Liberi di essere professionisti: Partita IVA 2018

Partita Iva 2018«Ciao ziaaaaaa ti trovo più bella del solito!» Paola alza il sopracciglio e scruta il nipote con l’aria di chi ha già capito tutto: «Ciao Marco, come sta la tua Agata?»

In un sospiro rosa Marco annuisce: «Sta benissimo zia…la prossima volta te la presento! Ci tengo, lei è…»

«Lei è?» chiede Paola con un mezzo sorriso. «Tutto» risponde di cuore il ragazzo.

La zia scuote la testa rassegnata: «L’amore è una cosa semplice Marco, ma ha conseguenze complicate» e per un attimo la nostalgia le vela gli occhi, poi riprendendo il controllo di sé: «Guarda tua cugina…» si infervora «lo sai cosa sta combinando?» «Si licenzia da un lavoro sicuro per seguire Stefano che va a Venezia alla Biennale.» «Ti rendi conto? Lui…l’artista…per un contratto di diciotto mesi stravolge la vita a MIA figlia! E Monica pensa addirittura di fare la libera professionista!» esclama sempre più accaldata.

«Ma zia, Monica è già stata a Venezia alla scuola interpreti, avrà qualche aggancio qualche conoscenza per costruirsi un lavoro e con le competenze che ha troverà di certo la sua strada.» «Del resto fare il commerciale estero per una ceramica non era proprio il sogno della sua vita, no?»

«Sì, ma era un lavoro sicuro, a tempo indeterminato Marco! Mettersi in proprio…con l’incertezza di questo mondo! E oltretutto non ha la più pallida idea di come fare, né delle tasse che pagherà….sempre che trovi lavoro» si sfoga Paola preoccupatissima.

«La gestione della Partita IVA non è difficile zia, ho sentito anche l’altro giorno papà in studio mentre spiegava a un ragazzo che fa il copywriter.»

«Il copycosa?»

«Uno che scrive per il web» semplifica in un sorriso Marco. «Ora ti spiego tutto zia, così ti accorgerai che è più semplice di quanto immagini.»

Aprire partita IVA come libero professionista

“Se Monica vuole aprire la Partita IVA come libera professionista deve:

  • Presentare il modello di inizio attività all’Agenzia delle Entrate (anche a mezzo raccomandata oppure attraverso i servizi online);
  • Iscriversi alla Gestione Separata INPS per versare i contributi.  È possibile aprirla  anche telefonicamente. Non occorre aprire la gestione separata agli architetti, ai medici, agli ingegneri, e agli avvocati ecc. perché queste categorie hanno una propria cassa professionale. I contributi da versare in gestione separata all’INPS dipendono dal fatturato, l’aliquota per l’anno 2017 è fissata al 25,72%.

Le pratiche riguardanti Agenzia delle Entrate e INPS non hanno un costo perciò se fa tutto da sola non spende nulla, se no, può pagare un consulente che si occupi della burocrazia.

La decisione di fare da sé o rivolgersi ad un consulente, dipende anche dal livello di complessità dell’attività da aprire. La prima cosa da capire ad esempio è quale sarà il suo codice ATECO, cioè il codice che identifica l’attività sia ai fini statistici che fiscali.
Scegliere l’ATECO giusto è forse l’unico motivo per cui è meglio rivolgersi ad un esperto in materia, così da partire senza errori”.

Regimi fiscali

“Una volta definita l’attività professionale e quindi di cosa intende occuparsi, Monica dovrà decidere quale regime fiscale applicare. L’Italia non spicca per semplificazione, ma di fatto può scegliere tra due possibilità: il regime forfettario e quello ordinario.»

Regime Forfettario Start-Up

«Il requisito principale di questo regime è di non superare il fatturato annuo di 30 mila Euro se sei professionista e di 50 mila Euro se sei commerciante. È fondamentale rispettare questi limiti. Se vengono sforati l’anno successivo si passa per forza al regime ordinario perdendo i benefici fiscali.

Se Monica sceglierà questo regime pagherà una percentuale fissa di tasse per i prime 5 anni del 5%. Poi salirà al 15%. Le tasse si pagano sul reddito imponibile calcolato applicando un coefficiente fisso al fatturato. Cioè deve moltiplicare il fatturato per una percentuale che dipende dalla professione che svolge. Le percentuali le trovi qui: www.danea.it/blog/regime-forfettario-requisiti/#codici-ateco.

Le tasse e le ritenute INPS (il 25,72% che ti dicevo prima) vanno pagate entro il 30 giugno di ogni anno.

Entro il 30 novembre invece va versato l’acconto per l’anno successivo.

Questo regime, oltre ai benefici fiscali, le permette anche alcuni esoneri e semplificazioni:

  • Non addebita l’IVA in fattura ai propri clienti;
  • Non detrae l’IVA sugli acquisti;
  • Non ha l’obbligo della comunicazione annuale IVA;
  • Non ha l’obbligo di registrare i corrispettivi, le fatture emesse e ricevute;
  • È esonerata da obblighi di registrazione e tenuta delle scritture contabili;
  • Non le applicano gli studi di settore e i parametri;
  • Non opera le ritenute alla fonte;
  • Non subisce le ritenute.

Il regime forfettario conviene se Monica farà il consulente o se sceglierà una professione che non preveda costi fissi come uffici, dipendenti, attrezzature, perché in questo caso purtroppo le spese non sono detraibili.

Grazie a tutte queste semplificazioni anche l’onorario del commercialista è molto più contenuto: considera in media 500 Euro annui.

Regime Ordinario

«Il regime ordinario è più costoso del forfettario, ma consente di detrarre quasi tutte le spese: familiari a carico, fatture mediche, mutuo, affitto della sede di lavoro e, in parte, le spese per l’auto e gli altri beni definiti strumentali all’attività.

Non ci sono limiti di importo del fatturato.

Quando emette fattura ha l’obbligo dell’IVA al 22% da riversare mensilmente.

Per quanto riguarda le tasse, paga sul reddito imponibile l’Irpef a scaglioni in base al reddito.

Ha inoltre tutti gli obblighi di tenuta della contabilità e, di conseguenza, l’onorario del commercialista è maggiore.

Considera un costo medio di 2,5 mila Euro annui.

Questo regime conviene a chi sta aprendo un’attività che preveda costi fissi come quello dell’acquisto di apparecchiature o  il pagamento di collaboratori.

Non mi sembra faccia il caso di Monica, ma può essere una possibilità da considerare nel tempo.»

Zia Paola ascolta ammirata Marco che seppur così giovane ha già le idee chiare e non ha dubbi che anche per lui ci sarà un futuro da lavoratore autonomo. Quasi a confermare i suoi pensieri lo sente aggiungere:«C’è una regola zia, che chi si mette in proprio deve ricordare sempre e che spiegherò un giorno a tutti i miei clienti. Ed è la più importante di tutte!»

La regola più importante di tutte

«Sai qual è?» aggiunge soddisfatto Marco «La cosa più importante è che qualunque regime Monica scelga, apra DUE CONTI IN BANCA e li tenga ben separati.

Uno per gestire l’attività professionale e l’altro per gestire la vita personale.

Su quello dell’attività deve lasciare il 50% di quello che si incassa. L’altro 50% lo si gira sul conto personale per vivere.

Non sai quante volte mi racconta papà di persone costrette a indebitarsi per pagare le tasse perché arrivate alla scadenza che non ha messo da parte quello che serve!»

«Sei davvero un ragazzo saggio Marco e ti ringrazio per i consigli. Riporterò la tua spiegazione a Monica e se avrà ancora dubbi le dirò di chiamarti».

Paola, nel suo modo di vedere il mondo, continua a pensare che Monica sia un’incosciente che rinuncia a tranquillità e certezze per amore, ma ora si sente un po’ più serena.

“Spesso la paura deriva dal non sapere cosa ci aspetta…” pensa fra sé.

Giorgia Ferrari

4 commenti

  1. Luciano

    9 mesi fa  

    Grazie per questo articolo Giorgia! Leggendolo, mi è sembrato di rivivere quello che mi è successo quando ho parlato per la prima volta ai miei genitori del fatto che avevo intenzione di lasciare il posto fisso per la partita IVA. All’inizio, come tutte le cose nuove, sembrava un dramma, poi si è sistemato tutto.


    • Giorgia Ferrari

      9 mesi fa  

      Ciao Luciano,
      che bello ritrovarti qui!
      Capisco perfettamente a cosa ti riferisci.
      Credo che in tutte le decisioni sia determinante cosa ti spinge, quale sia il tuo perché e, anche se a volte chi hai intorno non riesce a capirlo, sappia accettarlo e sostenerti.
      Comunicare certe decisioni ai genitori poi non è facile. Io nel momento della scelta avevo solo mio padre che per tutta la vita non ha fatto altro che ripetermi:«Tu puoi fare tutto quello che vuoi!» Nella sua visione ero una sorta di fenomeno della natura che avrebbe superato ogni difficoltà. Per quanto fosse certamente accecato dall’amore e io sufficientemente grande da saperlo, credo che questa sua fiducia mi abbia aiutato in diverse situazioni e, per questo, mi ritengo fortunata.
      Immagino che anche zia Paola del mio racconto saprà dirsi un giorno “sembrava un dramma ma si è sistemato tutto”.

      Ti auguro una splendida giornata.
      Gio


  2. Massimo

    9 mesi fa  

    Grande come sempre!


    • Giorgia Ferrari

      9 mesi fa  

      Grazie Massimo!
      Buona giornata


Commento

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