Come è meglio gestire il denaro in coppia?

gestire-denaro-coppiaNella nostra cultura parlare di denaro è ritenuto volgare, materialista e discretamente deplorevole, tanto che, quando si affronta l’argomento, i pre-giudizi si potrebbero catalogare.

Figuriamoci traslare il tema denaro all’interno della coppia!  

Non per niente, i soldi sono la seconda causa di litigio in ogni relazione. La prima, se te lo stessi chiedendo, pare sia la conflittualità con i reciproci parenti. 

Ognuno di noi nelle proprie relazioni, o se privo di esperienza ripensando a genitori o a coppie di amici, può confermare o smentire questa statistica.

Anche noi qualche settimana fa, all’interno della Community di Educazione Finanziaria Efficace, abbiamo fatto una piccola indagine sul denaro nella coppia.

La domanda di partenza è stata: “come si dovrebbe gestire il denaro nella coppia?”, intendendo per coppia una relazione stabile, che sia un matrimonio o una convivenza.

L’argomento ha scatenato un bel dibattito, tracciando un quadro storico e sociale interessante.

Le risposte raccolte e, qualche spunto in più, mi aiutano a definire una mappa, a tracciare un percorso che, a mio avviso, potrebbe rivelarsi utile prima di iniziare la vita di coppia.

Forse in questo modo si riesce a eliminare l’argomento soldi dai motivi di discussione. L’eliminazione dei parenti la percepisco invece più difficile.  

Due cuori e una capanna o conti separati?

Iniziamo perciò dalla nostra domanda: “come si dovrebbe gestire il denaro nella coppia? Meglio mettere in comune solo quanto strettamente necessario alla gestione della famiglia, mantenendo separati conti e investimenti personali o condividere tutto, ciò che mio è tuo stile due cuori e una capanna?”

E ancora: “a fronte di guadagni, quindi capacità di spesa diversa, chi dovrebbe contribuire maggiormente alle spese familiari? Chi guadagna di più o chi possiede più patrimonio?”

Possiamo riassumere le risposte in tre filoni di pensiero

  • È necessario condividere tutto nel bene e nel male.

Questo è l’approccio preferito di chi ha qualche anno in più e concepisce l’idea di famiglia solo come quella in cui c’è la comunione totale, anche dei beni. Nelle risposte di questo gruppo trasuda occasionalmente una malcelata superiorità morale. 

  • Meglio patti chiari, fin da subito, contribuendo ognuno in proporzione al proprio stipendio.

Chi si posiziona in questo secondo gruppo ha spesso tre conti correnti: uno in comune per la gestione delle spese familiari e due conti personali, uno per ciascuno dei coniugi o conviventi. Ciascuno contribuisce in proporzione ai propri guadagni al conto comune, ma mantiene una piccola autonomia di spesa individuale.

Anche in questo gruppo, trapela qualche rigidità. 

  • Chi vorrebbe due cuori e una capanna ma…

L’ultimo gruppo è alimentato da chi aveva una visione romantica della vita di coppia, anche sotto l’aspetto economico ma, per esperienza di vita, ha realizzato che è più sano avere un’autonomia personale.

L’attuale aspettativa di vita ha allungato parecchio anche l’aspettativa di vita di coppia e, nel bene e nel male, occorre considerarlo. 

Qui i sospironi si sprecano.

Quindi come è meglio gestire i soldi in coppia? 

Per risponderti mi rifaccio al corso di INTELLIGENZA FINANZIARIA (caldamente consigliato come corso prematrimoniale), inevitabilmente al mio vissuto e in parte a un’ideale da perseguire.

  1. Sincerità. Non c’è condivisione in assenza di sincerità. Al “pronti via” del percorso di coppia, ma anche nel corso della vita, se ci sono, o ci sono stati, problemi finanziari nasconderli all’altro mina la relazione nell’elemento fondante: la fiducia. 
  2. Parlare con serenità di soldi senza aggiungere carichi emotivi o morali. Additare l’altro come uno spendaccione o tirchio (cito questi perché sono i più comuni) significa non aver definito un percorso da seguire insieme e dare ai soldi un significato che va al di là dello strumento. 
  3. Darsi obiettivi comuni. Avere un obiettivo significa conoscere entrambi quanto poter spendere, quanto risparmiare, cosa fare dei risparmi o anche come godersi la vita. Per farlo è necessario avere un buon monitoraggio delle spese.
  4. Avere entrambi il controllo della situazione. Troppe volte nelle coppie, la gestione finanziaria è demandata a solo uno dei due. Spesso chi dei due si disinteressa, cade dalle nuvole quando il contabile gli presenta i conti oppure patisce una gestione stringente. Chi si occupa dei conti, al contrario, può vivere la pesantezza nel doversi occupare di tutto o, ancora peggio, si sente superiore. Tutte dinamiche dannose, che basterebbe superare diventando interscambiabili nel controllo della gestione. 
  5. Pianificare i dettagli per accantonare possibili problemi. Pianificare i dettagli significa fare un ragionamento che va oltre il quotidiano o il mese in corso. Significa mettere al sicuro la famiglia da eventi straordinari e pertanto imprevisti: morte, malattia o perdita del lavoro. Proteggersi significa anche proteggere l’altro (e i figli) se le condizioni economiche su cui si sta progettando una vita insieme venissero a mancare o dovessero cambiare.
  6. Vivere nell’ambito delle proprie possibilità. Una volta definita la meta, decisa di comune accordo la via per raggiungerla, ognuno deve fare la propria parte per rimanere nel percorso tracciato, questo sia che esista un solo conto in comune sia che ciascuno mantenga anche un proprio conto personale. 

Il mese più quotato per i matrimoni si avvicina ma, qualunque sia la forma della tua famiglia, non dimenticare di dare forma anche al vostro futuro finanziario.  

Giorgia Ferrari

6 commenti

  1. Andrea G.

    3 mesi fa  

    Buondì Giorgia! Io sono per il conto unico, o meglio mi ci sono ritrovato senza neanche affrontare l’argomento.
    Fino a poco fa l’unica attività di gestione di mia moglie era che a fine mese guardava il conto, se il saldo era maggiore di quello del mese precedente tutto ok! 😀 – LA ADORO XD –
    Insistendo un po’ sono riuscito a farle cominciare a monitorare tutte le spese con un app. condivisa che consente anche di impostare un budget massimo!
    Successivamente, dopo averle fatto leggere “l’uomo più ricco di Babilonia”, abbiamo concordato che il budget di spesa fosse sempre un massimo del 90% delle entrate nette del mese prima e quel 10% restante fosse investito mediante un altro conto.
    Per ora siamo in linea con gli obiettivi anche se a breve arriveranno mesi burrascosi.
    La vedo abbastanza fiduciosa del modus operandi che abbiamo adottato e prima o poi, giuro!, le farò fare il corso di Intelligenza finanziaria 😀
    A prestissimo!

    Una buona vita


    • Giorgia Ferrari

      3 mesi fa  

      Ciao Andrea,
      Per esperienza posso dirti che tantissimi mariti che hanno come te iniziato un percorso da soli a Intelligenza Finanziaria e, con pazienza sono riusciti a coinvolgere le mogli reticenti e titubanti, poi si sono ritrovati ad essere sorprassati per entusiasmo e caparbietà dalle loro compagne. Quindi preparati!
      Fino a quel momento mi sembra che tu sia un ottimo Maestro per lei, ma fai bene a inistere per farla frequentare. È importante evolvere insieme.
      Davvero a prestissimo.

      Gio


  2. Giuseppe

    3 mesi fa  

    Grande Andrea. Notevole l’aver invitato il partner a condividere la gestione finanziaria. Come te anche io mi sono ritrovato a scegliere l’aspetto conto condiviso come una cosa naturale non pensando neanche ad altre possibilità, nonostante che sia io che mia moglie abbiamo avuto problemi col lavoro e quindi con entrate finanziarie differenti. E’ vero che la gestione finanziaria famigliare col segnarsi tutte le spese l’abbiamo adottata da almeno 15 anni e questo ci ha aiutato molto a capire come gestire il tutto.
    Condivido in pieno i punti elencati da te Giorgia, mi ritrovo nel primo gruppo di persone, ho “qualche anno in più” ma non mi sento affatto “superiore moralmente” . Anzi leggo con molta attenzione soprattutto chi non la pensa come me. Un salutone a tutti.


    • Giorgia Ferrari

      3 mesi fa  

      Ciao Giuseppe,
      ascoltare chi la pensa diversamente è sempre motivo di riflessione.
      Spesso siamo così barricati nel difendere le nostre convinzioni da diventare sordi e in alcuni casi giudicanti.
      Non è certo il tuo caso.
      Anch’io ho qualche anno in più; sono stata educata con le certezze del secondo gruppo (a ognuno la propria indipendenza) benché il mio cuore auspichi al primo gruppo (totale condivisione di ogni singolo aspetto della vita) e la mia esperienza dia ragione al terzo.

      Un salutone anche a te!
      Gio


  3. SARA CONDEMI

    3 mesi fa  

    Ciao Giorgia, mi sono già espressa sul gruppo FB quando è stata posta la domanda sulla modalità di comportamento finanziario nella coppia, qui mi limito a dire che un bel corso di intelligenza finanziaria da inserire nei corsi prematrimoniali è un’idea che condivido in pieno!!!!!! Spesso l’argomento soldi nella nostra società è tabù e questo accade anche all’interno della coppia: purtroppo, di frequente, quando se ne inizia a parlare è per far fronte a problemi dove le emozioni scatenate dal disagio o dalla paura rendono molto più impegnativo il dialogo e il confronto per il raggiungimento di obiettivi che soddisfino entrambe le parti.
    Grazie dell’articolo che sicuramente stimolerà la riflessione di chi non si è ancora confrontato/a con questa esigenza!


  4. Giorgia Ferrari

    3 mesi fa  

    Grazie a te Sara di contribuire al dibattito in Community.
    Voi siete di stimolo alla mia riflessione 😉

    Buon week end
    Giorgia


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