I mille utilizzi del Bambù Gigante

Dando soddisfazione alla grande richiesta di approfondimenti suscitata dall’articolo precedente (clicca QUA se non lo hai ancora letto), in questo nuovo post parliamo dei mille utilizzi del Bambù Gigante e del perché si ritiene sarà oggetto di domanda crescente in tutta Europa nel prossimo futuro. Se l’argomento continuerà ad appassionarvi, nei prossimi articoli potremmo invece scendere più in dettaglio su tutti gli aspetti più strettamente agricoli e naturalistici della singola pianta di bambù e dei bambuseti rendendo onore ad un organismo vivente davvero affascinante.

Nel frattempo, come anticipato in precedenza, confermo a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta che abbiamo creato un nuovo mini seminario dedicato proprio al tema dell’investire nel Bambù Gigante, incontro in cui avrò il piacere di condividere il palco con diversi esperti di rilevanza nazionale ed in cui sviscereriamo ogni dettaglio dando poi ampio spazio finale alle domande dei partecipanti ed alle richieste di approfondimento personale.

L’evento si chiama “INVESTIRE NELLA GREEN ECONOMY” e ha un format innovativo rispetto ai più tipici incontri Smartmoney essendo a tutti gli effetti un “Business Opportunity Seminar”. Nella pagina di presentazione tutti i dettagli sulle prossime date e sedi dell’evento, un mio video in cui spiego tutti i dettagli di questa iniziativa e il form per iscriversi.

Spazio ora ai mille utilizzi del Bambù Gigante.

SETTORE ALIMENTARE

Sono circa 200 le specie di bambù commestibili che forniscono germogli di gusto gradevole. Da un punto di vista nutritivo i germogli di bambù freschi rappresentano un alimento sano, nutriente, a basso contenuto di grassi ed elevato contenuto di fibre: 100 grammi contengono solo 27 calorie e ben 2,2 grammi di fibre. I germogli di bambù sono inoltre ricchi di vitamine del gruppo B, indispensabili per il corretto funzionamento del metabolismo, e di minerali come il manganese e il rame. Si è recentemente scoperto che dispongono anche di piccole quantità di altri minerali essenziali ed elettroliti quali calcio, ferro e fosforo. 100 grammi di germogli contengono ad esempio circa 533 mg di potassio, un minerale importante che aiuta nel controllo della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna ed è capace di contrastare gli effetti negativi del sodio all’interno del nostro organismo. Data la loro diffusione anche nelle cucine occidentali, i germogli di bambù possono essere trovati in alcuni negozi di alimentari, oltre che nei ristoranti cinesi di tutto il mondo. Anche dopo la cottura i germogli di bambù mantengono la loro fragranza, poiché la cottura non distrugge la loro struttura. Una volta cotti, i germogli di bambù possono essere conservati e distribuiti in tutto il mondo.

Al momento, non esiste ancora in Italia una filiera che produca e commercializzi quantità significative di germogli freschi di bambù e la stragrande maggioranza delle enormi quantità consumate dai ristoranti orientali sfruttano un prodotto di scarsa qualità importato dalla Cina sotto salamoia con l’aggravio degli ingenti costi di trasporto.

Negli ultimi 12 mesi, diversi chef famosi hanno iniziato anche nel nostro paese le loro prime proposte di piatti sofisticati contenenti germogli di bambù fresco biologici e di qualità, ragion per cui tutto lascia presupporre un’espansione importante nel mondo degli appassionati della cucina sofisticata e salutista anche al di fuori della cultura orientale non appena ci sarà disponibilità di prodotto fresco made in Italy.

SETTORE TESSILE

Una delle applicazioni più innovative è l’uso del bambù Moso come fibra tessile per produrre indumenti ad elevata sostenibilità.

La stilista Kate O’ Connor definisce la moda in bambù “un modo di vestire molto più economico della seta e molto più sostenibile per l’ambiente” ma anche “il tessuto perfetto per l’estate”. Oltre a lei, anche altri stilisti come Diane von Furstenberg, Oscar de la Renta ed eco-stilisti come Amanda Shi Avita, Linda Loudermilk, Katherine Hamnett e Miho Aoki (per citarne solo alcuni) hanno in comune l’utilizzo del bambù per la creazione dei loro capi. La morbidezza, la lucentezza, il prezzo abbordabile se paragonato a seta e cachemire e l’eco-sostenibilità hanno infatti attirato l’attenzione verso questo materiale.

I tessuti fabbricati con viscosa di bambù hanno alcune proprietà amate da stilisti e consumatori sia convenzionali sia eco-consapevoli:

  • Sono naturalmente morbidi e lucenti
  • Sono meno costosi e più resistenti della seta (i capi d’abbigliamento in bambù possono essere tranquillamente messi in lavatrice e nell’asciugatrice)
  • Sono ipoallergenici, e adatti anche a pelli sensibili grazie alla struttura liscia e rotonda delle fibre.
  • Sono antibatterici e antifungini, grazie ad un agente antibatterico presente nelle piante di bambù che aiuta anche a trattenere gli odori.
  • Sono altamente assorbenti, quasi 3 o 4 volte in più rispetto al cotone, traspiranti e termoregolatori: in condizioni meteorologiche calde e umide gli abiti in bambù
    contribuiscono a mantenere chi li indossa più asciutto, più fresco e più comodo, rispettando la pelle.
  • Proteggono dai raggi UV dannosi (ne schermano circa il 98%).

Oltre a tutto ciò, i capi di abbigliamento in bambù sono al 100% biodegradabili e possono essere completamente decomposti nel suolo da microrganismi o alla luce del sole, senza rilasciare, durante la decomposizione, sostanze inquinanti come il gas metano, che è comunemente prodotto nelle discariche.

In Italia ad oggi l’uso del bambù per l’abbigliamento è poco frequente, se non in forma estremamente limitata e sotto forma di fibra naturale. Solitamente il filato di bambù nell’abbigliamento è utilizzato prevalentemente insieme al cotone (50% bambù e 50% cotone), mentre nella creazione di accessori quali calze, sciarpe, cappelli, panni per casa, panni per occhiali e asciugamani spesso viene utilizzata al 100% solo fibra di bambù. Esistono tuttavia alcune realtà aziendali come l’industria tessile piemontese che hanno deciso di investire in questo tipo di materiale.

EDILIZIA E BIOARCHITETTURA

Il bambù è sempre più utilizzato come materiale da costruzione grazie ad una maggiore resistenza a tensione e compressione rispetto al legno. La resistenza delle sue fibre alla tensione può arrivare a quasi due volte quella dell’acciaio mentre la resistenza alla compressione supera addirittura il calcestruzzo.

La costruzione di case in bambù è una pratica tradizionale comune in gran parte dei paesi in via di sviluppo dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa e diventa particolarmente diffusa nelle aree rurali dove le comunità locali costruiscono basandosi su metodi tradizionali e attraverso l’uso di tecniche tramandate da generazioni.

L’interesse di numerosi architetti, prevalentemente occidentali e sudamericani, che negli ultimi decenni hanno dedicato i loro studi e le loro sperimentazioni alle proprietà meccanico-fisiche del bambù e al suo impiego nel settore dell’edilizia, hanno prodotto risultati innovativi apportando un notevole sviluppo nella concezione di questo materiale. Nell’ambito delle costruzioni a basso costo, il bambù si presenta infatti come un materiale competitivo: è un materiale economico ed ecosostenibile e si possono costruire abitazioni con poche centinaia di dollari, completamente smontabili e riparabili, comode e fresche da abitare.

Architetti, eco designer ed interior designer oltre che ambientalisti non potevano non notare un materiale da costruzione 50 volte più resistente della quercia ma più leggero del cemento armato, flessibile, esteticamente gradevole e sostenibile, idoneo ad essere utilizzato anche per costruire ponti e cattedrali. Grazie a queste caratteristiche uniche, l’interesse al bambù come materiale da costruzione sta crescendo piuttosto velocemente anche in Europa.

In Colombia, in prima linea nelle moderne architetture sostenibili che utilizzano bambù, architetti come Oscar Hidalgo Lopez, Marcelo Villegas, Simon Velez, realizzano pregiate residenze ma anche uffici pubblici con bambù. Negli Stati Uniti Darrel DeBoer è un architetto specializzato nella costruzione di edifici con materiali sostenibili e ha creato edifici universitari grazie al bambù, scrivendo un manuale sull’utilizzo della pianta. Nelle Hawaii edifici governativi vengono realizzati con il bambù raggiungendo elevati livelli di certificazione strutturale; sempre negli USA numerose sono ormai le case realizzate completamente in bambù, ed aziende specializzate nell’utilizzo del bambù sperano di espanderne l’utilizzo anche in altre zone temperate dell’Europa. In Italia è stata costruita la prima struttura d’Europa a uso pubblico interamente in bambù e a carattere permanente: si trova a Vergiate (VA) ed è destinata a ospitare le manifestazioni estive del paese. Per costruirla sono stati utilizzati 400 culmi di bambù, per un totale di circa 500 metri quadrati.

Il bambù, laminato o pressato, può inoltre essere impiegato per pavimenti, rivestimenti e arredamento trattato naturalmente con colori naturali. Grazie all’ottima qualità e al prezzo concorrenziale, in Europa sta avvenendo una decisa espansione dell’uso del bambù come materiale da rivestimento per pavimentazioni. Le aziende italiane del legno commercializzano il bambù principalmente sotto forma di pannelli o in fogli sottili (impiallacciatura). Attualmente il bambù viene importato in Italia dai vari paesi di produzione sia come materia prima che sotto forma di legname.

Ad evidenziare una tendenza che pare irreversibile, Scavolini è una delle grandi firme dell’arredamento italiano che oggi puntano al bambù nella loro produzione di cucine.

ALTRI UTILIZZI DEL BAMBU’

Grazie alle fibre flessibili e morbide, il bambù rende possibile la realizzazione di una vasta gamma di prodotti e di forme, e sono centinaia le altre applicazioni del bambù. Sul mercato esistono prodotti di ogni tipo fatti con questo materiale: accessori per la cucina, contenitori di vario genere, sedie, tavoli e gazebi da giardino, caschi, biciclette, cover per cellulari, tastiere per pc, vasi e un’infinità di suppellettili.

I gioielli in bambù montati su oro oppure con pietre preziose incastonate creati dalla stilista e imprenditrice Betty Feffer sono una delle manifestazioni più raffinate. Uno stilista del calibro di Gucci, precursore e creatore di mode, ha da molti anni creato un’intera linea di borse con manici ed accessori in bambù, chiamata Bambù Forever.

La principale destinazione del bambù a livello mondiale è tuttavia la produzione di carta. Il bambù possiede sei volte più cellulosa delle conifere e possiede fibre molto resistenti di qualità a volte addirittura superiore a quelle degli altri tipi di legno. La produzione mondiale di pasta di cellulosa di bambù è di circa 10 milioni di tonnellate. La Cina è il più grande produttore, seguita dall’India e da altri paesi del Sud-est asiatico, come la Thailandia, l’Indonesia, le Filippine. La Cina sta investendo massicciamente per raddoppiare la sua produzione di cellulosa nei prossimi 10 anni e la principale materia prima è proprio il bambù.

Anche nel settore “lusso” il mercato è sempre più orientato verso l’utilizzo di materie prime eco-compatibili e a basso impatto ambientale, e non può quindi stupire se il bambù è stato scelto per gli interni delle auto di lusso BMW nella serie X6, dalla Mercedes nei prodotti di fascia alta come ad esempio la SL e dalla sempre attenta Lexus che monta interni in bambù di serie sul suo allestimento luxury. Anche marchi storici come Rolls Royce e Bentley stanno usando il bambù per i rivestimenti interni.

Il bambù sta inoltre riscontrando grande successo nel mondo della nautica con yacht che presentano interni e struttura portante interamente in bambù.

Andando in conclusione: sono davvero più di mille gli utilizzi del Bambù Gigante ed è bello pensare che possa aiutare a costruire un mondo che sia sempre più green, sostenibile e a misura d’uomo.

Ci sentiamo presto per nuovi aggiornamenti e, come sempre, lasciate i vostri commenti in calce all’articolo.

Stay tuned!

Roberto Pesce

15 commenti

  1. Massimo

    9 mesi fa  

    Grazie, argomento interessante, vorrei saperne di più


  2. Simone

    9 mesi fa  

    È un argomento molto interessante e mi piacerebbe partecipare al seminario del 27 marzo… ottimo settore dove poter investire!grazie Roberto


  3. Stefania

    9 mesi fa  

    Ottimo…il 15 sarò a Reggio Emilia! Attendo maggiori info per orari e location…grazie!!


  4. Giovanni Figoli

    9 mesi fa  

    Occorre disponibilità di terreno da coltivare: dove, lotto minimo/massimo, caratteristiche.


  5. Gianfranco

    9 mesi fa  

    Egregio Roberto, leggendo i tuoi articoli ed a volte anche quelli dei tuoi collaboratori, posso certamente dire che sono molto interessanti, e vorrei partecipare a Reggio Emilia a l’evento cui tratta appunto questo argomento. Sia tu che il tuo staff, siete persone che con semplicità fate capire alle persone, come me che ho partecipato a quello di Parma, che abbiamo delle straordinarie opportunità di cambiare la nostra vita, sia personale che economica. Attendo tue notizie, cordialmente Gianfranco.


  6. Marco

    9 mesi fa  

    Quando avremo i dettagli sull’incontro del 15/03?Sarà un evento serale oppure nell’arco di tutto la giornata?Grazie mille in anticipo l’argomento è veramente avvincente!


  7. Nicola

    9 mesi fa  

    Ciao Roberto, ho già lasciato sull’articolo precedente le mie curiosità in merito a questo argomento. Ho capito che le risposte le troveremo in aula. Aspetto, oltre alle date, il dettaglio del programma. Un saluto, Nicola.


  8. Fabrizio

    9 mesi fa  

    Sono in procinto ad aprire una azienda nel settore agricolo tra Piemonte e Liguria.
    Vorrei esserci al seminario di Milano, cosa devo fare per partecipare?
    Grazie


  9. Andrea B

    9 mesi fa  

    Grazie, veramente interessante !


  10. Gabriella

    9 mesi fa  

    Grazie per la sensibilità che hai percepito intorno al nostro all’intesse per il bambù gigante.
    Addirittura ci organizzi degli incontri; spero tanto di poter partecipare ed inserirmi progetti comuni.
    Cari saluti


  11. Lauretta

    9 mesi fa  

    Ciao Roberto, passo dopo passo ci stai appassionando alla cultura del bambù. ….grazie in attesa di altre interessanti novità….


  12. camilla

    9 mesi fa  

    …il discorso si fa sempre più intrigante..


  13. Anna Maria

    9 mesi fa  

    Ciao Roberto,
    l’argomento è interessantissimo e tu, come al solito, sai essere molto convincente; la domanda quindi è questa: per chi fosse impossibilitato a partecipare alle giornate da te indicate, ci sarà la possibilità di avere i dettagli della vostra proposta di investimento via Web?


  14. Roberto Pesce

    9 mesi fa  

    Ciao a tutti, ho appena pubblicato un novo articolo dedicato proprio alle DOMANDE e RISPOSTE più frequenti sul tema degli investimenti nel bambù gigante, lo potete leggere da qua:

    https://www.robertopesce.com/investing/bambu-gigante/investire-nel-bambu-gigante-domande-e-risposte/

    Quanto agli incontri dal vivo, a brevissimo pubblicheremo la pagina di presentazione con tutti i dettagli mandandone comunicazione via mail.

    Occhio se siete interessati a partecipare perchè i posti andranno a ruba!


  15. Roberto Pesce

    8 mesi fa  

    Eccomi!!
    Siamo finalmente online con la pagina di presentazione dell’evento dal vivo dedicato al Bambù Gigante, lo abbiamo chiamato “INVESTIRE NELLA GREEN ECONOMY”, tutti i dettagli e il link per iscriversi li trovate qua:
    https://www.robertopesce.com/investirenellagreeneconomy/


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