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Greenlights. L’arte di correre in discesa. Un libro celebre!

Greenlights. L'arte di correre in discesa.

Da più parti sentivo dire che Greenlights. L’arte di correre in discesa fosse un bel libro.

Un libro diverso.

Lo è di certo nel primo impatto grafico. A vederlo pensi: “non ha senso leggerlo sul Kindle. È un libro da avere!”.

Sul contenuto non avevo invece grandi aspettative.

Matthew McConaughey, una celebrità di Hollywood, vincitore di un Oscar, sicuramente un gran bell’uomo, potrà mai lasciare il segno anche per come scrive?

Sì.

Non ha certo la capacità narrativa di un romanziere di fine ‘800, ma forse è uno dei libri più schietti che abbia mai letto. 

Un’autobiografia dietro la quale si percepisce davvero la vita vissuta, le riflessioni fatte, le gioie, le sofferenze e tutte le analisi che ne sono scaturite.

Più che un attore qui è un uomo che parla guardando indietro  alle sue radici, alle sciocchezze fatte, i viaggi spericolati, le abitudini eccentriche, la determinazione, e tutte le scelte compiute. Ricostruisce quei puntini (come direbbe Steve Jobs) che lo hanno portato dove è ora e non altrove. Semplicemente perché ogni scelta nella vita esclude altre possibili vite.

Scrive al traguardo del suo cinquantesimo anno d’età.

“Sono in questa vita da cinquant’anni, ne scruto l’enigma da quarantadue, e da trentacinque tengo un diario piene di idee su come risolverlo”.

Ad un soffio dalla stessa meta mi ritrovo a condividere lo stesso modo di leggere la vita: una vita fatta di Greenlights e Redlights. E a emozionarmi ripensandoli, così come emoziona leggere questo libro.

Greenlights. L’arte di correre in discesa: semafori verdi e semafori rossi. 

I Greenlights, i semafori verdi significano vai, procedi, continua.

Nella vita sono una conferma del nostro percorso. Segni di approvazione, sostegno ed elogio, sono doni, benzina per andare avanti… Sono soldi, nascite, primavere, salute, successo, gioia, sostenibilità, innocenze e ripartenze.”

Li definisce così Matthew McConaughey quei momenti “magici” della vita in cui tutto fila così liscio che sperimenti una leggera pronoia. Ovvero la sensazione che tutto complotti per il tuo bene, l’esatto contrario della paranoia.

È come vibrare alla stessa frequenza dell’universo.

C’è chi lo chiama FLOW, chi BIG MAGIC e chi lo collega alla LEGGE DELL’ATTRAZIONE.

“Non è la freccia a cercare il bersaglio ma il bersaglio ad attirare la freccia”.

Il racconto di quei semafori verdi nella vita dell’attore, oltre a essere bei racconti, avventurosi, a volte rivelatori di aneddoti del mondo del cinema, evidenziano soprattutto la sua capacità personale di riconoscerli, apprezzarli, goderne in pieno.

Che sembra facile, ma non lo è. Bisogna sentire di meritarsele le cose per goderne davvero. Occorre saper essere tramite, alimentare la gratitudine. Essere fedeli a se stessi, con coraggio.

Poi ci sono Redlights, i semafori rossi. Quelle fasi in cui ti sembra che le circostanze siano contro. I momenti difficili della vita, le sofferenze.

Imparare ad accettare quegli stop, non abbattersi, perché in realtà sono solo dei lassi di tempo: passaggi necessari per tornare ai semafori verdi.

Possono essere momenti che ci danno la misura delle nostre risorse o l’indicazione di fermarsi a osservare qualcosa con più attenzione prima di procedere. Deviazioni che ci fanno imboccare nuove strade.

Cambiare il modo in cui guardiamo alle sfide aiuta ad affrontarle.

Con la fiducia, per non dire fede, che in fondo tutto accade per una ragione; forse in quel momento non riusciamo pienamente a vedere avanti ma, in prospettiva, a distanza, riusciamo a relativizzare: nel tempo, nello spazio, nella dimensione.

I semafori rossi sono occasioni di crescita. Di farlo velocemente, di piena conoscenza di se stessi.

Può risultare difficile immaginare semafori rossi nella vita di un personaggio di successo come Matthew McConaughey, al di là del naturale corso delle cose.  

Il suo successo professionale e personale però non è frutto di fortuna ma di un navigare a vista nell’esistenza cogliendone le onde migliori.

Questo non è solo un libro, una biografia. È l’espressione di un bisogno di lasciare intenzioni più che parole: le parole passano l’intenzione resta.

Greenlights. L’ arte di correre in discesa, in realtà è, come dice l’autore, una lettera d’amore.

Alla vita.

Un brindisi da fare ogni giorno!

Giorgia Ferrari

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