Meno male che Fabio c’è

“La mia Banca è differente”, cita un’azzeccata pubblicità.

Magari, esclamerei io!

In un momento in cui la comunicazione è tutto e la reputazione si costruisce giorno dopo giorno, assistiamo a volte a rovinose cadute.

Volendo stilare il “Manuale del buon comunicatore sul Web” diremmo che per costruire credibilità e una buona immagine occorre:

  • Rendersi famigliari: cioè far sentire al nostro pubblico la vicinanza e la presenza costante
  • Rendersi umani: far vedere i nostri pregi ma anche i nostri difetti come qualunque altro essere umano
  • Essere autorevoli ma non autoritari: cioè far in modo che gli altri ci riconoscano come un punto di riferimento del nostro settore specifico e non perché ci imponiamo con la forza (anche economica)
  • Essere credibili e congruenti: ovvero offrire soluzioni, prodotti e servizi che noi per  primi compreremmo
  • Comunicare in modo chiaro e semplice anche argomenti ritenuti complessi

Detto questo arrivo al punto.

Sulla rete, nelle ultime due settimane, è diventato virale il video di Katia direttrice della Filiale Intesa Sanpaolo di Castiglione delle Stiviere. Se a qualcuno fosse sfuggito eccolo:

 

 

Quando l’ho visto, mi sono sentita male per lei. Non potevo non parlarne.

Di quella realtà ho fatto parte anch’io fino a diciotto mesi fa e, ancora oggi, vive in me la dipendente di banca che ha visto in 25 anni di storia un mondo che è cambiato, purtroppo solo in peggio.

Il video faceva parte di un’iniziativa promossa dall’azienda per far sentire più coinvolti i dipendenti. Tradotto significa: siate più produttivi.

Lo slogan era: “siamo parte di una grande famiglia, in cui ci si mette la faccia, la testa e il cuore”. I vari filmati raccolti, sarebbero stati utilizzati per uso interno durante qualche convention ma, nell’era della condivisione globale, sono usciti in rete come debuttanti allo sbaraglio.

Cose che capitano… difficile credere che non fosse stata messa in conto questa possibilità.

Il problema è che Katia è stata vittima di un attacco sui social al limite del cyber bullismo e questo non è mai giustificabile. Come responsabile comunicazione in Smartmoney mi capita a volte di gestire commenti che farebbero imbarazzare uno scaricatore di porto (senza offesa per gli scaricatori di porto). Aivoglia di filtrare! Ne basterebbe uno di filtro: quello della buona educazione.

La zelante Katia ha assecondato una richiesta dell’azienda per cui lavora e ora Intesa Sanpaolo, in un momento in cui le banche non godono certo del favore universale, si trova a fare i conti con una reputazione un tantino danneggiata anche per aver esposto un suo dipendente a tutto questo.

Se l’obiettivo di quei video era mostrare un volto umano, direi che sia stato pienamente centrato.

Quello che si percepisce però non è un clima festoso di appartenenza, ma l’ennesimo adattamento alle disposizioni aziendali. Se i dipendenti si sentissero davvero parte di “una grande famiglia” forse non ci sarebbe bisogno di chiedere loro di dimostrarlo.

In tutto questo svetta un unico eroe: Fabio, che si è dato malato!

A tutti è capitato di scendere a  compromessi con la propria dignità per campare o per far carriera.

Io per prima ho vissuto convention aziendali sventolando bandierine, cene con il mega direttore generale che ordinava insalata e tutti di colpo diventavano vegetariani, e passeggiate serali in cui il capo indiscusso mostrava a interessatissimi dipendenti la scuola frequentata 40 anni prima. Fantozzi docet.

Per fortuna un po’ di Fabio c’è in tutti noi e crescendo si impara a dire NO.

NO a quella cena non vengo, NO quel video non lo faccio e soprattutto NO io quel prodotto non lo vendo!

Nessuno lavora per beneficenza, ma se dovessi scegliere un consulente per i miei risparmi preferirei qualcuno un po’ Fabio nell’anima e nell’etica.

Tanti auguri di pronta guarigione.

Giorgia Ferrari

 

 

2 commenti

  1. impero della mora

    1 anno fa  

    se si vuole mantenere il posto si deve assecondare alle regole del direttore,quando vai a fare un investimento ti fidi della persona che ti sta d’avanti, sta a noi valutare le proposte che ci vengono offerte, ma purtroppo la competenza e limitata, ?????,


  2. Giorgia

    1 anno fa  

    Per chi deve vendere non è mai facile sono d’accordo e sta certamente a chi sceglie un investimento essere in grado di capire cosa ti viene proposto, per questo è così importante diffondere cultura Finanziaria.


Commento

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