Insegnando ai bambini a gestire il denaro, si impara

Bambini gestire denaroÈ giusto insegnare ai bambini la gestione del denaro?

Forse qualche anno fa vi avrei risposto di no, che è giusto che i bambini crescano liberi da questo tipo di conoscenza, che tanto prima o poi nella vita dovranno imparare.

Ma il punto è proprio questo.Come impareranno?

Impareranno dall’imitazione, come fanno tutti i bambini.

Vedranno noi genitori e si comporteranno di conseguenza, ascolteranno i nostri commenti interpretandoli a modo loro.

Senza una chiara comunicazione ed educazione finanziaria si va a tentativi e a intuizioni, e si cresce, come abbiamo fatto tutti, imparando dagli errori: abbinando al denaro sensazioni di conquista o di sconfitta, di rispettabilità o di indifferenza.

Queste emozioni, senza che ne siamo consapevoli influenzano il nostro modo di rapportarci al denaro.

Perché? Perché nessuno ci hai mai insegnato che il denaro è uno strumento e che gestirlo con metodo è facile e neutrale.

Tra i metodi più semplici e funzionali c’è quello insegnato da T.Harv Eker.

Nella sua applicazione pratica qui ve lo differenzio in base all’età attingendo dall’esperienza che ho vissuto con i miei figli.

Negli anni delle elementariImparare a risparmiare

Stabilita una quota mensile o settimanale da dare come “paghetta” gliela fate dividere in tre parti uguali:

  • Libertà finanziaria
  • Divertimento
  • Beneficenza

Prendete dei barattoli, dei salvadanai o altri contenitori su cui mettere delle etichette. La cosa migliore è crearli insieme a loro con immagini e scritte. Quelli fatti con mia figlia qualche anno fa utilizzavano ad esempio le bottiglie di plastica dei succhi di frutta.

I soldi del primo barattolo non vanno spesi mai! MAI.

Sono la base che nel tempo servirà per creare una rendita. Quando impareranno a investirla per il loro futuro, quel barattolo sarà la gallina dalle uova d’oro.

I soldi del secondo barattolo, quello del divertimento, li possono spendere a loro piacimento.

La quota della beneficenza, infine, va destinata per chi ha meno di noi.Forse l’unica emozione che val la pena abbinare al denaro è essere grati per quello che si ha e condividerlo con altri con generosità. Quelle somme possono essere donate a grandi enti, noi ad esempio avevamo deciso che andassero a Emergency, o essere la moneta lasciata al ragazzo con la chitarra.

Barattoli risparmio denaro

Dalle medie in poi

Crescendo le esigenze cambiano e ai barattoli se ne aggiungono due: Formazione e Risparmi di lungo termine.

Nella formazione si accantonerà denaro utile a frequentare corsi, viaggi studio o tutte le esperienze che chiamiamo istruzione.

I risparmi di lungo termine è denaro destinato a grandi spese future, come il motorino o la macchina. Forse non basteranno a finanziare tutto il necessario, ma vederli dare il loro contributo sarà gratificante per tutti.

La “paghetta” perciò, dalle medie in poi, verrà suddivisa in questo modo:

  • Libertà finanziaria 40%
  • Risparmi di lungo termine 20%
  • Divertimento 20%
  • Formazione 15%
  • Beneficenza 5%

Per i grandi (vecchi e nuovi)

Quando si avrà un reddito su cui contare, così come una casa da mantenere o anche una famiglia, i barattoli probabilmente spariranno e lasceranno il posto a un conto corrente.

A quel punto la suddivisione del denaro sarà virtuale, ma altrettanto importante.

L’ultimo e determinante barattolo da aggiungere nella nostra gestione sarà: quello delle necessità.

Per necessità intendo tutte le spese indispensabili: affitto o mutuo, bollette, spesa alimentare, ecc.

In una gestione ideale ecco la suddivisione da fare:

  • Necessità 55% (spese essenziali)
  • Libertà finanziaria 10% (la gallina delle uova d’oro – MAI SPENDERE)
  • Risparmi di lungo termine 10% (future spese importanti)
  • Formazione 10% (corsi di aggiornamento o di miglioramento)
  • Divertimento 10% (divertimento, svago, DA SPENDERE OBBLIGATORIAMENTE TUTTI I MESI)
  • Beneficienza 5%

Avere regole, dare al denaro un nome, lo priva di significati aggiuntivi che a volte gli diamo impropriamente. Ci libera dall’essere troppo risparmiosi, esageratamente spendaccioni o totalmente non curanti.

In un recente articolo di Roberto “Dal palco di Zelig a vivere in auto: la triste parabola di Marco Della Noce” abbiamo visto come i casi della vita e forse una gestione poco attenta crei grosse difficoltà. Questo metodo vale qualunque sia il tuo reddito, perché se non si impara a gestire il poco poi non si riuscirà nemmeno a gestire il tanto.

Trasmettere ai figli anche questa educazione non può che facilitargli il percorso.

Approfittatene fino a quando non vi chiederanno la paghetta in Bitcoin!

Giorgia Ferrari

4 commenti

  1. Francesca Borboni

    1 mese fa  

    Grazie Giorgia, indicazioni utilissime!! Procedo alla differenziazione dei barattoli, che è anche un bel gioco da fare insieme:-).
    Francesca


    • Giorgia Ferrari

      1 mese fa  

      Si Francesca è vero, è un bel gioco da fare insieme, se ti va mandami una foto del risultato 🙂


  2. Ardian Tozaj

    1 mese fa  

    Grazie Giorgia.
    Sinceramente ,non l’avevo mai visto sotto questi aspetti la paghetta dei figli, ma in effetti con il seno del poi direi che è proprio cosi.Mio figlio ha 12 anni e gli ho sempre detto di fare quello che gli pare con i suoi soldi e in effetti lui il giorno dopo gli spende tutti ed è sempre senza soldi. Non ho mai lavorato con lui in termini di risparmio. Vale sempre quel detto che dicono ” semini bene raccogli bene, semini male raccogli male”. Mah. questo articolo mi fa riflettere molto. Concettualmente vale per i piccoli ma anche per i grandi . Con affetto Ardian


    • Giorgia Ferrari

      1 mese fa  

      Sono contenta che tu abbia trovato utilità nell’articolo. Il senso è proprio quello che dici tu, insegnando ai bambini impariamo anche noi e a volte ci rendiamo conto degli errori fatti o di dove possiamo migliorare.
      Fammi sapere come procederà la suddivisione in barattoli 😉


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