorante italiano batte Mc Donald’s 100 a 0, dal punto di vista della ricchezza del business il franchising americano vince sull’impresa artigianale italiana 1.000 a 1. Ritengo che questo parallelismo debba dare a tutti noi dei grandi spunti di riflessione e guidarci nel configurare il nostro personale posizionamento sia in quanto clienti/utenti di eventi di formazione che come imprenditori e uomini di business.

“Effetto Fiera” al NWA di Londra

Il mio personale punto di vista imprenditoriale riguardo questo aspetto è che amo guadagnare ed avere successo ma non a tutti i costi e non usando qualsiasi mezzo, in particolare se riferito alla vendita, al marketing e al servizio offerto ai miei clienti che non è e non sarà mai industrializzato e commercializzato come ho visto fare in questi giorni a partire dallo spazio in sala per i partecipanti (oltre 12 ore di aula al giorno seduti come in aereo) per arrivare all’assenza di materiale didattico (in un corso di 4 o più giornate venduto a caro prezzo aspettarsi un manuale del corso e non solo un blocco per prendere appunti mi sembrerebbe francamente il minimo…) e, soprattutto, alla natura stessa del seminario.

Sto parlando di etica professionale e commerciale.

In effetti l’aspetto rilevante e sconcertante del “NEVER WORK AGAIN” è che non è tanto un corso quanto una “fiera” in cui vengono presentate opportunità e idee di guadagno e di formazione da approfondire (a pagamento) in momenti ulteriori e questo può anche andare bene ma andrebbe spiegato in sede di presentazione e vendita del corso, fermo restando che il prezzo di entrata in una fiera in cui ti vengono vendute altre iniziative dovrebbe essere sensibilmente differente da quello di un seminario in cui ti aspetti un prodotto e dei contenuti definiti e già utili in sè.

Ciò detto, è evidente che ognuno è libero di vendere i propri prodotti e servizi al prezzo che preferisce ma chi acquista può poi ritenere più o meno congruo quanto gli viene chiesto (personalmente trovo una follia vendere o acquistare una t-shirt o una bottiglia di vino a 70 € ma molte persone non sono del mio stesso avviso visto che poi comprano questi stessi prodotti in quantità) e decidere di accettare o meno l’offerta, fermo restando tuttavia l’obbligo di chiarezza da parte di chi vende in merito alla natura di quanto offre e su questo punto il “NEVER WORK AGAIN” ha una colpa grave.

Panel di speaker al NEVER WORK AGAIN

La maggioranza delle 850 persone presenti era infatti a Londra per apprendere tecniche, metodi e sistemi per attivare “SISTEMI DI REDDITO AUTOMATICO” o “RENDITE PASSIVE” che dir si voglia ma quasi nessuno dei 15 relatori che si sono alternati sul palco ha fornito un  “COME durante il proprio intervento limitandosi a fornire il “COSA” e il “PERCHE'” i presenti avrebbero dovuto acquistare il proprio programma di studio, frequentare il proprio seminario, comprare i propri cd, dvd, webinar o membership successivi.

Che poi, detta tutta, mentre i vari “cosa” (ossia i contenuti, le tecniche e le dinamiche presentate) alternavano strategie note e stranote ad altre invece meno conosciute e di conseguenza più utili ed interessanti, è stato invece assai ripetitivo e stucchevole sentirsi ripetere da ogni relatore i motivi per i quali avremmo dovuto considerare il proprio programma visto che era evidente come fossimo tutti lì perchè interessati al reddito passivo e quindi già sensibili all’idea di lavorare meno, avere più tempo per sè stessi, per i propri affetti etc.

Superato lo sconcerto iniziale per la natura anomala dell’evento rispetto a quanto promesso e messo da parte il fastidio di doversi ascoltare 4 o 5 momenti di vendita assai aggressivi durante ogni singola giornata, abbiamo comunque trovato del buono anche in questo tipo di struttura, essendo comunque la varietà dei relatori e dei temi in questione una risorsa in sè che ci ha permesso di conoscere alcune cose nuove, sviluppare spunti e idee e apprezzare lo stile comunicativo di almeno 3-4 fuoriclasse all’interno del gruppo di speaker.

Una decina i metodi e sistemi presentati durante il corso miranti a creare reddito passivo:

  1. Business immobiliare basato su opzioni anzichè acquisto di proprietà – Relatore John Lee
  2. Licensing (acquisto e utilizzo oppure cessione di proprietà intellettuali o diritti di marchio) – Relatore Rand Brenner
  3. Outsourcing – Relatore Daven Michaels
  4. Trading sul Forex – Relatore Marcus De Maria, già co-trainer di T. Harv Eker durante il “MILLIONAIRE MIND INTENSIVE” di Rimini
  5. Web Business – Relatore Chris Farrell
  6. Creazione di team di lavoro per compravendita di immobili di lusso – Relatore Marco Kozlowski
  7. Come creare “App” di successo per Iphone, Ipad etc. – Relatore Simon Williams
  8. Trading su azioni e futures – Relatore Courtney Smith
  9. Marketing di affiliazione – Relatore Andrew Lock
  10. Investire nei “Tax Lien” USA (per me l’unico argomento totalmente nuovo e di conseguenza lo spunto più interessante) – Relatore Saen Higgins

Assieme a questi speaker hanno avuto spazio sul palco del “NEVER WORK AGAIN” anche altri 5 relatori, 2 dei quali non hanno nemmeno cercato di presentare una qualche forma di metodica o strategia ma si sono dedicati a vendere senza tanti giri di parole le loro opportunità di investimento immobiliare in Germania (Tan Yang Po) e in Costarica (Jack Cohen) mentre Bill Walsh ha proposto un proprio programma di formazione motivazionale tramite webinar o altri prodotti, cosa poi c’entrasse con il tema del corso me lo sto ancora chiedendo.

Interessante invece la storia personale e l’utilizzo dei podcast su Itunes da parte di Sam Crowley anche se più legata allo sviluppo di un proprio business o del marketing di sè stesso più che un’idea per generare reddito passivo.

Keith Cunningham, il “Padre Ricco” di Robert Kiyosaki!

Menzione a parte va data al personaggio che ha “dato di più” al corso in termini di contenuti così come di curiosità nel conoscerlo visto che è stato presentato come il fantomatico “PADRE RICCO” mille volte citato da Robert Kiyosaki nei propri libri: Keith Cunningham.

Keith Cunningham, passato da imprenditore e investitore alle spalle con più di una vicissitudine nella sua storia personale, e presente da speaker motivazionale, ha essenzialmente dispensato la propria saggezza e esperienza di vita e la sua presenza è stata molto apprezzata sia in quanto persona dotata di grande carisma e umanità sia in quanto è stato l’unico speaker a dedicare il proprio tempo a fornire contenuti e non a costruire una presentazione commerciale dei propri prodotti o servizi.

In ultimo, valida e interessante come sempre nei corsi di T. Harv Eker la parte di condizionamento psicologico alla ricchezza e al denaro, in questo contesto concentrata proprio sul tema del reddito passivo e della conseguente libertà della propria vita da riconquistare.

Come di consueto quindi, grande entusiasmo in sala (guarda il video qua sotto) sulle bellissime parole di “It’s My Life” di Bon Jovi che non avevo mai realmente compreso nel loro significato.

httpv://youtu.be/-ZqZfYgICew

In sintesi, tra i tanti aspetti positivi scaturiti dall’aver partecipato al “NEVER WORK AGAIN” tantissima varietà e quantità, molte idee, molti spunti, tanti speaker, un sacco di motivazione e condizionamento positivi, la possibilità di modellare personaggi diversi e trarre ispirazione dalle loro storie personali e dalle indubbie abilità di vendita e di marketing dimostrate sul palco dai vari relatori.

Tra gli aspetti negativi alcune mancanze sulla cura della qualità dell’esperienza per i partecipanti, il fatto che fosse una “fiera” più che un corso e che non fosse stato presentato in questo modo, un sacco di “cosa” e pressochè nessun “come” , un indubbio eccesso di vendita e di manipolazione da parte della quasi totalità degli speaker alternatisi sul palco.

Chiudendo, esprimo la mia opinione personale sul tema della vendita, del marketing e di quanto ho visto accadere in questo senso durante il “NEVER WORK AGAIN”.

Saper vendere e promuovere con successo sè stessi e la propria attività sono caratteristiche fondamentali per ottenere risultati di rilevo praticamente in qualsiasi campo. Conosco questa verità da tanto tempo, mi guadagno da vivere vendendo i miei programmi di formazione da più di venti anni, ho avuto grandi maestri in questo campo (tra cui lo stesso T. Harv Eker) e nel mio piccolo penso di essere piuttosto abile e preparato sul fronte visto che ho anche scritto e pubblicato un libro con Sperling e Kupfer su questo argomento (“Professione Venditore”, attualmente esaurito nelle principali librerie).

L’eccesso di timidezza nella vendita e nella promozione di sè stessi non solo non sono una qualità ma non pagano e privano anche il pubblico di quanto di valido hai da offrire.

Parlando di etica commerciale e imprenditoriale, l’abilità di vendere e di promuoversi deve tuttavia essere sempre accompagnata da alcune caratteristiche che ho visto parecchio latitanti in diversi tra gli speaker che ho visto promuovere i propri prodotti durante il “NEVER WORK AGAIN” e mi riferisco a:

  • qualità dell’offerta (diversi tra i prodotti e servizi presentati avevano ben poca sostanza)
  • trasparenza sulla natura dell’offerta (va bene concentrarsi sui benefici ma in molti casi non è stato proprio spiegato in cosa consistesse il miracolistico servizio proposto)
  • rapporto qualità prezzo e trasparenza nella presentazione dello stesso e delle promozioni (omissis …)
  • equilibrio, realismo e onestà nella presentazione dei benefici ottenibili dal proprio prodotto (va bene abbellire e “pompare” un minimo la propria offerta, tutti lo facciamo, ma a Londra il rapporto benefici/difficoltà è stato davvero manipolato senza nessun pudore lasciando nel pubblico più sprovveduto delle percezioni estremamente distanti dalla realtà)

Fuor di ipocrisia, vendere significa manipolare le percezioni altrui per indurre una decisione d’acquisto.

Marcus De Maria: Forex Trading

So bene che “manipolare” è una parola con forti connotazioni negative ma nella realtà è quello che tutti facciamo quando sistemiamo la merce in vetrina in maniera che risulti accattivante, quando “ci mettiamo in tiro” per conquistare un uomo o una donna, quando raccontiamo aneddoti di clienti soddisfatti, quando ingaggiamo l’attore famoso come “testimonial di un prodotto o servizio che probabilmente non ha mai utilizzato e non utilizzerà mai.

Tutto questo è ok, fa parte del “gioco della vendita” e, più in generale, del grande “gioco della vita” .

Come sempre però, è questione di limite e quantità e, senza peli sulla lingua, non ho problemi a dire che quanto ho visto al “NEVER WORK AGAIN” non lo condivido.

L’uso eccessivo e così disinvolto di setting di pnl, ancoraggi e suggestioni ipnotiche per vendere, pur generando risultati straordinari in termini di redemption immediata, è sbagliato e poco corretto e la mia opinione è che il fine non giustificherebbe i mezzi nemmeno se la sostanza di quanto offerto fosse stata molto superiore a quanto visto a Londra.

E’ stato una sorta di esperimento di sociologia e manipolazione di massa in diretta vedere molti partecipanti al corso correre al desk commerciale per sottoscrivere senza pensarci due volte quote di investimento immobiliare di società mai sentite prima, iscriversi a corsi per diventare esperti di compravendita di immobili di lusso o acquistare per 1.000 e passa sterline pacchetti informativi composti da due manuali e tre cd contenenti nozioni di carattere generale note e stranote.

Courtney Smith: Stock & Futures Trading

Il mio socio e compagno di avventura londinese Livio Sgarbi ha definito tutto questo “il fenomeno della spremitura” mentre altri commentavano di aspettarsi da un momento all’altro una bella presentazione di pentole o altre carabattole da sagra paesana.

Il punto è anche di “eleganza nel muoversi” ma non solo.

Ho sentito qualcuno commentare queste vendite con grande ammirazione (sull’abilità in sè dimostrata dagli speaker in questione niente da dire, alcuni sono dei veri e propri fenomeni della manipolazione di gruppo) affermando che: “Se poi la gente compra hanno ragione loro” ma, personalmente, non sono d’accordo e non condivido il punto in questione nè le pratiche in sè.

E’ la stessa cosa di quando il politicante di turno racconta in maniera accattivante e convincente un sacco di balle per raccogliere consenso, il fatto che poi la gente lo voti non vuol dire che si sia comportato correttamente e lo sa il cielo se la nostra società non soffra di eccesso di immagine e manipolazione rispetto all’effettiva realtà delle cose.

Insomma, ancora una volta torno da un corso con tanti spunti e argomenti da cui trarre insegnamento, sia da quanto mi è piaciuto che da ciò che non ho apprezzato.

Se ti fa piacere, LASCIA UN COMMENTO in calce all’articolo esprimendo la tua opinione in merito a quanto ho scritto o la tua testimonianza se eri anche tu presente al “NEVER WORK AGAIN” a Londra.

Ora ti lascio, vado a lavorare suimiei sistemi per non lavorare mai più!

Roberto Pesce

43 commenti

  1. Roberto Consalvo

    7 anni fa  

    Ciao Roberto.

    hai scritto un’articolo veramente bello.

    mi sembrava quasi di essere al corso.

    se ricordi mi bacchettasti per un mio commento inerente al corso di Eker in un tuo vecchio post.

    continuo a pensare che Eker sia una vera macchina da guerra spietata e conquistatrice.

    purtroppo e’ vero..finchè la gente compra ha ragione lui.

    Grazie per il tuo preziosissimo contributo.


  2. Marco

    7 anni fa  

    Ciao Roberto
    è la prima volta che commento un tuo articolo.
    Innanzitutto mi hai coinvolto talmente che mi sembrava di essere stato presente e quindi mi congratulo.
    Quello che sostieni in sintesi è l’importanza dell’aspetto etico su cui mi trovi assolutamente d’accordo. Inoltre, mi piace e condivido l’osservazione che talvolta ciò che si rivela efficace nel breve periodo, non necessariamente possa dimostrarsi tale nel medio-lungo periodo. Inoltre poni giustamente l’accento sul tema delle aspettative: è corretto creare aspettative nell’interlocutore, ma se poi gliele crei più ampie di qquello che poi soddisfare, l’effetto boomerang è dietro l’angolo…


  3. AndreaV

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,

    io credo che saper vendere sia una figata e credo che tutti dovremmo imparare a farlo nel migliore dei modi!

    Un mio caro amico ha comprato la qantum leap e ad oggi lo vedo molto proiettato verso il successo con dei risultati tangibili già acquisiti.
    Allora la domanda che ti faccio è questa…..
    Perchè dare per forza un giudizio così drastico quando in realtà per alcune persone questo genere di corsi sono positivi?
    Secondo me dobbiamo imparare a gestire la nostra emotività perchè ci sarà sempre qualcuno che ci condizionerà…eker la tv o il cartellone pubblicitario.


  4. Stefano

    7 anni fa  

    Grazie a te finalmente ho capito chi era in realta’ il papà ricco… Vedrò di imparare di piu…


  5. Guido

    7 anni fa  

    Mi congratulo per l’analisi che hai fatto. Sono valutazioni che condivido su molti corsi.
    Partecipando a vari corsi di grandi trainer internazionali ho compreso che alla fine bisogna cercare la propria strada per realizzare delle rendite passive, accettando di sbagliare.
    Finalmente dopo vari errori ho trovato la mia strada e questo mi fa apprezzare tutto il percorso che ha fatto in questi ultimi anni.
    Ciao


  6. Matteo

    7 anni fa  

    Ciao Robby,
    ho letto la tua recensione che da titolo presenti senza peli sulla lingua… Ho consultato altri siti cercando altre recensioni sul seminario e da quello che leggo sei stato fin troppo un signore, il tuo stile è sempre impeccabile ma alcuni partecipanti di altre edizioni ci sono andati giù molto pesanti.
    Straordinario articolo come sempre


  7. Luca

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,
    dei tuoi post apprezzo molto la chiarezza e la lucidità dell’analisi.
    Un aspetto per me fondamentale è proprio quello dell’etica: il Millionaire Mind Intensive del 2011 mi è piaciuto per l’attenzione alla psicologia della ricchezza, ma proprio la vendita a tutti costi, la scarsa trasparenza sui contenuti dei seminari proposti mi hanno fatto desistere dal comprarli. Avere un ottimo posizionamento marketing è importantissimo per sviluppare il business, ma poi le aspettative create devono trovare un riscontro, un investimento in formazione deve poi generare opportunità di crescita economica, altrimenti che investimento è?

    Purtroppo mi rendo conto che molte persone sono ancora ingenue, subiscono i condizionamenti psicologici di persone molto “abili”, e non sono abituate a fare un’analisi critica delle proprie scelte.

    Quando l’anno scorso, a maggio, ho avuto modo di confrontarmi con te per qualche minuto in occasione del follow up al Millionaire mind, ho capito che per te l’eticità nel business è un valore.
    Se c’è la condivisione di valori profondi tra persone, come tra azienda e clienti, si potranno sviluppare rapporti proficui e duraturi.

    Aspetto i tuoi sistemi per non lavorare mai più!


  8. Jessica

    7 anni fa  

    Eh si, sacrosanta verità che condivido e anch’io come voi ho fatto buon viso a cattivo gioco traendo comunque spunti di riflessione.
    Mi aspettavo cose mooooolto diverse da questo corso.
    Haimè anche il proprietario della Success Resources ha spacciato il suo intervento finale per una condivisione delle sue esperienze ed invece ha venduto corsi! Non hanno ceduto fino alla fine 🙂


  9. Yvonne

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,
    prima di tutto grazie per l’articolo davvero illuminante.
    Poi vorrei farti i complimenti per la lucidità e la schiettezza con cui hai espresso le tue opinioni, che mi trovano completamente d’accordo.
    L’etica e la professionalità innanzitutto.
    Anche io ho parteciato al MMI l’anno scorso ad aprile e sono rimasta folgorata dal carisma di Eker, probabilmente sono stata tra le “ingenue” che di istinto si è iscritta al Quantum Leap.
    Ho partecipato poi al corso con Marjean Holden a Milano e poi …basta.
    Non sono venuta a Londra e non credo che parteciperò al resto del programma almeno per quest’anno.
    Il tuo articolo mi ha confermato quanto già pensavo: gli americani sono maestri di Marketing e PNL e da loro dovremmo sicuramente imparare… ma
    noi italiani abbiamo il cuore (e non lo dico per romanticheria) e lo stile made in Italy è riconosciuto ed invidiato in tutto il mondo.
    Penso che l’Italia abbia bisogno di persone come te e altri grandi uomini di carisma e professionalità che ho conosciuto negli ultimi tempi. Dobbiamo solo trovare nuovamente la passione ed il coraggio di realizzare i nostri sogni partendo dal nostro cuore.
    Là fuori ci sono un sacco di persone come me che non hanno bisogno di “comprare il proprio sogno” a queste fiere della vanità, ma di qualcuno che indichi la strada vera per realizzarlo
    Grazie ancora!


    • daniele

      6 anni fa  

      Ciao Yvonne, in che senso ti definisci “ingenua” per esserti iscritta alla Quantum Leap? E soprattutto cosa ti ha spinto a non partecipare al programma della stessa?


  10. Francesco Pignataro

    7 anni fa  

    Ciao Roberto
    ho letto la tua recensione e sono d’accordo con te…personalmente ho frequentato molti corsi negli ultimi 4 anni ed ho avuto modo di vedere delle differenze. Penso che il successo (intendo anche nelle vendite) possa essere raggiunto con un comportamento più etico e non agressivo. essere agressivi nella totalità delle sue forme di manifestazione, e nella fattispecie nelle vendite e sempre un’aggressione, che determina emozioni negative/brutte sensazioni di disagio e competizione.. ecc… e questo non va più bene e personalmente non piace! non è giusto non avere carta, penna e materiale informativo e non giusto fare 80% vendita ad un corso dp aver speso x euro e tempo. Sono convinto che il successo possa essere raggiunto diversamente senza agressione psicologica e competizione.
    sono convinto che la formula del vendere grandi benefici (al prossimo) a prezzi inferiori del loro valore e la fomula vincente in tutto.
    Saluti
    Francesco Pignataro


  11. Paolo

    7 anni fa  

    Ciao Roberto, bellissima recensione!

    Devo dire che ciò che hai scritto mi fa riflettere. Ricordo bene i tanti momenti di vendita presenti nel MMI, però d’altro canto, per 300€ su tre giorni di formazione, cosa ci si poteva aspettare? Mi sono andati più che bene: in fin dei conti è stato un esempio perfetto di come si lavora sul palco.. (o meglio, di come lavora sul palco uno che vende alla grande). Ma Eker aveva anche promesso che, durante i corsi, non ci sarebbero più stati quei momenti di vendita! Questo lo ricordo bene! E mi delude non poco sapere che la storia si ripete..


  12. Gio

    7 anni fa  

    Io ero presente, come tutti voi.
    Dico solo che ogni persona fa il proprio interesse.
    Eker e’ bravo in questo, altri in italia lo fanno ancora peggio
    Gasando le persone a 1000 in un weekend, per poi
    Lasciarli ricadere come quando avevano iniziato.
    Purtroppo in giro ci sono persone poco serie.
    Io non conosco voi personalmente e quindi non vi giudico.
    Ma penso che tutti hanno da imparare ogni giorno.
    Voi che aiutate con la motivazione le persone avete un bella responsabilita’.
    Perche’ le persone credono in voi e danno tutto per migliorarsi.
    Ogni tanto dovreste mettervi la mano sul cuore e andare in profondita’.
    Ci sono troppi corsi, in realta’ ne basterebbe solo uno, ma fatto bene.
    Ma giustamante tutti devono vivere e allora alee, piu’ sfumature ci sono meglio e’.

    Un saluto. Hai un reddito passivo enorme!


  13. Roberto Pesce

    7 anni fa  

    Wow, che accoglienza pronta e reattiva per questo articolo!!

    Vorrei ringraziarvi tutti per i vostri commenti sempre utili e produttivi così come per l’apprezzamento che manifestate relativamente all’articolo e nei miei confronti in generale, la relazione che ho con chi mi legge e con chi partecipa ai miei corsi è uno dei valori più preziosi che il mio lavoro mi dà e non lo dico per piaggeria.

    Alcune risposte e commenti in ordine sparso:

    ** Per Roberto Consalvo:

    apprezzo la tua presenza e attenzione nei confronti del blog e ricordo molto bene il commento e la “bacchettata” dell’epoca ^_^ , il fatto che tu sia sempre qua a contribuire è un segno della tua maturità e competenza.

    E’ assolutamente vero che Eker sia una “macchina da guerra spietata e conquistatrice” come lo definisci tu, in assoluto ha una capacità di vendita e di persuasione in pubblico davvero notevole e in questo senso da lui c’è da imparare tantissimo sia quanto a competenze che a livello di atteggiamento. Questo è in effetti uno dei motivi per cui promuovo il Millionaire Mind Intensive, peraltro spiegando il tutto con chiarezza e introducendo il tema in sede preliminare con i miei iscritti (allo scopo ho aggiunto per i miei clienti 2 bonus tra cui un mio audio introduttivo in cui spiego soprattutto questa cosa e consiglio il modo per valorizzare al meglio i molti momenti di marketing del MMI). Il punto chiave è però che poi assieme al marketing T. Harv Eker eroga anche tanto ma tanto valore e oggi è uno dei pochi trainer internazionali per cui spendo queste parole.

    Ciò detto, a me personalmente non piace il modo in cui esagera spingendo le sue vendite, lo trovo eccessivo e inelegante oltre che estremamente manipolatorio ma ciò non mi impedisce di prendere da lui alcuni spunti e adattarli al mio stile personale, rimanendo comunque me stesso e (spero di venire percepito come tale) nei canoni di ciò che ritengo etico e corretto fare per spingere il mio marketing pur senza esagerare.

    Ciò che sto imparando da T. Harv Eker in questi anni a me personalmente sta pagando davvero molto e nella totalità di ciò che propone tra pregi e difetti la bilancia pende decisamente dalla parte dei pregi, se così non fosse cesserei di sponsorizzarlo con chi mi segue.

    ** Per Andrea V, Yvonne, Luca e Paolo:

    anche per me saper vendere “è una figata” e concordo sul fatto che i corsi di Eker diano moltissimi benefici, il mio giudizio non è drastico ma semmai articolato e nel post ho parlato del “Never Work Again” appena frequentato e non di altri seminari.

    Anche diversi miei amici e clienti stanno frequentando il Quantum Leap e sono soddisfatti se non addirittura entusiasti, in particolare coloro che hanno partecipato all'”Enlighted Warrior Camp” e al “Train the Trainer”.

    Io sono entusiasta del Millionaire Mind Intensive che ho frequentato 2 volte trovandone grande utilità e beneficio sia la prima che la seconda volta e ho spinto a parteciparvi mio fratello, i miei cugini e tutti i miei soci e collaboratori. E’ vero, anche lì c’è molta vendita pesante, ma come ho già detto fa parte del valore da carpire dal corso e fa poi parte del pacchetto di un corso pressochè “regalato” a 250 € per un corso di tre giornate.

    Ho poi partecipato anche al Guerrilla Business Intensive rimanendone soddisfatto anche se anche lì qualcosa di meglio si potrebbe fare per rendere l’esperienza più gradevole e il corso più armonico e fruibile (considerate che le mie sono sempre valutazioni da “addetto ai lavori”, come quando un cuoco va a mangiare in un altro ristorante, è abbastanza normale che trovi qualche aspetto su cui ha da ridire …).

    Insomma, la mia idea è che i corsi di Eker siano un’ottima cosa e eroghino ottimo valore (Never Work Again incluso), penso tuttavia che non sia lesa maestà criticarne alcuni aspetti onestamente assai poco difendibili.

    Pregi e difetti convivono, non c’è contraddizione in questo.

    ** Per Yvonne:

    se mi permetti, sbagli a fermarti dopo il primo corso del Quantum Leap. Hai fatto un investimento, valorizzalo fino in fondo, come dicevo c’è tanto valore in questi programmi anche se alcuni aspetti possono magari non piacere. Ricorda comunque che cresciamo soprattutto quando superiamo il disagio e usciamo dalla nostra “zona di confort” per cui … non mollarci!

    ** Per Gio:

    condivido molte delle tue parole soprattutto quando dici che: “Voi che aiutate con la motivazione le persone avete un bella responsabilità.
    Perchè le persone credono in voi e danno tutto per migliorarsi.
    Ogni tanto dovreste mettervi la mano sul cuore e andare in profondità”.

    E’ proprio questo il discorso a cui mi riferisco quando parlo di etica commerciale e imprenditoriale.

    Non solo abbiamo questa responsabilità ma siamo in generale anche padroni dell’arte della comunicazione e della vendita, abbiamo quindi in mano un potere, ma è il modo in cui scegliamo di utilizzarlo a fare la differenza e, certo, “ognuno fa il proprio interesse” ma è quando siamo alla sera davanti allo specchio a lavarci i denti che dobbiamo onestamente chiedere a noi stessi: “Oggi, ho fatto solo i miei oppure anche gli interessi dei miei clienti e dei miei allievi?”

    Se la risposta è positiva in entrambe le direzioni tutto bene, se fosse invece positiva solo in una delle due sarei a seconda delle situazioni un filantropo probabilmente squattrinato oppure un approfittatore delle ingenuità altrui, ed entrambe sono soluzioni che non condivido anche perchè la mia esperienza mi insegna che si può ottenere un ottimo successo anche economico e commerciale senza speculare o massificare il proprio prodotto e servizio e dando ai costantemente aiu propri clienti più di quanto si aspettano e per cui hanno pagato.

    I corsi poi sono tanti perchè tante sono le specializzazioni e le discipline che si possono imparare o insegnare e per ognuna di queste è anche normale che ci sia un livello di base, uno avanzato, specializzazioni ulteriori e così via ma ciò non vuol dire che le si debba seguire tutte quante!

    Da acquirenti, occorre quindi fare beni propri piani e programmi e dedicarsi a ciò che realmente ci interessa e che abbiamo poi il tempo di approfondire tralasciando o rimandando tutto il resto.

    Come dico sempre ai miei stessi clienti e allievi: “Inseguire per tutta la vita il Sacro Graal della formazione o degli investimenti non paga, arricchisce solo chi vende formazione o investimenti. Quasi tutto funziona se approfondito e applicato fino in fondo, niente e nessuno ha però il potere di creare ricchezza o reddito passivo con un colpo di bacchetta magica”.

    A risentirci, continuate a scrivermi!

    Roberto


  14. Max Soldini

    7 anni fa  

    Bravo Roberto ero seduto dietro di te e ci siamo incrociati diverse volte a colazione in hotel.
    Hai descritto egregiamente queste giornate e non posso che concordare in pieno su quello che affermi.


  15. Giovannip

    7 anni fa  

    Ti ringrazio molto per le risposte .
    E mi ha fatto piacere vedere un coach in platea con voglia di fare
    Che non si atteggiava, come succede spesso.
    E pronto a dare il meglio di se con gli altri.
    Continua con la tua mission e aiuta piu’ persone possibile.
    It’s my life.
    Ciao Roberto alla prossima.


  16. Laura

    7 anni fa  

    Analisi straordinaria
    Mi è piaciuto in particolare il senso del “gioco della vendita”
    Condivido in pieno


  17. Stefano

    7 anni fa  

    Ottima sintesi, condivido in pieno! Ho avuto il piacere di conoscerti personalmente (forse non ti ricordi) in un a breve chiacchierata e anche in quell’occasione trovavo le tue osservazioni molto acute e profonde. Ritengo comunque che per me, assolutamente estraneo al concetto di “passive income” questa “fiera” abbia aperto gli occhi su un mondo che intendo assolutamente esplorare. Sono contento che in Italia ci siano persone come te che ci rassicurino che quanto visto al NWA non è tutto oro colato, ma nemmeno una pia illusione. Ho il tuo biglietto da visita e presto ti contatterò. Grazie mille. Stefano


  18. Alessandra Strafile

    7 anni fa  

    Roby,
    grazie per la franchezza con cui hai fornito la tua descrizione dell’evento, preso in considerazione da varie prospettive.
    Sono totalmente allineata col tuo pensiero.
    Grazie ai tuoi post quotidiani ho seguito a distanza, quasi in diretta, ciò che avveniva a Londra…e un po’ me lo aspettavo…

    Il fatto che non si possa piacere a tutti è noto (del resto c’é chi mi ha parlato del NWA con un entusiasmo a dir poco esagerato); aggiungo che la percezione che ognuno ha di un dato corso dipende dal punto del percorso in cui si è quando lo si frequenta.
    In genere, si acquisice maggior lucidità per discriminare il mediocre dal buono e il buono dall’ottimo man mano che si procede nella propria crescita personale.
    Tu sei molto avanti MOLTO OLTRE, e questo ti fornisce una lente d’ingrandimento più “spietata”.

    Condivido le tue sensazioni, peraltro già provate al MMI e al TTT.
    Indossiamo le lenti rosa e il cappello giallo?

    Ecco, dalla scuola di Eker mi sono portata a casa:
    -un grande esempio di professionalità (da parte di tutti i formatori che ho visto sul palco)

    -una grande dimostrazione che si può sfondare letteralmente la propia zona di comfort (Marcus De Maria, londinese, in teoria freddo e impostato, in pratica un grande grande attore protagonista)

    -un’importante lezione sul valore del nostro mestiere (mi riferisco sia alla responsabilità implicita che al diritto di farci ben pagare)

    – una bella conferma al fatto che TROPPI dei formatori italiani che conosco SE LA TIRANO in modo esagerato, se la cantano e se la suonano inutilmente (apprezzo invece, e cerco di ricalcare, la semplicità e la disponibilità di Mac Attram, ad esempio)

    -un promemoria cruciale sulla possibilità di formare divertendosi: mi sono resa conto di essermi “inseriosita” lungo la strada proprio osservando Eker, dopodiché ho recuperato la mia verve e il mio ruolo di formATTIRCE, involontariamente accantonato durante gli anni di convivenza con personale bancario/assicurativo/della pubblica amministrazione.

    Concludo dicendo che mi è mancata tanto l’occasione di stare insieme, che per quanto mi riguarda rimane uno degli aspetti più preziosi di queste occasioni.
    Non mi basta sperare di vederti presto, perciò farò di tutto affinché ciò avvenga.
    Ti stringo,
    Straf


  19. Maurizio Gazzotti

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,
    personalmente quello che apprezzo sia di te che di Livio è la correttezza nel non eccedere mai “nel gonfiare” i concetti promettendo troppo per attirare le persone al corso. Io sarei molto titubante a frequentare gli up-grade di Eker o Robbins mentre non avrei dubbi nel seguire dei corsi fatti da voi che sintetizzano, italianizzano e passami il termine “deontologizzano” i concetti e le nozioni insegnate. A presto Maurizio


  20. JJ

    7 anni fa  

    Davvero senza peli sulla lingua, come pochi hanno il coraggio di fare. Complimenti!

    J.J.


  21. antonio

    7 anni fa  

    concordo in pieno.
    non a caso alla fine del primo giorno ho pensato che almeno quando arriva il volantino della gita “a padre pio” (come se poi fosse una città…) provano a rifilarti le pentole ma almeno tutto costa sola 9 euro 😉
    che dire? di relatori salvo solo quelli dell’ ultimo giorno e mezzo, utili per prender appunti su come si vende ma non sul prodotto in sé.
    sugli altri sottoscrivo il tuo commento: è più bravo il tipo di zelig con il megafono “Donne! è arrivato rocco! .. ” 😉
    la cosa che più mi ha meravigliato è stato il modo con cui hanno avuto presa sul pubblico non italiano.
    ps. diciamo che, piuttosto deluso, un pomeriggio ho apprezzato la città che si prepara per le olimpiadi..


  22. Andrea

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,
    anch’io mentre leggevo ho avuto l’impressione di assistere con te all’evento…sarà forse anche grazie all’inserimento del video…
    Come Maurizio, data la positiva esperienza dei tuoi corsi già frequentati, anch’io seguirei dei corsi fatti da voi che sintetizzano, italianizzano e “deontologizzano” i concetti e le nozioni di Eker.
    A Rimini ad aprile ho deciso di non andare, ma sarà un’ottima occasione per incontrare, dopo l’evento, Enrico Vigo: mi ha infatti anticipato che verrà a Rimini e quindi mi potrà anche dare le sue impressioni a riguardo.


  23. donatella

    7 anni fa  

    Grazie Roberto
    il tuo articolo è vero e sentito…
    Sembrava di essere lì a Londra mentre lo leggevo e notavo quel mondo della formazione del vendere per forza che non condivido neppure io.
    Eppure anche lì si impara e si cresce, come ci hai dimostrato tu.

    E’ bello però avere altre conferme come la tua, che si può essere prosperi e “nel mercato” anche mantenendo la propria etica ed i propri valori.

    Grazie ancora
    Donatella


  24. giovanna

    7 anni fa  

    Ciao Robi

    Come sempre un comportamento degno di un gentiluomo , onesto e in Buona Fede … quale sei Tu .

    Camminare su questa strada è ciò che Ti rende Colui che fa la differenza … aspettati molto , Amico Carissimo … poichè raccogliamo sempre ciò che seminiamo .

    Ti saluto con immenso affetto

    Buona Vita a Te e ai tuoi Cari

    Giovanna


  25. enzo stulin

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,
    carino il tuo post. La verità, secondo me, vuol dire proprio non avere peli sulla lingua. Sono armai decenni che Robert K. e proseliti sono passati da una sana “condivisione” dei principi finanziari, al fare business selvaggio sfruttando l’ignoranza dei neofiti.
    Vorrei solo dirti che il “Padre Ricco” di Robert non è Keith Cunningam. Il “Padre Ricco” ha/avrebbe circa 95 anni adesso! Probabilmente è già morto.
    Io l’ho cercato, questo padre ricco… e l’unica cosa certa è la sua origine: cinese.
    Un piccolo esempio…pratico: Mentre Robert K. predicava di investire in argento… lui stesso investiva in gas naturale.
    Morale: o sapevi QUANDO investire in argento (cioè la primissima volta che Robert l’ha spiegato qualche anno fa…) oppure ti ritrovavi a comprare il suo argento fornendogli i guadagni dopo che il prezzo era esploso.
    ADESSO, è un buon momento per investire in gas naturale. Prova a controllare…

    La vera formazione? Qualche decina di libri! Suggerirei, SOLO PER CHI VUOLE, “Il club Bilderberg, la storia segreta dei padroni del mondo” che esiste in italiano.
    Poi, “Grunch of giants” in inglese soltanto. Libro suggerito da Robert. Fantastico per capire, aprire gli occhi e la mente.

    Tre video: “Zeitgeist” (ce ne sono 3. tutti su youtube.).

    Da cercare: “ESM (euroopean stability mechanism). L’art. 36 (mi pare, forse il 38). Dove c’è il VERO SUCCO: l’immunità ed i privilegi.
    Si trova anche su youtube (o sul mio blog, se vuoi ilmiolavoroerendertifelice@blogspot.com)

    Un’ ultima osservazione: io ho letto il libro di Robert nel 2002-3, a 36anni, quasi 37. Oggi ho 45 anni. Ho smesso di lavorare due anni fa.

    Felicità a tutti
    Enzo


  26. enzo stulin

    7 anni fa  

    ..Perdon, volevo aggiungere una cosa dopo aver letto tutti i commenti: i corsi servono. Se li usi.

    Gasarsi a 1000 in un week-end e poi tornare alla vita ed alle abitudini di sempre… non serve a niente. Non si va da nessuna parte.

    Una sola frase, una sola, mi accompagna ogni giorno. E’ scritta nel libro “padre ricco padre povero” :

    MOLTE PERSONE LEGGONO LIBRI. POCHISSIME PERSONE fanno QUELLO CHE HANNO LETTO.

    Auguro tanto “fare” a tutti.

    enzo


  27. marco

    7 anni fa  

    Ciao Fish,
    non ho partecipato al Never Work Again invece sarò con te e Livio al MMI di Rimini.
    Leggendo il tuo articolo capisco benissimo la tua reazione quando ti senti vendere altri corsi e non porti a casa qualcosa di più rispetto non solo al prezzo del biglietto ma all’aspettativa che avevi sull’evento.
    Ho frequentato tanti corsi di formazione con la Vostra scuola ed altre conosciute sul territorio nazionale e solo in un caso ho avuto questa esperienza (figurati ero un neofita ed ho percepito questa sensazione) e non ho più comprato corsi con quella scuola. Nonostante tutto la considero una esperienza positiva perchè mi ha dato la possibilità di conoscere altri altrettanto validi insegnanti sulla mia strada che altrimenti probabilmente non avrei preso in considerazione. Dici bene quando parli di etica, anche nelle vendite ci vorrebbe e tanta… anche se costa qualche contratto in meno però, almeno puoi sentirti con la coscienza pulita quando vai a dormire in quanto avrai aiutato il tuo cliente a prendere una decisione ma non lo avrai manipolato a tal punto da avergli fatto credere che quella sarà la soluzione dei suoi problema bensì l’inizio di un percorso verso la sua……
    A presto
    Marco


  28. Davide

    7 anni fa  

    Ciao Roberto,
    Sono d’accordo su quanto hai scritto riguardo al limite per vendere il propio prodotto(corso,ecc..) ,ci dovrebbe sempre essere un’etica ,anche se il confine secondo me non e’ cosi’ netto ,ma comunque almeno come hai scritto “è che il fine non giustificherebbe i mezzi nemmeno se la sostanza di quanto offerto fosse stata molto superiore a quanto visto a Londra”,senza fare il moralista sono d’accordo con quanto hai scritto pero’ non so dove dovrebbe essere il confine e l’equilibrio tra il vendere a tutti i costi e il vendere con etica.
    Bello questo post,grazie


  29. Bruno

    7 anni fa  

    A me questi corsi ricordano tanto il periodo in cui in America c’erano dei posti dove si diceva ci fosse molto oro. Ci fu un pellegrinaggio enorme di gente in cerca di fortuna che comprò tutto l’equipaggiamento necessario per cercare e setacciare l’oro. Alla fine……i soldi li fecero solo coloro che vendevano l’equipaggiamento…….A buon intenditor…..poche parole…..


  30. Marco D.

    7 anni fa  

    Sto frequentando la Quantum leap e sinceramente sono veramente contento dei contenuti dei corsi, di quanto sto cambiando e delle persone che ho conosciuto. In pochi mesi abbiamo costruito un bel gruppo; stiamo crescendo tutti insieme a ritmi sostenuti…. questo e’ favoloso! Alla fine del primo giorno ero sinceramente deluso, ma facendo una riflessione finale posso confermarti che anche questo corso mi ha dato alcuni spunti e, proprio per questo, ne e’ valsa la pena partecipare…. Non mi disturbano le vendite che ti propongono in quanto siamo noi che dobbiamo saperci gestire dalle pressioni commerciali altrui…. La cosa che invece mi infastidisce e’ il fatto che ti senti un po’ carne da macello quando ti vuoi iscrivere e chiedi informazioni sui corsi….(o ti sei iscritto e chiedi chiarimenti); i ragazzi italiani dello staff erano veramente bravi e hanno fatto tutto il possibile, lo staff della societa’ estera che gestiva i corsi invece aveva un atteggiamento che sinceramente non approvo. Percorso che comunque consiglierei al mio miglior amico….


  31. leonardo

    7 anni fa  

    ho appena cominciato il libro di eker e me lo smonti subito?? :)….consigli???


  32. Vincenzo

    7 anni fa  

    Ciao a Roberto e chi sta leggendo queste considerazioni sul NWA.
    Anche io ho frequentato il seminario a Londra e condivido pienamente le idee di Roberto.
    Il susseguirsi delle presentazioni mi ha tanto ricordato le offerte che si trovavano nelle fiere per i vari oggetti da cucina per tritare, affettare e fare qualsiasi forma con frutta e verdura che poi, tra l’altro spesso, si rivelavano inutilizzabili… Avevo delle aspettative notevolmente superiori per un corso caro e in altra nazione. Certo poi, più per digerire meglio la sensazione di fregatura o per “massimizzare” l’investimento ho trovato degli argomenti stimalanti e interessanti.
    Resto profondamente deluso del corso e della organizzazione dello stesso. Contento comunque dell’occasione per aver rinfrescato nella mia memoria Londra che non vedevo da qualche anno, del nuovo argomento che mi appresto ad approfondire sulle App e di aver rivisto Fish, Livio e qualche altro del gruppone Ekis. Ma per questo sarebbe bastato gustarci una semplice pizza dalle vostre parti…


  33. Flavio

    7 anni fa  

    … sei semplicemente un grande ! 🙂


  34. orio

    7 anni fa  

    Grandi analisi, e davvero senza peli sulla lingua.


  35. Livio

    7 anni fa  

    Ciao Fish, e ciao a tutti i lettori di questo splendido blog.
    Innanzitutto complimenti perchè hai scritto una recensione molto bella e puntuale… come sempre del resto.
    Leggendo i commenti, soprattutto di quelli che erano presenti come noi al corso, ho avuto conferma del fatto che la nostra percezione era piuttosto condivisa.
    Abbiamo assistito ad una “spremitura” fatta ad opera d’arte. Senza molte delicatezze ma ricca di spunti importanti per chiunque sia in un business. Qualcuno ci ha mostrato cosa e come si può/deve fare, ed altri ci hanno mstrato come NON fare!!!
    Comunque sia fortunatamente esistono le sfumature e non solo il bianco e il nero. Possiamo in definitiva spremere anche noi il meglio di quanto abbiamo visto e trarne i migliori benefici.
    PS. Fish, dimmi un po’, ma a me che piace da impazzire fare i corsi, fare coaching e aiutare le persone, come concilio questo con il concetto di Never Work Again?
    Che dici, si può convertire in Work a Little Less, Earning More and Having Fun?
    Ciao belli!


  36. Roberto Pesce

    7 anni fa  

    Uhh, questo post vi ha davvero coinvolti, partecipanti al NWA e non!

    Bene così quindi visto che l’obiettivo del blog è sicuramente quello di farsi leggere e coinvolgervi attivamente.

    Relativamente a tutti gli ultimi commenti, oltre a ringraziarvi tutti per il contributo, mi preme ribadire ancora una volta che:

    1) le mie critiche NON sono rivolte a Eker o ai suoi corsi in generale che continuo invece a considerare un’ottima risorsa. Bene quindi la testimonianza di Marco D. che sta frequentando la Quantum Leap con ottimo profitto e molta soddisfazione.

    Leonardo, leggiti il libro che è molto bello e vieni anche al “Millionaire Mind” a maggio, ne vale davvero la pena!

    2) in assoluto anche il “Never Work Again” è stata per me una bella esperienza e anche lì c’è del valore nonostante le tante cose che, come avete letto, non ho condiviso.

    Consiglierei questo corso ad un amico? Uhm, diciamo che gli spiegherei bene la natura del corso e gli illustrerei vantaggi e manchevolezze del seminario lasciando poi decidere a lui se ne valesse il tempo e la spesa.

    Questo è comunque un discorso che vale un pò per tutti i corsi (i miei inclusi), trarne o meno soddisfazione dipende in gran parte dall’equilibrio tra le aspettative preliminari e cosa poi si riceve concretamente al seminario, fermo restando che poi il tutto si traduce in risultati solo se al corso segue un’applicazione concreta e feroce di quanto si è appreso, viceversa niente porta profitto.

    3) Un pò tutto lo stile di Eker è particolare ed “estremo”, e a mio parere la sua utilità sta molto anche in questo.

    4) Aldilà di Eker, da un pò di anni a questa parte mi sto formando l’idea che nei grandi nomi della formazione americana ci sia moltissima apparenza e un grandissimo marketing ma non sempre molta sostanza. Spesso ho trovato contenuti stantii, visti e rivisti e anche speaker talvolta un pò soporiferi. Naturalmente vanno poi fatti i dovuti distinguo caso per caso.

    5) Vendere eticamente, quanto o meno spingere … uhm, temi interessanti e da approfondire. Mi sa che ne farò qualche articolo o, perchè no, magari un capitolo aggiuntivo per la prossima edizione rivista ed ampliata del mio libro “Professione Venditore”

    6) Per Enzo Stulin: Keith Cunningham ci è stato presentato al NWA come il “Padre Ricco” di Kiyosaki, ma magari è solo uno dei “Padri Ricchi” da cui il buon Robert ha preso spunto per quella che potrebbe anche essere solo un’invenzione letteraria per creare una cornice affascinante alle sue idee, il che non toglierebbe una virgola al valore delle stesse. Che poi Kiyosaki sia parecchio commerciale e dalle stesse idee ricavi 7-8 libri ripetendo alla nausea gli stessi concetti siamo anche d’accordo, vedi il discorso più generale degli autori americani di cui sopra.

    Molte delle risorse che consigli fanno parte del filone delle “cospirazioni” e dei “complotti”, sono letture e film interessanti e con certezza racchiudono diverse verità ma non prenderei necessariamente tutto come oro colato. Di sicuro la mia scelta è quella di focalizzarmi e divulgare più gli aspetti costruttivi che quelli cospirazionisti anche per non dover abbandonare il microfono dello speaker ed essere costretto ad impugnare il mitra del rivoluzionario …

    7) Bruno, sei la seconda persona che negli ultimi mesi mi cita la metafora dei venditori di pale e picconi che facevano più soldi dei cercatori d’oro … e in parte concordo con il principio anche se non ne farei una generalizzazione. L’oro esisteva veramente e molti lo hanno trovato e si sono arricchiti, certo una minoranza rispetto ai più che sono tornati a casa con le pive nel sacco ma questa, ahinoi, è purtroppo una legge di vita. Quanti laureati alla Bocconi o ad Harvard vivono veramente la vita dei loro sogni? Anche questo sarebbe un discorso lungo ancorchè interessante.

    8) Livio, hermano, sai che sono d’accordo con te ^_^

    Un caro saluto a tutti.

    Roberto


  37. Tiziano

    7 anni fa  

    Caro Roberto,
    ti ringrazio di cuore per l’onestà e la profondità con cui hai scritto questa recensione.

    Ti ammiro molto e non vedo l’ora di esserci ai tuoi corsi.

    Tiziano.


  38. Anna Maria

    7 anni fa  

    Ho letto con molto interesse questa recensione, perché ho partecipato al seminario di Eker a Rimini lo scorso anno e anche al successivo di Milano “Mission to Million”.

    Entrambi i seminari mi sono piaciuti molto e ho cercato di mettere in pratica i concetti in essi appressi, peccato però che poi fra la “teoria” e la “pratica” ci sia un abisso!

    Dopo aver frequentato i corsi di cui sopra, gioco forza, ho deciso di chiudere la mia attività commerciale, aperta due anni prima (che non era mai stata in attivo) per cercare di crearmi, con le conoscenze acquisite durante il mio lavoro, una nuova attività che mi consentisse dei “passive income”. Pensavo davvero di aver trovato la “gallina delle uova d’oro”, parafrasando una delle frasi preferite da Eker.. Invece, ho speso ulteriori soldi registrando, ad oggi, delle entrare irrisorie.. Da quando ho chiuso la mia attività in perdita, lavoro a “gratis” in questo progetto e, onestamente, la cosa è alquanto deprimente..

    Sono stata contattata di recente da Risorse della Mente per il corso “Guerrilla Intensive” e, anche se mi sarebbe piaciuto partecipare, ho deciso di non farlo perché non posso sostenere il costo di un corso che sicuramente mi “gaserà” tanto ma che, purtroppo, poi nella pratica non sarà in grado di offrire ai partecipanti degli strumenti validi per trasformare l’energia, la voglia di farcela e di riuscire nei propri intenti in qualcosa di veramente concreto e redditizio.

    Parallelamente ai corsi di Eker, lo scorso anno ho anche cominciato a frequentare il “Fly” di Roberto Re. Devo dire che ciò che trovo positivo di questo programma formativo è la possibilità di frequentare ogni settimana un minicorso che verte su 8 argomenti, che si ruotano in continuazione nell’arco di un anno. Ciò consente di ripassare i vari concetti fino ad interiorizzarli per bene e serve da deterrente alle cattive abitudini, tipo tornare alle vecchie credenze o poltrire nella zona di confort..

    Malgrado ciò, ad un anno dall’inizio di tale percorso, tirando le dovute somme, mi ritrovo con meno soldi in tasca ma con tante nuove esperienze apprese… E di sicuro non mi si può dire di essere restata nella zona di confort, anzi! Ho creato tanti contatti per diverse aziende, sono stata in Brasile e in Venezuela due volte e per 3 mesi per aprire un nuovo mercato dal quale poter guadagnare attraverso delle provvigioni.. Sono state tutte MIE idee ma i risultati ad oggi sono stati davvero magri, di fronte ad un impegno di tempo e di denaro notevole.

    Mi piacerebbe che ci fossero dei corsi seri dove alle parole seguissero dei veri fatti per chi come me vuole davvero mettersi in discussione e migliorare nella vita.. Corsi dove il “come” creare un’attività redditizia sia più importante di tante teorie, idee o esercizi per aumentare l’autostima e/o la consapevolezza dei propri limiti.. Io di limiti ne avrò di sicuro ma là fuori, nel mondo vero, c’è gente che con il doppio dei miei limiti si riempie le tasche giorno dopo giorno senza aver fatto nemmeno un corso dopo la scuola di base! E questa è una verità inconfutabile.

    Grazie per l’eventuale feedback che vorrà darmi. Cordiali saluti.


  39. Roberto Pesce

    7 anni fa  

    Ciao Anna Maria,

    il tema che tu tocchi è importante e delicato e può essere visto sia dal punto di vista di chi organizza e/o conduce i corsi (io stesso, Eker, Risorse della mente, Roberto Re etc.) che di chi vi partecipa (tu stessa in questo caso).

    Dal nostro punto di vista di Trainer e Organizzatori di eventi di formazione è indubbio che la sfida sia proprio quella di proporre programmi e contenuti sempre più utili, funzionali e immediatamente applicabili.

    Parlandoti solo di me stesso ti posso confermare che ce la metto tutta in tal senso e che rifletto spesso sui limiti dei programmi che propongo.

    Non per accampare delle scuse ma in quanto questioni reali posso dirti che non è semplice calibrare un corso perfetto perchè i partecipanti avranno sempre backgroud di conoscenze preliminari ed esperienza assai diverse tra loro (e quindi si ha sempre il problema di essere troppo “basici” per alcuni e troppo “avanzati” per altri) così come aspettative differenti.

    Considera inoltre che occorre sempre trovare una proposta che sia una mediazione tra quello che servirebbe come soluzione ideale e quanto è invece fattibile concretamente e che sia funzionale sia agli scopi e agli obiettivi dei partecipanti che alla dimensione del business di chi attraverso i corsi mantiene la propra famiglia.

    Per capirci: un corso sul business come il Guerrilla ma impostato su 9 mesi di percorso assieme con svariati incontri mensili sarebbe sicuramente più funzionale ed efficace di un full immersion di 4-5 giorni ma chi potrebbe parteciparvi? E ancora, se potessi dare assistenza gratuita illimitata post corso a tutti i partecipanti è ovvio che i risultati di tutti aumenterebbero ma la cosa non sarebbe economicamente per me non solo produttiva ma nemmeno sostenibile e dovrei chiudere in bancarotta in breve tempo.

    Tutto ciò detto, la sfida a migliorare sempre il proprio lavoro e fornire seminari più funzionali ed efficaci è costantemente aperta ma va poi detto che una parte di responsabilità rimarrà comunque e sempre sui partecipanti stessi.

    Visto che come tu dici è vero che: “Là fuori, nel mondo vero, c’è gente che con il doppio dei miei limiti si riempie le tasche giorno dopo giorno senza aver fatto nemmeno un corso dopo la scuola di base”, la domanda quindi è: “Come mai allora tu non riesci a fare altrettanto oltretutto dopo aver frequentato anche dei corsi che qualcosa comunque ti hanno dato?”

    Senza scendere nel personale, va compreso che qualsiasi corso (ma fossero anche 5 anni di Università alla Bocconi o ad Harvard) ti porterà sempre e comunque solo fino ad un certo punto, da lì in poi spetterà poi a te trovare il modo e il sistema di trasformare la conoscenza in risultati.

    Per esperienza personale posso dirti che le persone di cui parli (quelle con “il doppio dei tuoi limiti”) esistono, il punto è che che oltre ai limiti hanno anche qualche punto di forza che sanno mettere a frutto in maniera tangibile.

    In alcuni casi si tratta di talento o istinto commerciale, in altri di abilità specifiche (pensa ad uno sportivo o ad un artista), in molti casi soprattutto di carattere, autostima e perseveranza.

    Qual’è quindi il tuo anello mancante?

    Alcuni seminari (ad esempio il MMI) lavorano sulla sfera caratteriale ma non ti danno competenze specifiche, altri invece ti forniscono contenuti che però dovrai poi fare lo sforzo di adattare … di sicuro nessun seminario è in sè un colpo di bacchetta magica, nemmeno i più validi.

    Prova quindi a concentrarti sull’identificare una tua strada, un progetto valido e anche economicamente interessante su cui concentrarti e a svilupparlo, penso tu possa iniziare da qua. Dopo aver fatto questo identifica sia i tuoi punti di forza che di debolezza per capire se e cosa devi colmare con la formazione.

    Spero di esserti stato d’aiuto, un grande in bocca al lupo per il tuo successo.

    Roberto


    • Anna Maria

      7 anni fa  

      Grazie mille Roberto per la sua risposta.

      Capisco benissimo ciò che mi scrive e sono d’accordo con lei in molti aspetti su ciò che sostiene.

      Sono anche consapevole di avere al momento dei limiti da affrontare e da trasformare al meglio per poter raggiungere i miei obiettivi professionali e di vita.

      Tuttavia, sono dell’avviso che per un formatore la cosa che dovrebbe stargli più a cuore è vedere i propri corsisti crescere e realizzarsi nella misura delle loro capacità e aspettative.

      Purtroppo, in tutti questi corsi ho constatato che il punto focale è fare iscrivere quante più persone possibile per poi, per questioni di business e di tempo, lasciarle un pò a se stesse. Al massimo vengono offerti nuovi corsi, libri o quant’altro per dare l’illusione che, partecipando al prossimo step formativo, che si presenta il più delle volte piuttosto oneroso, si possa fare la differenza.

      A mio avviso, un altro problema è appunto la diversità dei partecipanti e il loro back-ground personale e lavorativo altamente variegato, i quali cercano in questi corsi di formazione degli input per crescere e dare una “svolta” alla propria realtà, spesso non soddisfacente.

      Non tutti hanno gli stessi tempi di reazione, di miglioramento, di trasformazione e superamento dei propri limiti e/o credenze limitanti.
      C’è chi da solo se la cava meglio e chi invece avrebbe bisogno di essere seguito seriamente e in modo regolare, per evitare di ricadere nelle vecchie tendenze, soprattutto quando si trova ad affrontare uno o più ostacoli in corso d’opera.

      Detto ciò, mi piacerebbe pensare, forse in modo alquanto utopistico, che un giorno qualche formatore illuminato, con le sue competenze, motivazione e spirito imprenditoriale, possa ideare un corso di formazione valido, alla stregua di un corso universitario, ma molto più pratico e concreto, dove i corsisti venissero seguiti, in un arco di tempo adeguato, nella messa a punto di un progetto che desiderano realizzare.

      In altri termini, alla fine di un tale corso (che immagino della durata di un anno/due), il partecipante finirebbe col iniziare la sua attività, ideata e programmata in ogni dettaglio durante il corso. Insomma, la classica “tesi di laurea” di un corso di laurea tradizionale, qui diventerebbe la creazione di una vera e propria attività imprenditoriale che, oltretutto, potrebbe coinvolgere uno o più corsisti che in questo modo magari vedrebbero i propri soldi investiti in un corso in grado di dare dei frutti concreti.

      Inoltre, essendoci diversi bandi europei e nazionali per poter attingere a dei finanziamenti per la creazione di nuove attività imprenditoriali, la scuola di formazione che osasse creare un tale corso di formazione, potrebbe trarne un ulteriore vantaggio economico, in quanto molti di questi bandi prevedono rimborsi per ricerche di mercato e/o consulenze professionali mirate alla realizzazione di business plan o per lo start-up del progetto stesso e/o dell’attività imprenditoriale che si intende avviare.

      Se un tale corso oggi esistesse davvero e fosse organizzato e condotto da persone/società serie, io mi ci iscriverei di corsa e penso tantissime altre persone come me che, in momenti come questi, dove la possibilità di trovarsi o crearsi un’attività lavorativa redditizia è alquanto difficile, si trovano disoccupate e purtroppo anche “isolate”, pur avendo valide esperienze di lavoro alle spalle, nonché delle buone idee e tanta voglia di lavorare e di rimettersi in gioco.

      La ringrazio di nuovo per l’ascolto che mi da e mi piacerebbe poter ricevere ancora una volta un suo gradito feedback in merito a quanto qui scrivo.

      Cordiali saluti.


  40. Roberto Pesce

    7 anni fa  

    Ciao Anna Maria,

    che non tutte le scuole e i trainer di formazione presenti sul mercato siano così etici, attenti alle esigenze dei propri clienti e al rapporto qualità/prezzo di quanto propongono è un’affermazione che mi trova d’accordo.

    Se poi guardiamo ai trainer e ai corsi provenienti dagli USA (da cui peraltro ho imparato tantissimo) gli aspetti commerciali sono sempre spinti al massimo e spesso ci si trova un pò “massificati” ma tanto è e fino a quando continuano a riuscire a mettere 1.000 e passa persone in sala a costi importanti sarà difficile fargli cambiare idea. Tutto questo non è bellissimo ma è una dinamica tipica di business.

    Occorre tuttavia stare sempre attenti a non trovarsi delle scuse, alla fin fine i corsi possono essere fatti più o meno bene ma conta in maniera determinante la volontà degli allievi di utilizzarli e metterli in pratica.

    Come diceva un vecchio detto zen: “Quando l’Allievo è pronto, il Maestro appare”.

    Alcune delle cose che proponi sono interessanti ma poi occorre anche fare i conti con la fattibilità concreta delle varie idee.

    Ti auguro una buona settimana.

    Roberto


  41. Nicola

    6 anni fa  

    Grazie per questa recensione così accurata ed onesta. Il fatto di trovare una persona che mette così tanto l’attenzione sull’eticità e sulle qualità di ciò che vendiamo a me personalmente fa tanto bene. Non ho una formazione da venditore ma mi sono avvicinato ai principi della psicologia della ricchezza proprio grazie ad Eker (ai suoi libri e al MMI 2012), ho anche di recente partecipato all’Enlightened Warrior Training Camp, che mi ha dato moltissimo. Sto modificando i miei condizionamenti mentali sui soldi, sul promuovere se stessi, ecc.. ma ritengo sacrosanto mantenere una forte eticità (oltre alla qualità dei servizi o beni) nel cammino di conseguimento della propria libertà finanziaria.
    Sebbene nata per un contesto ben diverso, mi piace ricordare un insegnamento dato da Don Juan a Castaneda: “Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta un viaggio lieto, finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte, l’altra ti indebolisce”

    Grazie!!!


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