Chiedere soldi in Banca? Le 7 cose da NON fare

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Qui, non ti dirò che le banche prestano soldi solo a chi li ha già, non stiamo facendo chiacchere da bar e non è sempre così, ma vorrei condividere con te questi suggerimenti frutto di 25 anni di esperienza nel dare credito.

Sono scritti pensando a chi ha deciso con coraggio di avviare un’attività, ma non ha abbastanza soldi per farlo con le proprie forze.

Se seguirai queste poche regole eviterai che il tuo entusiasmo iniziale si scontri con un muro di diffidenza, e aumenterai le tue possibilità  di ottenere attenzione e credito.

1. Rivolgiti, prima di tutto, alla tua Banca.

Sembra banale ma non lo è.

La tua Banca innanzitutto sa chi sei, non tanto perché ricorda il tuo nome, ma perché può contare su un dato fondamentale: come usi il conto corrente.

Quando ti rivolgi a un nuovo Istituto, la prima cosa che il consulente a cui  stai esponendo il tuo progetto si chiede e ti chiederà è: “l’ha già chiesto alla sua Banca? Perché si rivolge a noi?”

Nella sua testa nasce una semplice equazione: “gli hanno già detto NO tutti gli altri, ad iniziare dalla sua Banca, ed ora è qui.”

Quindi, se hai motivi concreti per cui ti rivolgi ad una nuova banca, tipo:

  • non sei in possesso di nessun conto corrente;
  • oppure: le condizioni  del tuo istituto non ti soddisfano;
  • o ancora: la “nuova” banca” ha il prodotto perfetto per le tue esigenze;

allora è fondamentale che tu lo chiarisca prima ancora di iniziare il ragionamento, così da fugare ogni dubbio a chi hai davanti.

2. Prendi appuntamento.

Non presentarti in Banca senza aver fissato l’appuntamento con la persona specializzata in ciò che ti serve.

Se stai avviando un’attività parla con chi istruisce e gestisce  queste richieste, perché lui sa, per conoscenza ed esperienza, quali documenti produrre e gli ostacoli che potresti trovare.

L’appuntamento inoltre ti consente di avere il tempo per esporre e per essere ascoltato, e non di essere ricevuto tra un cliente e l’altro mentre squilla il telefono.

3. L’importante è DIRE LA VERITÀ!

Se hai, o hai avuto, difficoltà con il sistema bancario non nasconderlo.

Per difficoltà intendo, segnalazioni come protesti, iscrizioni pregiudizievoli, rate impagate, sconfinamenti in Centrale Rischi, dillo.

Tutto il sistema bancario comunica e attinge alle informazioni sul tuo comportamento creditizio sugli stessi canali.

Nel momento in cui te ne sarai andato, dopo aver firmato il necessario per la privacy e l’avvio della pratica, il gestore farà per prima cosa tutte le verifiche di rito.

Se hai avuto problemi tutto tornerà su…un po’ come la peperonata.

Quindi sii trasparente per non perdere di credibilità.

4. Atteggiamento.

L’atteggiamento è sempre importante, ma quando si tratta di chiedere soldi lo è ancora di più.

Non pensare che visto che paghi gli interessi allora il prestito ti sia dovuto.

Una delle peggiori frasi che tu possa pronunciare è proprio: «basta che io paghi gli interessi, che problemi avete?»

La Banca è un’azienda privata che ha come obiettivo quello di guadagnare, e questo lo sappiamo tutti, ma ancor di più ha una missione che è quella di non perdere i soldi che presta.

Perciò no, non gli basta che tu paghi gli interessi, vuole essere sicura che tu sia in grado di restiturgli il denaro qualunque cosa succeda.

 5. Ci sono regole…TANTE.

Chi ti sta dando consulenza, si deve attenere a tante regole per valutare la tua posizione e decidere se inoltrare o meno la tua richiesta.

Se vuoi partecipare al gioco è giusto conoscerle, quindi collabora, informati e non ti innervorsire quando ti chiederà documenti su documenti.

Non pensare semplicemente a quello che vuoi ottenere, ma cerca di capire il modo migliore per ottenerlo, collaborando il più possibile con chi hai di fronte.

Ricordati anche che la persona con cui stai parlando non ha potere decisionale se non quello di istruire la tua pratica. Non è lei che decide se darti o no la somma che ti serve. Purtroppo,  sempre più spesso a decidere è un algoritmo che incrocia dati di reddito, comportamenti statatistici, settore di appartenenza.

6. Preparati.

Anche se la persona che hai davanti non potrà decidere se concederti o no il denaro che ti serve, è fondamentale che tu sappia spiegare:

  • Quale attività stai avviando e che esperienza hai;
  • Quali risorse e mezzi, anche finanziari o personali, possiedi e investi nel progetto;
  • Che risultati ti aspetti concretamente e perché te li aspetti.

Se non sai tu per primo spiegare la tua idea, come puoi pretendere che qualcuno ti dia dei soldi per realizzarla?

Si inizia a fare l’imprenditore promuovendo se stessi.

Perciò, realizza un Business Plan ben fatto, magari con l’aiuto del commercialista, ma ciò che ti serve, dove vuoi arrivare e in che tempi devi averlo chiaro tu per primo.

7. Non avere garanzie può essere un problema.

È inutile negarlo. Poter dare garanzie è un punto a volte indispensabile. Per chiarirti quali e come rilasciarle ti rimando all’articolo Fidejussioni bancarie? C’è firma e firma.

Il principio fondamentale è:  considera la Banca come un socio di capitale.

La Banca non finanzia un’idea di guadagno, ma la possibilità concreta di guadagnare lei stessa senza perdere i propri soldi.

Questo significa che si vuole e si deve tutelare, tanto più quanto aumenta il rischio.

Se non hai tu garanzie da prestare sappi che esistono i consorzi fidi, una possibilità un po’ costosa ma a volte indispensabile, di ottenere il supporto necessario.

Questi 7 punti non sono tutto quello che c’è da sapere per chiedere soldi in Banca aumentando le probabilità di successo, ma sono una base di partenza.

Impostare le cose bene fin dall’inizio consente a tutti di creare relazioni profittevoli.

Preparati quindi come se fossi un esploratore che parte per una nuova avventura.

Avviare un’attività e un po’ come un lungo cammino! Mettersi in viaggio su una strada sconosciuta con uno zaino preparato senza criterio e pesantissimo sulle spalle significa fare tanta, Tanta, TANTA fatica in più, non credi?

Anche questa è INTELLIGENZA FINANZIARIA.

Fammi sapere nei tuoi commenti cosa ne pensi, se vuoi approfondire questi temi o quella che è stata la tua esperienza, ti risponderò con piacere.

Giorgia Ferrari

16 commenti

  1. Gian Luca Vecchi

    2 anni fa  

    Interessanti sai mi ed affascinati i consigli sopraindicati, vorrei approfondire tutte le regole ed impararle tutte


    • Giorgia

      2 anni fa  

      Cosa vorresti imparare in particolare Gian Luca?


  2. carlo

    2 anni fa  

    ciao Giorgia,la mia banca mi concederebbe un finanziamento personale con tasso int. al 7 % anche di 20.000 e.
    con 12.000 chiuderei un finanziemento in corso con tasso int. al 10% la restante liquidita’ per il dentista
    il dentista non e’ urgente
    sto’ operando con una piattaforma di treading con consulente personale dove mi da consigli e io opero…i risultati sono stai fin’ora soddisfacenti anche se con poco capitale vorrei chiedere consiglio se investire questo capitale mettendoti a conoscenza del nome della piattaforma e di come opera tramite mail
    Grazie Buon lavoro


    • Giorgia Ferrari

      2 anni fa  

      Ciao Carlo, ho come l’impressione che quel capitale in più non finirà al dentista…
      Ti ringrazio per la tua domanda perché mi da lo spunto per un articolo che voglio scrivere su come valutare nuovi debiti. Non è mai ai giorni nostri una questione di tassi, ma di spese! Solo inserendo nella valutazione tutte le commissioni puoi capire se una nuova operazione è davvero vantaggiosa come te la vogliono far apparire.
      Detto questo, fare debiti non è mai una buona strategia, aumentarli ancora meno.
      Se ti fa piacere scrivimi via e-mail che vediamo il tuo caso specifico.


  3. Celestino la Torre

    2 anni fa  

    Gentile GIORGIA FERRARI buona sera!

    Anzitutto grazie per le preziose condivisioni.

    Sono interessanti tutti e sette i punti da seguire nel caso si vada a chiedere credito ad una banca, la cosa che vorrei approfondire è l’argomento sui CONSORZI FIDI (come trovarli – dove trovarli – come avere la garanzia di questi ultimi – requisiti da avere per accedere alle garanzie rilasciate dai consorzi confidi – articoli scritti in merito)

    Di nuovo grazie
    Saluti
    Celestino la Torre


    • Giorgia Ferrari

      2 anni fa  

      Ciao Celestino, mi dai lo spunto per scrivere un articolo, così potrò essere più dettagliata di quanto farò in questa risposta.

      Non so di dove tu sia, né che attività tu abbia, ma per trovare i Consorzi Fidi hai tre possibilità:
      1) Ti rivolgi alla Camera di Commercio della tua città
      2) Chiedi all’associazione di categoria a cui sei iscritto
      3) Senti dalla Banca in cui hai il conto

      Per avere la garanzia di un Consorzio Fidi occorre fornire tutti gli elementi affinché possano valutare la tua azienda e il progetto di investimento che vuoi finanziare (bilanci, business plan, dichiarazioni dei redditi…)
      In base a quello che ne risulterà e in funzione della durata del finanziamento che chiedi ti verrà calcolato il costo della garanzia.

      Questo in estrema sintesi, ma se hai una necessità specifica scrivimi pure via e-mail.

      Buona Giornata

      Giorgia


  4. Andrea

    10 mesi fa  

    Ciao Giorgia,
    I sette punti che hai sviluppato possono essere applicati anche in caso di richiesta mutuo non per finalità imprenditoriale, ma a scopo acquisto/ristrutturazione immobiliare?

    Con quali differenze?

    Grazie mille.
    Buona giornata.
    Andrea M.


    • Giorgia Ferrari

      10 mesi fa  

      Ciao Andrea,
      sì senz’altro i sette punti elencati valgono anche per chi chiede un mutuo per acquistare casa.
      Aggiungo un paio di precisazioni.

      Nel caso di mutuo ipotecario per l’acquisto della casa, il mio consiglio è chiedere con gentilezza e accuratezza tutte le condizioni dell’operazione prima di tutto alla tua banca (che ti lascerà senz’altro il prospetto informativo) e poi di confrontarle su più banche.

      Quando dico tutte le condizioni intendo proprio tutte tutte.
      Non solo il tasso che è l’aspetto più evidente, ma anche:
      – come viene calcolata la tua rata, i parametri e la modalità su cui è calcolata. Ho visto negli anni contratti indecifrabili, dove capire esattamente le condizioni era una piccola impresa;
      – tutte le commissioni accessorie cioè le spese di perizia, di istruttoria e il costo della copertura assicurativa sull’immobile (obbligatoria) e sugli intestatari (caldamente consigliata).

      Sul punto 6 PREPARATI, non è necessario che tu come privato ti presenti in banca con un business plan per chiedere il mutuo, ma il mio consiglio è comunque di analizzare prima la tua situazione con oggettività.

      Tieni conto che, per concederti il mutuo, la banca ha due pilastri da rispettare:
      1. valutare che l’immobile da ipotecare abbia un valore adeguato al mutuo richiesto e non abbia problemi (catastali, donazioni, iscrizioni precedenti…);
      2. la tua capacità di rimborso della rata sia congrua.

      Quindi, inizia facendoti un prospetto on line, ad esempio su http://www.mutuionline.it, calcolando la tua rata.
      Se vedi che l’impegno supera il 30% del tuo attuale reddito, è consigliabile ridimensionare la richiesta.
      Valuta che un mutuo ipotecario ti impegnerà gran parte della vita e che in quel lasso di tempo potrebbero esserci figli da crescere, lavori da cambiare o equilibri famigliari da ritrovare.
      Per quanto possibile tieniti un margine.

      Se questo margine è risicato, oltre alla garanzia ipotecaria iscritta sull’immobile la banca ti potrebbe chiedere la firma da parte di un genitore o di qualcuno che abbia un reddito certo (stipendio o pensione) su cui rivalersi. Per maggiori dettagli su questo punto ti rimando all’articolo https://www.robertopesce.com/intelligenza-finanziaria/banche-e-promotori/fidejussioni-bancarie/.

      Mi auguro che questa veloce panoramica ti sia utile.
      Se hai altre domande non esitare a scrivermi.

      A presto,

      Giorgia


  5. Paolo

    3 settimane fa  

    Articolo molto interessante come al solito. Se possibile sarebbe molto gradito approfondire più nel dettaglio il tema delle assicurazioni che è stato trattato poco.
    Grazie mille


    • Giorgia Ferrari

      2 settimane fa  

      Ciao Paolo,
      per assicurazioni intendi la parte relativa al Consorzio Fidi?
      Se così fosse, il Consorzio Fidi detto anche Confidi non è un ente assicurativo, ma una sorta di fondo istituito da associazioni di categoria o dalle Camere di Commercio per concedere alle Banche garanzie a sostegno del credito.
      Detto in parole povere e per fare un esempio: se tu sei un artigiano iscritto alla CNA puoi rivolgerti a loro e chiedere che garantiscano la tua richiesta di credito alla Banca.
      Per garantire la Banca al posto tuo faranno analisi del tutto simili a quelle che fa la Banca per concederti credito e ti chiederanno una commissione per il servizio nonché una percentuale sull’importo garantito.
      Da questo desumiamo che rivolgersi a un Consorzio Fidi è costoso ma a volte è l’unico modo per ottenere un finanziamento.
      Valutalo perciò solo se strettamente necessario.
      Nell’ottica dell’Intelligenza Finanziaria ti invito sempre a considerare i costi del debito e a ricordare la distinzione tra debito “buono”, che è quello che contrai per far crescere la tua attività, e debito “cattivo”, quello che è finalizzato solo a spese non produttive che alimentano circoli viziosi di indebitamento.

      Buona giornata.
      Giorgia


  6. Yuri

    2 settimane fa  

    Fantastica e concreta


    • Giorgia Ferrari

      2 settimane fa  

      Sintetico e gentile!
      Grazie,

      Giorgia


  7. Paolo

    2 settimane fa  

    Ciao Giorgia, intendo le assicurazioni a 360° , ossia sulla vita, infortuni ecc. E’ stato scritto un articolo meraviglioso tempo fa e sarebbe molto interessante continuare il discorso approfondendolo se possibile.
    Saluti


    • Giorgia Ferrari

      1 settimana fa  

      Certo Paolo, lo farò presente all’autore!
      Una buona giornata intanto.
      Giorgia


  8. Denis Balconi

    1 settimana fa  

    Regole di buon senso che purtroppo, alcune volte, vengono disattese da parte di diversi “aspiranti imprenditori”. Regole di comportamento che si dovrebbero applicare anche nella richiesta di mutuo per acquisto o ristrutturazione di un immobile ad uso privato. Partire da una buona autoanalisi faciliterebbe il rapporto con il proprio Istituto. Se un cliente venisse da me in Banca applicando questi comportamenti, ne sarei felicissimo. Grazie al mio ruolo di consulente ed educatore finanziario che ricopro mi “impone” di osservare questi aspetti. Complimenti a voi che diffondete messaggi di questo tipo.


    • Giorgia Ferrari

      1 settimana fa  

      Grazie Denis,
      Aiutaci anche tu a diffondere il messaggio 😉.
      Buona giornata,

      Giorgia


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