La follia di un’economia basata sul debito

Da più di un anno a questa parte, l’informazione anche generalista (telegiornali, quotidiani, portali web etc.) è dominata dalle notizie economico-finanziarie, ahinoi perlopiù nefaste e inquietanti.

Termini come “spread”, debito pubblico, “bond”, BCE, “crisi dell’euro”, “salvataggio della Grecia” e importi dell’ordine delle centinaia di miliardi di euro sono quindi diventati di uso abbastanza comune tanto da creare quasi una sorta di assuefazione e un pò come succede per il calcio per cui quando ci sono manifestazioni come i campionati europei attualmente in corso tutti diventano commissari tecnici e sparano le proprie migliori formazioni alla faccia dell’esperienza del legittimo CT Prandelli, così mi capita di assistere ai più vari dibattiti in cui ognuno lancia la propria soluzione ai problemi che attanagliano l’economia europea e mondiale.

La mia impressione è però che ben pochi si rendano conto di cosa stiamo parlando e della follia di un’economia globale (pubblica e privata) da decenni basata sul debito e su regole non propriamente democratiche che solo da pochissimo tempo stanno venendo alla luce.

Per dare il mio contributo alla comprensione di queste questioni, dopo aver ricevuto un’e-mail dalla Svizzera dal mio amico Enzo Parianotti che approfitto per salutare e ringraziare, sono andato a fare un pò di ricerca in quell’incredibile miniera di informazioni rappresentata dal web e ho scoperto il lavoro di un artista e designer americano, Oto Godfrey, che sul suo sito http://usdebt.kleptocracy.us/ ha fornito una serie incredibile di rappresentazioni grafiche dei debiti mondiali da cui ho ampiamente attinto per le immagini di cui sotto.

Procediamo quindi per gradi, gustati il dettaglio delle immagini, non guardarle in fretta ma soffermati a notare le proporzioni dei vari oggetti mostrati e prova a pensarle nella realtà … sarai forse come me sopraffatto dalla follia nella quale stiamo vivendo e che invece politici, economisti e giornalisti sembrano trovare tutto sommato normale.

Banconota da 100 euro

Quella che vedi qui sopra è naturalmente una ben nota banconota da 100 euro, per  molta gente 10 o poco più banconote come queste rappresentano il salario di un mese di duro lavoro e impegno.

Mazzetta da 10.000 euro

Questa invece è una mazzetta da 100 banconote, per cui abbiamo un importo totale di 10.000 € (diecimila euro), volendo può ancora stare in tasca e ci si potrebbe acquistare un automobile di piccola dimensione o di seconda mano.

Attenzione però che ora cominciamo a vedere i soldi importanti …

1 milione di euro

Se la matematica non è un’opinione, impilando 100 mazzette da 10.000 € cadauna otteniamo un milione di euro (1.000.000 €), molti più soldi di quelli che la maggior parte della popolazione vedrà mai in tutta la propria vita ma tutto sommato oggi come oggi non ancora una cifra che ti fa sentire veramente “ricco”, diciamo magari “benestante” o appartenente a quella classe medio-alta che tuttavia si sta cercando di far retrocedere sempre più tramite l’ausilio coordinato e scientifico di costi sulle materie prime, tasse e burocrazia.

Da un punto di vista visivo e volumetrico 1 milione di euro è meno impressionante di quanto potrebbe sembrare, non pensi? Nessun problema ad impilarlo su una scrivania oppure a metterlo in una valigetta 24 ore e in effetti parlando di questi importi, di “mazzette” e “valigette 24 ore” qualcosa ci viene in mente ma diciamo che questo sarebbe un altro discorso …

Ad ogni modo con 1 milione di euro siamo sicuramente competitivi sia sul mercato immobiliare che per poter avviare e gestire un proprio business di medie dimensioni.

Un “bancale” da 100 milioni di euro

Adesso le cifre cominciano a diventare davvero importanti. Quello che vedi qua sopra è un tipico “pallet” o “bancale” che vediamo spostare con i muletti in un qualsiasi magazzino, solo che questa volta il suo contenuto è molto più importante: 100 milioni di euro (100.000.000 €).

A livello visivo, nota il paragone dimensionale del pallet con il manichino rappresentante una persona in grandezza reale, con il cubotto da 1 milione di euro e con la mazzetta da 10.000 €. Ricordati di osservarli sempre perchè saranno presenti anche nelle prossime immagini anche se tenderanno a scomparire nel paragone con le dimensioni degli altri oggetti.

Per girare un pò il dito nella piaga diciamo che 100 milioni di euro sono il prezzo di un paio di calciatori “top player” tipo Thiago Silva che il Milan sta proprio oggi vendendo agli sceicchi del Paris S. Germain per metà di tale importo, ma anche approssimativamente quanto i manager delle grandi banche si sono pagati come “bonus” durante la crisi attuale… ehm, bonus per aver gestito banche in molti casi sull’orlo della bancarotta e salvate con i soldi pubblici derivanti dalle imposte dei cittadini e andati quindi ad aggravare il debito pubblico con la conseguenza di dover aggravare ulteriormente le tasse e così via.

Se senti puzza di bruciato in questo discorso sei sulla strada giusta ma abbi ancora un pizzico di pazienza che completiamo il ragionamento e vediamo tutte le cifre in ballo riprodotte in immagini.

Un TIR da 2 miliardi di euro!

Continuiamo quindi a salire con i numeri e a rappresentarli graficamente. Un TIR come quello qui sopra potrebbe trasportare 20 bancali da 100 milioni di euro cadauno, per arrivare quindi all’astronomica cifra di 2 miliardi di euro (2.000.000.000 €)! Considera che attualmente il deficit di bilancio della derelitta Grecia è nell’ordine dei 24 miliardi di euro annui per cui la Grecia dovrebbe ricevere una dozzina di questi TIR solo per andare in pari sul proprio conto finanziario annuale …

Visto che i problemi rilevanti del debito però non appartengono solo ai poveri greci, avrai forse sentito qualche volta nominare l’acronimo PIIGS, che è un gioco di parole nemmeno tanto elegante tra la parola “PIGS” (ossia “porci o maiali” in inglese) e le iniziali delle 5 nazioni con le finanze pubbliche più disastrate d’Europa: Portogallo, Irlanda, Italia (ahia!), Grecia e Spagna.

Si ma, ti chiederai: A quanto ammontano i debiti dei PIIGS, e chi sono i loro principali creditori?”

Indovina un pò? Quando si parla dei “mercati” a chi si fa riferimento? Beh, certamente nella definizione dei “mercati” rientrano tutti coloro che hanno prestato soldi alle nazioni in questione per cui ne faccio parte anche io che possiedo qualche decina di migliaia di euro di BTP e altri titoli simili ma, dimensionalmente parlando, scompaio come una formica di fronte a …

Intesa S. Paolo e Banca BBVA, i due principali prestatori di debito ai paesi “PIIGS”

… quelli che vedi qua sopra che non sono semplicemente due TIR, fai bene attenzione alle immagini, bensì convogli di TIR di circa 500 metri di lunghezza (mezzo kilometro) che servirebbero rispettivamente a Intesa S. Paolo e alla spagnola BBVA (toh, due banche!) per trasportare il totale del loro credito nei confronti dei paesi PIIGS, ammontante qualche mese fa rispettivamente a 61,7 e 61,6 miliardi di euro (circa 30 TIR a testa).

Intesa e BBVA sono solo i due principali creditori del debito pubblico, se poi allargiamo il discorso non a tutte ma alle 21 principali banche detentrici del debito pubblico dei PIIGS, ecco che si crea questa terrificante immagine qua sotto.

Un super convoglio di TIR che trasporta gli oltre 560 miliardi di debito pubblico dei paesi “PIIGS” detenuto dalle 21 banche più importanti

Ognuna di queste banche ha un credito nei confronti dei PIIGS di almeno 10 miliardi di euro, per un totale di circa 560 miliardi di euro (560.000.000.000 €) secondo i dati forniti dagli stessi organismi interbancari in occasione degli stress test del 2011.

Va poi considerato che pressochè tutte queste banche hanno creato e sostenuto anche il debito “privato” (mutui, leasing, carte di credito, finanziamenti alle aziende etc.) dando così vita ad un’allucinante “autostrada del debito” da 13 corsie occupata da TIR di soldi per quasi 4 kilometri di lunghezza e che possiamo vedere riprodotta qua sotto (nota che davanti al mega convoglio abbiamo sempre la persona e il bancale da un milione di euro!).

L’autostrada del debito europeo privato appartenente a cittadini e imprese dei paesi “PIIGS” e le principali 13 banche detentrici

Queste 13 principali banche, tra cui 5 istituti italiani e 5 spagnoli, possiedono un debito “privato” pari a 2.910 miliardi di euro o 2,91 trilioni che dir si voglia (in numeri sarebberp 2.910.000.000.000 €) per una lunghezza totale del convoglio di circa 27 kilometri se i TIR si disponessero in un’unica corsia, lunghezza che già ti fa stare male quando è rappresentata da una comune coda autostradale al rientro dalle ferie estive ma che se la immagini realmente composta da TIR trasportanti ognuno oltre 2 miliardi di euro beh … lascio a te tirare le conclusioni su cosa questo significhi nella realtà (magari LASCIA UN COMMENTO in calce all’articolo, mi piacerebbe conoscere le tue opinioni in merito).

Va poi ricordato che questo è “solo” il debito delle principali 13 banche, se inserissimo anche i numeri della banche minori arriveremmo a cifre ben più imponenti.

Paradossalmente suona ironico e quasi divertente pensare che con “soli” 3 bancali di questi euro (ricordiamoci che ogni TIR ne trasporta 20) si potrebbero comperare al prezzo odierno tutti i camion riprodotti nell’ “autostrada del debito” e avere denaro restante a sufficienza per una vita di agio e divertimento.

Quello rappresentato dalle immagini contenute è il mondo economico-finanziario all’interno del quale stiamo vivendo e questo è il fardello che si pretende che noi e le generazioni future andremo a ripagare attraverso un contributo fiscale che, fuor d’ipocrisia, tra imposte dirette e indirette sia palesi che occulte attualmente si aggira attorno ad una percentuale tra il 60 e il 70% del reddito percepito dai cittadini.

Che tutto questo sia una follia su scala planetaria (e, intendiamoci bene, le responsabilità per la creazione di questo scenario sono tanto private quanto pubbliche e andrebbero largamente condivise anche se con pesi fortemente diversi) a me sembra parecchio evidente, mi piacerebbe però sentire la tua opinione in merito attraverso un COMMENTO che puoi lasciare in calce all’articolo.

Tieni poi d’occhio il blog perchè tra un paio di giorni ti parlo anche della situazione degli Stati Uniti d’America e degli altri paesi così come proverò a tirare le mie conclusioni su tutto questo ragionamento.

Stay tuned quindi, riprendiamo presto il discorso.

Roberto Pesce

 

 

 

18 commenti

  1. alex

    6 anni fa  

    Sicuramente fa impressione….ma più che sull’oggetto vorrei soffermarmi sulla possibile soluzione della situazione che é praticamente (nel senso appunto della parola) IMPOSSIBILE matematicamente e finanziariamente.

    In passato situazioni del genere sono sempre sfociate in guerre e rivoluzioni,invadendo e saccheggiando interi continenti. Bene, ora con la minaccia nucleare questo non é più ipotizzabile, sarebbe la fine istantanea di tutto quello che conosciamo come MONDO….e quindi come ipotizzano i ns. politici di risolvere la situazione (per loro ancora nella normlità)?

    Tutto questo fa terribilmente spavento


  2. FILIPPO Guidantoni

    6 anni fa  

    Concordo pienamente, è il problema di un’economia fondata sul debito e sulla crescita a tutti i costi. La soluzione purtroppo è smontare il debito con le conseguenze drastiche che si possono avere. Il sistema non può saltare in toto, ma non trovo inverosimile “chiudere” certi business come quello dei derivati OTC. Continuiamo a fare mutui ma se li carolarizziamo, creiamo dei mostri.

    Ciao Roby, ricordiamoci cosa diceva L. Willliams: “trade what you see” ed io non vedo niente di buono sui miei grafici…


  3. Massimo

    6 anni fa  

    Grazie Roberto per questa testimonianza. Almeno, in questa follia generale, c’è di buono che si cominciano ad informare le coscienze. Non credo sarà sufficiente! Ma almeno si mettono le basi per un futuro meno scellerato…si spera.
    Del resto, il paradosso, è che proveniamo da almeno cinquanta anni di semina di questo disastro. Siamo tutti cresciuti nella completa assenza di conoscenze ed intelligenza finanziaria…ci hanno insegnato a studiare, andar bene a scuola, trovare un bel posto fisso e far le rate per comprare dalla casa (per fortuna degli agenti immobiliari…) alle vacanze.
    Credo, quindi, che prima di estirpare questa convinzioni dovrai fare milioni di corsi di intelligenza finanziaria…
    Se tutti quelli che leggono convincono altre 10 persone a frequentare i tuoi corsi, tra qualche anno siamo salvi…..speriamo…io comincio!


  4. Stefano

    6 anni fa  

    Purtroppo la finanza è basata su carta straccia. Basti pensare che nell’attuale situazione europea l’Italia viene considerata il prossimo paese che sarà costretto a chiedere aiuti finanziari sulla falsa riga della Spagna. Se così fosse perchè solo quest’anno il nostro paese verserà circa 48 miliardi di euro ai vari fondi salva stati (o salva banche)? Con quei 48 miliardi non si sarebbe potuto stimolare la crescita della nostra economia evitando, magari, di dover vendere il nostro patrimonio pubblico?


  5. giuseppe

    6 anni fa  

    Ciao Roberto,
    articolo illuminante e “spaventoso”…
    però quello che mi chiedo io è, nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa??? io penso che altre persone potrebbero fare qualcosa (abolire derivati vari, fare tagli su spese e sprechi statali gestendo meglio la “cosa” pubblica e magari intervenendo sul Signoraggio bancario. A proposito tu Roberto cosa ne pensi del signoraggio e della sovranità nazionale della moneta? Ciao


  6. Roberto Pesce

    6 anni fa  

    Ciao Giuseppe, nel prossimo articolo che pubblicherò domani o sabato concluderò il discorso fornendo altri dati ed immagini e, allo stesso tempo, esprimerò la mia opinione in merito cercando anche di stimolare il ragionamento di chi mi legge attraverso alcune domande.

    Di fatto, sto entrando a piedi pari nei temi del signoraggio e della sovranità nazionale di cui mi chiedi.

    Anticipando qualcosa del prossimo articolo e rispondendo alla tua domanda in cui mi chiedi cosa si può fare: NIENTE e TUTTO allo stesso tempo.

    NIENTE perchè il “sistema” è manovrato sopra le nostre teste.

    TUTTO perchè alla fin fine siamo pur sempre noi a votare i deputati che a loro volta votano le leggi in parlamento che a loro volta autorizzano e ratificano i vari trattati e siamo poi sempre noi che continuiamo a subire supinamente ma che potremmo sicuramente quantomeno alzare la voce e dire che non ci stiamo più ed infine siamo sempre noi che decidiamo se pagare o non pagare le tasse o più banalmente se comprare o meno i prodotti dell’una o dell’altra multinazionale o continuare a creare audience per mass media che per il 90% del tempo erogano informazione controllata e manipolante.

    E’ poi evidente che si tratta di creare una “massa critica” di persone che si faccia sentire e voglia seriamente CAMBIARE LE COSE perseguendo il BENE INVIDUALE ATTRAVERSO IL BENE COLLETTIVO e NON A SCAPITO DELLO STESSO.

    Nel mio piccolo sto cercando di dare un contributo a questa necessità di cambiamento utilizzando quanto nelle mie possibilità ossia una certa preparazione che possiedo e alimento e il talento e l’esperienza che posso avere nell’INFORMARE, DIVULGARE e FAR COMPRENDERE.

    Questo articolo si muove in tal senso così come altri che ho scritto e scriverò e altre iniziative che sto pensando si potrebbero mettere in piedi.

    Per te e per chi mi legge, se condividete questi obiettivi, aiutatemi a diffondere questa conoscenza e a far conoscere il mio lavoro e questo blog.

    A presto, Roberto


  7. Paolo Sanna

    6 anni fa  

    Grazie per aver portato un po’ di chiarezza, finchè si guardano solo i numeri e non gli si da una dimensione si fa fatica a comprendere la dimensione reale dei debiti sovrani, specie trattandosi di cifre dure da immaginare!
    Una cosa mi ha colpito molto negli ultimi anni, scoprire che gran parte delle Banche Nazionali, la Banca di’Italia in primis sono partecipate dalle Banche Commerciali dei loro paesi… Questo spiega perchè siano così intoccabili ma mi preoccupa il fatto che siano de facto loro a decidere la linea economica dei paesi. E’ agghiacciante!
    Adesso attendo con ansia la tua spiegazione e le tue considerazioni sul signoraggio.
    Un grazie ancora per il fatto che fai informazione!

    Paolo


  8. Gianni

    6 anni fa  

    Roberto ,
    Ho letto con attenzione , poi stupore, poi preoccupazione .
    Adesso capisco perché i ns. Politici , ovvero ‘ la casta ‘ continuano a rubare imperterriti .
    Loro sanno che non vi e’ soluzione al problema …. Quindi ..
    Ma io credo che se continuiamo a informarci e a capire quanto ci hanno ingannati i politici da noi eletti con il ”sistema finanziario ” da loro conosciuto e sostenuto , arriveremo a reagire con la determinazione ed efficacia necessari a ricondurre il ns. Mondo ad un livello vivibile.
    ( reagire vuol dire eliminare fisicamente questi ladroni )


  9. Marco Ferraro

    6 anni fa  

    Caro Roberto,
    Devi dire che in questo articolo hai semplificato e reso comprensibile il discorso su come si muove l’economia. E’ proprio vero che le immagini valgono più di mille parole 🙂
    Veramente impressionanti come si passa dalla semplice dimensione di una banconota a quelle di un bancale a poi ai kilometri di tir, veramente impressionante. Complimenti

    Un caloroso saluto

    Marco Ferraro


  10. antonio m

    6 anni fa  

    occorre fare come gli islandesi ed gli argentini che si sono tolti dal debito fatto dalle banche e dovuto essenzialmente al signoraggio per poter essere così liberi di utilizzare la propria sovranità monetaria senza dare soldi ai soliti di bildemberg

    tra l’altro la nostra sovranità monetaria non è cedibile secondo la nostra costituzione per cui il trattato di mastricht è nullo
    per cui potremmo stampare con la nostra zecca l’euro come dice berlusconi


  11. guido68

    6 anni fa  

    Salve,bella idea,il “problema”è che i loro prestiti sono cifre digitate sullo schermo,gli interessi invece li mettiamo noi in contanti.Ciao


  12. Viviano

    6 anni fa  

    Cercando di allegerire la situazione…”dove trovo le chiavi di un TIR ?”


  13. Cristiano

    6 anni fa  

    Buongiorno,
    anzitutto complimenti per il portale, decisamente interessante.
    L’equazione debito=schiavitù è una delle più antiche e utilizzate purtroppo da sempre, a volte protratte per generazioni (oggi in alcuni paesi esistono i mutui che si tramandano di padre in figlio).
    E’ vero che i privati si sono indebitati per potersi permettere consumi non sostenibili dalle loro finanze, è anche pur vero che qualcuno ha ampiamente permesso e spesso subdolamente consigliato questo, nel silenzio dei governi che misurano la crescita dei loro paesi solo in termini di consumo/spesa, trascurando i fattori umani legati al progresso ed al miglioramento della qualità della vita (e anche dell’organizzazione in senso generale).
    Iniziare a comprendere la follia della vita a debito può essere un primo passo verso il cambiamento almeno personale.


  14. alessandro

    6 anni fa  

    Ciao Robi, come al solito i tuoi post toccano sempre argomenti interessanti e il tuo modo di spiegare le cose in modo semplice li fanno diventare anche preoccupanti.
    Hai mai sentito parlare di anatocismo? Ne hai mai parlato in un tuo articolo sul blog? Credo di no! Questa potrebbe essere una leva da usare verso chi detiene i crediti (le banche) per poter stare un po’ meglio noi e metterli un po’ con le spalle al muro. So di persone che hanno già iniziato e a loro detta, quando le stesse banche sono prese in castagna, fanno di tutto purchè non si sparga la voce. Cosa ne pensi? Un salutone affettuoso.
    P.S. : sicuramente non manchero’ di divulgare anche questo articolo sulla mia pagina facebook


  15. glauco

    6 anni fa  

    ciao roberto trovo molto intelligente il tentativo di dare una rappresentazione del debito così realistica ma, forse, già inutile quando si parla di code kilometriche.
    Io credo che il debito non sia un male di per sè ma vada raffrontato alla capacità di reddito e poi occorra farsi la domanda chi lo paga?
    La nostra classe politica fa finta di niente ma con vari strumenti finanziari fra cui i derivati ha fatto in modo che sui giovani gravi una situazione difficilmente sostenibile.Il brutto è che loro vanno in pensione dopo due mandati e ai giovani rischia di restare solo rabbia.
    Mi ricordo di aver dato un esame di storia economica nel quale si studiano i vari crack e truffe dal 1860 in poi.Ogni volta una riforma e ogni volta nuovi sistemi per i soliti furbetti.Il problema è la mancanza di leggi serie o la mancanza di volontà politica e di consapevolezza.Certo lo stato italiano è il primo a non pagare i suoi debiti ma l’incertezza di poter incassare il dovuto crea mancanza di fiducia e quella ferma tutto.Il credito può essere un volano se si usano i soldi avuti in prestito per creare ricchezza ma se servono a farla fuori dal vasino…del resto chi è disponibile a rinunciare al suv per andare a fare la spesa?


  16. piergiorgio

    6 anni fa  

    dott. roberto pesce :

    scrivo solo poche righe per non annoiarti ma ci vorrebbe una enciclopedia
    è certo che noi viviamo nella società che fà e ha fatto del consumismo una
    via di uscita . ma è quella via che ci porta ad indebitarci sempre di più ,come fanno i nostri politici a governare ? io mi ricordo le tue lezioni sulle carte revolvig sulle rate , ho sempre agito come potevo senza fare
    debiti rinunciando al surplus e ho capito che facevo bene . compero l’auto
    neanche a rate ma pagando la metà e versando i soldi degli interessi .
    tre anni e la cambio . unica cosa che faccio è questo . poi se non ho i soldi rinucio a tutto . ciao piergiorgio


  17. menonaltro

    5 anni fa  

    Quello che va evidenziato non è la quantità (tra l’altro la maggior parte di quei soldi non ha un corrispettivo fisico in conio) ma il meccanismo perverso e perché si è utilizzato. Perché uno Stato, che tassa i suoi cittadini per beni e servizi, ha in primo luogo necessità di prendere soldi da chicchessia ed emettere un titolo di debito (con interessi sul debito da ripagare…)? Quando ha avuto origine questa “perversione”? È ovvio che se questo “chicchessia” non è un privato cittadino che alla fine risulta “finanziatore” del suo stesso Stato, ma un organismo extrastatale che non ha nessun interesse democratico e che inietta in questo modo ingenti quantità di credito allo scopo in pratica di aumentare il suo capitale tramite gli interessi che il debitore stesso gli garantisce (non si capisce bene come questi vengano stabiliti!), è ovvio che si viene a creare una dipendenza dannosa per lo Stato (e la democrazia); quindi rifaccio la domanda: perché in primo luogo si è fatto una cosa del genere? Sono meccanismi perversi che bisogna rifiutare a monte.


  18. Nicola

    5 anni fa  

    Grazie per condividere queste importanti informazioni. E’ bene che sempre più persone si rendano conto della enorme “truffa legalizzata” in cui stiamo vivendo. A settembre 2012, a Rimini, ho sentito Kiyosaki dire che secondo lui l’enorme bolla economica mondiale sarebbe scoppiata entro 5-10 anni e, personalmente, ritengo che possa aver ragione. La consapevolezza di quanto accade ed una corretta istruzione finanziaria possono esserci di grande aiuto.


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