Marsa Alam, la nube vulcanica e … strani atteggiamenti!

Post un pò diverso dal solito quest’oggi. Non ti parlerò infatti di argomenti strettamente inerenti ai consueti temi dell’[workshop_what what=”490″ color=”navy”], delle strategie per guadagnare in borsa.

Volevo invece comunicarti un paio di riflessioni che ho fatto la scorsa settimana a Marsa Alam in Egitto dove mi trovavo con la mia famiglia per una meritata e godutissima settimana di relax, sole, caldo e mare, ancora più goduta perchè mi è servita per lasciarmi alle spalle un inverno italiano freddo, nevoso e umido come non mai.

Le prime considerazioni sono strettamente personali e sono per la verità piuttosto legate a tutta la filosofia che sta alla base del corso [workshop_what what=”490″ color=”navy”] e del concetto dell’ “imparare a far lavorare il proprio denaro per sè”, concetto in cui non solo credo fortemente ma di cui sono uno strenuo applicatore da molti anni a questa parte.

Con il denaro si possono comprare molte cose diverse ma solitamente occorre fare delle scelte, a meno che non si abbiano a disposizione somme gigantesche.

Le scelte che ho deciso di fare sulle priorità da dare al mio risparmio e ai miei guadagni sono TEMPO LIBERO, PASSIONI, AFFETTI e … LIBERTA’.

Personalmente amo il mio lavoro, ma amo molto anche rilassarmi, girare il mondo e, ancora di più, godermi i quasi 3 anni di mia figlia. Ebbene si, Yara sta crescendo e ogni momento passato assieme, ogni nuotata, ogni ballo nella mini disco del villaggio, ogni coccola, ogni nuova esperienza in cui ho la fortuna di poterla introdurre e accompagnare sono momenti magici e sono oltremodo orgoglioso di potermi “comprare” questi spazi solo per noi, lontani dagli impegni e dagli stress quotidiani assieme ad un lavoro che posso gestirmi nei modi, negli spazi e nei tempi che mi sono più congeniali.

Mi prenderò un’altra settimana a giugno ed altre sei in estate e, si, sono orgoglioso di questo e penso anche di essere un buon interprete del messaggio del “riappropriarci del nostro tempo e della nostra vita” che cerco di comunicare attraverso i miei corsi.

Le ulteriori considerazioni hanno a che fare con la notizia importante delle ultime settimane, ossia la nube vulcanica che, eruttando dalla remota Islanda (!) ha di fatto paralizzato un continente intero, calciatori, presidenti, gente comune, ricchi e poveri uniti nel non poter decollare nè atterrare nella gran parte dell’Europa.

Due pensieri al proposito.

Il primo è che la natura ogni tanto si ricorda di ricordarci quanto tutta la nostra presunta onnipotenza sul pianeta, sullo spazio e sul tempo sia per l’appunto soltanto presunta e ben poco reale se poi basta un vulcano in Islanda (lo ripeto, in Islanda che è ai confini del mondo, mica a Parigi!!!)  per paralizzare un continente e bloccare i piani di tutti. Bellissimo. Abbiamo satelliti, shuttle, tecnologia laser, jet supersonici, siamo nel 2010 e sentivo dire: “Se domani piove possiamo partire perchè la pioggia rallenta la nube…Meraviglioso, nemmeno in un B-movie sarebbe stato credibile!!! ^_^

Il secondo pensiero riguarda i miei compagni di vacanza, come noi bloccati in Egitto e impossibilitati a rientrare in Italia e “costretti” a rimanersene spaparanzati al sole in piscina con il Tour Operator che, bontà sua, oltretutto si è fatto carico delle spese per cui di fatto ci stava regalando delle giornate di vacanza aggiuntive a sbafo.

Ebbene, la maggior parte delle persone era … in ansia e irritata dalla situazione!!!

Ora, non dico che la cosa non abbia creato qualche disagio, è ovvio che con un’agenda impegnata ci sia stato qualche adattamento da fare e io stesso ho dovuto fare un paio di telefonate per annullare o spostare degli appuntamenti e degli impegni così come impegnarmi per smarcare qualche incombenza telefonicamente o tramite il collegamento web dal villaggio.

Ciò detto però, non era esattamente un triste destino quello che stavamo affrontando!!

Avevamo qualche giorno in più di vacanza da goderci e, oltretutto, non è che ci fossero tante alternative, l’ipotesi “cammello fino al Cairo e gommone da lì alle coste italiane” non era decisamente praticabile.

Eppure, niente da fare. I poveri (incolpevoli e impotenti) addetti del Tour Operator dovevano sorbirsi in continuazione le lamentele di moltissimi che “non accettavano una situazione del genere, loro DOVEVANO rientrare in Italia!!!

Interessante, non pensi?

Come basti davvero poco per mettere in crisi una persona e come sia davvero difficile per molti sfuggire alla schiavitù mentale di una routine e di una vita “programmata” in orari e ritmi prestabiliti.

Sette giorni di vacanza sono ok, perchè li hai comprati e programmati, se diventano nove però è un problema perchè … non fa parte del programma !!! Se ci dovessimo invece fermare per problemi di salute, questo sarebbe già più accettabile perchè è … un’eventualità prevista come possibile.

Impariamo a rallentare e a goderci il momento, la vita è breve e due giorni di lavoro in più o in meno o un appuntamento bucato non fanno alcuna differenza nel corso di un’esistenza.

Oltretutto, non siamo così indispensabili, il mondo va avanti benissimo anche senza di noi .

Alla prossima e … buona abbronzatura !!!

2 commenti

  1. artingallery

    9 anni fa  

    Tali avvenimenti che all’apparenza sembrano così distanti da noi, ininfluenti e dal taglio troppo “di natura” per contrastare il tanto declamato progresso dell’umanità… dopo la presa di coscienza drastica ci ricorda che non dobbiamo e tantomeno possiamo continuare a mettere in 1000° piano l’armonia del nostro sviluppo con il nostro ambiente, la nostra terra!
    Pena il disastro globale che ingloberebbe anche l’Umanità!


  2. Andrea

    9 anni fa  

    Ciao Roberto,
    volevo darti il mio sostegno morale per quello che ti è successo!
    Essere bloccato in un villaggio in Egitto al caldo e al sole con la tua famiglia, mentre qui da noi sembra tornato l’inverno non deve essere stato facile!?! 🙂
    A parte gli scherzi, leggendo il tuo post ho rivisto la vita che voglio avere e per la quale mi sto impegnando!
    Terrò questo post da utilizzare nei momenti di “sconforto” come molla per andare avanti nel mio percorso!


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